...e si può dividersi e non sparire...
se è così riabbracciami quando vuoi!

Domani, Pooh 2004

29/01/2004

Introspezione

E’ un po’ che non parlo di me, ne’ sul blog ne’ con gli amici.

Non so perche’, probabilmente ho commesso l’errore di nascondere le mie situazioni di disagio cosi’ profondamente che ora non riesco a farle uscire, o forse (peggio) ci sono alcune spine nel mio animo che temo di affrontare.

Il problema e’ che cosi’ gli amici abituati a dialogare con me di queste cose si sentono messi da parte. L’altro problema e’ che non riresco piu’ a essere totalmente sereno e anzi sono piuttosto irritabile.
Mah che periodo.

In fondo questo post non e’ per voi che leggete ma per me, per mettere nero su bianco (anzi in questo momento ciano su nero) alcune idee che vagano nella mia mente e cercare di affrontarle.

Funzionera’?

27/01/2004

Perche’ non si ripeta mai piu’!

Bambini

Sessant’anni fa, ad Auschwitz

Oggi, dopo un bombardamento nei territori palestinesi

Domande.

Come puo’ un popolo che ha subito tante ingiustizie permettere che altri esseri umani debbano continuare a soffrire?

Come puo’ un popolo che ha sofferto incarcerare e torturare i bambini?!

Nella speranza che il ricordo di tanto dolore spinga gli ebrei di tutto il mondo a insorgere contro la politica criminale della destra israeliana e in particolare di Ariel Sharon!

Le foto sono tratte da http://www.bdp.it/~psps0001/studenti/olocausto/Homepage.htm e da http://www.stefanotorre.it/default.asp?scheda=218&img=259

Entrambi i siti contengono altre immagini particolarmente forti la cui visione e’ sconsigliabile a persone sensibili.
Non si intende violare alcun copyright od offendere la sensibilita’ di alcuno. Questo post ha il solo scopo di ribadire un concetto:

che la violenza contro gli uomini diventi davvero un ricordo del passato!

25/01/2004

Iraqi blog, un’amara constatazione

E’ finalmente arrivata una risposta all’interrogativo che ponevo un mesetto e mezzo fa: Che fine ha fatto Iraqi blog?

Il problema e’ che forse questa risposta era meglio non riceverla e pensare che la colpa dell’improvviso silenzio fosse esclusivamente di un esercito cieco e cattivo che aveva imposto il coprifuoco telematico a Salvo, l’autore del blog in questione.

Cosi’ non e’.

Il blog di Salvo c’e’ ancora, solo che adesso e’ disponibile solo per i suoi amici di Roma e poche altre persone, sta ad un indirizzo segreto ed e’ protetto da nome utente e password. Questo fatto l’ho saputo qualche tempo fa da un amico, ma non lo avevo scritto perche’ pensavo che Salvo agisse piu’ o meno in clandestinita’ aggirando i divieti o comunque che non volesse pubblicita’.

Ora invece apprendo che ha spedito una lettera a Pino Scaccia, famoso inviato di guerra RAI, in cui spiega le sue motivazioni e parla del blog privato.

Beh, devo dire che la cosa mi da’ un po’ fastidio perche’ se Salvo puo’ andare allo scoperto e dire che ha un blog privato (cosa comunque piu’ che legittima e comprensibile, nonche’ coerente con le sue intenzioni iniziali, come scrive nella lettera) mesi fa avrebbe potuto benissimo scrivere due righe sul blog pubblico per dire, a tutte quelle persone che da un giorno all’altro non hanno piu’ avuto sue notizie, che stava bene e di non preoccuparsi. Invece si e’ limitato a svuotare il blog e costringere molte persone (penso piu’ di quante immagini) a indagare fra i commenti dei blog dei suoi amici per scoprire qualcosa.

Un po’ di rispetto in piu’ forse anche noi, suoi anonimi lettori, lo meritavamo.

23/01/2004

Beatles rivisitati

Mau segnala una interessante compilation di cover dei Beatles riviste, sporcate, riproposte (in una parola “contaminate”, come si dive oggi…) da artisti nostrani.

Visto che il tutto e’ scaricabile gratuitamente e legalmente mi pare utile darne notizia qua: una decina di mp3 gratis non si buttano via a nmmeno la possibilita’ che chi cerca disperatamente “mp3 gratis” venga indirizzato da Google in questi lidi (come sono diventato opportunista… ;-))) )

22/01/2004

Una persona speciale

Oggi in Parrocchia ho conosciuto una persona speciale. Si chiama Cesare, classe ’21, dal 1940 a oggi ha lavorato alla San Vincenzo (un ente che offre pasti ai poveri), eccetto cinque anni nei quali e’ stato prigioniero di guerra.

Ha scritto un bellissimo libro di ricordi che sara’ stampato e venduto dalla Parrocchia e che parla appunto delle persone di Carpenedo. Vicende, momenti, ricordi, situazioni, usanze di un tempo lontano, ma anche di pochi anni fa. Scritto con spigliatezza, acume e voglia di ricordare e conservare memoria di un passato che oggi sembra distante secoli.

Stamane il mio collega Firmo stava lavorando all’impaginazione e alle ultime correzioni. Gli ha mostrato il lavoro fatto ed era bellissimo vedere quest’uomo, che di informatica non sa nulla, stupirsi di fronte alla velocita’ con cui oggi e’ possibile impaginare, acquisire e disporre le foto, correggere i testi, ricercare una parola o spostare un intero capitolo. Ma pur sorpreso non mancava di commentare simpaticamente tutto, da quella che ai suoi stanchi occhi era una “caramellina” (la clessidra di Windows) al fatto che mentre lui ai magazzini della San Vincenzo spostava damigiane da 60kg, noi giochiamo a premer bottoni e spostar finestre. Scherzando (ma non so quanto!) ha detto che Don Armando dovrebbe chiederci un tanto all’ora visto che noi stia,o a giocare. Avra’ torto? ;-)

E’ passata cosi’ una mattina, fra persone davvero gentili, cortesi, pronte a raccontare ma anche ad ascoltare, a offrire, ricevere, anzi diciamo a condividere e mettere in comune le esperienze. E ho deciso che appena pronto leggero’ il suo libro, perche’ e’ fatto col cuore e credo sia utile guardarsi indietro.

Non manchero’ neppure di parlervene e di dargli il risalto che merita, qui e sul sito della mia Parrocchia.

19/01/2004

I nuovi dittatori

La dittatura del nuovo millennio non sara’ in mano a uomini dall’aspetto crudele e a capo di eserciti. La nuova classe dittatoriale e’ in giacca e cravatta, partecipa ai meeting, decide le strategie axiendali e la sua “smoking gun” e’ uno studio legale agguerrito e strapagato.

I nuovi dittatori non sparano proiettili, non mibilitano eserciti. I nuovi dittatori controllano il mondo con i brevetti e brevettano tutto affinche’ chiunque un giorno pensi di fare qualcosa debba pagarli.

Software, tecnologie, sostanze chimiche, faraci. Tutto cio’ che e’ brevettabile sara’ brevettato, per ridurre la liberta’ dei popoli e aumentare il potere (prima ancora del conto in banca) di pochi potenti.

Alle persone dei paesi poveri che muoiono di AIDS fara’ piacere saperlo. Il mondo occidentale e’ cosi’. Prima di tutto il denaro.

In Asia migliaia di persone muoiono di AIDS perche’ non arrivano i farmaci per curarle e se arrivano costano troppo. Alcune aziende producono alternative o addirittura nuovi farmaci ma non possono esportarli perche’ basati su sostanze coperte da brevetti e presto non potranno piu’ venderle neppure in quei paesi. Adesso li ci si cura con mezzo dollaro al giorno. Qui con molto ma molto di piu’.

E poi ci stupiano se qualcuno in nome di una fede mal interpretata
e con metodi indegni mira ad attaccare la nostra societa’?

Finche’ in nome dei brevetti (e del denaro e del potere) si fanno morire le persone cos’altro possiamo aspettarci?

Sbagliano loro, ma noi non siamo l’occidente libero e molto piu’ morale che crediamo di essere!

O meglio lo saremmo, se non ci fossero i nuovi dittatori a decidere per noi quanto dobbiamo pagare per mangiare, vivere e perche’ no, anche morire.

Post da leggere ascoltando
Alzando gli occhi al cielo
(e tanti saluti ai discografici che vorrebbero costringerci a pagare anche per leggere il testo di una canzone: sono ben dentro il business anche loro…)

18/01/2004

Quadri e senso della vita…

Stamane stavo facendo zapping fra le emittenti e ho beccato la cara vecchia Tele-Elefante. Quand’ero piccolo mi piaceva perche’ trasmettevano “Il grande Mazinga”, poi si sono dati a Telemarket e han iniziato a vender quadri e altre opere d’arte da mattina a sera…

Oggi vendevano opere di Davide Frisoni, che sul momento mi son sembrate foto, non quadri. C’era il presentatore che di fronte a un panorama di auto di notte, forse a corto di idee. sparava cose tipo “Frisoni e’ nei musei Vaticani, come puo’ mancare a casa vostra?!” o “loro vogliono venderla solo a xxx… io non condivido ma mi adeguo…”.

Intendiamoci, guardando meglio i quadri sono belli. ‘sto tizio ha una passione per le strade trafficate e sa riprodurre le luci su tela come pochi, pero’… i prezzi!!!!

Sul sito di Telemarket hanno in catalogo parecchi suoi quadri. I piu’ “economici” sono i sui 1800 (milleottocento) euro, altri superano i 6000 (seimila)!

Ora, capisco che l’Artista e’ bravo e deve pure mangiare, ma che senso ha chiedere cifre simili per un dipinto? Intendiamoci, lo so che vi sono quadri ancora piu’ costosi, ma e’ proprio il concetto in se’ che non capisco…

Perche’ un quadro deve valere tre milioni di Lire, uno quattro, uno dodici e via discorrendo? Perche’ cifre SIMILI?! Uno dipinge un quadro, prova e trasmette emozioni e poi la sua opera viene venduta e solo chi ha mille, duemila, tremila, seimila o quant’altro e la puo’ portare a casa e goderne.

E poi ancora, perche’ un quadro deve essere venduto a una persona e quella puo’ portarselo in casa e rimirarselo da sola? Perche’ un miliarario puo’ usare miliardi per abbellire la propria villa? E gli altri? Che gusto c’e’ a fare qualcosa che sara’ vissuto e ammirato solo da chi potra’ spendere migliaia di euro per appenderlo al muro della propria casa?

Mah non so, forse il senso del mondo e’ arricchirsi e dar gioia solo a chi ci riesce. . Che questo valga per molti “VIP” e per chi li rappresenta e’ palese, ma come possa valere anche per chi con le sue opere vuol trasmettere emozioni proprio non lo capisco.

Comunque fortuntamente guardare le riproduzioni online e’ ancora possibile (un giorno ci saranno delle limitazioni anche su questo, vedrete). Guardate il sito di Davide Frisoni perche’ al di la’ dei costi e di questo mondo cosi’ strano, e’ un grande!

PS: adesso che avete sentito parlare di quadri venduti a migliaia di euro e magari acquistati da privati per tenerseli in casa, vi racconto una favola: c’era una volta…

Bello il mondo, vero?

17/01/2004

Lettera per un’amica

Ciao, come stai? Scommetto molto meglio di me… me l’hai fatto sentire come stai, in fondo. In questo periodo pero’ sono stressato, ho tanti pensieri, problemi a casa (te ne sei accorta? Vorrei solo essere piu’ sereno io…), qualche incavolatura, ritmi che cambiano e l’impressione (piu’ che concreta) di non riuscire mai a fare tutto cio’ che devo.

E cosi’ sono passati tre mesi. Gia’ tre mesi o appena tre mesi… La mattina di tre mesi fa ho pensato “non riusciro’ mai piu’ a essere felice, non ne saro’ capace, il pensiero tornera’ sempre a lei”. Ma non e’ vero. A un certo punto e’ scattato in me qualcosa.. una molla. Sara’ qualcosa insito nella natura umana, sara’ un dono del cielo, sara’ stato un tuo abbraccio. Comunque sia mi sono rassegnato, sai? No, che brutta parola, non e’ rassegnazione, e’ accettazione. Tu non ci sei. Ti rivedro’, so che vegli su di noi (e quante volte l’hai dimostrato! Che se lo scrivo qua mi mandano la neuro a casa, pero’ e’ vero…) ma adesso non ci sei e in questa vita non ci inconteremo. Non come avremmo potuto.

Sia chiaro, mi manchi e a volte se penso a come sono le cose provo dolore. Una grande angoscia. Ma non tristezza. Forse in cuor mio ho intuito il disegno delle cose, che quanto accaduto, seppur atroce e doloroso, fa parte dell’ordine naturale. Forse ho capito che devo continuare a vivere, che e’ quello che tu per prima vuoi, li dove sei adesso, nella nuova fase della tua esistenza.

E allora in questo mare di pensieri la cosa piu’ triste e’ ricercare la sofferenza provata. E’ crogiolarsi nel pensiero del distacco, nel ricordo di quei giorni. E’ ripensare che il 17 Ottobre te ne sei andata. Andrea ha creato il sito per te, lo hai visto? Avevamo pure fatto il dominio ma qualcosa inspiegabilmente non ha funzionato. Inspiegabilmente… una coincidenza, una delle tante. Son mesi che ne capitano. E comunque si’, quel sito e’ fatto con affetto ma mette tristezza, mentre io voglio ricordarti, voglio pensarti con serenita’! Te li ricordi i miei “vuoti di silenzio” che ti facevano paura, come dicevi scherzando? Se rileggo quel log, quello dellsa sera in cui ci siamo telefonati, scoppio a redere e mi riempie di serenita’ pensare a te in questo modo.

Pero’ lo confesso, qualche volta non risco mica ad accettare tutte le cose che ho enunciato qui. Sere fa la tua sorellona e un paio di altri sardi hanno fatto un raduno virtuale di Nillissiani (si dira’ cosi’?) in chat. Erano allegri e sereni ma mentre li leggevo provavo un po’ di disagio perche’ sentivo che il futuro era quello: andare avanti senza di te. Accettarlo, tutti. Poi capita anche a me. Di momenti belli in questi ultimi tempi ne ho avuti, grazie anche a certi amici fantastici, ma a volte… c’e’ una parte di me che ancora si ribella, che non accetta. Sara’ la parte piu’ umana, piu’ legata a questo mondo e alla percezione sensoriale delle persone. La piu’ umana appunto.

Ma adesso mi sto dilungando e peggio che mai avro’ confuso le idee alle persone che mi leggono, soprattutto a una. Spero di non farle male con questi pensieri in liberta’. Scusami se gliene ho fatto, ma volevo scriverti, volevo farlo ora per dirti che ho capito, che piano piano sto andando avanti lungo la mia strada proprio come tu ora percorri la tua.

Ciao Chiara, TVB!

12/01/2004

Quote of the day

Dalla firma di un amico, la frase a cui da sempre mi ispiro quando ho a che fare con le pesti sulla Girandola…

“Non bisogna ridere delle lacrime di un bambino. Tutti i dolori sono uguali.”

10/01/2004

Un quesito per Di Pietro sul referendum contro il Lodo Schifani

From: Gabriele Favrin
To: italiadeivalori A(antispam)T antoniodipietro.it
Date: Sat, 10 Jan 2004 18:55:41 +0100
Subject: Un quesito

Buongiorno,
sono un cittadino italiano che desidera indirizzare un quesito all’Sen. Antonio Di Pietro o a chi lo rappresenta in Rete. Copia di questa missiva e della vostra eventuale risposta andra’ sul mio blog (http://www.favrin.net/blog/), uno spazio personale online in cui condivido le mie opinioni con amici, conoscenti e visitatori occasionali.

La mia domanda e’ piuttosto semplice:
vorrei sapere se il Senatore e’ consapevole dei costi necessari per attuare un referendum e se ritiene giustificata questa spesa al solo scopo di poter processare cinque (5) persone prima che termini il loro mandato.

Dico cinque per non dire una, ma apparirei troppo polemico e forse verrei inquadrato frettolosamente come sostenitore di questa o quella forza politica. Al contrario, sono un semplice cittadino che ha l’impressione che si voglia spendere il denaro pubblico (cioe’ anche il mio) per poter celebrare un (1) processo.

A me francamente che una delle cinque alte cariche dello Stato sia processata oggi o a fine Legislatura importa poco. Mi interessano di piu’ gli utilizzi che potrebbero essere fatti del denaro pubblico che l’Onorevole Di Pietro vorrebbe destinare a un referendum su questo tema.

Capisco la questione di principio, ma a volte prima del principio viene il buon senso. Almeno a parere del sottoscritto.

In attesa di una risposta porgo i miei piu’ cordiali saluti.

Servire la Patria…

Sfrutto la piccola e immeritata notorieta’ di questo blog per dare spazio e voce al mio amico Fabio che, per gioia di pacifisti e antimilitaristi, nonche’ del ministero delle politiche sociali, ha deciso di fare il servizio civile invece di stare a far la guardia a una caserma.

Scelta legittima e ammirevole che gli permettera’ di far del bene agli altri. Scelta anche suggerita e voluta da molte campagne dei vari ministeri che ora propongono la stessa cosa anche a chi non sarebbe tenuto per legge a fare il servirzio civile.

Ma cosa c’e’ sotto? Com’e’ la realta’ dei fatti?

La realta’ e’ che ‘sto ragazzo e’ stato mandato senza alcuna esperienza a fare da sostegno ai bambini di prima elementare con difficolta’ varie. Non gli hanno detto cosa deve fare e come, solo che lo deve fare. Per legge. Se non lo fa rischia grane con la giustizia. Se lo fa male, peggio per i bambini. L’importante e’ che lo faccia, che risulti che sta svolgendo il servizio civile, che sta “servendo la patria”.

Che la stia servendo e’ poco ma sicuro, come e’ sicuro che lui dalla “Patria” e’ trattato peggio di un servitore, in senso letterale. Ecco in che topaia (non e’ un eufemismo) lo hanno sistemato per la notte (e ricordiamo che dovrebbero fornirgli vitto e alloggio):

  • biblioteca riadattata come stanza;
  • letto con rete scassata;
  • niente doccia e bidet, solo un lavandino privo di acqua calda e un wc per disabili decisamente scomodo per persone abili;
  • pranzo alla mensa della scuola, cena con qualcosa preparato dalla cuoca della scuola (mica sempre) che lui deve scaldarsi;
  • per fare la doccia deve attraversare l’edificio;
  • telefoni non ne parliamo: se vuole chiamare o ricevere chiamate puo’ contare sul suo cellulare (a spese sue, quindi);
  • altro che potete leggere sul suo blog.

Allora adesso io chiamo a raccolta tutti i miei lettori, nonche’ i signori che riempiono i discorsi parlando di “volontari” e di “popolo della pace”, perche’ si informino, si documentino e sentano se qualcuno che ha le loro stesse idee puo’ ottenere un trattamento piu’ degno durante questo anno in cui deve servire la Patria.

Intanto per saperne di piu’ leggetevi il blog di Fabio. e giudicate voi stessi.

Evviva l’Italia.

09/01/2004

Nessuno tocchi Caino

Che pensiero fastidioso.

Di solito resto inorridito leggendo delle pene barbare in uso in alcuni paesi come Nigeria e Iran, pero’ ieri apprendendo di una pena dura, intollerabile in base ai comuni canoni del diritti umani, capitata a un pedofilo iraniano, ho pensato istintivamente che “se l’e’ meritata”.

Ben inteso, resto ben convinto che pena di morte e tortura siano pratiche di cui un mondi civile dovrebbe fare a meno, ma devo ammettere che di fronte a certi crimini a volte in me (o forse in noi umani…) prevale il desiderio di vendetta. Cieca e inutile a ragionarci, ma giusta e dovuta se non ci si riflette.

Ripeto: che pensiero fastidioso…

08/01/2004

Blogoogleracers ;-)

Inatteso e fantastico sviluppo del mio post sulla pista a infrarossi Bladeracers! Leggete i commenti al messaggio!

Qui sta bene la citazione di un amico:
“odio i blog perche’ bloccano Google”.

Siamo sicuri?
Visto quel che e’ successo e considerando anche il problema segnalato nel post precedente direi che sono altri quelli che intasano Google…

Polemiche anti dialer a parte, W i blog!

07/01/2004

A voi prometto…

Il mio impegno in Rete
sara’ sempre diretto
alla divulgazione
e a impedire
con l’informazione
che i vostri affari
trasformino l’Internet
in un bordello
fatto solo
di linee a pagamento
e numeri satellitari.

Ve lo prometto.

Dedicato ai webmaster dei siti web che stanno riempiendo Google con i loro dialer, che se cerchi un banale trucco per un videogame trovi orde di siti che bramano per farti collegare a un numero a pagamento.

06/01/2004

Il carbone dell’Epifania…

E’ scoppiata la pace!

Non ci sono piu’ guerre: i bambini soldato africani ora giocano felici, gli scontri tribali sono cessati, nessuno sente bombe o vede i familiari uccisi in nome di questo o quel conflitto. Pure in Medio Oriente Sharon ha cessato gli attacchi terroristici contro i campi profughi e i kamikaze ora giocano a carte coi soldati un tempo nemici.

Tutto questo mondo idilliaco l’ho immaginato ieri mattina mentre mi recavo in autobus da Mestre a Venezia e ho constatato che sul palazzone della CIGL, CISL e UIL alla fine di Corso Del Popolo non c’e’ piu’ quella gigantesca bandiera della pace che troneggiava dall’anno scorso.

In effetti a pensarci bene la stessa bandiera e’ sparita da molti balconi, e non per essere sostituita dalle palline natalizie: sono mesi che non c’e’ piu’.

Vuoi vedere che davvero al mondo c’e’ PACE? Vuoi vedere che le guerre sono un triste ricordo lontano?

Eppure a guardare i TG non si direbbe: di guerre e conflitti ce ne sono piu’ che mai.

Forse l’unica cosa sparita, ed era ora, e’ la GRANDE IPOCRISIA di chi ha voluto associare la parola PACE al contrasto verso l’AZIONE MILITARE (non GUERRA, una GUERRA e’ qualcosa di diverso…) effettuata dagli USA in Iraq a Marzo.

Forse per taluni PACE significava “fermiamo gli USA” o “pace per noi, e chi se ne importa di cio’ che fa Saddam: gli iracheni se vogliono che si liberino da soli”. O peggio ancora era solo una strumentalizzazione politica. Si mangiava sul termine “pace” per interessi di partito…

Qualsiasi sia la spiegazione la cosa triste e’ che in questa invocazione di pace, a termine, circoscritta ad una sola situazione ed inerente per lo piu’ la NOSTRA pace (perche’ anche se in Iraq fosse rimasto Saddam NOI saremmo stati comunque felici e sereni, erano gli iracheni ad avere qualche problema in piu’… proprio come gli afgani sotto il regime talebano) sono state coinvolte migliaia di persone, adulti e bambini, perfettamente in buonafede (perche’ il desiderio di pace nei piccoli e’ libero da strumentalizzazioni, interessi e antiamericanismo di partito) che ora vedono le bandiere sparire e lo sforzo di pace collettivo venir meno.

Che insegnamento resta a questi giovani che credevano nella pace, che ora vedono finire tutto mentre sentono al TG che in Africa ci sono bambini di 5/6 anni costretti a imbracciare un fucile vero e sparare colpi veri?

Dove sono i pacifisti nostrani per i conflitti che non coinvolgono gli USA?

Ce ne sono, certo, ma si tratta di una minoranza che c’era anche prima di questo conflitto, e che si oppone a tutte le guerre, non solo a quelle americane che saranno anche fatte per interessi commerciali, ma che se non altro contribuiscono a eliminare regimi dittatoriali e criminali (i talebani, Milosevic, Saddam Hussein, giuusto per fare qualche nome…).

Pensateci, la prossima volta che vi farete coinvolgere in una campagna per la pace sostenuta da qualche partito. Magari il partito di chi, un tempo al governo, ordino’ (a ragione) di attaccare il paese di Milosevic.