...e si può dividersi e non sparire...
se è così riabbracciami quando vuoi!

Domani, Pooh 2004

13/12/2017

“E vanno via”

Dapprima non ci dai peso. Notizia anonima nel flusso continuo che ci accompagna.
Poi leggi che è morto. Ti dispiace, magari dici una preghiera ma ancora è una notizia lontana.
Poi esce il nome. “Oh cavolo”. Ma no sarà una omonimia. Poi escono i dettagli. Di dov’era, di dov’è, dove faranno il funerale. Troppe coincidenze. E così capisci che ad andarsene è qualcuno con cui hai condiviso qualche anno di elementari quasi 40 anni fa. Non vi siete più visti poi, hai solo frammenti di ricordi. Ma quelli sono. C’era una familiarità se non altro. Avete passato anche momenti di gioco assieme.

E inizi a pensare. Chissà se la Maestra lo sa (ma sarà ancora viva?). Chissà cosa si prova a scoprire che un proprio alunno è morto. Ma poi che ne sai, magari ne sono morti anche altri della tua classe ma non sono finiti al tg. Perché alcune morti fanno notizia ma altre no.
E ricordi frammenti. Frammenti privati che non renderai pubblici qui nel caso qualcuno unisca i puntini e capisca di chi stai parlando. Frammenti difficili e frammenti felici. Quella volta che in gita siedevi con lui e nei tunnel con la luce intermittente lui si metteva come Actarus per immaginarsi in corsa verso Goldrake per quei sentieri tortuosi dei cartoni. Te lo insegnò e ti è rimasto impresso fino a oggi. Poi se scavi ti viene in mente altro. Quotidianità a scuola, momenti, giochi, lezioni. E corri a pensare a come è finita la sua vita. E ti domandi cosa c’è stato in mezzo fra quando lo conoscevi tu e quando la sua clessidra è rimasta senza sabbia.

E fa effetto, mette malinconia, fa pensare che nulla è infinito. Come mette malinconia la dinamica della sua morte. Se ne sarà reso conto? Avrà sofferto? E dopo? Quando si è ritrovato dall’altra parte? Avrà visto il suo corpo? O dritto verso il tunnel di luce? Avrà rivisto la sua vita come dicono? Magari ha rivisto gli anni di scuola. Magari ha attraversato e rivissuto quelli che sono miei ricordi lontani. E adesso è in pace.

Ciao, Riposa in Pace. Ovunque sia e comunque sia fatto il Dopo. Veglia sui tuoi cari che lasci.

 

PS: o magari è davvero un caso di ominimia e allora se mai quella persona leggesse questo post può toccare tutto il ferro che vuole. ;)

05/12/2017

Cose belle

Cose belle degli ultimi giorni…

  • Una delle persone che più stimo al mondo mi ha detto una frase bellissima.
  • Sono riuscito a fare cose che mi ripromettevo da tempo.
  • Ho scritto una lettera con il cuore.
  • Una situazione che mi ha tormentato tutto l’anno ha avuto svolta inattesa, di quelle che davvero ti fanno dire mai dire mai!

E insomma, sono contento…

25/09/2017

Tre mesi a Natale

Fra tre mesi sarà Natale. Lo sappiamo e lo aspettiamo. Chi per andare a qualche Messa in più e sentirsi un bravo cristiano solo per questo, chi per fare dei doni al prossimo e sentirsi felice, chi per farsi o ricevere dei doni, chi per rivivere la venuta di Gesù, chi per ogni altro motivo o tutti questi messi assieme. Natale è di tutti anche se alcuni vorrebbero fosse solo loro e che solo la loro visione sia quella vera.

Io non lo so ma lo aspetto per tanti motivi diversi. Auguri in anticipo :)

08/07/2017

Gli anniversari

Strana cosa gli anniversari.
Non sono come i compleanni: tu il primo giorno della tua vita non lo ricordi. Gli altri si’ e lo festeggiano, ma tu che ne sei il protagonista vivi il presente.

Storia diversa gli anniversari. Ancora di piu’ se riguardano eventi in cui erano presenti persone che oggi hanno preso strade diverse. Puoi essere felice della strada fatta, fra piccoli passi e grandi balzi. Puoi festeggiare in grande, ma sentirai comunque un vuoto. E poco puo’ il cervello che vuole razionalizzare perche’ e per come, ma il vuoto c’e’ e lo vedi.

La vita e’ bella e complicata. Ed e’ fatta di palle gialle e blu, come quelle del film Inside out.

Ah, sono sei anni dalla nascita di una cosa che regala emozioni e felicita’. Non si puo’ chiedere nulla di piu’ e si deve solo dire grazie. Grazie alla buona stella che l’ha resa e rende possibile!

25/04/2017

A te

Questa lettera e’ per te e tu sai che tu sei tu.
Il cervello mi dice di non scriverla ma seguo il cuore come ho sempre fatto. Non sono cambiato come dici.
E non me ne sono nemmeno andato, ancora come dici, forse per proteggerti dal dolore.

Sono qui, sono sempre stato qui e se mi sono fatto da parte e’ stato solo per lasciarti studiare in pace per l’esame, dopo averti tolto fin troppa concentrazione.

Quello che e’ successo non e’ successo il primo gennaio ma e’ figlio di eventi precedenti che come l’acqua contro una scogliera, goccia dopo goccia, nel tempo, hanno danneggiato qualcosa di solido, e aperto la strada a ogni frainteso, a volte mio verso le tue parole, a volte tuo verso le mie.

Adesso ritrovarci e’ piu’ complesso perche’ siamo entrambi vittime di dolore mascherato da risentimento, ma proprio qualche giorno fa mi sono trovato a immaginarmi piu’ vecchio di vent’anni, trent’anni e a rimpiangere un legame tanto prezioso lasciato finire cosi’. E poi voglio esserci in questo tuo tempo difficile come tu ci sei stata nei miei. Ma non posso sanare da solo il nostro legame, dobbiamo farlo in due. Il passato non si puo’ cambiare, ma il presente e il futuro si’. Io sono qua, oggi, adesso. Ci chiamiamo?

28/01/2017

Acid, anzi Arab Acid

Inizio d’anno emotivamente intenso e mente da rasserenare, perche’ oltre a quello che e’ successo da poco e in parte continua a succedere, c’e’ sempre la tristezza di fondo per la morte di mia madre e anche se il tempo cura, non cancella i vuoti.

E cosi’ ora provo a fare una cosa che fece bene anche a lei.
Nel ’93, dopo aver lasciato il lavoro per mobbing, mia madre ebbe un momento di forte depressione… che curo’… ascoltando una radio locale che faceva musica acid, quella che fa tum tum tum :)
Ecco, io sto provando a fare lo stesso. So che la musica ha effetti sulla mente e forse questa musica rirmata, tutta uguale con minime variazioni, a qualcosa serve.

Ovviamente per distinguermi dalla massa io mi son andato a cercare “Arab acid” cosi’ le vicine pettegole chissa’ cosa pensano :)

Per ora, assieme a un aumento delle ore di sonno, questo ascolto sembra funzionare e in fondo non mi dispiace nemmeno. E’ come se mi “mettesse in ordine” la mente. Chissa’…

11/12/2016

Oggi la gente vive i sogni che noi facevamo 25 anni fa

E’ venuto a trovarmi il mio amico Marco. Abbiamo vissuto assieme le ere geologiche delle tlc in Italia e anche tanti momenti belli e difficili, poi ci eravamo allontanati e per merito suo ci siamo ritrovati e abbiamo coltivato e fatte di nuovo crescere la piantina della nostra amicizia. E mi ha fatto il dono di venire a trovarmi con la moglie e le loro due pesti angioletti.

E beh, sapete cosa penso? Che qualcosa di infinitamente  bello in questo mondo nuovo c’e’.
Ci pensavo mercoledi’ sera mentre parlavamo del passato in vaporetto ma quel che leggerete ha preso del tutto forma in un altro momento che non scrivo perche’ voglio che lui lo indovini ;)

In fondo oggi le persone vivono (con eccessi) quello che per noi era un sogno inimmaginabile.
Noi per comunicare dovevamo pagare un sacco. E dovevamo sederci davanti a un computer e sperare che l’altra persona venisse online. L’alternativa era una interurbana, spesso in una cabina telefonica per non gravare sulla bolletta di casa e avere un po’ di privacy.
Oggi le persone sono sempre connesse, possono scambiare pensieri ma anche voci, video e foto nei momenti lieti e in quelli dolorosi.
Salutarsi in una stazione non e’ pensare “per vederci in faccia o sentirci a voce dovremo aspettare chissa’ quanto”, perche’ sai che lo potrai fare in ogni momento, a un costo irrisorio, ovunque. Appena sveglio magari con le liste dei buongiorno o prima di andare a nanna.
Non condivido tutto di questo mondo tlc odierno, infatti non sono su Facebook e non pubblico ne’ faccio selfie (per altro romperei la fotocamera), ma e’ la realizzazione di tutti i nostri sogni piu’ inimmaginabili.

19/06/2016

Compleanno

Scrivo sempre meno qui.
Sembra che la mia vita sia altrove, un po’ su Twitter un po’ in quell’angolo di paradiso che ho creato con alcuni amici, un po’ in giro per le nuove frontiere del web.

E’ stato un compleanno sereno, sono riuscito a fare tutto cio’ che mi ero prefissato, compreso tagliare decentemente la torta che mi sono regalato. Ho ricevuto auguri attesi e inattesi, telefonate, affetto. Ci sono delle cose che vorrei e non sono ancora avvenute, ma non pensiamoci ora. E’ stato un giorno sereno. Grazie a chi quaggiu’ e lassu’ l’ha reso possibile.

23/04/2016

Mai dire mai

Ebbene si’, sto facendo un pensierino a usare, pur limitatamente, anche facebook.

Adesso chi legge dira’ “Ma con tutto quel che hai sempre detto?!” “Cos’e’ cambiato?

Non e’ cambiato niente. Mi fa schifo lo stesso. E’ ultra invasivo, e’ finalizzato a raccogliere i fatti tuoi sia con quel che tu metti sia con quello che gli altri mettono.

E allora?”

E allora c’e’ un problema, lo stesso che 14 anni fa mi porto’ ad avvicinarmi ai blog.
Alcune realta’ che seguo usano solo quello, e vorrei interagire.

Sei incoerente con tutto cio’ che hai sempre detto!”

Continuo a pensare che sia un social pericoloso, soprattutto per i minori che non tutela minimamente e incoraggia a comportamenti sbagliati, ma io decisamente sono piu’ vecchio, sul web ci sono gia’ con i miei spazi e la mia identita’  e penso/spero di potermi gestire e controllare cio’ che metto li. Il mio social del cuore resta Twitter, quello sarebbe un di piu’ per contattare ad esempio chi non espone una mail. E poi…

E poi? Che scusa ti inventi ora?

E poi il mio parroco vuole che tutta la presenza social della parrocchia sia solo in mano mia. Non sappiamo ancora se e come useremo fb (non piace a nessuno dei due, per ragioni tecniche, non ideologiche) ma dovremo anzi dovro’ averci a che fare per prendere il controllo di alcune cose fatte da alcuni senza consenso.

E insomma hai trovato tutti i pretesti. E ci metterai pure nome e cognome?”

Idealmente no, ma probabilmente qualcosa di riconducibile a me come su Twitter, visto che con le realta’ che mi interessano voglio interagire apertamente. Devo rifletterci un po’.

Sei incoerente con tutto cio’ che hai sempre detto!”

Di nuovo? Forse e’ vero, ma se e’ per questo allora lo sono stato anche quando ho iniziato a usare MSN, poi Skype… ah gia’ su Skype non amavo parlare a voce mentre ora su Whatsapp e Telegram lo faccio molto di piu’. E’ cambiare, rimettersi in discussione. Non farsi piegare dal mezzo ma vedere se lo si puo’ piegare alle proprie necessita’. Per esempio non penso di usare fb messenger, restare loggato e farmi tracciare, ne’ di usare app. Le notifiche si’, vedremo cosa offre e se non mi sta bene, via.

Sei sicuro?

No, per niente. Ci sto solo facendo un pensiero che ho voluto scrivere nel blog.

Update: penso che contiuero’ a tenere un account anonimo del tutto staccato da me per “osservare”: non tutti sanno che e’ possibile vedere quali utenti hanno aperto un profilo di qualcuno anche senza esserne amici, e la cosa non mi piace.
Poi faro’, se faro’, un account di “rappresentanza” per poter interagire quando serve. Senza tenerlo loggato, usando un browser specifico. Gia’ oggi uso piu’ installazioni portatili di browser per attivita’ diverse, come l’home banking.

18/04/2016

Letterina a Babbo Natale (in aprile!)

Caro Babbo Natale, tu sai quale desiderio ho. Tu, e forse due persone al mondo.
Lo puoi realizzare? Grazie.

15/04/2016

…son giorni del futuro, venuti da lontano…

Sono quasi due mesi dall’ultimo post qui, scritto alla vigilia della visita della mia amica Giordana, che tanto mi ha dato.

Ma non e’ di questo che voglio parlare, perche’ voglio tenere quei cinque giorni fra le cose personali e piu’ preziose, in attesa che presto si ripetano.

A questo blog adesso dedico un po’ di informatica, tema di cui il mio amico Salvatore dice che dedico poche parole in quel di Twitter.

Ma essendo questo un blog personale, anche l’informatica si fonde con… appunto, il personale, il vissuto.

Io sono una persona abbastanza abitudinaria: se una cosa funziona bene, non la cambio volentieri.
E il mio mondo informatico funzionava bene.

Non so se l’ho scritto qui ma negli ultimi anni ho fatto un po’ di cambiamenti casalinghi, scoprendo nuove possibilita’ (che avrei voluto scoprire prima, perche’ avrei fatto divertire molto di piu’ mia madre).
Intanto il Wi-Fi. Non avendo piu’ la responsabilita’ di nessuno, l’ho attivato e lasciato attivo.
Sara’ che il router sta altrove, in una stanza di passaggio, sara’ che le tecnologie sono cambiate, ma dormo lo stesso, non ho mal di testa e non mi sono spuntati tentacoli verdi.
A ottobre 2014 dopo 14 anni con Wind sono tornato in Telecom per la loro VDSL (commercializzata come “fibra”). Ottimi, da allora a oggi solo 3 ore di disservizio. Prima la 30/3, poi a maggio 2015 la 50/10 e a dicembre la 100/20 che pago anche meno della 50/10 per una offerta. In tutto questo… l’upload! Meraviglia a lungo sognata!!!

Da li’ in poi: lucine Philips hue per colorare le stanze con luci led programmabili e risparmiare moltissimo sulla bolletta elettrica, rete DLNA fra pc, cellulare, tv, tablet avuto in eredita’ da mia madre e ogni altro dispositivo. Poi a Pasqua 2015 mi son regalato un bellissimo speaker Wi-Fi Sony e, insomma, dal PC mi sono un po’ allontanato visto che per molte cose non serviva piu’, chat comprese visto che adesso tutto funziona da cellulari e tablet.

Pero’ il primo amore non si scorda, e mentre con altri dispositivi puoi fruire, col PC puoi creare.

E torniamo al punto: io sono una persona abitudinaria e se una cosa mi funziona me la tengo. Pero’ passano gli anni, le esigenze cambiano (e molte sono dettate da questi occhietti miei…).

A febbraio 2016 dopo averlo sistemato per un’amica ho deciso di fare il salto verso Windows10, visto che tanto era gratis e avevo comunque intenzione di farlo entro luglio. VE-LO-CE. Ho sfognato subito tutti i live title dal menu start e ci ho messo le iconette (ridimensionate) dei programmi che uso di piu’. Molto comodo. Ho personalizzato la privacy il piu’ possibile e adottato il meraviglioso tema nero (migliorato con qualche tweaker). Win10 mi ha dato solo due rognette, che hanno richiesto un po’ d’esperienza per essere sistemate, ma ne parlero’ in un altro post.

Poi ho deciso che era ora di cambiare un po’ di cose, grazie anche ai soldini risparmiati non dovendo comprare Windows10, dato che l’aggiornamento da Vista/Win7/Win8 e’ gratis fino a luglio 2016. Cosi’, previo consulto con la mia oculista, ho cambiato monitor e preso un bel 27″ AOC (dal 22″ che avevo). Si vede bene, ha una resa colori migliore del vecchio DELL, piu’ opzioni e… beh, sono contento!
Sarebbe 1920×1080 ma di fatto scalando i DPI lo uso come un 1280×720 ma i miei occhi sono felici cosi’. Come lo sono per il magnifico braccio meccanico Ergotron (che mi hanno montato la dolce e bravissima Fog e il caro amico Firmo) con cui posso avvicinarlo, inclinarlo, spostarlo a seconda delle necessita’.

Poi il software, perche’ era ora no? Aggiornato Thunderbird (per il plugin da cui dipendevano alcune cose e che non va del tutto con le versioni recenti… ho creato un’altra installazione). Poi PsPad, poi mi sono deciso a passare dal player MP3 Billy a Foobar2000: alla fine anche io, invecchiando, ho iniziato ad apprezzare le playlist e l’avere un solo player per tutti i formati. Bullzip printer, FreeCommander (che rispetto alla versione che avevo visto anni fa ora e’ davvero fantastico, e come donor mi spetta la 64bit). Poi KeePass, ho abbandonato la 1.x per la spettacolare 2.x che a conti fatti oggi gira ovunque e anzi i port per altri dispositivi sono basati su questa e non sulla 1.

Ho anche cambiato gli speaker del PC, che i vecchi non funzionavano piu’ bene. E adesso che ho finito questo post vado a riposare un po’ gli occhietti… e dal cellulare lancio al PC (che resta acceso per un backup) la mia playlist preferita, che FooBar2000 supporta la mia rete DLNA e da BubleUPNP su Android funziona davvero bene. ;)

30/01/2016

Ripulire l’anima dalle cattiverie di chi vuole imporsi sugli altri

Siccome per criticare bisogna conoscere, ho provato a seguire la diretta del Family Day 2016.
A parte che da ogni ripresa e’ palese l’ampio spazio vuoto fra le persone, in un’area che ne puo’ contenere 300.000 e non 2 milioni (stima degli organizzatori), i discorsi sono violenti, prepotenti, ripetitivi e mi hanno sinceramente nauseato.

Ho quindi cercato un po’ di serenita’… e dove altro trovarla se non da quelle meravigliose bambine, Emma e Giada, intervistate a Presa Diretta domenica scorsa?

Andate al video della trasmissione sul sito RAI, saltate a 19:18 e ripulitevi l’anima dalla prepotenza di chi pretende di decidere come devono vivere gli altri, cos’e’ una famiglia, ecc.

I bambini ci salveranno. Anche le giornate inquinate dalla prepotenza di chi vuole imporsi sugli altri con un furore che ricorda piu’ crudeli teocrazie.

Grazie Emma e Giada. Io mi impegno quotidianamente per trasmettere un messaggio di educazione e rispetto a tutti e lo faccio anche perche’ bambine come voi crescano in un paese migliore di come e’ oggi.

 

23/01/2016

Da dove vengo

Io non sono nato “per caso”.
E non sono neppure nato perche’ due persone volevano “perseguire il disegno di Dio”.

Io sono nato perche’ mia madre mi voleva e per avermi ha fatto l’impossibile in un’epoca ancora piu’ difficile di questa. Perche’ se e’ vero che oggi c’e’ chi urla in TV e dai social network su come deve essere la famiglia, alla fine ognuno vive come crede e sono migliaia le famiglie “non a norma di catechismo” ma accettate di fatto. 45 anni fa erano realta’ piu’ rare e chi ne faceva parte era tacciato di essere un poco di buono. E mia madre per una certa vicina era tale.

Quale era la sua colpa agli occhi di tal bigotta? Avere un passeggino ma non un marito. Bastava alla piccola gente per offenderla pesantemente.

Il marito non c’era e nemmeno un fidanzato. Non era previsto ci fosse. Forse qualche anno prima ci sarebbe potuto essere, ma un naufragio se l’era portato via. Come una maledetta guerra si era portata via il suo papa’ Lino, tanti anni prima. Disperso nella battaglia del Don, in Russia.

Da allora mia madre aveva tanto amore in cuore. Amore nutrito dal ricordo del padre, perduto a 5 anni, di cui era innamorata come lo era lui di lei. Amore non avuto, amore non dato. Una ferita aperta che poteva essere sanata solo in un modo: riversando tutto l’amore che aveva in cuore su una creatura che sognava di portare in grembo, partorire e allevare. Ma non c’era l’uomo giusto, e quello che sarebbe potuto esserci era morto. L’unico che forse avrebbe addirittura sposato accettando un “diritto di famiglia” all’epoca totalmente sbilanciato verso il marito e inaccettabile per una militante comunista quale era lei.

Si’, mia madre era nel PCI, anzi all’alba del 1970 rischiava di esserne espulsa avendo condiviso la nascita del Manifesto di Rossana Rossandra. Ma la sua vita stava per cambiare e tutto cio’ stava per passare in secondo piano.

La militanza nel PCI aveva aperto un mondo a lei cresciuta in una famiglia cattolica, pur non bigotta, che era stata al catechismo e che durante l’adolescenza attorno al 1950 veniva mandata al doposcuola dalle suore: “le ragazze per bene non stanno in giro”, diceva la zia che aveva accolto lei e la madre fin dal tempo della guerra.

Tramite la militanza aveva conosciuto modi di pensare e concepire il mondo diversi, in cui le donne non accettavano di essere proprieta’ degli uomini come il succitato diritto di famiglia dell’epoca prevedeva (per dirne una, il marito decideva la residenza e la moglie era obbligata a seguirlo – e non esistevano separazione o divorzio). E aveva iniziato a sognare quel bimbo, ben sapendo le difficolta’ e i problemi di quel sogno. E un giorno decise che quel sogno impossibile poteva diventare realta’.

Stava vivendo una storia con un uomo delle sue stesse posizioni politiche. Stavano bene e lui aveva i tratti che le sarebbero piaciuti in un figlio: i capelli, il colore degli occhi, l’allegria, alcuni aspetti del carattere. Ma per altre cose no, non avrebbe mai voluto che suo figlio crescesse con lui. Pero’ era l’uomo perfetto per…

Prese quindi una decisione. Normale, comune mentre vengono scritte queste righe, coraggiosa e forse folle nel 1970. La prese perche’ libera dal bigottismo del tempo e forse, chissa’, ripensando al coraggio di Mina, la sua cantante preferita, che nel 1963 aveva scelto di allevare un figlio da sola affrontando il massacro mediatico dell’Italia bigotta di allora. Piu’ volte negli anni mi ha detto “sei nato perche’ sono comunista”.

Era il 12 settembre 1970. All’epoca non c’erano test di gravidanza, si poteva solo aspettare e sperare.

Intanto come doveva essere la relazione fini’. Mia madre incontro’ quell’uomo quando la pancia si iniziava gia’ a notare, in una sera piovosa davanti a una pizzeria frequentata da entrambi, in centro a Mestre. Si erano dati appuntamento. Mia madre gli disse che non desiderava che avesse niente a che fare con lei e con me e lui non ebbe nulla da obiettare.

L’anno dopo sono nato. E dalle 15.15 di quel 18 giugno, con il mio dito di neonato che ha stretto il suo in un modo irripetibile, e’ nato un legame fortissimo, l’amore piu’ grande, dato e avuto, nonostante le difficolta’, la piccola gente, le attese davanti una sala operatoria per i miei occhi, la mia adolescenza turbolenta, ecc. Un legame durato 42 anni e simbolicamente suggellato quando alla vigilia di un suo grosso intervento mi ha detto “se va male abbiamo vissuto 42 anni felici”.

Si’, felici. E a quelli che oggi si sgolano per imporre la propria idea secondo cui un bambino ha diritto a un padre e una madre dico che un bambino ha diritto a essere amato, ad avere figure di riferimento valide, poi la figura dell’altro sesso puo’ essere chiunque: tua madre stessa se in se’ ha la dolcezza femminile e la grinta di un uomo, un insegnante, un amico, un parente, il medico che ti rida’ la vista da bambino. Puoi anche spezzettare questa figura e prendere il meglio da chi hai attorno. O puoi crescere sereno con tua madre e tua nonna e pensare al padre solo quando la madre di un tuo amichetto di scuola ti dice “sai, lui ha un papa’ che lo aspetta” (e stendiamo un velo pietoso sulle vicende personali di tale signora…).

Tanti si chiedono perche’ io difenda le unioni civili e le famiglie gay. Alcuni dicono che sono ovviamente gay. Non e’ cosi’.

Io difendo tutte le famiglie perche’ io, mia madre, mia nonna (e i nostri due gatti, Franky I e Franky II) siamo stati una FAMIGLIA e non permetto a NESSUNO di dire il contrario. E per fortuna nessuno fra le persone che conosco, religiosi compresi, ha mai detto il contrario.

E difendo la possibilita’ per due persone dello stesso sesso di crescere un bambino perche’ io sono cresciuto con mia madre e mia nonna e sono stato felice.

Io sono qui perche’ mia madre era Comunista e vedeva, voleva e sognava un mondo migliore.

Mia madre nasceva esattamente ottant’anni fa, oggi.

Sono orgoglioso di essere tuo figlio.
Grazie di avermi messo al mondo.
Te l’ho detto anche il giorno che sei partita per il paradiso, perche’ e’ li che sei adesso, ne sono certo. E un giorno li saremo ancora una famiglia.

PS: a chi dovesse offendere mia madre per le sue scelte di vita, ricordo e faccio mia la frase di Papa Francesco “chi dice una parolaccia contro mia mamma, si aspetta un pugno”.

15/10/2015

Un desiderio… che si e’ avverato!!!

Ci e’ voluto un po’ ma ho avuto conferma che questo desiderio s’era avverato e aveva raggiunto l’obiettivo che mi ero prefissato. E’ stata una brutta settimana ma questa cosa spazza via tanta tristezza!
Galleggio in una bolla di pace ;)

01/10/2015

Una grazia

E dunque e’ successo che per un anno e qualche mese ho continuato ad avere momenti belli e momenti brutti e bastava un incidente di percorso a riaprire una diga dii tristezza e riportarmi nella depressione piu’ cupa.
Sennonche’ in uno di questi momenti, esattamente tre settimane fa piu’ o meno a quest’ora, ho sentito una goccia d’acqua sfiorarmi il dorso della mano e di colpo tutto la tristezza si e’ sciolta, l’ho letteralmente sentita sciogliersi e da allora e tuttora ho molte piu’ energie e voglia di fare anche piccole cose che avevo accantonato.
La nostalgia c’e’ sempre, certo, ma non e’ piu’ accompagnata dalla disperazione.

Cos’era quella goccia? Non era di pioggia perche’ ero in casa, non era sudore perche’ la temperatura non era eccessiva e al tatto la mia mano era asciutta. Un angelo? Una grazia? La gratitudine di mia madre perche’ innaffio le sue rose? Chi lo sa… so solo che da allora e tuttora sto molto meglio.