...e si può dividersi e non sparire...
se è così riabbracciami quando vuoi!

Domani, Pooh 2004

26/09/2017

A proposito di smartphone a scuola (e a casa)

Mentre in Italia parecchi sotuttoio con lo smartphone sempre in mano dicono che no, orrore, no allo smartphone a scuola, via la ministra Fedeli ecc, in una scuola internazionale a Hurgada, Egitto, si fa quanto segue. Cito dalle parole della mamma della mia nipotina, che ha iniziato oggi la seconda elementare:

“La cosa che più mi ha lasciata a bocca aperta (ma sembravo l’unica) è che dovremo acquistare uno smartphone ai nostri figli che verrà portato in classe ogni mattina e depositato in un box personale installato sul banco che sarà chiuso a chiave, con questo telefono i bambini faranno ricerche su Internet seguiti dagli insegnanti, insegnanti che tra l’altro annoteranno i vari voti, note o comunicazioni alla famiglia. I telefoni dei bambini saranno collegati a quelli dei genitori che riceveranno il tutto in tempo reale su whatsapp.”

Ancora, durante la prima riunione dei genitori e’ stato fatto scaricare loro un lettore di QR Code con cui hanno avuto accesso a una cosa ben più evoluta del nostro registro elettronico, un sistema che permette ad alunni e genitori di rivedere e seguire le lezioni, trovare filmati, vedere le varie prove d’esame, interagire con i diversi maestri per qualsiasi dubbio o chiarimento. Oltre naturalmente alle funzioni da registro elettronico che, miracolosamente, sono arrivate pure in Italia.

Bene cari sotuttoio, possiamo restare a inchiostro e calamaio oppure guardare avanti, ricordando pero’ che qualunque cosa facciamo, gli altri paesi andranno avanti e siccome ormai il mercato del lavoro e’ globale, i bambini italiani una volta cresciuti dovranno contendersi i posti con coetanei formati in modo piu’ moderno, sia che restino in Italia sia che vadano all’estero.

15/02/2017

Non staremo un po’ esagerando?

Premessa: io sono un fan del Beppe Grillo comico da ben prima che desse vita al M5s. Ho assistito a vari suoi spettacoli e mia madre ebbe la fortuna di essere abbracciata e baciata da lui! Chiese “in sala c’e’ qualcuno che non ha mai rubato niente ma davvero niente mai?”. Lei, onesta e comunista (quelli veri che negli anni ’60 manifestavano per i diritti dei lavoratori che oggi il PD ha cancellato) alzo’ la mano. Lui disse “beh allora signora io la bacio!” scese dal palco e le diede un bacio sudato e impolverato, ma sempre un bacio fu :)

Dicevo, io sono fan di Grillo. Ne conosco la comicita’ e le battute a volte pesanti da ben prima che la volgarita’ fosse sdoganata in prima serata dai vari Crozza, Littizzetto ecc…

Oggi leggo il discorso su trans e transgender. Volgarotto, per carita’, anche se chi non vive a Genova non comprende che “belin” e’ un intercalare diffuso quanto qui da noi a Venezia lo e’ “mona”, ma che per un genovese quanto per un veneziano usare questi termini non e’ come per un abitante di altre citta’.
Dicevo, pesantuccio, magari avrei evitato, ma questa e’ la sua comicita’. Se ascoltate altri monologhi potreste trovarli altrettanto volgari. Forse anzi quasi sicuramente nello spettacolo in questione ce ne sono altri,
Solo che siccome per anni le persone trans hanno subito attacchi (veri, e non da comici bensi’ da supposti politici, ben pensanti, medici e psicologi) adesso sono state aggiunte alla lista delle categorie su cui e’ vietato fare battute.

Fai una battuta su Pierino? Ancora un po’ e ti danno del bullo insensibile verso i disturbi di apprendimento.
Fai una battuta sulle donne? Ecco il solito umorismo sessista. E se tiri fuori il modo di dire che “donna al volante…” stai ribadendo vecchi stereotipi ecc ecc ecc.
Fai una battuta sui gay o trans? Omofobo, al pari di quelli che li offendono sul serio magari accusandoli di crimini o urlando slogan per la strada…

Ripeto: non e’ che quella di Grillo sia la battuta dell’anno, ma mi chiedo se non stiamo un po’ esagerando?

Credo nessuno possa definirmi omofobo visto il mio impegno per i diritti civili, ma rivendico il diritto di ridere. Il diritto di ascoltare “A Dean Martin” di Fabio Concato o “Le tettone di Marisa” di Lucio Bisutto (entrambe vm18, entrambe su Youtube, la seconda e’ in veneziano e la consiglio ;) ) e farmi una risata per le vicende narrate.

Le offese sono altre. Un pezzo comico puo’ essere volgare ma vorrei sapere se chi si e’ indignato per la frase di Grillo sui trans (detta in uno spettacolo, in mezzo a un monologo immagino piu’ lungo, non in Parlamento), si indigna anche per le battute pesanti su altri temi, fatte da Grillo e da altri.

Comunque ripeto, secondo me ormai si sta davvero esagerando.  Fra un po’ sara’ reso illegale anche il brano “Cara ti amo” di Elio e le Storie Tese. Ascoltatelo, dai che domani la storia di Grillo sara’ superata e servira’ un nuovo hashtag per una battaglia in punta di dita sui social!

19/10/2015

Il rischio di alcune posizioni nogender

Il titolo e’ corretto: in questo post parlo di quello che secondo me e’ il rischio rappresentato da alcune posizioni del nogender.

Chi sono i nogender? Sono persone che si oppongono alla concessione di diritti civili alle coppie omosessuali, dalle “unioni civili” al “matrimonio gay” fino alla “stepchild adoption”. Per loro la “famiglia” e’ solo quella sposata e ha lo scopo di mettere al mondo ed educare i figli.

Il cardine del loro pensiero e’ che un “bambino per crescere ha bisogno di un padre e una madre” quindi “no alle adozioni di bambini da parte delle coppie gay”.

Perche’ ritengo questa posizione rischiosa per tutta la societa’ e non soltanto per le persone omosessuali?
Perche’ fa una assunzione errata e identifica dei ruoli in base al sesso delle persone.

Chiariamo. E’ vero che un bambino per crescere ha bisogno di una guida materna e di una paterna, ma non e’ scritto da nessuna parte che si debba trattare di un uomo e di una donna, per giunta dei genitori, o che queste caratteristiche non possano essere presenti in una singola persona.

Quanti casi di bambini cresciuti da un solo genitore ci sono?
Quante donne che scelgono di mettere al mondo un figlio fuori da ogni relazione?
Quante persone restano vedove/i, subiscono un divorzio o scappano da un coniuge violento?
Quante persone sono sposate ma hanno un coniuge che si assenta per gran parte dell’anno per lavoro?

In tutti questi casi un solo genitore deve rappresentare la protezione materna e la guida e la severita’ paterna. Ovviamente possono aggiungersi figure terze come nonni, altri parenti e punti di riferimento nel mondo del bambino o della bambina, ecc.

Invece ridurre il tutto a “un bambino per crescere ha bisogno di un padre e di una madre” e’ una tesi dagli effetti che vanno ben oltre gli strali contro la possibilita’ per una coppia di persone dello stesso sesso di avere un bimbo, proprio o adottato.

Ecco a mio avviso cosa puo’ implicare questa tesi.

  1. Stereotipo di genere: l’uomo e’ la figura paterna e indica le regole. La donna e’ la figura materna, affettiva. Non contano i caratteri o le propensioni. Tutti gli uomini e tutte le donne sono cosi’ secondo chi sostiene questa idea. Forse non concepiscono o non hanno mai incontrato donne con un carattere forte e uomini all’opposto. Forse vorrebbero le donne in casa ad educare i figli mentre gli uomini lavorano, come era una volta?
  2. Divieto di divorzio: se un bambino deve essere cresciuto da un padre e una madre il nucleo famigliare non deve scindersi. Non conta se uno dei due tradisce l’altro o magari usa violenza.

Paradossalmente dovremmo prevedere pure il divieto di morte visto che anche in quel caso il nucleo sarebbe rotto. Cosa si fa se un coniuge con prole resta solo, per divorzio o altro evento? Lo si obbliga a risposarsi? Gli si toglie il figlio e lo si manda in una casa famiglia o in un orfanotrofio?!

La domanda non e’ provocatoria, perche’ e’ quello che oggi puo’ succedere a un bambino figlio (naturale o adottato) in una coppia di persone dello stesso sesso se uno dei due muore. La “stepchild adoption” proposta nel DDL sulle unioni civili in discussione in questi mesi viene osteggiata dai nogender associandola alla “maternita’ surrogata” (gia’ vietata in Italia da altra legge) ed evocando termini come “utero in affitto” per colpire l’immaginario collettivo.

La “stepchild adoption” non c’entra con la maternita’ surrogata e serve a una persona per adottare il figlio del partner ed evitargli, in caso di morte del genitore, oltre al dolore della perdita anche l’allontanamento da casa.

Forse i nogender dovrebbero rimettere in discussione la propria visione della famiglia e del ruolo dei genitori. Basta guardarsi intorno per vedere un mondo in cui ci sono convivenze, famiglie allargate, madri o padri che crescono i figli da soli perche’ il coniuge se n’e’ andato, lavora lontano o e’ mancato. E basta parlare a conoscenti che insegnano, fanno i babysitter o gli assistenti sociali, per scoprire come parenti e altre figure completino il mondo del bambino e che ci siano bimbi che crescono bene e altri che crescono male, indipendentemente dal fatto che abbiano con un padre e una madre oppure no.

Stiamo attenti: la disputa in atto non riguarda solo gli omosessuali. Con questi ragionamenti si rischia di rimettere in discussione il ruolo di uomini e donne nella societa’!

Aggiungo un altro esempio dei rischi a cui porta, secondo me, un certo modo di porre le questioni.

Chi condanna la maternita’ surrogata chiamandola “utero in affitto” e dimenticando che in Italia e’ gia’ vietata, sostiene l’immoralita’ che il neonato sia tolto alla donna che ha portato a termine la gravidanza per conto di un’altra coppia impossibilitata a farlo (perche’ etero con patologie oppure omosessuale) e ritiene che cio’ farebbe soffrire oltremodo il bimbo.

Il problema e’ che con questo ragionamento si mette in discussione il diritto di una donna a non riconoscere il figlio. Se finora i contrari all’aborto affermavano che la donna “deve portare a termine la gravidanza e poi puo’ decidere di non tenere il bambino” adesso rischiamo di far saltare anche questo meccanismo che pure e’ un diritto sancito dalla legge!
Dunque non solo costringeremmo le donne a portare a termine una gravidanza anche contro la propria volonta’ ma anche a tenersi un figlio magari frutto di violenza?! E rieccoci al ruolo delle donne ridiscusso in termini di limiti, ruoli, controllo da parte di terzi.

Con queste mie riflessioni voglio far capire che certi argomenti sono complessi e ogni presa di posizione ha effetti su tante situazioni diverse.
Il rischio e’ di tornare indietro di decenni sui diritti di tutti quanti. L’Italia e’ un paese tuttora molto arretrato in tanti ambiti. Dove vogliamo andare, avanti o indietro?

Per adesso resta il fatto che se non si approva la “stepchild adoption” dei bambini rischiano di essere tolti ai loro affetti. E’ cosi’ che li si vuole difendere?

06/04/2013

L’alieno nella stalla

Questo post su Penna blu mi ha stimolato una serie di riflessioni che mi danno l’occasione di impegnare la mente e contemporaneamente scrivere qualcosa di piu’ lungo dei 140 caratteri in cui da un po’ racchiudo i miei pensieri.

Nel post ci si pone la domanda di come immaginare gli alieni di un racconto di fantascienza andando oltre agli stereotipi dei film che mostrano creature umanoidi simili a noi o dalle forme riprovevoli. Nei commenti i lettori si sono spinti oltre, disquisendo su come si potrebbe effettivamente riconoscere non solo una vita aliena ma anche il suo grado di intelligenza.

Ebbene, a mio avviso la risposta e’ che le nostre menti sono ancora troppo limitate per farlo, nonche’ (soprattutto) condizionate da una visione umano-centrica delle cose.

Noi vediamo continuamente alieni, ma siamo davvero in grado di capirli? A mio avviso no. Andiamo in una stalla e ve lo dimostro.

Eccoci arrivati. E’ stata appena pulita per noi ma gia’ l’odore non ci fa sentire a nostro agio. Eppure anche noi abbiamo un odore, pero’ il nostro lo conosciamo. Quello del cavallo che abita il box di fronte a noi no, per noi e’ alieno. Ad alcuni puo’ piacere ma i piu’ storceranno il naso.

Fa niente, avviciniamoci un po’. Ecco davanti a noi un alieno. Non e’ verde, non ha le antenne e non viene da Marte, pero’ e’ completamente diverso da noi. Nell’aspetto: e’ mastodontico. Nel comportamento e nel pensiero. Sta mangiando. Ogni tanto qualche filo d’erba gli cade dalla bocca ma lui non si scompone. Si e’ accorto di noi, solleva la testa, ci osserva un attimo e torna a mangiare rumorosamente. Qualche boccone dopo rialza la testa, fa il giro del box e fa una cascata di pipi’, il tutto davanti a noi senza alcuna remora.

Osserviamo gia’ delle grosse differenze fra lui e noi.
– Quando mangia non si preoccupa del bon ton: fa rumore e lascia cadere il cibo dalla bocca.
– Non prova imbarazzo a farsi vedere completamente nudo e a fare le proprie necessita’ fisiologiche davanti ad altri.

Per noi tutto cio’ sarebbe impensabile e infatti in lui lo giustifichiamo pensando che e’ un animale ed e’ meno intelligente. E tali considerazioni ci fanno sentire autorizzati anche a sottometterlo alle nostre esigenze, che siano di lavoro, svago o nutrimento. Non e’ come noi, noi siamo piu’ intelligenti, quindi possiamo.

E’ vero, non e’ come noi, ha un’intelligenza diversa. Per ragionare come lui, studi etologici a parte, dobbiamo disfarci di molto del nostro background culturale. Proviamoci.

Mangiare: per lui le nostre norme di educazione semplicemente non esistono. Attenzione, pero’: non vuol dire che non ne abbia, vuol dire che ne ha di diverse. L’organizzazione gerarchica dei cavalli, sia quelli in liberta’ sia quelli in paddock, prevede precisi turni per il cibo ed il compito per alcuni di sorvegliare i dintorni mentre altri mangiano. Cio’ deriva dal fatto che il cavallo e’ una preda e deve guardarsi dai predatori.
L’essere nudo: il concetto di nudita’ per lui non esiste. Non esiste per alcun animale. Certo se e’ freddo e l’uomo mette addosso al cavallo una coperta magari questi l’apprezza (non sempre…), ma non la vive come un vestito. Il nostro concetto di nudita’ e la morale costruita sopra sono una diretta conseguenza dell’esigenza che ha avuto l’uomo, quando ha iniziato a camminare eretto, di proteggere gli organi riproduttivi. Il cavallo, come tutti i quadrupedi, ha gli organi riproduttivi nella parte inferiore del corpo, protetti dalle zampe, quindi non ha avuto bisogno di sviluppare concetti come nudita’, vestiti, vergogna, pudore…
Ancora, non per questo non ha proprie regole o remore. Un cavallo per urinare si deve fermare, quindi essere potenziale vittima di predatori. Capita cosi’ che la discriminante per farlo non sia la presenza di altri, ma il sentirsi al sicuro.

Noi sappiamo davvero poco della mente equina. Abbiamo trovato tanti metodi piu’ o meno cruenti per imporre a un essere piu’ grande e piu’ forte di noi le nostre volonta’, spesso contrarie ai suoi istinti primari, ma del resto quanto sappiamo?
Ora lui ci osserva incuriosito. Studia il nostro odore, i nostri gesti, la nostra forma strana. Per il suo particolare sistema di visione (diversissimo rispetto al nostro) siamo molto alti. Osserva i nostri tentacoli (pardon, dita) e se e’ facilmente impressionabile si irritera’ al nostro sguardo aggressivo (pardon, sorriso, ma per lui mostrare i denti ha questo significato).

E noi? Stiamo cercando di pensare come lui e vederci come lui ci vede o stiamo ancora valutandolo con i nostri criteri umani? Cosa ci colpisce di lui? L’odore? Il calore che emana? La reazione a cio’ che per noi ha un significato e per lui un altro?

Se non siamo nemmeno capaci di rapportarci con un altro essere vivente da pari a pari, nel rispetto delle reciproche differenze, come pretendiamo di accogliere e capire la vita da un altro pianeta? O forse il punto e’ che vorremmo incontrare gli alieni per appagare la nostra sete di risposte e tecnologie?
E se dalla grande nave spaziale scendesse un essere che somiglia in tutto e per tutto a un cavallo, dialogheremmo con lui o gli metteremmo le briglie?

PS: questo non e’ un post di accusa a chi va a cavallo. Ho scelto i cavalli come esempio perche’ li adoro, ma quanto detto vale anche per molti altri animali, praticamente tutti.

18/11/2012

Gaza

Questo blog sta con Gaza, con le vittime civili di un’occupazione violenta attuata nel totale disprezzo delle risoluzioni ONU (quelle non abbattute dal veto USA) e dei diritti umani.

Una preghiera per tutte le vittime innocenti, da ambo le parti, di questo ennesimo conflitto voluto da chi non sembra certo mirare ad una vera pace e a due stati amici e indipendenti.

30/10/2012

Percezioni

Se succede in un paese lontano culturalmente, magari asiatico, il TG ne parla frettolosamente e se credi in qualcosa fai una preghiera e via.

Se succede in un paese occidentale, considerato a torto o a ragione culturalmente piu’ vicino al tuo, i TG danno ampio spazio e tu volente o nolente te ne interessi.

Se fra i milioni di persone coinvolte ne conosci e sei affezionato a una, che pure non dovrebbe essere in una zona di NY a rischio ma che all’1:39 ti ha smssato “black out totale…”, resti tutta la notte a seguire le news e quando lasci la stanza in cui ti trovi ti sorprendi del silenzio e della pace della tua citta’.

Siamo proprio strani, noi umani…
Una preghiera per tutte le persone che stanno vivendo un disastro…

05/08/2012

Preti e cambiamenti

Volevo commentare questo articolo di Gente Veneta ma visto che il loro sito non me lo fa fare (sente odore di cattolico poco allineato mi sa :) lo faccio qui, andando un po’ oltre i 1000 caratteri consentiti dal sito.

Si parla del trasferimento dei sacerdoti da una parrocchia all’altra che sarebbe una “fonte di liberta’” secondo don Sandro Vigani. Ecco cosa ne penso io, nel rispetto comunque della sua opinione.

La Chiesa sceglie e si da’ una ragione: “e’ giusto cosi'” o “cio’ rappresenta al meglio la volonta’ di Dio”. Insomma, quella che sembra una perdita, una privazione e’ invece una possibilita’ sembrano voler dire molte prese di posizione dei credenti, laici e non, su diversi temi e questo non fa eccezione.

Dissento, con rispetto e dalla mia umile posizione di credente laico poco praticante.
L’amore gratuito? Si puo’ pretendere che una persona ami senza legarsi, che non abbia punti fermi nella vita se non Cristo?
Non credo si possa e infatti da quando i parroci non sono piu’ inamovibili, da quando cioe’ l’unica famiglia che gli era concessa (non da Dio ma dalla Chiesa Cattolica, e’ utile ricordarlo) non e’ piu’ una certezza nel tempo, le vocazioni sono crollate. Quanti vogliono questa vita? Pochi pare.

Ben piu’ preti, sempre cristiani ma non cattolici, ci sono dove il sacerdote puo’ avere una moglie o un marito, se e’ donna, e dei figli. Forse un padre o una madre di famiglia sanno amare meno Dio?
Il parroco inamovibile poteva certo creare problemi ma anche la soluzione attuale secondo me ne crea, lacerando la vita dei sacerdoti e delle parrocchie che vivono in costante stato di precarieta’ o alla merce’ delle necessita’ “organizzative” della Curia.

Libertà? Si’, di soffrire tutti, preti e fedeli.

22/07/2012

Un danno irreparabile

A chi pensa che i brevetti software siano una cosa utile raccomando questa lettura: scoprirete come rischiano di rovinare la vita a una bambina.

Aggiungiamo ai brevetti il mondo blindato di Apple dove puoi installare solo cio’ che vogliono loro, dal loro store, ed il gioco e’ fatto.

Questa filosofia (brevetti, store blindati) va combattuta in tutti i modi legali che esistono. Dal scegliere altri prodotti a puntare sull’open source, e sensibilizzare l’opinione pubblica contro i brevetti software. Se no si sara’ sempre numeri, clienti, non persone.

21/07/2012

Le parole attorno a noi

E’ abitudine diffusa prendere cio’ che leggiamo, decontestualizzarlo e applicarlo al nostro vissuto e alle nostre convinzioni, quando invece dovremmo solo aggiungerlo al nostro bagaglio culturale, come un’opinione, una tesi in piu’ con cui confrontare le esperienze che si vivono e da cui magari pure dissentire. Purtroppo e’ nell’uomo invece tirarsi addosso o farsi scudo dell’altrui pensiero e usarlo come dimostrazione del proprio.
Per questo nutro tanti dubbi sull’opportunita’ di insegnare filosofia e teologia a chi non ha abbastanza anni sulle spalle.
Accetto e apprezzo opinioni su questo mio pensiero.

24/06/2012

Condivisione

…e poi capita che nel forum di una rivisita informatica online leggi qualcosa che riassume molti tuoi pensieri, dubbi e convinzioni su questa societa’…

04/06/2012

Nuovi simboli

La piu’ bella frase che un sindaco potesse dire. Complimenti al sindaco di Novi per:

Sindaco Turci di Novi su Sky: “torre caduta? Pazienza, avremo nuovi simboli. I nuovi simboli sono i bimbi. Siamo noi, la comunità”

30/05/2012

La vergogna del 2 giugno

Il 2 giugno spendiamo un po’ di milioni per far sfilare le forze armate a Roma. Sono normalmente favorevole e trovo assurde le critiche dei pacifisti, ma non quest’anno. C’e’ appena stato un terremoto e l’Italia versa in grave crisi. Risparmiamo i soldi, mandiamo i Vigili ad aiutare chi ha bisogno e non a sfilare e ascoltiamo la richiesta di tanti cittadini.

Incommentabile la presa di posizione del Presidente della Repubblica secondo cui la parata va fatta ma si festeggera’ con sobrieta’.

Altrettanto incommentabile la scelta di non fermare il campionato. Son d’accordo con Monti sul fermarlo per due o tre anni, ma adesso parlo delle partite di questi giorni. Altro che amichevoli e playoff (?). Rinunciare, stare a casa e devolvere costo dei biglietti, guadagni e quant’altro a quanti fra noi sono nel bisogno. E invece passata la paura tutti allo stadio a divertirsi!
Ci sono 14000 persone senza casa e lo sport non si ferma ne’ lancia iniziative di solidarieta’. Muore un giocatore e tutti commossi fanno un turno di stop. Mah!
E non guardiamo alle cifre del calciomercato che se no…

14/05/2012

La storia di Federica Puma su “L’Incontro”

Sono molto soddisfatto e orgoglioso di aver contribuito a far parlare della terrificante vicenda di Federica Puma e della sua bimba settenne, rinchiusa da mesi in una casa famiglia, anche sull’Incontro, il settimanale di don Armando Trevisiol che a Mestre e provincia arriva un po’ ovunque.

Quando a marzo ho letto la storia e sentito lo audio della telefonata fra la piccola e la madre, mi sono ripromesso di darmi da fare. Parlarne nel mio umile blog non era abbastanza quindi ho segnalato la storia a Luciana Mazzer, un’acuta… persona comune che col buon senso delle persone comuni e una punta d’ironia, ma con infinito amore per i piu’ deboli, racconta il mondo d’oggi nelle colonne del settimanale di educazione e formazione cristiana piu’ bello di Mestre.

Mi ha risposto a stretto giro di e-mail (si’, come sempre qui si fa Carpenedo -> Los Angeles -> Carpenedo, ormai e’ abitudine!) che ne avrebbe certamente parlato, solo che non sapeva quando don Armando l’avrebbe pubblicato, vista la coda infinita di cose da inserire. In cuor mio speravo che l’articolo uscisse in ritardo, a vicenda risolta, ma i giudici come ho scritto tempo fa si son presi altro tempo (e intanto la piccola versera’ altre lacrime) e cosi’, purtroppo, la vicenda e’ ancora tragicamente attuale.

La signora Mazzer va oltre il singolo caso e ne racconta un altro, piu’ breve, concluso positivamente ma che ha lasciato tanto dolore, aggiungendo le sue riflessioni. E’ un articolo utile da leggere perche’ fa capire quanto certe iniziative, in taluni casi necessarie, se attuate in modo meno che perfetto e attento, possono causare dolore ai piccoli. Forse quell’angelo non potra’ tornare a casa grazie a questo articolo, ma almeno queste parole attente e garbate porteranno a riflettere altri lettori impegnati su fronti simili dalle nostre parti. Quindi ancora grazie, davvero grazie alla signora Mazzer per averne parlato!

Potete leggere l’articolo nel numero del 20/5/2012 de L’Incontro (che se siete di Mestre trovate gratuitamente in versione cartacea in un’infinita’ di negozi e chiese)

La storia, se non l’avete gia’ letta nei post precedenti, la trovate tutta qui.

Come qualcuno ha scritto nei commenti all’audio della telefonata “mi vergogno di essere italiano”. Lo dico raramente ma sentendo quelle lacrime viene da gridarlo.

07/05/2012

Vittorie e speranze

Sarkozy, parte dell’asse franco-tedesco e fautore della legge Hadopi taglia-Internet (non so delle due quale sia la cosa peggiore) cede il posto a un candidato che al rigore vuole abbinare la crescita e alla lotta contro la pirateria vuole abbinare il buon senso e il rispetto dei diritti civili.

La Grecia guarda altrove, oltre le ricattatorie pretese di una finanza europea che sembra portar vantaggi solo alla Germania. I grandi partiti anche da noi ne traggano una lezione: e’ loro responsabilita’ smetterla di accettare certe pretese sulla pelle dei ciuttadini altrimenti cresceranno altri movimenti, non tutti auspicabili.
Mi fa ridere il fatto che ora i mercati attacchino la Grecia. Che smettano di dirci bugie. Se un paese dovesse uscire dall’Euro cadrebbero anche tutti gli altri. Quindi non e’ che un paese in difficolta’ deve darsi da fare o perdera’ l’Euro. E’ che l’Unione deve aiutare i paesi in difficolta’ o cadra’ a pezzi.

In Germania cresce fino all’8% il partito Pirata che al di la’ del nome stravagante si impegna per l’accesso democratico alla cultura e alle risorse. Non vanno sottovalutati perche’ nel nostro mondo con il copyright non si proteggono solo film e canzonette ma pure le coltivazioni e le medicine e il problema non e’ da poco! Riformare queste leggi in un’ottica che favorisca una fruibilita’ piu’ equa di cultura e quant’altro e’ indispensabile e tale processo va tolto da quanti sono interessati solo a mantenere le proprie posizioni di rendita.

Ultimo per importanza ma non ultimo per l’entusiasmo di una notte, la Juve ha vinto lo scudetto. E ci sta che sia il trentesimo :)

Ah dimenticavo. Fra poco iniziera’ lo spoglio delle schede per le elezioni locali italiane. Se il PDL ha perso abbastanza potrebbe essere a rischio il governo Monti. Dai che facciamo poker!

28/04/2012

Raccolta di firme per LIBERARE un angioletto

Firmate. Anzi chi oggi 28 aprile e’ a Roma vada a Largo San Goldoni fra le 14 e le 19 a firmare la petizione contro una situazione incredibile e spaventosa che vede una bimba di 7 anni tolta alla madre e piazzata in una “casa famiglia” senza poter aver contatti con amichetti e parenti (a parte brevi incontri con la madre ogni settimana).

Chi non sta a Roma scarichi, stampi, firmi e faccia firmare il modulo poi lo spedisca seguendo le indicazioni. Per tutte le informazioni leggete la pagina dell’iniziativa dell’associazione Donne per la sicurezza ONLUS.

Se non conoscete la vicenda leggete i miei post precedenti. Altrimenti cliccate qua (ma attenti che fa male).