...e si può dividersi e non sparire...
se è così riabbracciami quando vuoi!

Domani, Pooh 2004

17/10/2017

14 years ago

Oggi sto facendo un mucchio di cose, e stanno venendo bene, ma ho capito che in fondo sto riempiendo volutamente la mente… lo dico perche’ quando poi sono capitato al 17 ottobre di 14 anni fa sono tornati tanti pensieri e quel brivido di allora, poi rivissuto un’altra sola volta…

Ma e’ stato un attimo, un attimo di malinconia seguito dalla consapevolezza del vissuto, del presente e di quanto i legami vadano davvero oltre il mondo terreno, continuo ad averne prove, ma resta sempre difficile.

Grazie di esserci stata e di esserci ancora. Scusa se a volte sono io che non ti sento, avvolto dai rumori di quaggiu’…

05/05/2017

La bambina che cercava l’uomo piu’ intelligente del mondo

Credo fosse il 5 maggio, come oggi. Dico credo perche’ i giorni di maggio 2014 sono un po’ confusi.
Comunque credo fosse il 5 e che l’ora fosse piu’ o meno quella in cui sto scrivendo, magari qualche minuto prima.

Ero sul tram di Mestre, di ritorno dall’ospedale dove un medico mi aveva chiaramente esposto tutti i rischi dell’intervento a cui di li’ a 8 giorni sarebbe stata sottoposta mia madre. Fu il duro contatto con la realta’, la presa di coscienza che potevo perderla. Per la prima volta non riuscii a fermare lacrime silenziose sull’H2, l’autobus che allora portava dall’Angelo a Mestre. Poi scesi e salii sulla T1, assorto in mille pensieri e profondamente triste.

Salirono -o c’erano gia’ non lo so- una madre e la sua bambina. Bellissime entrambe, straniere, o almeno la madre capii da come parlava che non fosse italiana. La bambina, se non fosse stato per la pelle nerissima, poteva essere mestrina da dieci generazioni. La bimba parlava e faceva domande cucciole. La sua voce mi colpi’ perche’ era davvero molto somigliante a quella della mia amica Rosy. Mi misi ad ascoltare per distrarmi, come spesso facevo in quei giorni quando in autobus tornavo dall’ospedale.

Come tanti cuccioli che studiano l’inglese cercava di capire il significato del nome “New York”. “New” e’ facile, vuol dire “nuovo”. Nuova York, quindi c’era una vecchia York, ma cosa vuol dire “York” e’ la domanda che si fanno tutti a quell’eta’? “Dovrei trovare l’uomo piu’ intelligente del mondo per saperlo” disse alla sua mamma, la quale le rispose che essere intelligenti non vuol dire sapere tutto. Poi la bimba si mise a parlare di una gita o qualcosa in piscina che avrebbe fatto di li’ a poco con la scuola e per la quale serviva qualche euro. Nel dirlo, io scoprii che andava in quinta elementare.

Se a maggio 2014 andava in quinta elementare, a maggio 2017, adesso, va in terza media e sara’ anche lei alle prese con esami e tesina. Buona fortuna angioletto, tu non lo sai ma in un lontano giorno di maggio hai regalato un attimo di serenita’ a una persona che stava affrontando uno dei momenti piu’ difficili della propria vita. Mi hai donato discorsi normali che mi hanno ricordato la mia vita alla tua eta’, mi hai scaldato il cuore e dato un attimo di pace e di fuga dal momento che stavo vivendo.

Viviamo nella stessa citta’ (forse) e nella stessa zona (forse) ma non ci rincontreremo mai perche’ a causa della mia poca vista vedendoti non ti avrei riconosciuta il giorno dopo, figuriamoci tre anni dopo. E allora ti lancio un “grazie” virtuale da questo blog. Grazie, grazie di cuore e un abbraccio. In bocca al lupo per ogni cosa della tua vita.

PS: questo NON e’ un post triste. Racconta una cosa avvenuta in un momento difficile ma e’ un episodio che mi scalda il cuore tuttora, l’ho scritto serenamente e per conservare e condividere un dolce ricordo.

25/04/2017

A te

Questa lettera e’ per te e tu sai che tu sei tu.
Il cervello mi dice di non scriverla ma seguo il cuore come ho sempre fatto. Non sono cambiato come dici.
E non me ne sono nemmeno andato, ancora come dici, forse per proteggerti dal dolore.

Sono qui, sono sempre stato qui e se mi sono fatto da parte e’ stato solo per lasciarti studiare in pace per l’esame, dopo averti tolto fin troppa concentrazione.

Quello che e’ successo non e’ successo il primo gennaio ma e’ figlio di eventi precedenti che come l’acqua contro una scogliera, goccia dopo goccia, nel tempo, hanno danneggiato qualcosa di solido, e aperto la strada a ogni frainteso, a volte mio verso le tue parole, a volte tuo verso le mie.

Adesso ritrovarci e’ piu’ complesso perche’ siamo entrambi vittime di dolore mascherato da risentimento, ma proprio qualche giorno fa mi sono trovato a immaginarmi piu’ vecchio di vent’anni, trent’anni e a rimpiangere un legame tanto prezioso lasciato finire cosi’. E poi voglio esserci in questo tuo tempo difficile come tu ci sei stata nei miei. Ma non posso sanare da solo il nostro legame, dobbiamo farlo in due. Il passato non si puo’ cambiare, ma il presente e il futuro si’. Io sono qua, oggi, adesso. Ci chiamiamo?

07/04/2017

Ciao piccolo Willy

Non ci siamo conosciuti… ed e’ un bene perche’ io non amo la tua razza e la tua razza non ama me.
Pero’ ti conosco lo stesso, per le innumerevoli volte che la nostra amica comune fog mi ha chiamato mentre ti portava al parco per la tua passeggiatina, la cacca, le abbiate agli altri cani, le corse e tutte quelle cose che la facevano impazzire ma la rendevano felice e si sentiva.

Oggi mi ha scritto che e’ l’ultimo giorno della tua vita, perche’ sei malato e le tue condizioni si sono aggravate al punto che l’amore impone di evitarti sofferenza.

Ciao piccolo Willy. Nonostante le idee dei teologi, veri o autoproclamati tali, io sono convinto che ti aspetti un altro mondo dove ritroverai chi come te ha amato la nostra amica comune, per te anche mamma, per me anche figlia. Fate il tifo per lei, ne ha bisogno e lo merita al di la’ di qualunque sciocca discussione terrena fra umani che viene spazzata via da eventi simili.

06/04/2017

2016, 2nd half

Visto che infine mi sono deciso a tornare a scrivere, è ora di riflettere un po’ sul 2016.

Il 2016 è stato un anno bello. E’ stato un anno in cui ho sperimentato un progetto di gruppo, la gioia, la sicurezza di non essere da solo a fare qualcosa. Ho avuto la spinta per andare “oltre”, per superare i limiti che io stesso mi ero posto nella programmazione. E ancora ho sperimentato una nuova amicizia e momenti di gioia, un concerto, feste trascorse insieme, giornate serene, belle.

Ma oggi penso sia anche stata una mezza illusione. Chi veleggiava con me dall’inizio non ha agito benissimo, non è stato corretto nei pensieri, ha spesso giocato alla provocazione o a porre sé nel futuro e me, se non fra i dinosauri, poco ci manca. E chi veleggiava con me strada facendo ha iniziato a pensare che io potessi solo veleggiare con lui, facendomi pesare ogni altra cosa. Ma OK, finché lo fai con me ci sta. Se però inizi a causare zizzania in altri rapporti, se però ogni volta che c’è un conflitto te ne esci con “…se no me ne vado” e se quando te ne vai ti porti via qualcosa importante per gli altri con una scusa bella e buona, perdonami ma l’unica reazione che avrai da me è assecondarti nel tuo allontanamento. perché  la mia dignità non è in vendita e preferisco imparare a fare ciò che facevi tu, pur soffrendo il peso di una certa solitudine e sapendo che da soli si va veloci ma insieme si va lontano. Sì, ma a quale prezzo? “Se ti toglie la serenità è troppo caro” dice un testo motivazionale di quelli che amo collezionare. E’ vero e li il prezzo era troppo alto.

Purtroppo in mezzo c’erano terze persone, fra cui una a cui quella frase sulla dignità ha fatto male e mi spiace, ma cosa dovevo fare? Non essere sincero, non pensare alle persone e ai progetti danneggiati da certe dinamiche? Continuare ad accettare certi comportamenti nei miei confronti?
Ho cercato di agire da signore. Non l’ho sempre fatto e quando è stato il caso me ne sono scusato, ma a rileggere certi dialoghi del 2016 mi chiedo ancora quali siano le percentuali di verità, di stima e di illusione.

Purtroppo tutto questo ha aperto una ferita anche fra me e una persona per me fondamentale ma in mezzo a due fuochi. Una ferita che finge di rimarginarsi ma è solo apparenza e fa ancora e ancora e ancora male e chissà se mai si rimarginerà ma non dipende solo da me rimarginarla… ;(

Cosa c’era di vero nel 2016? Lei era vera lo è sempre stata e sempre lo sarà, il resto non lo so, più passa il tempo meno lo so.
Ma certi momenti sono stati belli, belli davvero.

23/01/2017

Buon compleanno mamma

Oggi non e’ stato un giorno facile. La nostalgia dei giorni scorsi si e’ un po’ attenuata ma la giornata e’ stata piena di eventi, alcuni faticosi, altri belli, altri emozionanti.

Sto bene, non posso lamentarmi, ed e’ molto merito tuo di come mi hai cresciuto e di tante frasi che oggi tornano nel mio cuore e mi danno forza. Certo darei il mondo per un minuto in piu’ insieme ma so che non sei lontana. Ho il rammarico di non avere ancora finito l’ebook con i racconti che mi facevi di tanti momenti della tua vita ma quello va a momenti del cuore… ok ok niente scuse, lo finiro’!

Per tutto il resto vale quanto ho scritto l’anno scorso!
Ah e quest’anno fra una cosa e l’altra non ho preso la torta per festeggiarti… come dici? Non serve alla mia pancia? Lo so, ma… in settimana la prendo cmq :) (e hai visto che finalmente ho trovato le canottiere della misura giusta per me? Un bel 7 e vanno benissimo!)

Grazie di avermi reso la persona che sono e buon compleanno, se lassu’ ha un significato. Di sicuro lo passi col tuo papa’ e questo lo rendera’ meraviglioso!
Ti voglio bene!

06/01/2017

R-E-S-E-T

E’ successa una cosa non bella, di quelle in cui un confronto in un ambito ne invade altri, prende una brutta strada e ci si sentono dire cose tanto brutte. Ed e’ successa con persone che pure nel 2016 mi hanno dato tantissimo. A seconda della narrazione l’ho causata o ne sono vittima. La verita’ e’ che ci ho messo un po’ di mio nel mentre di discussioni protratte oltre il dovuto e che non sarebbero nemmeno dovute esserci, ma questa e’ un’altra storia.

Non sto postando per parlare di una situazione che non dipende da me risolvere al momento ma dell’effetto che ha avuto questo evento. Perche’ in fondo e’ servito. A un certo punto di una di quelle discussioni mi sono accorto di una cosa. Di solito io penso a come voglio essere, a come voglio comportarmi. L’altro ieri mi sono accorto di come non voglio essere, di come non mi voglio comportare, cioe’ come stavo facendo/rischiavo di fare.

Succede che a volte si inziano ad accettare compromessi. Non quelli sani per arrivare a un obiettivo condiviso, no, compromessi per tenere a se’ le persone. E gia’ questo fa spesso finire in guai emotivi. Poi succede che inizi anche ad accettare compromessi con te stesso. “Ma si’, anche se tardo 5 minuti”, “ma si’, anche se lo faccio domani”, “ma si’, anche se mi concedo di arrabbiarmi”, “ma si’, non e’ bello ma se per una volta…”.
Solo piccole cose, ma che non sono da sottovalutare perche’ piccola cosa dopo piccola cosa rischi di andare alla deriva.

Gia’ qualche settimana fa avevo intuito che servisse un cambio di rotta quando il mio amico Manuel aveva guardato i colori della mia Aura. Potete non crederci, io tendo a farlo. Fattosta’ che sebbene alcuni colori fossero molto belli ed evoluti, ce n’era uno che non mi piaceva. E ho pensato di voler cambiare le cose senza pero’ fare grossi passi concreti.
Poi e’ arrivata questa situazione e questo stimolo a farmi cambiare. A farmi tornare padrone di me stesso e responsabile di me stesso. A saper correggere una scelta sbagliata se la coscienza mi dice che lo e’ ma anche a stare attento ai compromessi per trattenere a me le persone. E ancora una volta non parlo di quelli per raggiungere un obiettivo  partendo da posizioni diverse ma di quelli che generalmente finiscono con “…se no me ne vado”.

Solo agire cosi’ per due giorni, ammettere un torto se lo faccio, rifiutare trappole emotive, essere onesto con me stesso, coerente con le conclusioni a cui arrivo e puntuale negli impegni, solo questo, gia’ questo mi fa sentire leggero, sereno. Certo come ogni umano se mi provocano mi arrabbio, ma che c’e’ da stupirsi?
E tutto questo mi ha fatto bene. Prima, cose anche piccole avevano un impatto emotivo spropositato. Adesso mi sento sereno. Succede una cosa illogica che non dipende da me come poco fa? Pace. Passiamo oltre. Potessi farci qualcosa lo farei, ma se non posso, non posso. Credo si chiami stabilita’ emotiva.

Sono sereno, mi sento sereno. Non voglio perdere il mio cuore (che in modo toccante ha descritto la mia amica Duilia ieri sera, quando finalmente ci siamo sentiti dopo i giorni in cui non e’ stata bene), voglio solo farlo andare regolarmente e senza perdere la strada come da un po’ troppo stavo iniziando a fare. Altre volte avevo cercato di ritrovare la strada. Sembra la volta buona, anche se certo e’ una cosa da verificare ogni giorno, ogni attimo. Ma se fa stare cosi’, ne vale la pena e so che le persone lassu’ (la mia mamma, la mia nonna e Chiara) vogliono che io sia la persona che posso essere.

16/09/2016

Amici per sempre

Molti nel tempo mi hanno detto che Amici per sempre dei Pooh e’ una canzone utopica.
Ebbene, oggi ho avuto la prova che non e’ per niente utopica.

Tre amici. Con una ci conosciamo dal 2001 ma non ci siamo mai incontrati di persona per mille motivi. Con un’altra ci conosciamo dal 2004, ci siamo visti varie volte e abbiamo condiviso momenti difficili. La terza, che è il compagno della seconda, con cui nelle differenze e’ nato un rapporto di grande stima e un progetto prezioso comune. Ebbene, ci troveremo tutti e 4 e condivideremo un evento che sara’ irripetibile. Un regalo immenso che fanno loro a me e che ci facciamo tutti e 4.

30/01/2016

Ripulire l’anima dalle cattiverie di chi vuole imporsi sugli altri

Siccome per criticare bisogna conoscere, ho provato a seguire la diretta del Family Day 2016.
A parte che da ogni ripresa e’ palese l’ampio spazio vuoto fra le persone, in un’area che ne puo’ contenere 300.000 e non 2 milioni (stima degli organizzatori), i discorsi sono violenti, prepotenti, ripetitivi e mi hanno sinceramente nauseato.

Ho quindi cercato un po’ di serenita’… e dove altro trovarla se non da quelle meravigliose bambine, Emma e Giada, intervistate a Presa Diretta domenica scorsa?

Andate al video della trasmissione sul sito RAI, saltate a 19:18 e ripulitevi l’anima dalla prepotenza di chi pretende di decidere come devono vivere gli altri, cos’e’ una famiglia, ecc.

I bambini ci salveranno. Anche le giornate inquinate dalla prepotenza di chi vuole imporsi sugli altri con un furore che ricorda piu’ crudeli teocrazie.

Grazie Emma e Giada. Io mi impegno quotidianamente per trasmettere un messaggio di educazione e rispetto a tutti e lo faccio anche perche’ bambine come voi crescano in un paese migliore di come e’ oggi.

 

23/01/2016

Da dove vengo

Io non sono nato “per caso”.
E non sono neppure nato perche’ due persone volevano “perseguire il disegno di Dio”.

Io sono nato perche’ mia madre mi voleva e per avermi ha fatto l’impossibile in un’epoca ancora piu’ difficile di questa. Perche’ se e’ vero che oggi c’e’ chi urla in TV e dai social network su come deve essere la famiglia, alla fine ognuno vive come crede e sono migliaia le famiglie “non a norma di catechismo” ma accettate di fatto. 45 anni fa erano realta’ piu’ rare e chi ne faceva parte era tacciato di essere un poco di buono. E mia madre per una certa vicina era tale.

Quale era la sua colpa agli occhi di tal bigotta? Avere un passeggino ma non un marito. Bastava alla piccola gente per offenderla pesantemente.

Il marito non c’era e nemmeno un fidanzato. Non era previsto ci fosse. Forse qualche anno prima ci sarebbe potuto essere, ma un naufragio se l’era portato via. Come una maledetta guerra si era portata via il suo papa’ Lino, tanti anni prima. Disperso nella battaglia del Don, in Russia.

Da allora mia madre aveva tanto amore in cuore. Amore nutrito dal ricordo del padre, perduto a 5 anni, di cui era innamorata come lo era lui di lei. Amore non avuto, amore non dato. Una ferita aperta che poteva essere sanata solo in un modo: riversando tutto l’amore che aveva in cuore su una creatura che sognava di portare in grembo, partorire e allevare. Ma non c’era l’uomo giusto, e quello che sarebbe potuto esserci era morto. L’unico che forse avrebbe addirittura sposato accettando un “diritto di famiglia” all’epoca totalmente sbilanciato verso il marito e inaccettabile per una militante comunista quale era lei.

Si’, mia madre era nel PCI, anzi all’alba del 1970 rischiava di esserne espulsa avendo condiviso la nascita del Manifesto di Rossana Rossandra. Ma la sua vita stava per cambiare e tutto cio’ stava per passare in secondo piano.

La militanza nel PCI aveva aperto un mondo a lei cresciuta in una famiglia cattolica, pur non bigotta, che era stata al catechismo e che durante l’adolescenza attorno al 1950 veniva mandata al doposcuola dalle suore: “le ragazze per bene non stanno in giro”, diceva la zia che aveva accolto lei e la madre fin dal tempo della guerra.

Tramite la militanza aveva conosciuto modi di pensare e concepire il mondo diversi, in cui le donne non accettavano di essere proprieta’ degli uomini come il succitato diritto di famiglia dell’epoca prevedeva (per dirne una, il marito decideva la residenza e la moglie era obbligata a seguirlo – e non esistevano separazione o divorzio). E aveva iniziato a sognare quel bimbo, ben sapendo le difficolta’ e i problemi di quel sogno. E un giorno decise che quel sogno impossibile poteva diventare realta’.

Stava vivendo una storia con un uomo delle sue stesse posizioni politiche. Stavano bene e lui aveva i tratti che le sarebbero piaciuti in un figlio: i capelli, il colore degli occhi, l’allegria, alcuni aspetti del carattere. Ma per altre cose no, non avrebbe mai voluto che suo figlio crescesse con lui. Pero’ era l’uomo perfetto per…

Prese quindi una decisione. Normale, comune mentre vengono scritte queste righe, coraggiosa e forse folle nel 1970. La prese perche’ libera dal bigottismo del tempo e forse, chissa’, ripensando al coraggio di Mina, la sua cantante preferita, che nel 1963 aveva scelto di allevare un figlio da sola affrontando il massacro mediatico dell’Italia bigotta di allora. Piu’ volte negli anni mi ha detto “sei nato perche’ sono comunista”.

Era il 12 settembre 1970. All’epoca non c’erano test di gravidanza, si poteva solo aspettare e sperare.

Intanto come doveva essere la relazione fini’. Mia madre incontro’ quell’uomo quando la pancia si iniziava gia’ a notare, in una sera piovosa davanti a una pizzeria frequentata da entrambi, in centro a Mestre. Si erano dati appuntamento. Mia madre gli disse che non desiderava che avesse niente a che fare con lei e con me e lui non ebbe nulla da obiettare.

L’anno dopo sono nato. E dalle 15.15 di quel 18 giugno, con il mio dito di neonato che ha stretto il suo in un modo irripetibile, e’ nato un legame fortissimo, l’amore piu’ grande, dato e avuto, nonostante le difficolta’, la piccola gente, le attese davanti una sala operatoria per i miei occhi, la mia adolescenza turbolenta, ecc. Un legame durato 42 anni e simbolicamente suggellato quando alla vigilia di un suo grosso intervento mi ha detto “se va male abbiamo vissuto 42 anni felici”.

Si’, felici. E a quelli che oggi si sgolano per imporre la propria idea secondo cui un bambino ha diritto a un padre e una madre dico che un bambino ha diritto a essere amato, ad avere figure di riferimento valide, poi la figura dell’altro sesso puo’ essere chiunque: tua madre stessa se in se’ ha la dolcezza femminile e la grinta di un uomo, un insegnante, un amico, un parente, il medico che ti rida’ la vista da bambino. Puoi anche spezzettare questa figura e prendere il meglio da chi hai attorno. O puoi crescere sereno con tua madre e tua nonna e pensare al padre solo quando la madre di un tuo amichetto di scuola ti dice “sai, lui ha un papa’ che lo aspetta” (e stendiamo un velo pietoso sulle vicende personali di tale signora…).

Tanti si chiedono perche’ io difenda le unioni civili e le famiglie gay. Alcuni dicono che sono ovviamente gay. Non e’ cosi’.

Io difendo tutte le famiglie perche’ io, mia madre, mia nonna (e i nostri due gatti, Franky I e Franky II) siamo stati una FAMIGLIA e non permetto a NESSUNO di dire il contrario. E per fortuna nessuno fra le persone che conosco, religiosi compresi, ha mai detto il contrario.

E difendo la possibilita’ per due persone dello stesso sesso di crescere un bambino perche’ io sono cresciuto con mia madre e mia nonna e sono stato felice.

Io sono qui perche’ mia madre era Comunista e vedeva, voleva e sognava un mondo migliore.

Mia madre nasceva esattamente ottant’anni fa, oggi.

Sono orgoglioso di essere tuo figlio.
Grazie di avermi messo al mondo.
Te l’ho detto anche il giorno che sei partita per il paradiso, perche’ e’ li che sei adesso, ne sono certo. E un giorno li saremo ancora una famiglia.

PS: a chi dovesse offendere mia madre per le sue scelte di vita, ricordo e faccio mia la frase di Papa Francesco “chi dice una parolaccia contro mia mamma, si aspetta un pugno”.

25/12/2015

Buon Natale!

Quest’anno credevo di non sentire il Natale, poi ho guardato la mia tradizionale pagina degli auguri e ho ri-scoperto un senso profondo, almeno per me, di questa giornata e ora desidero condividere i miei pensieri e i miei auguri:
http://buon.natale.da.gabriele.favrin.net/

Come sempre non e’ solo un augurio ma un vero e proprio sito da leggere.

Buon Natale!

10/03/2015

Lettera a Sakura

Qualche giorno fa una cara amica mi ha chiesto perche’ ogni sera do’ la buonanotte a una ragazza che seguo su Twitter.
La mia risposta e’ stata semplice: perche’ mi pare le faccia piacere riceverla… ;)
E’ nella mia natura provare a dare qualcosa di buono agli altri (non sempre ci riesco).
Adesso poi che, nonostante quel che e’ successo l’anno scorso, riesco a vivere una vita tranquilla, in un tempo che per tanti tranquillo non e’, trovo quasi doveroso fare quel che posso per dare agli altri, almeno un po’ di allegria. E se a Sakura fa piacere la buonanotte o qualche attenzione alle emozioni che esprime, io sono ben felice di scriverle, cosi’ come cerco di fare anche con gli altri che mi piace leggere.
Con lei non ho altri contatti se non Twitter e purtroppo non sempre 140 caratteri bastano, quindi ho deciso di dedicarle questo post e scriverle alcune cose che poi magari serviranno anche ad altri che leggono per scelta o per caso questa pagina, come in passato e’ gia’ successo…

Ciao Sakura (so che lo preferisci al tuo nome),
ti voglio dire un paio di cose dopo averti letta per un po’. Ammetto di non sapere quasi nulla della tua vita fin qui e parlo solo per cio’ che traspare da quel che scrivi.

1. Sei una bella persona. Non mi riferisco solo alle tue foto (belle nonostante i filtri “creativi” di Instagram ;) ) ma al tuo modo di scrivere e mostrarti, educato e di una persona che non cerca la volgarita’ gratuita o l’esibizionismo nelle foto. Complimenti per questo, usi i social media meglio di tanti.

2. Non correre! La vita che conosci non sara’ stata sempre facile, magari tante cose ti appaiono o sono brutte/faticose/assurde, ma come ti ho scritto ieri, tu sei ancora un bruco. Si’, stai diventando una farfalla, ma non lo sei ancora. La tua vita sara’ diversa da quella che hai vissuto, perche’ cambierai tu e cambieranno le persone attorno a te, sia i famigliari sia gli amici di cui vorrai circondarti. Come stai cambiando tu, cambieranno loro. Non ti preoccupare, solo non guardare a cio’ che conosci come unica realta’ a cui sei condannata. Come dice la tua amica che retwitti ogni mattina, “andra’ meglio”. E aggiungo che realizzerai i tuoi desideri, compreso quello di passeggiare per Roma, che, te lo assicuro, e’ un posto piu’ ancora piu’ bello dei tuoi sogni! Anzi proprio leggerti mi ricorda che ho la fortuna di poterci tornare e dovrei approfittarne…

3. Non avere paura di crescere. Crescere non vuol dire diventare noiosi o perdere la propria parte bambina. Se la vuoi, puoi fare cose per conservarla. Io e un po’ di amici anche piu’ vecchi grandi di me abbiamo fatto questo per restare giovani e fra i giovani ;-) ma ci sono mille possibilita’ e modi per restare un po’ “piccoli” nel cuore.

4. Non sei affatto inutile e la tua vita non lo e’! Non lo e’ per le persone con cui vivi, non lo e’ per i tuoi amici e non lo e’ per gli oltre 1600 che ti leggono ogni giorno e a cui riesci a strappare un sorriso o una riflessione. Ti pare poco?
Ma soprattutto tu esisti e hai una vita davanti. Adesso e’ il tempo della crescita e della mutazione. Non giudicare un giorno dall’alba o dalle sue prime ore. Goditi i lati belli del presente e ricorda che il tuo mondo cambiera’, come cambierai tu, e se riuscirai a vivere bene questi cambiamenti, starai bene, proprio come oggi fai stare bene gli altri. Ci vuole solo un po’ di pazienza…

Per il resto, non sei sola e devi valere qualcosa se qualcuno che ti conosce appena decide di dedicarti un post ;)
E come diceva mia zia, “coraggio che el mal xè de passaggio”!
Per qualsiasi cosa, ci siamo, in tanti, io pure, e ti apprezziamo per come sei. Forza, bruchino! ;)

24/01/2015

Mai piu’

Sta arrivando il 27 gennaio e come ogni anno si “celebra” la giornata della memoria delle vittime del nazismo. Giusto, bisogna ricordare per non ricaderci, peccato che non vada esattamente cosi’ e, per me, sia una manifestazione un po’ ipocrita e lo dico pero’ con profondo rispetto di chi la fa e la vive.

Ricordiamo lo sterminio, i lager, gli orrori subiti dagli ebrei e altre minoranze.
Giusto, ripeto. Ma dopo quel tempo e’ giunta la pace? Dopo quel tempo sono cadute le discriminazioni?

Nessuno oggi si sente SUPERIORE ad altri?
Nessuno DISCRIMINA gli altri?
Nessuno IMPONE le proprie idee?

E non avvengono piu’ orrori?
Non ci sono guerre?
Non ci sono sterminati campi profughi?
Non ci sono ESERCITI SCELLERATI che bombardano i civili e massacrano i bambini?
Non ci sono persone discriminate o magari uccise per i propri orientamenti sessuali?
Non ci sono piu’ distinguo fra uomo e donna e hanno ovunque gli stessi diritti?
Non ci sono leggi che portano frustate o la morte a chi dissente dal potere?
Non ci sono esaltati che in nome delle proprie convinzioni discriminano, fanno soffrire o magari uccidono?

No, adesso viviamo tutti in pace e possiamo dedicare un giorno a RICORDARE gli orrori del passato, senza pensare agli orrori del PRESENTE.

Io non ci sto. Sono vicino nella preghiera a tutte le vittime dei crimini nazisti ma io il 27 gennaio ricordero’ ANCHE, per esempio, le vittime civili palestinesi e ANCHE tutte le vittime nigeriane, in particolare quelle due creaturine che quelle merde di boko haram hanno usato come bombe viventi.

Troppo facile dire “mai piu'” davanti a immagini in bianco e nero di orrori di 70 anni fa. Piu’ difficile ma secondo me molto piu’ importante dire MAI PIU’ agli orrori odierni, siano perpetrati con la violenza fisica o con quella verbale.

08/01/2015

La mia nipotina musulmana

Yasmin, che tutti chiamiamo Yuyu, e’ la figlia di una mia grandissima amica che alcuni anni fa e’ andata a vivere in Egitto con l’uomo di cui si e’ innamorata.
Io e Yuyu, che adesso ha quasi 5 anni, va a scuola e impara inglese e arabo, non ci siamo ancora incontrati ma la sua mamma le parla sempre di me ed e’ cresciuta affezionandosi a “zio Gabry” e mandandomi sempre tramite whatsapp salutini ecc che io ricambio con mille immagini degli animali che tanto adora e imita bene.
Adesso Yuyu come ogni Natale e’ in Italia con la sua mamma e passa molto tempo con i suoi cuginetti che hanno grosso modo la sua stessa eta’.
Ieri, prima dei fatti drammatici di Parigi, la sua mamma mi ha inviato un video che regala una speranza per un mondo che gli uomini di domani, i bambini di oggi, possano rendere diverso. Ci sono Yuyu e i suoi cuginetti seduti attorno a un tavolo e lei che spiega a loro con semplicita’. Cito testualmente:
“io sono musulmana, mio padre e’ musulmano e mia madre e’ cattolica”. I cuginetti l’ascoltano tranquilli e curiosi ed ecco realizzato un mondo in cui ognuno puo’ essere di una religione senza che nessuno si scandalizzi. Del resto, se vissute e comprese bene, tutte le religioni sono finalizzate al bene e vanno messe sullo stesso piano. Se a qualcuno questa frase da’ fastidio, sappia che non me ne importa niente, lo penso e continuero’ a dirlo credo di dare una gioia a dio, con qualsiasi nome lo si voglia chiamare ;)

Yuyu e’ musulmana e non e’ certo una terrorista. E’, in questo mondo di fanatici, una speranza per un futuro piu’ radioso.

Date il mondo ai bambini, sono molto piu’ intelligenti dei grandi.
Per loro non c’e’ niente di strano o di sbagliato che uno sia cattolico e un altro musulmano. Per noi si’. Ecco il problema.

PS edit del 2016: adesso Yasmin, che ha 6 anni e mezzo e fa la prima elementare, sta insegnando l’arabo ai suoi amichetti italiani, sul sito per bimbi di cui sono fra i curatori e che lei frequenta :)

17/06/2014

43 anni domani: grazie mamma

Ho scritto questa lettera a mia madre cinque anni fa. Oggi la pubblico perche’ rappresenta al meglio molti dei miei sentimenti.

Perche’ mai nel giorno del proprio compleanno dovrebbero essere i genitori a farci un regalo? Ce l’hanno gia’ fatto mettendoci al mondo, pure con dolore e faticando nel caso della mamma! Siamo noi a dover dir loro grazie ed e’ quello che intendo fare io con queste parole.

Voglio regalare un grande ringraziamento a mia madre. Uno? Mille non basterebbero!

Grazie dunque per avermi voluto e per aver fatto l’impossibile e l’impensabile, nella societa’ bigotta in cui vivevi, per avermi e crescermi, da sola, senza un marito. Ancora oggi c’e’ chi insiste che non si fa cosi’, ma la storia ti ha dato ragione.

Grazie perche’ un bel po’ di anni fa a quest’ora, mentre io qui scrivo al PC, tu sudavi in un letto d’ospedale, senza nessuno accanto fisicamente.

Grazie perche’ da quando alle 15.35 del 18 giugno sono nato i tuoi pensieri, il tuo cuore, il tuo amore sono stati interamente per me e hai combattuto sola i pregiudizi di una societa’ stupida e bigotta, le cattiverie di tanti e un fato difficile.

Grazie perche’ dal 14 febbraio 1972, quando il professor Rama ha diagnosticato con un semplice sguardo “catarrate bilaterali congenite”, tu hai affrontato con forza da leonessa i miei mille ricoveri, le attese fuori dalla sala operatoria, i miei risvegli…

Grazie per avermi sostenuto sempre, contro i bulli, contro i momenti difficili con alcuni insegnanti. Anche contro chi voleva farmi frequentare scuole diverse perche’ ipovedente. E anche contro la mia fase da adolescente ribelle.

Ma soprattutto grazie per avermi lasciato LIBERO. Libero di scegliere della mia vita, per le cose importanti. Mi hai fatto battezzare perche’ fossi libero di essere Cristiano se lo avessi desiderato e poi hai lasciato che decidessi io se volevo andare al catechismo e fare la Prima Comunione o andare a Messa la domenica mattina. Mi hai solo chiesto di essere coerente con le scelte e non farle “per imitare i tuoi compagni”. Non mi hai asfissiato di religione. Non mi hai imposto le tue convinzioni o il Dio degli anni ’40/’50 che era stato imposto a te.

E se hai agito cosi’ e’ perche’ tu sei stata, sei e sarai sempre comunista. E non mangi i bambini. Il tuo comunismo e’ un ideale di liberta’, diritti e uguaglianza. Non condivido molte cose dei partiti comunisti italiani e men che meno del comunismo russo, ma i tuoi ideali e quelli dei compagni che hai frequentato sono la ragione per cui io esisto, per cui fin dall’inizio sono stato libero di scegliere. Provo umano dispiacere quando leggo di bimbi costretti ad andare a Messa la domenica gia’ a pochi anni; trascinati in un percorso di Fede senza poterlo decidere da se’, seguiti, asfissiati da chi vuole imporgli le proprie idee.

E io mi sento davvero fortunato perche’ tu mi hai insegnato che “c’e’ sempre un’alternativa”; mi hai insegnato a essere onesto, corretto, rispettoso verso gli altri e coerente. Grazie a te ho imparato a rispettare. Grazie ai miei occhi di cui ti dai sempre, erroneamente, colpa, ho imparato a capire e ascoltare la sofferenza altrui. Grazie a te sono quello che sono quindi oggi sono io a dirti grazie e a dire a tanta gente che vive ancora ai tempi di “don Camillo e Peppone” che sarebbe il caso di non dare certi giudizi netti perche’ chi fa scelte di vita diverse da quelle dettate dagli uomini di Chiesa ma agisce rispettosamente, correttamente e onestamente, penso proprio sia amato dal Signore tanto quanto chi lo ricopre di preghiere e poi e’ pronto a denigrare, sparlare, attaccare, in voce o in punta di penna.

Grazie mamma, sono grato di essere tuo figlio e orgoglioso di essere figlio di una “comunista”!