Un angioletto e gli adulti che decidono

Quando ti passano questo link (no, non aprirlo, non ancora, lo dico per te, prima leggi tutto) ti chiedi se e’ vero, speri non lo sia, che sia una bufala, un video virale, una mossa dei legali, che non sia tutto come sembra, che…

Curioso? No, aspetta. non aprire ancora. Guarda che fa male. Continua a leggere.

Ascolti tutto, googli. Ne sai quanto prima ma pur con tutte le cautele provi un tale sentimento di rabbia verso chi ha deciso questo e pensi che se ci sara’ un referendum per approvare la responsabilita’ civile dei magistrati tu la voterai perche’ cosi’ almeno sai che prima di prendere certe decisioni ci penseranno non una, non due, ma mille volte per essere sicuri di fare davvero la cosa giusta. Io non la posso sapere ma loro devono saperlo prima di fare una cosa simile. Poi razionalizzi e capisci che non risolverebbe niente e la tua e’ rabbia per una vicenda di cui sei venuto a conoscenza, mentre tante altre accadono nel silenzio e straziano le vite e dovrebbero essere affrontate dai media e dalla politica che invece non ha attenzione che per se stessa.

Insomma… meglio non pensare a questo mondo ingiusto e pregare per una creatura strappata dal suo nido.
E a lei dedico Domani, che l’angioletto che io conosco porti un battito d’ali di serenita’ nel suo cuoricino in attesa che altri decidano cosa e’ giusto per lei, perche’ per i grandi e’ logico fare cosi’.

Ora puoi guardare il video. Ma attento: fa male, tanto male. Tienti un fazzolettino vicino. Poi prega, perche’ una goccia di Dio indichi la strada a tutte le persone coinvolte in questa vicenda straziante. Poi passa parola, perche’ di queste cose bisogna parlare e solo se verranno tutte portate alla luce, forse, chi puo’ fara’ leggi diverse.

Comunque e qui lo grido, comunque stiano le cose questa telefonata, cio’ che si sente e’ una vergogna!

Piccolo edit 1: ho fatto la mia parte perche’ se ne parli anche oltre il web.

Piccolo edit 2: oggi 31/3 in Piazza San Pietro (Citta’ del Vaticano, Roma) fra le 18 e le 21 ci sara’ un sit di preghiera perche’ questa tragedia si risolva. Che siate credenti o meno, andateci. Fossi di li io ci andrei subito!
Maggiori info qui.

Ciao Gjylsime

Gjylsime. Otto anni alle spalle e un nome che non so pronunciare.
Chissa’ i tuoi compagni lo sapevano pronunciare o ti prendevano in giro come spesso i bimbi fanno, non sempre senza cattiveria.
Venivi da una terra che ha sofferto, il Kosovo.
Ieri eri in giro con la tua cuginetta di 11 anni e il tuo fratellino.
Attraversavi sulle strisce di una trafficata strada di Treviso.
E’ stato un attimo, non si sa bene come sia andata, ma e’ stato un attimo e di li’ a poco mentre tanti adulti attorno al tuo corpicino cercavano di farlo vivere e lenire il dolore, tu sei volata lassu’.

Sul Gazzettino mi tocca leggere commenti di chi si chiede la nazionalita’ di chi ti ha investita; dibattiti sulle colpe dei pedoni e degli automobilisti; se attraversavi col rosso o col verde e come mai eri sola per strada. Addirittura c’e’ chi scrive che di bimbi ne muoiono tanti e si sorprende che altri commentatori si siano commossi per la vicenda.

Purtroppo i grandi sono cosi’, Gjylsime. I grandi e forse gli abitanti di questo paese che preso dai suoi problemi inizia a chiudere il cuore. Oggi sono morti 22 bambini in Svizzera in un incidente stradale. Giocherete insieme? E giocherai con i bambini uccisi in Siria l’altro giorno? Sono tragedie. Spero che lassu’ abbiano un senso. Spero che saprete insegnarci qualcosa.

Riposa in pace, anzi no, che noia! Divertiti lassu’ e butta giu’ un po’ di polvere di ali d’angelo per chi resta e per questa povera umanita’ che sta chiudendo il proprio cuore al prossimo e rischia di accettare come normalita’ la morte di un bambino.

Un abbraccio forte, ciao Gjylsime.
E naturalmente un abbraccio e una preghiera per la tua cuginetta e il tuo fratellino che ti hanno vista andare in cielo… veglia su di loro, ne avranno tanto bisogno ora.

Un commiato

Steve Jobs era un uomo, un marito, un padre. E ora non c’e’ piu’ perche’ e’ morto, come tanti muoiono nei nostri ospedali e nelle nostre case, lasciando ad amici e parenti un vuoto incolmabile.
A me spiace umanamente per lui e per i suoi parenti.
E questo e’ quanto.

Il resto e’ il rito della nostra vuota societa’ che crea icone mancando di veri punti di riferimento. Gia’, icone, come quelle che oggi trasciniamo in punta di mouse o dita da un capo all’altro di schermi minuscoli o giganteschi, pensando di avere in mano il meglio che il progresso puo’ offrire, quando invece abbiamo solo cio’ che i consigli di amministrazione delle aziende ritengono di concederci oggi, per poi venderci altro qualche semestre piu’ in la.

Lo sapete che ogni 4 secondi muore un bambino?
Perche’ questa notizia ha meno eco della morte di Steve Jobs, che pure indubbiamente ha fatto molto e ispirato molti?

Una preghiera, per tutte le anime volate in cielo oggi tenendosi per mano, senza piu’ distinzioni sociali, priorita’, strategie di marketing…

Y.

E per Yara che e’ volata in cielo
che la stavamo tutti ad aspettare
che avrei regalato il mondo intero
pur di vederla ritornare…

Penso che il Maestro Vecchioni non se la prenda se cambio due strofe della splendida canzone con cui ha trionfato a Sanremo. E’ che io la canto sempre cosi’, mi e’ venuto naturale fin dall’inizio e oggi mi pare giusto dedicarla alla memoria di quell’angelo.

Un colpo al cuore

Il mio amico e parroco don Danilo se ne va.
Lo hanno nominato Moderatore di Curia. Ruolo importante, che certo sapra’ gestire al meglio. Incarico che forse sara’ anche piu’ tranquillo dei cinque anni e mezzo vissuti fra noi a Carpenedo.

Pero’ e’ sempre un amico che se ne va. Un rapporto che cambia.

Equilibri e cose in parrocchia che mutano sono secondari, la verita’ e’ che mi manchera’ anzi no, cos’e’ questo tono formale? Mi mancherai da matti e sappi che i tuoi semi qui hanno germogliato e lasceranno il segno.

Grazie a te, ascoltandoti nelle omelie che mettiamo sul sito e leggendoti su Lettera Aperta mi sono riavvicinato alla Chiesa. Confessarmi con te, seduti l’uno di fronte all’altro, e’ stato un salto rispetto ai tempi dell’infanzia e del confessionale. Sai di me tante cose che pochi altri sanno. Mi ascolti e oltre all’Assoluzione hai sempre offerto una chiave di lettura Cristiana e talvolta anche psicologica alle mie traversie emotive. Mi hai riavvicinato all’Eucarestia, anche se il tuo cruccio restera’ di non avermi convinto a venire a Messa ogni settimana.

Hai creduto in me quando cadevo e quando proponevo. Abbiamo tentato, a volte fallito, a volte festeggiato insieme. Hai capito i miei limiti e compreso le mie arrabbiature, a volte giuste, a volte no. Mi hai dato fiducia con i laboratori del GREST l’anno scorso e anche quest’anno. Mi manchera’ venir su da te, senza bisogno di essere annunciato, da amico, farti sorprese, rispondere ai tuoi SMS anche notturni per il PC che fa i capricci (“sigh sigh tornero’ a usare gessetto e lavagnetta”), chiederti una preghiera per amici che magari non conoscevi, per me o per mia madre. Ricordo la tua vicinanza in occasione del mio e dei suoi interventi…

Sei stato un meraviglioso parroco e sei un vero amico.
Grazie di cuore per questi anni… che la tua strada sia lieta e tutto vada sempre come lo desideri. Preghero’ per te.

Triste notizia

Ti penso. Non ti dimentico solo perche’ i media oggi parlano di altro.

Questo volevo scriverti proprio oggi a tre mesi dalla tua scomparsa, pensandoti, sperandoti viva, illudendomi che lo fossi. Rapita? Portata via da conoscenti? Dove, chissa’, ma viva.
Ma non lo sei. Oggi, per una coincidenza che appare in effetti strana, hanno trovato cio’ che di materiale resta di te.
La tua anima e’ altrove, forse da tempo. Sapremo, ci diranno, faranno inchieste e programmi d’approfondimento, inutili e indagatori.
Il fatto resta. Non sei piu’ qui. Perdonaci. Perdona questa societa’ che puo’ perdere una tredicenne in una sera di novembre. Perdonaci e veglia sui tuoi genitori e i tuoi fratelli. Hanno bisogno di sentire che ci sei e che non li abbandonerai.

Prego per te che la vita nel mondo astrale sia di sollievo da cio’ che hai vissuto e che non mancheranno di scoprire, sia esso incidente o…

Ciao Yara…

La famiglia Durante

Il 4 gennaio di tre anni fa una famiglia con padre, madre e due bambine di sei e otto anni e’ sparita nel nulla
L’areo su cui si trovavano, durante un soggiorno turistico in Venezuela, e’ svanito dai radar facendo perdere le tracce degli occupanti, fra cui altri italiani e persone di altre nazionalita’.

Sono state effettuate si’ ricerche ma non si e’ trovato assolutamente niente e si sono anzi incontrate resistenze e lentezze, oltre a stranezze che fanno pensare a qualcosa di opaco in questa storia.

Dal 2008 a oggi sono cambiati due governi in Italia. Prima c’era Prodi e si pensava che un governo di Centro-Sinistra potesse avere un rapporto facilitato con il Presidente venezuelano Hugo Chávez. Poi c’e’ stato il “Governo del fare”. Nessuno pero’ ha ottenuto nulla di concreto e i dubbi e le “cose che non quadrano” sono aumentate.

A distanza di anni i parenti degli scomparsi e anche chi non li conosceva ma si e’ interessato alla vicenda (come il sottoscritto che ha creato e inserito il banner in cima al sito) restano senza risposte.
In questo anniversario voglio pregare per loro e invitarvi a leggere la loro storia e magari scrivere due righe di incoraggiamento nel guest-book del sito http://www.famigliadurante.org/.

Col cuore.
Gabriele

Scoasse

Napoli e’ piena di scoasse (immondizia).
Basterebbe questo, per me, a non votare la fiducia a Berlusconi, pronto a ridurre la democrazia in Italia per mantenere il potere.
Ma capisco che la logica dei nostri deputati possa essere diversa. Loro hanno altre priorita’ e ragionamenti, politica e calcoli. Mentre nel paese la gente non arriva a fine mese.
Ma il mio pensiero non va a Palazzo Chigi. Va a un angioletto di Brembate di Sopra. Spero ti ritrovino salva, piccola. In un mondo giusto tutti i cuori sarebbero in preghiera per te. Ma noi grandi, sai, a volte siamo cechi e abbiamo altri pensieri. E il potere secondo me logora eccome chi lo ha.
Scoasse appunto. Per le strade e dentro di noi che fra strade, centri commerciali, lusso, gadget, abbiamo perso la bussola del cuore e guardiamo la TV in cerca di notizie invece di alzare gli occhi al cielo e pregare per chi soffre o chiedere di poter aiutare un po’ meglio il nostro prossimo.

Un pensiero per Pietro Taricone

Francamente non sono mai stato un grande ammiratore di Pietro Taricone, ne’ quand’era al Grande Fratello 1 ne’ in seguito, anche se ha fatto bene le sue parti in vari telefilm che ho seguito.

Umanamente sono pero’ colpito dal suo grave incidente e prego per lui e per i suoi familiari e spero che anche i miei lettori lo faranno (e’ tutta energia positiva che fluisce… indipendentemente dalle convinzioni religiose personali).

Beatrice, angioletto della speranza

A fine dicembre 2008 Giusto, amico e compagno di avventura nel mondo della solidarieta’ online e delle mille idee di don Armando Trevisiol, mi ha scritto per raccontarmi di un angioletto che la meningite aveva ferito in modo atroce, togliendole manine e piedi, e mi ha chiesto di pregare per lei.

Sara’ perche’ quella malattia sei anni fa fu fatale per una mia amica, sara’ perche’ credo fermamente nella forza della preghiera in grado di generare energia positiva (anni fa creai un sito per pregare per una creatura ferita da un ordigno), ma la vicenda mi ha preso tantissimo e ho provato subito un grande affetto per quell’angioletto che, mi veniva detto, si chiamava Beatrice e viveva a un soffio da Mestre.

Poco sapevo di lei se non quello che una parente di Giusto (sua insegnante, credo) gli raccontava di tanto in tanto.
Ho “rotto” a tutti, via mail e vedendoci: amici, conoscenti vicini e lontani fra programmatori, sacerdoti, volontari, da 10 a 80 anni. Le notizie continuavano ad arrivare e continuavano a essere negative tanto che un caro amico, nonno ideale e persona tanto buona che ha piu’ e piu’ volte fatto la Comunione dedicandola a Beatrice, arrivo’, con la voce rotta dal pianto, a chiedersi se non sarebbe stato giusto che Gesu’ la prendesse con se’.

E sbagliavamo, perche’ quell’angioletto ce l’ha fatta e nonostante le conseguenze della malattia e’ lei a dare forza a chi le sta attorno. E’ lei che una volta dimessa dall’ospedale e’ voluta tornare subito a scuola (prima media) ed e’ riuscita a farsi promuovere pure con ottimi voti.
E’ lei che e’ voluta andare al mare senza timore del mondo. E’ lei, piccola campionessa di scherma a livello nazionale prima della malattia, che vuole tornare a praticarla e per questo s’e’ addentrata con la famiglia nel mondo ipertecnologico delle protesi sportive. E siccome quel mondo oltre che ipertecnologico e’ ipercostoso, e’ sempre lei che, senza perdersi d’animo, ha ispirato ai familiari l’idea di la nascita di art4sport, una onlus che tramite creazioni artistiche (fatte da lei stessa!) ed eventi benefici intende raccogliere fondi per sostenere l’accesso allo sport dei piu’ bambini che devono usare protesi.

Una tale forza, un’energia cosi’ grande che vedi anche quando la senti parlare, e’ sicuramente un dono di Dio, e’ la luce del Signore che brilla in lei e regala speranza ed entusiasmo, perche’ se lei che ha affrontato una cosa cosi’ grande non pone limiti a quello che puo’ fare, perche’ dovremmo farlo, io, noi, tutti?
E mi piace anche credere che una briciola della forza che Dio le ha donato derivi dai tanti che gli hanno chiesto di aiutarla in quei mesi dolorosi.

Telechiara ha dedicato un lungo programma a Beatrice e l’hanno anche pubblicato interamente su Youtube. Guardatelo perche’ tocca il cuore!!!
L’ho mostrato agli amici che l’anno scorso hanno pregato con me e le lacrimuccie (di gioia!) non sono mancate.

Di sicuro quando sul sito di art4sport accetteranno i pagamenti via carta di credito correro’ a dare qualcosa per aiutare quell’iniziativa. E’ il minimo, per chi dona speranza come fa quell’angioletto.

Un angioletto con ali d’oro gioca in cielo

Lessi di lei per caso grazie a OK notizie.
Andai nei blog dei suoi parenti e lasciai un pensiero, poi pregai per lei. Cosi’ fecero alcuni amici e tanti altri navigatori del web convinti che la forza della preghiera possa tanto.
Ma non era quello il destino, il disegno celeste. E quell’angioletto ora gioca in cielo, magari assieme a Chiara.

Spero che il mondo piu’ bello che c’e’ lassu’, fatto di infinita gioia e pace, le faccia dimenticare presto la sofferenza patita qui. Vola in alto piccolo angelo. :*

Ricordiamola e preghiamo per chi resta. Io ho regalato loro la testimonianza del dono che ho ricevuto sei anni da Chiara e che mi rende certo del domani.

Penso alle persone d’Abruzzo

Penso a quella scossa nella notte

Penso a quelle case che si sbriciolano con le vite, le emozioni, il caldo focolare dell’inverno, il fresco condizionatore dell’estate

Penso alle camerette dei bambini
I bambini soli, sotto una coperta dell’esercito, accompagnati negli ospedali da estranei o che ci sono andati soli

Penso a chi ha figli, madre, padre, fratelli, sorelle o amici dispersi e puo’ solo aspettare

Penso che li potrebbe esserci gente che conosco, che ho conosciuto

Penso agli sciacalli stronzi che vanno a rubare oggetti abbandonati in una notte, residui abbandonati per forza di una vita interrotta

Penso agli infami che forse si fregano le mani pensando di metter mano sui miliardi della ricostruzione come troppe volte e’ gia’ successo in Italia

Penso che altrove ci sono terremoti come questo ma senza morti e che l’Italia e’ un paese che cade a pezzi e non solo per gli edifici storici

Penso che chi aveva lanciato l’allarme non e’ stato ascoltato e che il terremoto c’e’ stato davvero e anzi erano mesi che c’erano scosse ma i media erano impegnati a raccontarci altro.

Penso alle lacrime e alla paura di qualcuno, in questo momento, in questa fredda notte.

Penso che Dio non ne ha colpa: la natura, la geofisica funzionano cosi’.
Ne abbiamo colpa NOI: se tutti pensassero meno al denaro e piu’ al bene dell’umanita’ oggi nessuno sarebbe morto.

Ti voglio bene

Ti voglio bene…
Non ti conosco e forse mai ti conoscero’ ma da quando mi hanno parlato di te ti sono stato vicino con il cuore e la preghiera.
Sara’ che la mano santa di Chiara mi ha indicato la strada per pregare per te ed evitare che ti capitasse la stessa cosa che e’ successa a lei. Sara’ che era destino fatto sta’ che dopo aver smosso un convento di suore per te ora sono qui a comporre un puzzle che potrebbe portarti un aiuto non solo spirituale.

Adesso, mentre scrivo queste parole, ascolto l’introduzione multilingua del musical “I dieci comandamenti” e penso a quanto la religione e tutte le religioni siano porte a cio’ che e’ oltre a cio’ che non capiamo, a cio’ che ci spinge a dedicare cuore e anima a persone che nemmeno conosciamo per alleviare il loro dolore.

Tabbraccerei forte!. Forse capitera’ o forse avro’ paura d’incontrarti. Non per te, angioletto, per non ferirti con la mia fragilita’ di essere umano di fronte al dolore. Quel che so e’ che si sta componendo un puzzle magnifico grazie a persone splendide e di gran cuore. Un puzzle con cui ti aiuteremo a sbocciare una seconda volta ed e’ questo cio’ che conta.

PS: mi accorgo che e’ proprio il 17…
…coincidenze…

Attenti ai botti di Capodanno!!!

Letto il post precedente? Vi rendete conto di quanto dolore si puo’ provare, puo’ provare una creatura che resta menomata? E quello e’ successo per una tragica fatalita’…

Una cosa che invece puo’ capitare per imprudenza e’ restare gravemente feriti a Capodanno!

EVITATE I BOTTI ILLEGALI e non date in mano a bambini e ragazzi NEMMENO QUELLI LEGALI! Evitiamo che una festa diventi una tragedia che cambia la vita e la rende molto piu’ dolorosa!

Un angioletto ferito

Sta in un lettino di un grosso ospedale.
Ci ha passato il Natale e l’ultimo mese.
E’ stata tenuta in anestesia, e’ stata intubata, e’ stata operata.
Ora respira da sola ma il suo corpicino e’ stato dilaniato dal meningiococco e hanno dovuto farle un intervento terribile. E forse dovranno fargliene un altro il 30.

Magari fra 5, 10 anni avremo imparato a dominare le cellule staminali e il mistero della vita e potremo ricreare, addirittura far ricrescere, quello che non c’e’ piu’. Ma non sara’ domani e nemmeno dopodomani. E lei con i suoi 11 anni, dovra’ imparare a vivere senza possibilita’ che tutti consideriamo naturali e dovra’ abituarsi a protesi che per quanto sofisticate sono innaturali, difficili da imparare a gestire. Forse perdera’ l’anno scolastico, certo quando tornera’ a casa tutto sara’ diverso, il continuo confronto col “prima” sara’ atroce e la fara’ soffrire.

Un caro amico mi ha parlato di questa vicenda e ha chiesto di organizzare un tam tam di preghiere. L’ho fatto, lo faccio, ma trovo il pensiero delle sofferenze di questa bimba talmente devastante, talmente atroce da rifiutarlo mentalmente.
So che abbraccerei forte quella creatura e ho pregato tantissimo e per molto tempo preghero’ per lei. Non tanto perche’ guariscano il suo fisico, quanto perche’ lei riesca a fare il passo decisivo: per quanto terribile, dovra’ imparare ad accettarsi, ad accettare le sue menomazioni. Poi potra’ riprendere il cammino, poi le auguro che medici e scienziati trovino soluzioni sempre piu’ evolute, ma ora le mie preghiere sono perche’ un’onda, una marea di energia positiva la avvolga e le dia la forza di accettarsi.

Ti voglio bene piccolo angelo.
Che il Signore (qualsiasi nome o forma abbia) ti sia vicino come ti sono vicine tutte le persone che in qualche modo sanno di te.