Sentire il futuro…

Luglio 1985. Avevo quattordici anni da poco. Ero seduto alla mia “postazione di lavoro” informatica (C64, drive 1541 e vecchia tv in bianco e nero riciclata a monitor). Avevo deciso di scrivere il mio primo videogame, “Stellar Patrol”. Semplice, in grafica testuale, ma mio, con tutte le caratteristiche che doveva avere il mio videogioco. Man mano che lo c’era qualcosa che mi spingeva a migliorarlo, ad aggiungere cose, a fare di piu’… e piu’ in fretta. Lo finii in una mattina. A mezzogiorno suono’ il telefono. Mia zia era morta.

Febbraio 1999. Era notte. Avevo fatto tardi come sempre ed ero a letto. I pensieri erranti mi avevano riportato a ricordi dell’infanzia. Di colpo un’angoscia fortissima, un vero terrore. Il giorno dopo mia madre ebbe un malore, dovetti chiamare il 118 e passammo diverse ore al pronto soccorso. Tutto si risolse bene ma fu un’esperienza terribile.

[non so perche’ ma ora mi trovo piu’ a mio agio ad usare il presente]

Settembre 2001. Per tutta la mattina una leggera tensione mi attraversa e ricordi di eventi bellici mi gironzolano in testa. Alle 3 di quel giorno apprendo dell’apocalisse in USA.

Ottobre 2003. Notte. Vorrei stare in piedi ancora ma una serie di stranezze (crash continui del sistema ed altre coincidenze) mi convincono a spegnere tutto. Sembra che qualcuno voglia a tutti i costi mandarmi a letto! Vado in bagno, combino un piccolo guaio e mi trovo a dire nella stanza vuota “hai visto che pasticcione che sono? In chat non sembra eh?”. Alle 8 ricevo la notizia che una mia cara amica la notte precedente se n’e’ andata.

Marzo 2004. Sono un po’ nervoso, un po’ triste. Avverto nell’aria qualcosa. La mente non lo confessa ma pensa alle persone che conosco, direttamente o indirettamente, e che non stanno benissimo. Lo nego a me stesso. Non puo’ essere. E infatti non riguarda persone che conosco ma un’ennesima crudelta’ dell’uomo su altri uomini, come apprendo il giorno dopo.

Questi sono gli episodi piu’ significativi di una sequela di stranezze che mi sono capitate negli anni. Non ho raccontato questi episodi per vantarmi (di cosa?) ma per chiedere un aiuto a capirle.

Google fara’ il suo dovere, memorizzera’ questo post e magari fra qualche tempo qualcuno ci capitera’, come e’ gia’ successo per altri post. Bene, se avete letto e sapete dare una risposta ai miei dubbi, scrivetemi (eventualmente in mail).

Perche’ succedono queste cose? Sono l’unico a cui capitano? C’e’ modo di andare oltre le semplici percezioni emotive? Io avverto angoscia (un’angoscia tutta particolare che distinguo subito dalle altre) quando sta per accadere qualcosa a mia madre, mentre ho altre sensazioni per diversi fatti. Pero’ sono tutte sensazioni, non c’e’ un riferimento, una previsione di un determinato evento.

Ecco, io vorrei capire se c’e’ modo di accentuare queste cose, di renderle piu’ utili, di controllarle. Anche perche’ averle cosi’ non rende la vita facile. Al contrario provare una certa angoscia equivale a sapere che con tutta probabilita’ avverra’ qualcosa, senza pero’ sapere che cosa.
Avere paura senza sapere di cosa. E’ molto brutto, credetemi. Per fortuna a volte la mente fa cilecca e l’angoscia e’ solo angoscia, ma anche cosi’ si vive col dubbio.

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