...e si può dividersi e non sparire...
se è così riabbracciami quando vuoi!

Domani, Pooh 2004

21/05/2014

Dovunque io vivro’, io ti avro’ con me…

Vivro’ con la faccia che tu amavi
coi miei giochi sempre nuovi, col difetto di sognare…

Cosi’ inizia “Vivro'” di Roby Facchinetti e cosi’ io vivro’, nel nome di cio’ che sei stata, di come mi hai insegnato a vivere e ad essere.

Oggi a salutarti c’erano tutti: i tuoi colleghi, i tuoi amici, i miei amici, pure angeli arrivati in modo avventuroso e il cui gesto non dimenticherò, i vicini (anche chi in un lontano passato oso’ insultarti per la scelta di avermi fuori dal matrimonio). C’erano parenti acquisiti e anche i parenti e gli amici che per motivi di salute o distanza non erano fisicamente con noi c’erano col cuore.

E c’era don Armando, che ti voleva cosi’ bene ma cosi’ bene che si e’ commosso mentre ti ricordava. Si’, a te, che dal cattolicesimo bigotto hai ricevuto dolore ma che amavi Gesu’ per i suoi messaggi d’amore e giustizia cui i tuoi ideali assomigliavano tanto.

E c’era don Danilo, oggi cosi’ impegnato in alti incarichi in Curua, li per me e per te, che t’aveva conosciuta in quella tua telefonata di gioia dopo il mio intervento. E c’erano le persone che mi stanno aiutando, e lo sapevi, e a loro l’avevi chiesto e forse sei partita piu’ serena anche per questo.

E c’eri tu, fra noi, finalmente senza piu’ dolori, finalmente accanto al tuo papa’, alla zia anna, alla tua mamma, ai parenti e agli amici che avevi salutato.

E c’ero io che ti ho promesso che vivro’, mi sforzero’ di farlo, per cio’ che sei stata e mi hai dato, perche’ se ho fatto qualcosa di buono lo devo ai valori che mi hai trasmesso tu.

Come ti ho detto tante volte e ripetuto questa mattina prima che chiudessero la bara, grazie di avermi messo al mondo.

Vivro’ senza morire perche’ e’ stupido e indecente
ricomincero’ da niente e lo faro’
ma giuro che vivro’ e lo devo a te e basta…
E diro’ di piu’: dovunque io vivro’, io ti avro’ con me…

PS: e come hai visto ho mantenuto la promessa anche per “What a wonderful world”. Quando credevo di non riuscirci per il troppo sole che rendeva illeggibile il display, qualcosa dentro mi ha dato il coraggio… e anche il momento di quella terra che scendeva e’ stato avvolto di serenita’.

13/05/2014

Lettera per la festa della mamma

Domenica scorsa ho scritto, stampato e portato a mia madre questa lettera. Il 14 maggio dovra’ affrontare un intervento impegnativo e se queste parole le hanno dato forza, come credo penso e spero, e’ il regalo migliore di sempre. L’ho accompagnato con questa rosa i cui colori sin da piccolo ho associato a “mamma”. D’accordo con lei, che l’ha voluta far leggere a un nostro caro amico, la pubblico anche nel blog.

Mestre, 11/5/2014
Avevo pensato di regalarti un lettore musicale per farti ascoltare musica, magari il CD di Mina con tale rapper “Mondo Marcio” che è davvero bello, ma ho ricordato che tu e la tecnologia non andate d’accordo e quindi ho optato per qualcosa di più tradizionale e per me inedito: una lettera. La scrivo al PC perché la mia calligrafia è quella che è. Adesso almeno la posso stampare.
E cosa scriverti? Frammenti. Frammenti belli della vita bella che mi hai dato e mi darai, perché io SO che comunque vada il domani, tu sarai con me… e ora scaccio lacrimuccia e scrivo…

…io e te sdraiati su una barca a Bibbione… avrò avuto 3 o 4 anni… c’è il sole caldo, abbiamo gli occhi chiusi, ti sento vicina.
…io e te al mare, stessa età, gioco e nuoto fino a trovare le tue gambe, calde, protettive, le chiami “le colonne d’Ercole” e mi proteggono da dove è più profondo…

…venirti a prendere in ufficio…
…vederti quando uscivo da scuola o da catechismo…
…chiamarti in ufficio, chiedere di te e sentire la tua voce…

…la volta che dovevo leggere in Chiesa al microfono, ero troppo emozionato, la catechista mi offriva di non farlo e tu mi hai incoraggiato…
…il tuo vestito blu acqua pura alla mia Prima Comunione…

…noi sul Passo San Pellegrino…
…noi sui monti, sui torrenti, al mare, al lago di Garda…
…i grandi viaggi sulla 126…

…il viaggio in Canada, che pure ti ho reso difficile come tanti momenti…

…le mie crisi anche per sciocchezze e tu che ci sei, sempre… sacrificando te stessa anche ai miei difetti, paure e limiti…

…quando un giorno ti ho confidato che mi mancava un po’ la nonna e mi hai detto che era l’unica cosa a cui non potevi porre rimedio. Lì ho capito cos’è l’amore materno, che davvero per me avresti fatto ogni cosa umanamente possibile…

…tornare a casa e chiamarti e spaventarmi/seccarmi se non rispondi subito…
…tornare a casa e trovarti…
…io che vengo a vedere come stai, sapendo di trascurarti ma felice di averti li a un passo e sentirmi dire “so che ci sei, che sei qui, e va bene”…
…io sdraiato sul divano e tu che guardi la TV…

…tutte le volte che c’eri prima e dopo le operazioni…
…la volta a 5 anni che ho mangiato una caramella la sera prima di un intervento, mi sono spaventato, ti ho chiamata, non ho avuto coraggio di dirtelo ma la tua voce mi ha tranquillizzato…
…la volta che dovevo decidere se fare l’intervento per curare lo sdoppiamento e tu hai avuto forza per me di dirmi “sì fallo”. Ora la ho io per te: sì fai questo, starai bene, ne vale la pena e meriti di vivere bene!

Quanta forza hai avuto per fare tutto da sola contro i bigotti e gli sciocchi. Quanta forza per affrontare un figlio difficile come sono io. Ti ammiro e voglio dirti ancora una volta…

Grazie mamma per avermi messo al mondo,
   mi hai dato, mi dai e mi darai una vita felice!

17/10/2013

10

Non sono solo dieci anni che ho un blog. Sono anche dieci anni da quel 17 ottobre 2003 che ha segnato cosi’ tante vite.

Oggi non sento nel cuore molti discorsi, anche perche’ ti ho ricordata altrove e meglio, facendo vivere il ricordo di te in chi nemmeno ti aveva conosciuta. Oggi voglio solo riflettere su una cosa: se perdiamo una persona cui volevamo bene ci resta un buco nel cuore. Allora non buttiamo il tempo e non consideriamo numeri, magari inevitabili, i morti elencati quotidianamente dai TG. Sono vite spezzate e lasciano dolori. Preghiamo per chi va e per chi resta o doniamo loro un pensiero di speranza. E lo stesso cerchiamo di fare per chi e’ ancora con noi ma spesso non apprezziamo abbastanza. Lo dico prima di tutto a me stesso…

Anche se
va un attimo via la luna
ogni addio può essere liberta’
la realta’
moltiplica luci e ombre
ci dara’ da vivere senza noi
e si puo’
dividersi e non sparire
se e’ cosi’
riabbracciami quando vuoi…
(Domani, Pooh 2004)

Ciao, Chiara…

07/10/2013

Gli immigrati

Parlando del padre di una persona che conosciamo, che e’ arrivato in Italia su un barcone come tentano in molti, la mia amica Lorenza mi ha scritto via SMS un pensiero che le ho chiesto di poter condividere nel mio blog.

E meno male che è arrivato in Italia, gli immigrati sono il futuro, sono un’opportunità, sono volenterosi di migliorare la loro condizione come lo erano i nostri nonni, i loro figli sono curiosi, attenti e giocano per strada o in cortile tutto il pomeriggio. Stanno invadendo i licei e le università superando gli italiani nei voti, perché studiano e tanto. A tanti bigotti con la puzza sotto il naso dà fastidio, si adatteranno? Non lo so, ho sentito commenti atroci sui morti di Lampedusa. Se un uomo non sa più provar dolore per la morte di un suo simile è ancora un uomo?

21/09/2013

Un dono inatteso

Stasera stavo andando a letto abbastanza demoralizzato per alcune questioni personali quando mi e’ stato indicato questo video da chi nulla sapeva dei miei pensieri:

Chissa’ quale spirito ha guidato la sua mano per dirmi che, forse, non e’ tutto sbagliato…

11/09/2013

Fail?

Mi piace pensare a Angry Birds come a una metafora.
I maialini verdi senza braccia ne’ zampe costruiscono complicatissime architetture che uccellini senza ali ne’ zampette distruggono facendocisi catapultare contro da enormi fionde. E ogni volta i maialini verdi ritentano costruendo architetture sempre piu’ complesse, senza arrendersi mai.

Vorrei che tu, che nel nostro immaginario giocoso condividi tal colore, riuscissi ora a fare altrettanto. Non lo pretendo, lo vorrei. Se davvero, ma come San Tommaso ci credo quando lo vedo e’ il mio carattere, se davvero e’ andata male, vorrei che trovassi la forza di ritentare. Pare e molti testi lo dicono che sia scontato che i piu’ falliscano il primo test. C’e’ un intero forum in cui futuri medici discutono su come gestire un anno “fuori”. Certo guardando il mondo coi tuoi occhi di un po’ di anni fa credo d’aver capito come non mai cosa devi provare oggi quindi ti risparmio i miei soliti discorsi. Dico solo questo. Vorrei che non ti arrendessi, perche’ la cosa piu’ importante che puoi imparare e’ a rialzarti dalle sconfitte e scacciare l’idea che o va bene al primo colpo oppure e’ la fine. Analizza i tuoi punti deboli e impara a superarli, come hai gia’ fatto tante volte finora. Sai che non sarai da sola…

06/09/2013

Caro diario 2, giorni straordinari

“Buonasera don Armando sono Gabriele Favrin, posso rubarle due minuti?”
“Anche una vita intera!”
“Devo farle una proposta…”
[…]
“Per me va benissimo!”

Si’, l’ho fatto.
Si’ gliel’ho chiesto.
Si’, ho proposto a don Armando una cosa folle. E gli ho anche detto che dobbiamo farla subito. E mi ha detto SI’!

Per scaramanzia svelero’ di cosa si tratta quando sara’ fatta, o sabato o lunedi’. Qui voglio appuntarmi solo che… credo che ho fatto buona musica, citando il Facchinetti, se un sacerdote ottantacinquenne mi da’ il via libera per una cosa che non ha mai visto fidandosi delle mie parole.

Felice, davvero felice e un po’ scosso dal coraggio che ho trovato e non credevo di avere e dal SI’ ricevuto!

E come ieri (5/9) e’ stato un giorno straordinario per me, altrettanto spero che sia oggi (6/9) per una persona splendida di cui sono infinitamente orgoglioso e che affronta un prezioso test di ingresso a Bologna. E pure il 9/9 dev’essere straordinario per lei!

22/04/2013

Scegli la via giusta!

“grazie” “mi sei mancato” “che bello!”
Tre parole da tre persone diverse che mi hanno scaldato il cuore.

Ed e’ tutto qui. Si puo’ scegliere di fare come nel mio post precedente e si puo’ scegliere di farsi trascinare via dalla corrente del dolore. Ancora, si puo’ scegliere la rabbia, che poi ci divorera’. Io ho fatto tutte e tre le cose nella vita e non son qui a dare lezioni. Ma son qui a dire che e’ molto piu’ bello il calore di una parola. Ce ne son poche, a volte ci si sente persi nell’oscurita’, a volte la si cerca con tutte le proprie forze e si costruiscono totem sul dolore, si proietta se stessi in persone e situazioni lontanissime e diverse da noi.
Ma il calore di una voce rassicurante, di un sorriso, di una parola d’affetto, quando c’e’ puo’ strappare da molti dolori. E con la stessa volonta’ con cui si guarda al dolore, si puo’ fare un sorriso…

04/03/2013

Valori non (piu’) negoziabili

Ognuno ha i propri valori non negoziabili. I miei, su cui ho negoziato fin troppo e adesso non intendo piu’ farlo, sono questi:

L’educazione e la coerenza. Una parolaccia scappa a tutti ma fingersi bravi e dediti al rispetto altrui in un contesto in cui conviene e in altri agire in modo opposto non e’ corretto ne’ giusto.

Il rispetto. Se qualcuno ha gusti o idee diverse e le argomenta, le si possono criticare ma finche’ rientrano nell’alveo della normale convivenza fra le persone o sono posizioni improntate al bene comune, non si possono condannare solo perche’ non ci piacciono. Men che meno e’ giusto mettere in discussione le persone per cio’ che esprimono.

La lealta’. Conoscere un punto debole degli altri e usarlo, volontariamente o meno, in senso negativo e’ inaccettabile. Analogamente lo e’ agire alle spalle per i propri fini. Sincerita’ e trasparenza degli obiettivi individuali e comuni sono valori troppo spesso sottovalutati.

L’amicizia, il lavoro, la collaborazione, tutto per me si basa su questi valori. Se vengono meno sto male ed i rapporti sono destinati a incrinarsi o a portare sofferenza.
Saro’ anche un egoista destinato alla solitudine ma ho visto che “capire” o “ingoiare” spesso e’ inutile perche’ permette agli altri di pensare di poter continuare a fare cio’ che vogliono. Quindi da oggi questi tornano a essere i miei valori non negoziabili. Avere a che fare con me non e’ un obbligo e anzi forse per alcuni e’ un peso, quindi non sentitevi costretti. Questo sono io.

02/02/2013

Una goccia sul cuore

…e quando alcune cose proprio non vanno, arriva una mail, direi un dono dal cielo, e vedi che un tuo gesto passato e quasi accantonato dalla memoria s’e’ trasformato in vestiti e scarpe per bimbi e persone di un mondo lontano, poveri oltre cio’ che qui immaginiamo povero, ma almeno forse ora un po’ meno soli.
Ed e’ una goccia che scalda davvero il cuore e scioglie un po’ quella tristezza data dai tanti egoismi in cui ognuno di noi abitanti di questa nostra opulenta societa’ tende a cadere…

28/01/2013

Affresco di gennaio

Il rombo di un aereo che scende;
l’acqua per strada spostata dalle auto;
odore di pioggia e gocce di neve dissolta;
grigio, il verde degli alberi;
voci di gioia in uscita da scuola;
piccola vita ormai autonoma rientra a casa.

Mette serenita’ fermarsi a pensare da fuori
a un giorno normale, un equilibrio
di anime, vite, cose.
Affresco di natura, società, tecnologia.
Dall’esterno sereno.

04/01/2013

Valerio Negrini

L’ho letto ieri su Twitter da Rai News e mi e’ sobbalzato il cuore…
“forse era malato…”
No, infarto. Come Tix…

Cosi’ colui che 10 anni fa scrisse “Domani” parte verso il cielo da un ospedale intitolato a S. Chiara (coincidenza pura o messaggio indecifrabile?) che sta sotto a verdi montagne che trasmettono pace…

Prima che ai Pooh, prima che alla moglie io penso a Ginevra, “GinnyJack” come la chiamava in uno dei suoi ultimi tweet. A 7 anni perdere il Papa’ cosi’, di colpo. Povera stella.

Valerio e’ eterno, e’ nelle parole che ci ha regalato anche se le scelte musicali Pooh degli ultimi anni l’avevano messo un po’ da parte; ma adesso da credente, ma soprattutto da persona dotata di un cuore non posso pensare alle canzoni, che restano, ma all’uomo e a chi lascia. Lui e’ in Cielo, anche se non ci credeva. Speriamo possa vegliare su tutti i suoi cari, a partire dalla sua piccola e ovviamente alle altre due figlie.

E i Pooh… Domani?
Non lo so… secondo me arriveranno ai 50 anni di carriera e ci saluteranno senza altri inediti. Io li capirei, ma solo Dio sa come affronteranno questa prova. Una preghiera e un abbraccio a loro tre.

27/11/2012

Notizia MERAVIGLIOSA che scopro con colpevole ritardo

Il miglior medico oculista del mondo, a cui devo la mia rinascita, e’ stata gia’ da qualche settimana nominata PRIMARIO di oculistica all’ospedale dei Santi Giovanni e Paolo di Venezia! Brava e complimenti di vero cuore!

Ed e’ bello vedere quanti la pensano allo stesso modo su questo meraviglioso medico!

30/10/2012

Percezioni

Se succede in un paese lontano culturalmente, magari asiatico, il TG ne parla frettolosamente e se credi in qualcosa fai una preghiera e via.

Se succede in un paese occidentale, considerato a torto o a ragione culturalmente piu’ vicino al tuo, i TG danno ampio spazio e tu volente o nolente te ne interessi.

Se fra i milioni di persone coinvolte ne conosci e sei affezionato a una, che pure non dovrebbe essere in una zona di NY a rischio ma che all’1:39 ti ha smssato “black out totale…”, resti tutta la notte a seguire le news e quando lasci la stanza in cui ti trovi ti sorprendi del silenzio e della pace della tua citta’.

Siamo proprio strani, noi umani…
Una preghiera per tutte le persone che stanno vivendo un disastro…

29/07/2012

Ciao, Benedetta

Ciao…
Hai visto che e’ successo dopo che un anno fa sei caduta verso il cielo?

Dolore in chi ti amava, angoscia in chi ti aveva appena incrociata e pensieri di tanti che nemmeno ti conoscevano.
Qualche persona incommentabile ha pure fatto ironia sulla tua morte (e Facebook non l’ha cancellato e anzi gente di gran cuore ha aggiunto battute indegne), ma cosi’ e’ il mondo…

Un mondo dal quale hai scelto di andartene. In fondo e’ difficile capire perche’. Per l’anoressia? Per altri dolori sottili o grandi che ti struggevano l’anima? Perche’ non sentivi o non credevi di poter chiedere o avere aiuto? Chi lo sa…

Io ti conosco perche’ ha parlato di te un grande amico di una persona per me preziosa e lei e’ rimasta molto colpita dalla tua vicenda e ti ha anche dedicato un bellissimo articolo per cercare di aiutare altre ragazze che affrontano momenti difficili.

Tanti che non ti conoscevano, ti pensano e pregano per te.
A me fai tenerezza. Vorrei riavvolgere la matassa del tempo e che la carezza di un angelo potesse trattenerti o darti la voglia di non farlo…
Mi fai tenerezza e ti mando un abbraccio leggero, a te e agli angeli sofferenti che ci stanno pensando ora.

Mi fai tenerezza e ti voglio bene… Ma…
Ma anche se provo questi sentimenti penso che tu abbia sbagliato,. che tu abbia compiuto un gesto estremamente egoista. Soffrivi, lo so, non si puo’ semplicemente dire “dovevi farti forza” ma nemmeno accettare la tua scelta. Avresti potuto cercare aiuto… in Dio, in chi conoscevi o in sconosciuti (un prete? uno psicologo? un conoscente di fiducia?)

Meritavi piu’ aiuto? Certo, ma chi sono io, estraneo, per dire che chi ti amava non ha tentato di dartelo?
Alla fine pero’ la scelta e’ stata tua: il dolore troppo grande? La paura? La vergogna? Quale e’ stata la molla? Cosa te l’ha fatto fare? Chi puo’ dirlo… chi potrebbe mai saperlo…

Pero’ non dovevi. Ti sei negata la possibilita’ d’essere felice nei giorni del domani e hai inondato la vita di chi ti amava di sensi di colpa.
Sensi di colpa giustificati? Non lo posso sapere per chi t’era piu’ vicino. Penso pero’ siano sbagliati per chi ti conosceva meno o ti incrociava a scuola… L’animo umano e’ cosi’ difficile da sondare. Anche se parli ogni giorno con qualcuno e gli dai tutto te stesso non puoi essere certo di capire fino in fondo cosa vive…

Non lo so. Non posso sapere cosa davvero t’ha spinta, quali ragioni o torti subiti. So, ma non lo dico con rabbia, che non e’ stato giusto. Che hai lasciato vuoto e dolore. E forse qualche desiderio d’emulazione in ragazze che avran letto di te sui giornali.

Ma che scelta e’ una cosi’? Lasci dolore e non sai cosa trovi. Perche’ magari dopo non c’e’ niente, o c’e’ l’inferno cristiano o il perdono in extremis di Dio o c’e’ l’immediata reincarnazione per ripetere le prove fallite… chissa’… non lo si puo’ sapere…

Vent’anni fa ho vissuto, da lontano, il suicidio del figlio di una collega di mia madre. Ha devastato la vita alla sua famiglia che aveva tentato l’impossibile perche’ non lo facesse.

Sette anni fa una persona preziosa mi ha raccontato la sua vita di sensi di colpa per l’analoga fine del suo ragazzo.

Scusami, non lo trovo giusto ne’ per chi lo fa ne’ per chi resta. Lo capisco solo per i malati gravi che in accordo con la famiglia scelgono di non soffrire oltre e di interrompere le cure. Ma e’ una scelta condivisa, non uno strappo…

E intanto resta il silenzio. E a parte i miei tasti ora c’e’ silenzio. Il silenzio che c’e’ sulla tua tomba (lo so, l’anima e’ altrove), il silenzio che sostituisce i sorrisi, la spensieratezza, le gioie che avresti avuto, le prime cotte, gli esami, le vacanze sola, amici nuovi, feste di compleanno, paura e felicita’…
Un’infinita’ di emozioni che se una virgola quel giorno fosse stata diversa, potresti vivere ancora.
In fondo spero tu rinasca.
Chissa’, magari sei la bimba dei vicini.

Ti mando un abbraccio e una preghiera, ma non avresti mai dovuto farlo. Tu da dove sei, avrai visto che effetti ha avuto.
Ciao Benedetta, continuero’ a ricordarti e come me in tanti. Sperando di saper camminare sull’acqua per dare il mio piccolo umile contributo a far star meglio le persone che ho attorno.
Che il Cielo abbia cura della tua anima.

Ti dedico Tommy di Roberto Vecchioni. Una carezza, ciao…