Speranza per 132 stelline

Stasera ci sono 132 stelline fra i 6 e i 12 anni prigionieri di un gruppo di pazzi esaltati vestiti di nero, incapucciati e mascherati, armati e con cinture esplosive addosso. Bambini! In mano a quella genteaglia imbecille convinta che DAVVERO il loro Dio approvi atti simili, convinta che se si fanno esplodere e morendo portano con se’ “i figli del nemico” andranno in paradiso e avranno pure dei piaceri che non cito perche’ troppo volgari.

Infedeli.
Illusi.
Deficienti.
Assassini.
Fanatici.
Integralisti.
Ma soprattutto: barbari. Barbari pronti a uccidere e portare dolore.

Mi sto trattenendo ma il disprezzo che provo per chi compie atti simili e’ enorme. Ho concluso l’altro post dicendo che certi pensieri d’odio (una serie di post a commento dell’assassinio di Baldoni da parte dell'”esercito islamico”) fanno male a chi li legge e a chi li scrive, ma stavolta non riesco a non postare questo, a non esprimere il mio disprezzo per quei barbari e la mia angoscia per quei bimbi innocenti.

Speriamo che si risolva… che si salvino tutti… o (siamo realisti… ;( ) almeno la maggior parte…

Che Dio (il vero e misericordioso, che sia quello Cristiano o quello musulmano o quello di qualsiasi altra interpretazione umana del minestrone cosmico) li salvi e faccia ravvedere chi ha perso il lume della ragione.

Le distanze

Fino all’altro ieri per me Enzo Baldoni non esisteva, non avevo idea di chi fosse. Poi i TG ne hanno parlato: “non si hanno notizie di un reporter italiano” […] “che scrive per la rivista Diario”.

Diario? E che e’? Rivista minore, sara’ un qualche imprudente… giudizio affrettato di chi e’ abituato a leggere notizie su notizie di cronaca…

Questo ho pensato, tanto non lo conoscevo, era un nome a cui non era associato nulla.

Gia’, non lo conoscevo. Il guaio e’ che adesso invece lo conosco. Certo, non moltissimo, ma ho scoperto che condividiamo la passione dei blog. Ho letto alcuni post del suo, ho visto chi linka (da Emergency a Wittgenstein, passando per Macchianera, per la serie… prima dello schieramento politico e ideologico viene il piacere di leggere, o almeno io penso che se uno linka blog cosi’ diversi deve ragionare cosi’), insomma, se non fosse in Iraq e non raccontasse le tragedie che vede potrebbe essere uno qualsiasi dei blog che leggo, o pure un conoscente.

Ho letto i suoi post e cosi’ facendo ho conosciuto i suoi modi di dire, di esprimersi, di pensare. Il suo autista, trovato morto poche ore fa, non e’ piu’ solo un nome arabo anonimo, e’ una persona con pensieri, emozioni, paure, gioie. Anzi era, perche’ dei criminali l’hanno ammazzato e chissa’ cosa hanno fatto a Enzo.

Senza entrare nella questione Iraq (che tanto sapete come la penso e non e’ questo il post per parlarne) volevo solo riflettere su come leggere i blog porti a conoscere le persone. Non importa chi e’ l’autore, se scrive in poltrona o da un portatile nell’inferno di una citta’ in guerra. Si scrivono blog per trasmettere sensazioni prima ancora che informazioni e si leggono blog per recepire cio’ che l’autore vuole trasmetterci.

La lezione di oggi e’ che dietro ad ogni nome sconosciuto sentito al TG c’e’ una persona che potrebbe pure assomigliarci un po’. E la lezione e’ anche che i blog sono un mezzo fenomenale e rivoluzionario per trasmettere non solo nozioni ma anche un po’ di se’, insomma per avvicinare le persone.

Ovunque tu sia Enzo, coraggio!

Questo vuole anche essere un post di sostegno e solidarieta’ a lui, ai suoi collaboratori ed ai suoi cari.

Esprimiamo loro il nostro sostegno anche su bloghdad, il blog di Enzo Baldoni.

E se Credete (in Dio con uno qualsiasi dei suoi nomi terreni) pregate.

Un anno fa

Non permettere che un mostro
Metta in croce in te l’amore!

Questo e’ un libero adattamento di “Ali in gabbia occhi selvaggi” (dal musical Notre Dame de Paris) che tristemente si presta a rappresentare tutte quelle giovani vite la cui serenita’ e’ stata rovinata dalla brutalita’ umana e che forse ora non hanno piu’ coraggio di amare la vita ed il mondo attorno a loro.

E se quella strofa e’ stata modificata ad hoc, questa e’ integra e mette i brividi:

Ali in gabbia, occhi selvaggi
Non potranno più volare
E l’infanzia dagli oltraggi
Tornerà mai ad amare?

Ti auguro che il cerchio oggi si chiuda e che tu da domani possa tornare a volare come facevi fino a un anno fa lasciandoti alle spalle questi 366 giorni.

Ti auguro che vinca la speranza e che tu senta l’amore del mondo per te e veda che nel mondo non ci sono solo mostri…

Il piu’ bell’articolo che abbia mai letto…

… e’ QUESTO, che parla di Francesca e della sua gioia!

Leggetelo perche’ e’ un articolo bellissimo che prova come la SPERANZA serva davvero e come alla fine di ogni tunnel ci sia un’esplosione di luce.

Un passaggio dell’articolo, dalle parole del Prof. Lanzetta:
“Disegnava cieli grigi e bombe che scoppiano. La sua guarigione è stata soprattutto interiore. Oggi ho visto Francesca disegnare prati verdi e soli splendenti. Quello che fa un normale bambino della sua età.”

Auguri stellina, di essere per sempre serena!!!!

Le preghiere (e la scienza) servono…

Che bello! ;-)

Il Gazzettino titola Una speranza per la piccola Francesca e annuncia che il 24 marzo quell’angioletto avra’ una speciale protesi creata appositamente per lei dal Prof. Lanzetta di Monza. Pare che tale protesi avra’ una valenza sia estetica sia motoria, consentendole un recupero, pur parziale, dell’utilizzo della mano.

Sul sito Una speranza per Francesca ho scelto di non scrivere aggiornamenti circa le condizioni di salute di Francesca (a queste cose pensano appunto i giornali) ma in questa sede volevo proprio dirlo perche’ per chi da tempo si preoccupa per lei e’ una notizia troppo bella! ;-)

PS: e poi mi copiano i titoliii! ;-)

Perche’ non si ripeta mai piu’!

Domande.

Come puo’ un popolo che ha subito tante ingiustizie permettere che altri esseri umani debbano continuare a soffrire?

Come puo’ un popolo che ha sofferto incarcerare e torturare i bambini?!

Nella speranza che il ricordo di tanto dolore spinga gli ebrei di tutto il mondo a insorgere contro la politica criminale della destra israeliana e in particolare di Ariel Sharon!

Le foto sono tratte da http://www.bdp.it/~psps0001/studenti/olocausto/Homepage.htm e da http://www.stefanotorre.it/default.asp?scheda=218&img=259

Entrambi i siti contengono altre immagini particolarmente forti la cui visione e’ sconsigliabile a persone sensibili.
Non si intende violare alcun copyright od offendere la sensibilita’ di alcuno. Questo post ha il solo scopo di ribadire un concetto:

che la violenza contro gli uomini diventi davvero un ricordo del passato!

Triste ma vero…

Teheran, 21:13
Terremoto Iran, fonti Afp: 20.000 morti, 50.000 feriti

Se un attentato di Al-Quaeda avesse provocato anche un decimo delle vittime avremmo i TG in edizione speciale continua, i programmi di intrattenimento in forma piu’ sobria e saremmo tutti piu’ toccati. Siccome invece e’ “solo” un evento naturale, e per giunta avviene in un paeese che percepiamo come lontano sia geograficamente sia culturalmente, ci dispiaciamo, facciamo (almeno alcuni) una preghiera ma poi “passiamo alle altre notizie”, come dicono i conduttori dei TG.

Vorrei far riflettere chi mi legge su cosa significhino parole come “20.000 morti” e “una citta’ distrutta”. Significano che la citta’ dove vivi non c’e’ piu’. non c’e’ la tua casa, non c’e’ il tuo posto di lavoro o la tua scuola, nn ci sono piu’ i posti dove ti ritrovavi con gli amici. E non ci sono nemmeno piu’ i tuoi amici, conoscenti, colleghi o parenti. E chi si e’ salvato forse e’ da qualche parte, ferito.

Allora non so voi, ma io per quella gente faro’ una preghiera…

Per gli Angeli di San Giuliano

Un anno fa tanti piccoli angeli morirono sotto le macerie della loro scuola a San Giuliano, crollata a causa di un terribile terremoto.

All’epoca molti siti web per bambini dedicarono loro una struggente e dolcissima preghiera con cui oggi voglio ricordarli anch’io, unendomi simbolicamente a quell’abbraccio collettivo.

PREGHIERA

Ho sognato di camminare
in riva al mare con il Signore
e di rivedere sullo schermo del cielo
tutti i giorni della mia vita passata.

E per ogni giorno trascorso
apparivano sulla sabbia due orme,
le mie e quelle del Signore.

Ma in alcuni tratti ho visto una sola orma,
proprio nei giorni più difficili della mia vita.

“Signore, io ho scelto di vivere con te
e tu mi avevi promesso
che saresti stato sempre con me.
Perché mi hai lasciato solo
proprio nei momenti più difficili?”

E Lui mi ha risposto:
“Figlio, tu lo sai che io ti amo
e non ti ho abbandonato mai.


I giorni nei quali
vi è soltanto un’orma sulla sabbia
sono proprio quelli in cui ti ho portato in braccio.”

(Anonimo brasiliano)

… perche’ noi ci mettiamo il cuore! ;-)

“qnd ho letto l’sms ho fatto un urlo ke nn si capiva cos’era, sembrava un asino ke ragliava, il problema è ke l’ho fatto immezzo al viale e tt si sono girati”

L’sms parlava del fantastico evento di cui ho parlato nel post precedente e chi ha scritto ‘sta cosa, in idioma smssoso, ha rischiato di essere preso per matto per la gioia che ha provato! ;-)

Oltre ogni speranza!

Lo scrivevo due giorni fa: le cose bisogna farsele. Ci si crede, le si coltiva con impegno e dedizione, ci si muove in prima persona… e si fa centro!

Nel post precedente dicevo:
[…] ho gia’ scommesso su una grande speranza. Spero che cio’ che ho fatto oggi vada in porto ;-) […]

La “scommessa” era una lettera al Gazzettino. Dal giorno dopo mia madre ha iniziato a chiedermi se mi avevano risposto. Effettivamente anch’io immaginavo di ricevere qualcosa da loro in email e invece…
la risposta e’ arrivata sul giornale! Il Gazzettino ha dedicato un articolo al mio sito per Francesca!

Adesso la bambina e la sua famiglia sanno dell’iniziativa che ho messo in piedi, assieme a tantissime persone (e’ giusto e doveroso ricordarlo), per loro.

Che chiedere di piu’? Sono felice e ringrazio il Gazzettino per l’attenzione data a questa iniziativa.

Come ho detto: le cose a cui si tiene bisogna coltivarle pian pano, con dedizione e impegno quotidiani.

Dal Giappone con amore…

Titolo senza ironia ma pieno di gioia perche’ oggi qualcuno dal Giappone e’ approdato su Una speranza per Francesca, la pagina che ho dedicato alla piccola vittima di unabomber.

Cosa possa avere capito questo giapponese non lo so, ma il fatto che la query di ricerca della pagina di Google da cui proveniva fosse in italiano mi fa sperare.

Giorni fa e’ passato perfino un IP cinese e abbondano quegli dagli USA, anzi un americano (di El Paso in Texas, secondo Geobytes) ha anche sottoscritto l’appello.

Francesca forse non lo sapra’ mai, ma ha davvero tanti angeli custodi che pensano e pregano per lei da tutte le parti della terra. Che bello!

Piccoli angeli senza abbastanza lacrime

Dio, che doloroso che e’ seguire la puntata di questa sera di “C’era una volta” a raitre: bambine in brasile. Bambine di strada. Bambine costrette a prostuituirsi. A pochissimi anni.

E’ orribile che il mondo giri cosi’ e che nessuno faccia niente, perche’ in fondo nessuno fa niente, tanto noi qui viviamo bene.

E’ orribile il mondo.

Una preghiera per questi angeli senza abbastanza lacrime…
;-(

Un senso a tutto questo…

“i bambini che muoiono sono anime evolute che tornano sulla terra non per vivere un’altra vita ma per insegnare qualcosa a chi sta loro accanto”.

Cosi’ mi disse anni fa il mio amico Federico P. Lui crede nella reincarnazione, crede in un universo che ha un ordine e in cui tante cose hanno piu’ senso.

Spero sia cosi’, come spero che chi muore a 2 anni e mezzo per i colpi di pistola di un pazzo abbia davvero un’esistenza migliore altrove.

Ma questo messaggio non e’ dedicato soltanto alla bimba colpita a morte in una piazza di Rozzano…

Stavo sfogliando l’archivio della Tribuna di Treviso, vedevo se nelle ultime settimane c’erano stati articoli su Francesca, la bambina ferita dalla follia di un altro pazzo e che ormai e’ entrata nel cuore mio e di molti altri. Su di lei niente… meglio, spero che passi un soggiorno al mare sereno senza giornalisti e altre sofferenze.

Invece c’era un articolo su un ragazzo, omonimo suo (si chiamava Francesco), morto a 14 anni per una rara malattia genetica che gli aveva segnato l’esistenza fin dai tre anni. E’ Morto dopo aver vissuto meglio che poteva il suo tempo, consapevole di averne poco. A Giugno aveva conseguito la licenza media a cui teneva tanto. E’ morto dopo aver consolato i suoi genitori dicendo loro che per lui era un grande giorno. Che sarebbe andato in un posto bellissimo e di non soffrire.

Speriamo sia cosi’. Speriamo che chi se ne va abbia davanti qualcosa di bello, perche’ altrimenti questo universo avrebbe davvero poco senso.

Questo e’ un piccolo omaggio alla memoria sua e di quella bambina di Rozzano. Per loro ma anche per le migliaia di bambini di cui ignoro il nome o le vite e che in questo momento, mentre io scrivo, soffrono o muoiono per mine, fame, malattie, guerre, armi, non curanza, sfortuna, tristezza…

Ciao.
C’e’ qualcuno che vi pensa e vi manda affetto.