Mai dire mai

Ebbene si’, sto facendo un pensierino a usare, pur limitatamente, anche facebook.

Adesso chi legge dira’ “Ma con tutto quel che hai sempre detto?!” “Cos’e’ cambiato?

Non e’ cambiato niente. Mi fa schifo lo stesso. E’ ultra invasivo, e’ finalizzato a raccogliere i fatti tuoi sia con quel che tu metti sia con quello che gli altri mettono.

E allora?”

E allora c’e’ un problema, lo stesso che 14 anni fa mi porto’ ad avvicinarmi ai blog.
Alcune realta’ che seguo usano solo quello, e vorrei interagire.

Sei incoerente con tutto cio’ che hai sempre detto!”

Continuo a pensare che sia un social pericoloso, soprattutto per i minori che non tutela minimamente e incoraggia a comportamenti sbagliati, ma io decisamente sono piu’ vecchio, sul web ci sono gia’ con i miei spazi e la mia identita’  e penso/spero di potermi gestire e controllare cio’ che metto li. Il mio social del cuore resta Twitter, quello sarebbe un di piu’ per contattare ad esempio chi non espone una mail. E poi…

E poi? Che scusa ti inventi ora?

E poi il mio parroco vuole che tutta la presenza social della parrocchia sia solo in mano mia. Non sappiamo ancora se e come useremo fb (non piace a nessuno dei due, per ragioni tecniche, non ideologiche) ma dovremo anzi dovro’ averci a che fare per prendere il controllo di alcune cose fatte da alcuni senza consenso.

E insomma hai trovato tutti i pretesti. E ci metterai pure nome e cognome?”

Idealmente no, ma probabilmente qualcosa di riconducibile a me come su Twitter, visto che con le realta’ che mi interessano voglio interagire apertamente. Devo rifletterci un po’.

Sei incoerente con tutto cio’ che hai sempre detto!”

Di nuovo? Forse e’ vero, ma se e’ per questo allora lo sono stato anche quando ho iniziato a usare MSN, poi Skype… ah gia’ su Skype non amavo parlare a voce mentre ora su Whatsapp e Telegram lo faccio molto di piu’. E’ cambiare, rimettersi in discussione. Non farsi piegare dal mezzo ma vedere se lo si puo’ piegare alle proprie necessita’. Per esempio non penso di usare fb messenger, restare loggato e farmi tracciare, ne’ di usare app. Le notifiche si’, vedremo cosa offre e se non mi sta bene, via.

Sei sicuro?

No, per niente. Ci sto solo facendo un pensiero che ho voluto scrivere nel blog.

Update: penso che contiuero’ a tenere un account anonimo del tutto staccato da me per “osservare”: non tutti sanno che e’ possibile vedere quali utenti hanno aperto un profilo di qualcuno anche senza esserne amici, e la cosa non mi piace.
Poi faro’, se faro’, un account di “rappresentanza” per poter interagire quando serve. Senza tenerlo loggato, usando un browser specifico. Gia’ oggi uso piu’ installazioni portatili di browser per attivita’ diverse, come l’home banking.

…son giorni del futuro, venuti da lontano…

Sono quasi due mesi dall’ultimo post qui, scritto alla vigilia della visita della mia amica Giordana, che tanto mi ha dato.

Ma non e’ di questo che voglio parlare, perche’ voglio tenere quei cinque giorni fra le cose personali e piu’ preziose, in attesa che presto si ripetano.

A questo blog adesso dedico un po’ di informatica, tema di cui il mio amico Salvatore dice che dedico poche parole in quel di Twitter.

Ma essendo questo un blog personale, anche l’informatica si fonde con… appunto, il personale, il vissuto.

Io sono una persona abbastanza abitudinaria: se una cosa funziona bene, non la cambio volentieri.
E il mio mondo informatico funzionava bene.

Non so se l’ho scritto qui ma negli ultimi anni ho fatto un po’ di cambiamenti casalinghi, scoprendo nuove possibilita’ (che avrei voluto scoprire prima, perche’ avrei fatto divertire molto di piu’ mia madre).
Intanto il Wi-Fi. Non avendo piu’ la responsabilita’ di nessuno, l’ho attivato e lasciato attivo.
Sara’ che il router sta altrove, in una stanza di passaggio, sara’ che le tecnologie sono cambiate, ma dormo lo stesso, non ho mal di testa e non mi sono spuntati tentacoli verdi.
A ottobre 2014 dopo 14 anni con Wind sono tornato in Telecom per la loro VDSL (commercializzata come “fibra”). Ottimi, da allora a oggi solo 3 ore di disservizio. Prima la 30/3, poi a maggio 2015 la 50/10 e a dicembre la 100/20 che pago anche meno della 50/10 per una offerta. In tutto questo… l’upload! Meraviglia a lungo sognata!!!

Da li’ in poi: lucine Philips hue per colorare le stanze con luci led programmabili e risparmiare moltissimo sulla bolletta elettrica, rete DLNA fra pc, cellulare, tv, tablet avuto in eredita’ da mia madre e ogni altro dispositivo. Poi a Pasqua 2015 mi son regalato un bellissimo speaker Wi-Fi Sony e, insomma, dal PC mi sono un po’ allontanato visto che per molte cose non serviva piu’, chat comprese visto che adesso tutto funziona da cellulari e tablet.

Pero’ il primo amore non si scorda, e mentre con altri dispositivi puoi fruire, col PC puoi creare.

E torniamo al punto: io sono una persona abitudinaria e se una cosa mi funziona me la tengo. Pero’ passano gli anni, le esigenze cambiano (e molte sono dettate da questi occhietti miei…).

A febbraio 2016 dopo averlo sistemato per un’amica ho deciso di fare il salto verso Windows10, visto che tanto era gratis e avevo comunque intenzione di farlo entro luglio. VE-LO-CE. Ho sfognato subito tutti i live title dal menu start e ci ho messo le iconette (ridimensionate) dei programmi che uso di piu’. Molto comodo. Ho personalizzato la privacy il piu’ possibile e adottato il meraviglioso tema nero (migliorato con qualche tweaker). Win10 mi ha dato solo due rognette, che hanno richiesto un po’ d’esperienza per essere sistemate, ma ne parlero’ in un altro post.

Poi ho deciso che era ora di cambiare un po’ di cose, grazie anche ai soldini risparmiati non dovendo comprare Windows10, dato che l’aggiornamento da Vista/Win7/Win8 e’ gratis fino a luglio 2016. Cosi’, previo consulto con la mia oculista, ho cambiato monitor e preso un bel 27″ AOC (dal 22″ che avevo). Si vede bene, ha una resa colori migliore del vecchio DELL, piu’ opzioni e… beh, sono contento!
Sarebbe 1920×1080 ma di fatto scalando i DPI lo uso come un 1280×720 ma i miei occhi sono felici cosi’. Come lo sono per il magnifico braccio meccanico Ergotron (che mi hanno montato la dolce e bravissima Fog e il caro amico Firmo) con cui posso avvicinarlo, inclinarlo, spostarlo a seconda delle necessita’.

Poi il software, perche’ era ora no? Aggiornato Thunderbird (per il plugin da cui dipendevano alcune cose e che non va del tutto con le versioni recenti… ho creato un’altra installazione). Poi PsPad, poi mi sono deciso a passare dal player MP3 Billy a Foobar2000: alla fine anche io, invecchiando, ho iniziato ad apprezzare le playlist e l’avere un solo player per tutti i formati. Bullzip printer, FreeCommander (che rispetto alla versione che avevo visto anni fa ora e’ davvero fantastico, e come donor mi spetta la 64bit). Poi KeePass, ho abbandonato la 1.x per la spettacolare 2.x che a conti fatti oggi gira ovunque e anzi i port per altri dispositivi sono basati su questa e non sulla 1.

Ho anche cambiato gli speaker del PC, che i vecchi non funzionavano piu’ bene. E adesso che ho finito questo post vado a riposare un po’ gli occhietti… e dal cellulare lancio al PC (che resta acceso per un backup) la mia playlist preferita, che FooBar2000 supporta la mia rete DLNA e da BubleUPNP su Android funziona davvero bene. ;)

Ripulire l’anima dalle cattiverie di chi vuole imporsi sugli altri

Siccome per criticare bisogna conoscere, ho provato a seguire la diretta del Family Day 2016.
A parte che da ogni ripresa e’ palese l’ampio spazio vuoto fra le persone, in un’area che ne puo’ contenere 300.000 e non 2 milioni (stima degli organizzatori), i discorsi sono violenti, prepotenti, ripetitivi e mi hanno sinceramente nauseato.

Ho quindi cercato un po’ di serenita’… e dove altro trovarla se non da quelle meravigliose bambine, Emma e Giada, intervistate a Presa Diretta domenica scorsa?

Andate al video della trasmissione sul sito RAI, saltate a 19:18 e ripulitevi l’anima dalla prepotenza di chi pretende di decidere come devono vivere gli altri, cos’e’ una famiglia, ecc.

I bambini ci salveranno. Anche le giornate inquinate dalla prepotenza di chi vuole imporsi sugli altri con un furore che ricorda piu’ crudeli teocrazie.

Grazie Emma e Giada. Io mi impegno quotidianamente per trasmettere un messaggio di educazione e rispetto a tutti e lo faccio anche perche’ bambine come voi crescano in un paese migliore di come e’ oggi.

 

Da dove vengo

Io non sono nato “per caso”.
E non sono neppure nato perche’ due persone volevano “perseguire il disegno di Dio”.

Io sono nato perche’ mia madre mi voleva e per avermi ha fatto l’impossibile in un’epoca ancora piu’ difficile di questa. Perche’ se e’ vero che oggi c’e’ chi urla in TV e dai social network su come deve essere la famiglia, alla fine ognuno vive come crede e sono migliaia le famiglie “non a norma di catechismo” ma accettate di fatto. 45 anni fa erano realta’ piu’ rare e chi ne faceva parte era tacciato di essere un poco di buono. E mia madre per una certa vicina era tale.

Quale era la sua colpa agli occhi di tal bigotta? Avere un passeggino ma non un marito. Bastava alla piccola gente per offenderla pesantemente.

Il marito non c’era e nemmeno un fidanzato. Non era previsto ci fosse. Forse qualche anno prima ci sarebbe potuto essere, ma un naufragio se l’era portato via. Come una maledetta guerra si era portata via il suo papa’ Lino, tanti anni prima. Disperso nella battaglia del Don, in Russia.

Da allora mia madre aveva tanto amore in cuore. Amore nutrito dal ricordo del padre, perduto a 5 anni, di cui era innamorata come lo era lui di lei. Amore non avuto, amore non dato. Una ferita aperta che poteva essere sanata solo in un modo: riversando tutto l’amore che aveva in cuore su una creatura che sognava di portare in grembo, partorire e allevare. Ma non c’era l’uomo giusto, e quello che sarebbe potuto esserci era morto. L’unico che forse avrebbe addirittura sposato accettando un “diritto di famiglia” all’epoca totalmente sbilanciato verso il marito e inaccettabile per una militante comunista quale era lei.

Si’, mia madre era nel PCI, anzi all’alba del 1970 rischiava di esserne espulsa avendo condiviso la nascita del Manifesto di Rossana Rossandra. Ma la sua vita stava per cambiare e tutto cio’ stava per passare in secondo piano.

La militanza nel PCI aveva aperto un mondo a lei cresciuta in una famiglia cattolica, pur non bigotta, che era stata al catechismo e che durante l’adolescenza attorno al 1950 veniva mandata al doposcuola dalle suore: “le ragazze per bene non stanno in giro”, diceva la zia che aveva accolto lei e la madre fin dal tempo della guerra.

Tramite la militanza aveva conosciuto modi di pensare e concepire il mondo diversi, in cui le donne non accettavano di essere proprieta’ degli uomini come il succitato diritto di famiglia dell’epoca prevedeva (per dirne una, il marito decideva la residenza e la moglie era obbligata a seguirlo – e non esistevano separazione o divorzio). E aveva iniziato a sognare quel bimbo, ben sapendo le difficolta’ e i problemi di quel sogno. E un giorno decise che quel sogno impossibile poteva diventare realta’.

Stava vivendo una storia con un uomo delle sue stesse posizioni politiche. Stavano bene e lui aveva i tratti che le sarebbero piaciuti in un figlio: i capelli, il colore degli occhi, l’allegria, alcuni aspetti del carattere. Ma per altre cose no, non avrebbe mai voluto che suo figlio crescesse con lui. Pero’ era l’uomo perfetto per…

Prese quindi una decisione. Normale, comune mentre vengono scritte queste righe, coraggiosa e forse folle nel 1970. La prese perche’ libera dal bigottismo del tempo e forse, chissa’, ripensando al coraggio di Mina, la sua cantante preferita, che nel 1963 aveva scelto di allevare un figlio da sola affrontando il massacro mediatico dell’Italia bigotta di allora. Piu’ volte negli anni mi ha detto “sei nato perche’ sono comunista”.

Era il 12 settembre 1970. All’epoca non c’erano test di gravidanza, si poteva solo aspettare e sperare.

Intanto come doveva essere la relazione fini’. Mia madre incontro’ quell’uomo quando la pancia si iniziava gia’ a notare, in una sera piovosa davanti a una pizzeria frequentata da entrambi, in centro a Mestre. Si erano dati appuntamento. Mia madre gli disse che non desiderava che avesse niente a che fare con lei e con me e lui non ebbe nulla da obiettare.

L’anno dopo sono nato. E dalle 15.15 di quel 18 giugno, con il mio dito di neonato che ha stretto il suo in un modo irripetibile, e’ nato un legame fortissimo, l’amore piu’ grande, dato e avuto, nonostante le difficolta’, la piccola gente, le attese davanti una sala operatoria per i miei occhi, la mia adolescenza turbolenta, ecc. Un legame durato 42 anni e simbolicamente suggellato quando alla vigilia di un suo grosso intervento mi ha detto “se va male abbiamo vissuto 42 anni felici”.

Si’, felici. E a quelli che oggi si sgolano per imporre la propria idea secondo cui un bambino ha diritto a un padre e una madre dico che un bambino ha diritto a essere amato, ad avere figure di riferimento valide, poi la figura dell’altro sesso puo’ essere chiunque: tua madre stessa se in se’ ha la dolcezza femminile e la grinta di un uomo, un insegnante, un amico, un parente, il medico che ti rida’ la vista da bambino. Puoi anche spezzettare questa figura e prendere il meglio da chi hai attorno. O puoi crescere sereno con tua madre e tua nonna e pensare al padre solo quando la madre di un tuo amichetto di scuola ti dice “sai, lui ha un papa’ che lo aspetta” (e stendiamo un velo pietoso sulle vicende personali di tale signora…).

Tanti si chiedono perche’ io difenda le unioni civili e le famiglie gay. Alcuni dicono che sono ovviamente gay. Non e’ cosi’.

Io difendo tutte le famiglie perche’ io, mia madre, mia nonna (e i nostri due gatti, Franky I e Franky II) siamo stati una FAMIGLIA e non permetto a NESSUNO di dire il contrario. E per fortuna nessuno fra le persone che conosco, religiosi compresi, ha mai detto il contrario.

E difendo la possibilita’ per due persone dello stesso sesso di crescere un bambino perche’ io sono cresciuto con mia madre e mia nonna e sono stato felice.

Io sono qui perche’ mia madre era Comunista e vedeva, voleva e sognava un mondo migliore.

Mia madre nasceva esattamente ottant’anni fa, oggi.

Sono orgoglioso di essere tuo figlio.
Grazie di avermi messo al mondo.
Te l’ho detto anche il giorno che sei partita per il paradiso, perche’ e’ li che sei adesso, ne sono certo. E un giorno li saremo ancora una famiglia.

PS: a chi dovesse offendere mia madre per le sue scelte di vita, ricordo e faccio mia la frase di Papa Francesco “chi dice una parolaccia contro mia mamma, si aspetta un pugno”.

Una grazia

E dunque e’ successo che per un anno e qualche mese ho continuato ad avere momenti belli e momenti brutti e bastava un incidente di percorso a riaprire una diga dii tristezza e riportarmi nella depressione piu’ cupa.
Sennonche’ in uno di questi momenti, esattamente tre settimane fa piu’ o meno a quest’ora, ho sentito una goccia d’acqua sfiorarmi il dorso della mano e di colpo tutto la tristezza si e’ sciolta, l’ho letteralmente sentita sciogliersi e da allora e tuttora ho molte piu’ energie e voglia di fare anche piccole cose che avevo accantonato.
La nostalgia c’e’ sempre, certo, ma non e’ piu’ accompagnata dalla disperazione.

Cos’era quella goccia? Non era di pioggia perche’ ero in casa, non era sudore perche’ la temperatura non era eccessiva e al tatto la mia mano era asciutta. Un angelo? Una grazia? La gratitudine di mia madre perche’ innaffio le sue rose? Chi lo sa… so solo che da allora e tuttora sto molto meglio.

…in altalena

Da mesi ormai mi sento in altalena: un giorno sto bene, uno sono triste. Cammino su un ponte di corde e basta poco a farmi rischiare di cadere. Eppure e’ quasi tutto OK. Molte delle cose da fare sono state sistemate, me la cavicchio, ho chi mi tiene in ordine casa, riesco ancora a dare e aiutare.
Eppure l’altalena continua a fare su e giu’. Sennonche’ oggi sono riuscito ad arrivare da solo in un posto (dopo aver pianificato attentamente il percorso con Google Maps e Street View) e farlo, da solo, mi ha dato una botta di autostima e coraggio! Non immaginate chissache’, eh, ma per me e i miei occhi e’ un traguardo.

Si’, e’ una piccola cosa ma sono contento di me e mi pare di “risvegliarmi” da un periodo iniziato un mese fa quando non ero riuscito a fare una cosa correlata a questa ed ero caduto un po’ in depressione, ovviamente complice il gran caldo.
A piccoli passi si va. Oggi va bene e ho anche ripreso a scrivere la raccolta di racconti brevi di episodi della vita di mia madre. Mi fa bene farlo e quando finiro’ ne faro’ un ebook per amici e parenti. Quando. La strada e’ lunga ma mi piacerebbe finire per gennaio quando avrebbe compiuto 80 anni.
Non fraintendete questo post. Mi sento bene oggi e scrivere quei racconti mi fa star bene. Forse per questo e’ cosi’ difficile iniziare a scrivere. Perche’ non sempre si vuole stare meglio. Oggi si’, pero’.

Messaggio di servizio per Duilia

Uso il blog (che non ho affatto dimenticato…) per un messaggio di servizio per la mia cara amica Duilia che si trova chiusa fuori dalla sua mail ;)

La soluzione al tuo problema e’ scritta in questa pagina di supporto e si riassume in: controlla la data di sistema nel pannello di controllo o cliccando sull’orologio in basso a destra perche’ probabilmente e’ sbagliata e questo sembra creare problemi nell’accesso alle pagine protette.

Di cene trasgressive e di anima

La mia cena “trasgressiva” del sabato sera e’ cosi’ fatta:
– vaschetta abbondante di insalata russa
– pane abbondante
– cocacola
– una o piu’ “paste col buco di marmellata” (frolle, per il resto del mondo).

E’ trasgressiva perche’ di solito faccio il bravo: primo (“ristopiatti” Bofrost, in 5 minuti di microonde sono pronti), contorno, frutta e dolce, insomma un pranzo o cena come si deve, con variazioni sul tema le due volte a settimana che viene Lindite o quando mi invita Mariacristina. Invece una cena come quella descritta somiglia a quelle che facevo da ragazzino, serve a ingozzarsi e a giocare col cibo.

C’e’ che stasera sono allegro e in generale in questi giorni mi sento bene. Dopo il dono celeste ricevuto prima di Pasqua ho ritrovato un pezzetto di cuore, non avverto piu’ la dolorosa sensazione di star “andando avanti” lasciando mia madre nei ricordi, per il semplice fatto che so e sento che siamo ancora vicini, che cammina con me.

E in questo momento sono allegro. Accendo le luci di casa, per avere vita, colore, tanto per quel poco che consumano perche’ negarmi il “preset random” e colorare ogni stanza di nuove sfumature? In fondo tutte insieme, e sono 11, consumano meno delle tre a incandescenza ancora sullo specchio del bagno!

Musica, luci colorate (le stupende Philips hue), una cena trasgressiva e sono contento cosi’. Ci sono delle cose da aggiustare nei miei ritmi ma lo faro’ poi. Per oggi penso al presente e sono sereno. Poi guardo al passato e mi rendo conto d’essere stato piu’ forte di quanto pensavo di essere, soprattutto fra maggio e settembre.

Grazie. A tanti, quaggiu’ e lassu’.

Quaresima

Quest’anno non sento minimamente la Quaresima e men che meno desidero fare penitenza ecc. Sara’ che ne ho avuta abbastanza di penitenza?
Sara’ che una volta mi avvicinavo alla Messa pressoche’ solo nel periodo di Natale e Pasqua e invece di recente ci sonpo stato molto di piu’.

Che poi magari chi legge si stupira’, visti i post precedenti e le mie idee in tante cose diverse da quelle della Chiesa. Ma non c’e’ nulla di nuovo, io ritengo che le religioni, tutte, se ben vissute siano un giusto e utile richiamo a un modo di vivere orientato allo spirito e all’amore piu’ che a materialismo ed egoismo. Poi l’uomo interpreta e taluni usano le religioni come pretesto per imporsi, ma e’ un altro discorso.

Dunque a me porta un gran beneficio avvicinarmi alla pratica religiosa, ma “a piccole dosi”, se vado troppo diventa routine e oltretutto smetto di “cercare” nella vita quotidiana.
Ecco, forse e’ quello che e’ successo.

Quest’anno comprende pure la Confessione. Da un po’ di anni, grazie a don Danilo che mi ci ha fatto riavvicinare, a Natale e Pasqua la facevo e mi portava un gran beneficio. Mia madre mi chiedeva “ma cos’hai da confessare?!”. Io rispondevo “le discussioni fra noi” e lei “ma quelli sono fatti nostri, figurati se a Gesu’ interessano!”.

Beh ora le discussioni fra noi non ci sono piu’ (anche se di sicuro qualche volta mi dice di “non pensare cose cretine!” quando lo faccio…) e io non sento davvero nulla da confessare. Qualche volta non ho fatto cio’ che potevo? Qualche telefonata in piu’ sempre rinviata? Forse, ma sto vivendo nonostante tutto… e mi sembra di dare e fare ancora abbastanza, non vedo cose particolarmente rilevanti. A cercare il pelo nell’uovo magari le trovo (certe volte che ho pensato male quando non dovevo…) ma non avverto quel bisogno che sentivo quando avevo discussioni con mia madre…

Eppure mi fa effetto non “sentire” la Quaresima quest’anno ne’ aspettare la Pasqua. Ma forse e’ un modo della mia mente per proteggermi. Fra pochi giorni sara’ un anno da quando mia madre e’ stata ricoverata ed e’ iniziato tutto.
Non so neppure se comprero’ l’uovo, e non perche’ non sia ingordo ma perche’ evocherebbe il ricordo di tante pasque vissute assieme (ma su questo penso che comunque faro’ uno sforzo, ehm…)

Sinceramente al momento la cosa che aspetto con piu’ entusiasmo e’ l’ora legale che allunghera’ le giornate.

Poi per carita’, magari durante la Settimana Santa tutto cambiera’, ma per adesso non sento molto il periodo. Eccesso di Chiesa, forse. Piu’ probabilmente anestesia del cuore per stare un po’ sereno. A Natale e’ stato diverso. Ma appunto, Natale non era d’aprile…
Comunque sia, mi ha fatto bene scrivere.

Guerre di religione

Penso che mai vi sara’ vera Pace fra le religioni finche’ l’uomo non iniziera’ a riconoscerle come poste sullo stesso piano.
Attenzione, non intendo limitarsi ad “accettarle” ma riconoscere la validita’ e verita’ di tutte quelle che promuovono l’amore fra gli uomini, la ricerca di una vita piu’ spirituale, il distacco dal mondo materiale, dall’avarizia, dall’egoismo, il guardare a un “dopo” questa vita terrena.
Pensare che la propria religione sia la Verita’ e le altre al piu’ siano in buona fede rende difficile questa pace.
La Chiesa Cattolica nel Concilio Vaticano II ha fatto un piu’ che apprezzabile passo avanti cercando di dare un’interpretazione assennata dei passi del Vangelo che per essa sono vincolanti:

Tuttavia essa annuncia, ed è tenuta ad annunciare, il Cristo che è « via, verità e vita » (Gv 14,6), in cui gli uomini devono trovare la pienezza della vita religiosa e in cui Dio ha riconciliato con se stesso tutte le cose (4).

Essa perciò esorta i suoi figli affinché, con prudenza e carità, per mezzo del dialogo e della collaborazione con i seguaci delle altre religioni, sempre rendendo testimonianza alla fede e alla vita cristiana, riconoscano, conservino e facciano progredire i valori spirituali, morali e socio-culturali che si trovano in essi.

Ovviamente se pur siamo riusciti ad andare oltre i dettami del Levitico o le posizioni di San Paolo sulle donne (Timoteo 2.12) non si puo’ pretendere che d’un tratto la Chiesa veda in modo completamente diverso il senso di frasi attribuite direttamente a Gesu’.
La persona comune puo’ pensare che certe affermazioni dette in una societa’ molto meno evoluta e con minor accesso a informazione e cultura servissero a dare un ordine. Cosi’ come i precetti del Levitico servivano a dare un ordine pratico prima che morale, allo stesso modo in una societa’ come quella in cui visse Gesu’ era sensato parlare cosi’ ai propri fedeli perche’ non perdessero la strada.
Ovvio, io posso pensarlo ma e’ difficile che i vertici della Chiesa cattolica arrivino a dire cio’. Magari ci arriveranno, ma non e’ questo il tempo.
Del resto questo e’ il tempo del cattolicesimo brandito come bandiera, anzi spesso come clava contro le scelte di vita altrui. Fra chi rifiuta il Concilio Vaticano II e chi probabilmente non ha nemmeno letto fino in fondo il testo che ho linkato precedentemente, come aspettarsi che addirittura si possa contestualizzare un’affermazione di Gesu’ Cristo al tempo e alla situazione in cui e’ stata pronunciata?

Solo che oggi siamo di fronte a un problema che dovrebbe darci la spinta per ragionare un po’ piu’ in fretta. Un tempo eravamo noi ad andare in giro per il mondo a uccidere in nome di Dio (il nostro) e a convertire tutti alla nostra Fede. Adesso sono altri, che fraintendono una religione che non proclama la violenza.
Che si fa? Fra un proclama pro-life e l’altro tanti, troppi cattolici, invocano un intervento armato in difesa dei cristiani massacrati in medio-oriente. Per carita’, si puo’ e deve fare qualcosa, ma cosa risolvera’ definitivamente? Non e’ che invece semplicemente rinviera’ il problema alla prossima crisi?
Il punto e’ che non possiamo dire agli integralisti di altre religioni che sbagliano quando poi noi continuiamo a pensare e proclamare che la nostra sia l’unica Verita’.

No, non lo e’, non ha senso. Attenzione: non dico che e’ Non-Verita’, dico che non e’ la sola.
Io sono sinceramente convinto che esista una sola Verita’ e che tutte le religioni siano i diversi modi in cui tale Verita’ e’ stata presentata/accolta/interpretata dalle diverse societa’. E questo solo sulla Terra, immaginate nel resto dell’universo! E che facciamo se domani atterra una nave aliena (improbabile, siamo troppo primitivi)? Diciamo loro “ecco, la nostra Verita’ e’ questa, convertitevi”? Ma quelli chiudono il portello e scappano a Curvatura 9.9!

Gesu’ ha detto “Amatevi gli uni e gli altri, come io vi ho amati”. E’ tanto difficile accettare che il Comandamento unico e piu’ importante e’ questo e che tutto deriva da qui?
Ma davvero vogliamo credere che a chi ha creato o mantiene l’universo (che non e’ detto sia una “persona” o una “entita’” ma puo’ benissimo essere l’insieme di cio’ che fa esistere il Tutto) importi di piu’ se noi crediamo in questa o in quella religione? E davvero c’e’ chi pensa che saltare una Messa porti all’inferno?
Le Messe, gia’. Le Messe, le funzioni e le pratiche di ogni religione penso servano a ricordare, a darci disciplina, ad aiutarci a non perdere la strada cosa che e’ facile fare perche’ siamo umani e sbagliamo facilmente. Ma anche qui credo che a tutt’oggi noi ci si rifaccia troppo a norme date in un tempo diverso ad una societa’ diversa e che per altro nei secoli sono state plasmate dagli uomini anche a proprio uso e consumo.

Concludo questa riflessione esprimendo un po’ di timore, perche’ il problema delle religioni non e’ solo il crescente distacco di molti (e chi se ne allontana rischia davvero di perdersi in una societa’ troppo materiale) ma l’integralismo di alcuni sostenitori che alimenta tanto il distacco di molti quanto la conflittualita’, anche solo nell’ambito della societa’ civile.
Eppure ai cattolici, anche senza mettere in discussione l’unicita’ della propria religione, basterebbe leggere i documenti del Vaticano per capire chi agisce nel giusto e chi alimenta conflitti. Purtroppo la maggior parte di quelli che “difendono i valori e le radici” preferisce il conflitto e sceglie di ignorare i documenti della propria stessa Chiesa. Con buona pace di quell'”Amatevi gli uni e gli altri” (Gv 15, 9-17).

PS: sono consapevole che se fossi un islamico e scrivessi questo in certi paesi piu’ integralisti rischierei grosso. Loro, appunto, devono fare ancora un po’ di strada. Noi che abbiamo fatto qualche passo in piu’ dovremmo essere d’esempio.

Di Bibbia discutano solo gli esperti?

Nel post precedente ho espresso alcuni miei pensieri e riflessioni sulla Bibbia e sul fatto che quanto ivi riportato possa avere o meno valore assoluto o non sia relativo, gia’ anche solo a noi animali umani, alla nostra fisiologia, alla societa’ in cui i testi sono stati scritti, ecc. Non voleva essere catechesi ma solo riflessioni personali che chi passa puo’ condividere o meno. Si trattava anche di una risposta piu’ estesa dei 140 caratteri di un tweet a un interlocutore con cui avevo avuto poco prima uno scambio di opinioni.

Non l’avessi mai fatto!
Invece di ricevere un commento nel merito (foss’anche “non sono d’accordo” o “stai dicendo cavolate”) mi sono sentito dire tutta una serie di cose dall’interlocutore.
– E’ ingenuo parlare della Scrittura senza avere competenze in materia.
– Per discutere sulla Bibbia bisogna non solo averla letta ma avere fatto opportuni studi. Cito: “ogni singola parola, ebraica o greca,va soppesata e compresa pienamente. bisogna conoscere grammatica e sintassi di entrambe”.
Esprimere commenti senza aver fatto cio’ non e’ serio e al mio interlocutore non piace discutere in altro modo la Parola di Dio.

E questo e’ il punto: il mio interlocutore e’ convinto (ha dato prova di esserlo) di ogni parola della Bibbia, mentre io non lo sono, non metto in discussione un singola pericope (usiamo i termini tecnici) ma che il testo intero possa avere valore assoluto e non, almeno in parte, relativo. A questo punto analizzare le singole parti non ha senso.
E mi chiamo fuori dal significato di “bene”, “male”, “peccato” della Bibbia. Nel mio post non ho messo in discussione quelli, ho detto come vedo IO le cose. Potro’ avere una mia opinione?

Pecco di poca umilta’ a voler riflettere su questi temi e costruirmi le mie idee senza poter soppesare parole e frasi ebraiche e greche?

Forse, ma fin qui tutte le persone di Chiesa con cui parlo spesso, anche se non d’accordo con me, non hanno mai criticato il fatto che una persona che non ha alle spalle studi biblici approfonditi rifletta e si costruisca idee.

Sinceramente non mi piace questo ragionamento, perche’ sembra implicare che all’uomo comune non sia dato discutere della Parola ma solo adeguarvisi. Del resto il discorso con l’interlocutore era nato dall’opportunita’ di “temere la Parola di Dio”!

Beh, questo approccio di timore e ubbidienza a testi che non si possono discutere non e’ per me, contrasta con l’idea di un Dio dell’Amore. Mi ricorda piu’ un approccio antico alla religione che magari portava ad avere piu’ fedeli ma per paura, non per voglia di amare.

Scrivero’ altri post. Sono tutte idee personali di un uomo in ricerca di un senso alle cose. Lo cerco in Chiesa, lo cerco in me, lo cerco in libri, lo cerco ragionando con la mia mente pur limitata.
Umilta’ e’ non pensare di avere per forza ragione. Vedo solo uno spicchio del creato, come potrei averla?
Pero’ per me certe cose non hanno senso o non possono essere assolute.
Solo l’amore, il mettere l’altro davanti a noi, ha davvero pienamente senso.

La Bibbia e’ verita’ eterna inconfutabile?

Riprendo qui un discorso iniziato su Twitter ma che e’ difficile confinare in 140 caratteri. Questi sono miei pensieri, non vogliono essere verita’ assolute.

L’interlocutore, decisamente cattolico, mi dice che dovrei temere la Parola di Dio e che esiste la possibilita’ che non ascoltandola ci si danni.
Premesso che non condivido e non credo in questo approccio di timore e paura che porta ad ubbidire, conformarsi, non per libera scelta ma per timore, io mi pongo un altro interrogativo che certo ad alcuni suonera’ eretico: ma possiamo davvero considerare la Bibbia verita’ immutabile e universale?
Premetto che sono un credente, forse non molto praticante ma credo tranquillamente in Gesu’ e in Dio-Gesu’-Spirito Santo.

Negli anni la Chiesa stessa ha cambiato varie posizioni. Dapprima tutto era letterale, compresi Adamo ed Eva, la Genesi tutta, ecc. Poi si e’ passati alla metafora, anche perche’ se no era difficile condannare l’incesto visto che comunque i figli di Adamo ed Eva in qualche modo avrebbero dovuto comunque riprodursi e ora lo studio della genetica ci dice che l’umanita’ non puo’ derivare da quella famiglia.

Inoltre la Bibbia e i libri del Vangelo sono composti da testi per anni tramandati verbalmente, da persone che vivevano in un contesto sociale/evolutivo/culturale profondamente diverso dal nostro.
Possiamo davvero prendere tutto alla lettera e ritenerlo immutabile?
Io non credo, anche perche’ molte cose sono troppo legate alla nostra civilta’ umana. Eppure non siamo gli unici nell’universo, no?
Ma se anche nel nostro stesso pianeta fra altri viventi, ad esempio, la famiglia e la riproduzione hanno dinamiche diverse, come possiamo pensare che la Bibbia sia universale e immutabile?
Se domani atterra un disco volante verde grosso cosi’ e scendono due alieni asessuati o dello stesso sesso, li riccacciamo indietro brandendo una croce e urlando “Siete contro Natura!”?!?!

Altro esempio, su cui fra l’altro prima o poi scrivero’ un racconto. Poniamo che domani si scopra che un grosso asteroide colpira’ la terra in 10 anni e non c’e’ modo di deviarlo. Magari la gente deciderebbe di non fare piu’ figli per non dar loro una vita breve e una morte atroce. Sarebbe un “peccato”? Andrebbe contro l’immutabile parola di Dio?

Certo, questo post e’ intriso di relativismo, perche’ io sono un relativista e chiunque abbia buon senso penso lo sia. Nulla puo’ essere assoluto per me, se non una cosa: IL BENE e IL MALE. Vivere per fare e dare del bene. Questo per me e’ IL comandamento (che non sempre so rispettare e me ne dolgo). Il resto non puo’ che essere relativo. Agli animali umani, alla nostra societa’, alla nostra fisiologia, ecc…

Quando scrivo che una famiglia composta da due uomini non e’ sbagliata non ho nessuna paura di Dio o della dannazione, perche’ non posso sapere in quante parti del Creato cio’ e’ normale anzi magari e’ anche indispensabile. Cosi’ come non puo’ saperlo la Bibbia, scritta da umani che hanno interpretato in base alle conoscenze del tempo messaggi dei Profeti.

Dimostrazione: nessuno oggi caccerebbe dalla citta’ una donna col ciclo, eppure il Levitico prescrive proprio questo. Perche’? Perche’ al tempo, mancando la scienza, servivano regole per gestire situazioni incomprensibili. Quindi la donna che perdeva sangue diventava impura perche’ magari qualcuno con quel sangue si infettava. La coppia omosessuale era un abominio perche’ era facile che si ammalassero e via di altre prescrizioni fra cui divieti sul cibo.
Con questo non dico che tutta la Bibbia non abbia senso o vada “contestualizzata”, ma che non si possa nemmeno parlare di Parola immutabile nel tempo.
E men che meno ventilare il rischio di dannazione se non si segue alla lettera l’interpretazione della Bibbia fatta da chi di volta in volta si ritiene depositario della Verita’, ivi compresi fior di teologi.

Se Dio e’ amore io credo in cio’ che e’ bene per il prossimo.
Anche nella Bibbia, ma ragionandoci su.

Tutto cambia

Penso ormai non sia un segreto per nessuno che il caro don Armando, ormai quasi 86enne, con il nuovo anno intenda ridurre il suo impegno nel settimanale gratuito L’Incontro, a partire dal “diario”.

Da ormai parecchi anni io faccio volontariato per lui. Una delle cose che curo e’ proprio la versione online del suo diario. Una volta alla settimana copio tutti gli articoli del diario della settimana successiva e li incollo nel suo blog, categorizzandoli e consentendo alle persone di commentarli ed effettuare ricerche su di essi.
E’ un impegno breve, mi prende si’ e no una mezz’oretta (gli occhi non accetterebbero di piu’), ma costante, visto quanti anni sono passati senza quasi che me ne accorgessi. A quanto mi e’ stato fatto sapere l’opera e’ apprezzata da tanti.
Per me e’ doppiamente preziosa: non essendo troppo praticante, leggere i pensieri e le riflessioni di questo grandissimo sacerdote mi da’ veramente molto. Per me e’ come sette omelie in un giorno :)

Una cosa portata avanti per cosi’ tanto tempo diventa abitudine e l’abitudine si nota di piu’ quando sai che potrebbe venire a mancare. Oggi ho iniziato a immettere gli articoli del diario della settimana che finira’ il 21. Ne manca una, quella del 28, e il 2014 sara’ finito. Cosa succedera’ poi lo sapremo. Un piccolo sollievo (“un pensiero in meno”) e una grande nostalgia, gia’ da ora, perche’ si vorrebbe che le cose belle non ci lasciassero.

Proprio vero, di questi tempi per me tutto cambia.
In fondo, pero’, resta la speranza che sia don Armando a cambiare idea e voglia continuare, almeno il diario.

Un desiderio realizzato

Oggi ho realizzato un desiderio che covavo da un po’.
Non entro nel dettaglio perche’ e’ una cosa particolare.
Diro’ solo che da qualche mese avevo un debito di gratitudine che volevo onorare verso una persona che senza saperlo ha contribuito a farmi stare meglio, per uno strano meccanismo della mente, qualcosa tipo “se oggi sta bene lei, potro’ stare bene anche io”.

Cosi’ dopo aver ringraziato quanti mi sono stati vicini in questi mesi in mille modi (a partire dalle persone meravigliose che ci sono state il 14 e il 21 maggio), sentivo il bisogno di ringraziare anche questa persona e di stabilire infine un contatto visto che sebbene vicini geograficamente, praticamente non ci si conosce.

Ci ho pensato su per un bel po’ e alla fine ho scritto una lettera (si’, quelle che si spediscono) aggiungendo anche un piccolo dono che proviene da quel sito che coltivo come una pianta preziosa e che mi permette di donare agli altri quel po’ che so fare.

E’ effettivamente un dono gratuito, nel senso che regalo qualcosa a qualcuno senza aspettarmi nulla. Arrivare arrivera’ (con seieuroecinquecentesimi di raccomandata 1 ci mancherebbe) ma cosa accadra’ poi non dipende da me, ma mi basta che la mia missiva sia letta e sono felice cosi’.

Curiosamente aver finalmente deciso di farlo, di passare dal proposito di farlo al farlo, mi ha reso felice e mi-fa-sentire-bene!

E’ qualcosa che tempo fa non avrei mai pensato di fare.
Segno che si cambia, che molto in me e nel mio modo di essere va cambiando, che sto trovando piu’ coraggio di vivere in prima persona e tirare fuori la parte migliore di me in ogni contesto.
Ed e’ la riprova che donare fa stare bene piu’ che ricevere doni o farseli :)