...e si può dividersi e non sparire...
se è così riabbracciami quando vuoi!

Domani, Pooh 2004

18/04/2015

Di cene trasgressive e di anima

La mia cena “trasgressiva” del sabato sera e’ cosi’ fatta:
– vaschetta abbondante di insalata russa
– pane abbondante
– cocacola
– una o piu’ “paste col buco di marmellata” (frolle, per il resto del mondo).

E’ trasgressiva perche’ di solito faccio il bravo: primo (“ristopiatti” Bofrost, in 5 minuti di microonde sono pronti), contorno, frutta e dolce, insomma un pranzo o cena come si deve, con variazioni sul tema le due volte a settimana che viene Lindite o quando mi invita Mariacristina. Invece una cena come quella descritta somiglia a quelle che facevo da ragazzino, serve a ingozzarsi e a giocare col cibo.

C’e’ che stasera sono allegro e in generale in questi giorni mi sento bene. Dopo il dono celeste ricevuto prima di Pasqua ho ritrovato un pezzetto di cuore, non avverto piu’ la dolorosa sensazione di star “andando avanti” lasciando mia madre nei ricordi, per il semplice fatto che so e sento che siamo ancora vicini, che cammina con me.

E in questo momento sono allegro. Accendo le luci di casa, per avere vita, colore, tanto per quel poco che consumano perche’ negarmi il “preset random” e colorare ogni stanza di nuove sfumature? In fondo tutte insieme, e sono 11, consumano meno delle tre a incandescenza ancora sullo specchio del bagno!

Musica, luci colorate (le stupende Philips hue), una cena trasgressiva e sono contento cosi’. Ci sono delle cose da aggiustare nei miei ritmi ma lo faro’ poi. Per oggi penso al presente e sono sereno. Poi guardo al passato e mi rendo conto d’essere stato piu’ forte di quanto pensavo di essere, soprattutto fra maggio e settembre.

Grazie. A tanti, quaggiu’ e lassu’.

21/03/2015

Serenita’, all’improvviso

Twitter e’ bello, ma un blog in cui scrivere senza limiti di caratteri e’ un’altra cosa. Un giorno ci torni, scrivi un post e gia’ farlo ti aiuta. Poi rileggi un po’ di vecchi post, vivi e rivivi certe emozioni, ti ritrovi e di colpo ti senti piu’ sereno…

Quaresima

Quest’anno non sento minimamente la Quaresima e men che meno desidero fare penitenza ecc. Sara’ che ne ho avuta abbastanza di penitenza?
Sara’ che una volta mi avvicinavo alla Messa pressoche’ solo nel periodo di Natale e Pasqua e invece di recente ci sonpo stato molto di piu’.

Che poi magari chi legge si stupira’, visti i post precedenti e le mie idee in tante cose diverse da quelle della Chiesa. Ma non c’e’ nulla di nuovo, io ritengo che le religioni, tutte, se ben vissute siano un giusto e utile richiamo a un modo di vivere orientato allo spirito e all’amore piu’ che a materialismo ed egoismo. Poi l’uomo interpreta e taluni usano le religioni come pretesto per imporsi, ma e’ un altro discorso.

Dunque a me porta un gran beneficio avvicinarmi alla pratica religiosa, ma “a piccole dosi”, se vado troppo diventa routine e oltretutto smetto di “cercare” nella vita quotidiana.
Ecco, forse e’ quello che e’ successo.

Quest’anno comprende pure la Confessione. Da un po’ di anni, grazie a don Danilo che mi ci ha fatto riavvicinare, a Natale e Pasqua la facevo e mi portava un gran beneficio. Mia madre mi chiedeva “ma cos’hai da confessare?!”. Io rispondevo “le discussioni fra noi” e lei “ma quelli sono fatti nostri, figurati se a Gesu’ interessano!”.

Beh ora le discussioni fra noi non ci sono piu’ (anche se di sicuro qualche volta mi dice di “non pensare cose cretine!” quando lo faccio…) e io non sento davvero nulla da confessare. Qualche volta non ho fatto cio’ che potevo? Qualche telefonata in piu’ sempre rinviata? Forse, ma sto vivendo nonostante tutto… e mi sembra di dare e fare ancora abbastanza, non vedo cose particolarmente rilevanti. A cercare il pelo nell’uovo magari le trovo (certe volte che ho pensato male quando non dovevo…) ma non avverto quel bisogno che sentivo quando avevo discussioni con mia madre…

Eppure mi fa effetto non “sentire” la Quaresima quest’anno ne’ aspettare la Pasqua. Ma forse e’ un modo della mia mente per proteggermi. Fra pochi giorni sara’ un anno da quando mia madre e’ stata ricoverata ed e’ iniziato tutto.
Non so neppure se comprero’ l’uovo, e non perche’ non sia ingordo ma perche’ evocherebbe il ricordo di tante pasque vissute assieme (ma su questo penso che comunque faro’ uno sforzo, ehm…)

Sinceramente al momento la cosa che aspetto con piu’ entusiasmo e’ l’ora legale che allunghera’ le giornate.

Poi per carita’, magari durante la Settimana Santa tutto cambiera’, ma per adesso non sento molto il periodo. Eccesso di Chiesa, forse. Piu’ probabilmente anestesia del cuore per stare un po’ sereno. A Natale e’ stato diverso. Ma appunto, Natale non era d’aprile…
Comunque sia, mi ha fatto bene scrivere.

28/02/2015

Guerre di religione

Penso che mai vi sara’ vera Pace fra le religioni finche’ l’uomo non iniziera’ a riconoscerle come poste sullo stesso piano.
Attenzione, non intendo limitarsi ad “accettarle” ma riconoscere la validita’ e verita’ di tutte quelle che promuovono l’amore fra gli uomini, la ricerca di una vita piu’ spirituale, il distacco dal mondo materiale, dall’avarizia, dall’egoismo, il guardare a un “dopo” questa vita terrena.
Pensare che la propria religione sia la Verita’ e le altre al piu’ siano in buona fede rende difficile questa pace.
La Chiesa Cattolica nel Concilio Vaticano II ha fatto un piu’ che apprezzabile passo avanti cercando di dare un’interpretazione assennata dei passi del Vangelo che per essa sono vincolanti:

Tuttavia essa annuncia, ed è tenuta ad annunciare, il Cristo che è « via, verità e vita » (Gv 14,6), in cui gli uomini devono trovare la pienezza della vita religiosa e in cui Dio ha riconciliato con se stesso tutte le cose (4).

Essa perciò esorta i suoi figli affinché, con prudenza e carità, per mezzo del dialogo e della collaborazione con i seguaci delle altre religioni, sempre rendendo testimonianza alla fede e alla vita cristiana, riconoscano, conservino e facciano progredire i valori spirituali, morali e socio-culturali che si trovano in essi.

Ovviamente se pur siamo riusciti ad andare oltre i dettami del Levitico o le posizioni di San Paolo sulle donne (Timoteo 2.12) non si puo’ pretendere che d’un tratto la Chiesa veda in modo completamente diverso il senso di frasi attribuite direttamente a Gesu’.
La persona comune puo’ pensare che certe affermazioni dette in una societa’ molto meno evoluta e con minor accesso a informazione e cultura servissero a dare un ordine. Cosi’ come i precetti del Levitico servivano a dare un ordine pratico prima che morale, allo stesso modo in una societa’ come quella in cui visse Gesu’ era sensato parlare cosi’ ai propri fedeli perche’ non perdessero la strada.
Ovvio, io posso pensarlo ma e’ difficile che i vertici della Chiesa cattolica arrivino a dire cio’. Magari ci arriveranno, ma non e’ questo il tempo.
Del resto questo e’ il tempo del cattolicesimo brandito come bandiera, anzi spesso come clava contro le scelte di vita altrui. Fra chi rifiuta il Concilio Vaticano II e chi probabilmente non ha nemmeno letto fino in fondo il testo che ho linkato precedentemente, come aspettarsi che addirittura si possa contestualizzare un’affermazione di Gesu’ Cristo al tempo e alla situazione in cui e’ stata pronunciata?

Solo che oggi siamo di fronte a un problema che dovrebbe darci la spinta per ragionare un po’ piu’ in fretta. Un tempo eravamo noi ad andare in giro per il mondo a uccidere in nome di Dio (il nostro) e a convertire tutti alla nostra Fede. Adesso sono altri, che fraintendono una religione che non proclama la violenza.
Che si fa? Fra un proclama pro-life e l’altro tanti, troppi cattolici, invocano un intervento armato in difesa dei cristiani massacrati in medio-oriente. Per carita’, si puo’ e deve fare qualcosa, ma cosa risolvera’ definitivamente? Non e’ che invece semplicemente rinviera’ il problema alla prossima crisi?
Il punto e’ che non possiamo dire agli integralisti di altre religioni che sbagliano quando poi noi continuiamo a pensare e proclamare che la nostra sia l’unica Verita’.

No, non lo e’, non ha senso. Attenzione: non dico che e’ Non-Verita’, dico che non e’ la sola.
Io sono sinceramente convinto che esista una sola Verita’ e che tutte le religioni siano i diversi modi in cui tale Verita’ e’ stata presentata/accolta/interpretata dalle diverse societa’. E questo solo sulla Terra, immaginate nel resto dell’universo! E che facciamo se domani atterra una nave aliena (improbabile, siamo troppo primitivi)? Diciamo loro “ecco, la nostra Verita’ e’ questa, convertitevi”? Ma quelli chiudono il portello e scappano a Curvatura 9.9!

Gesu’ ha detto “Amatevi gli uni e gli altri, come io vi ho amati”. E’ tanto difficile accettare che il Comandamento unico e piu’ importante e’ questo e che tutto deriva da qui?
Ma davvero vogliamo credere che a chi ha creato o mantiene l’universo (che non e’ detto sia una “persona” o una “entita’” ma puo’ benissimo essere l’insieme di cio’ che fa esistere il Tutto) importi di piu’ se noi crediamo in questa o in quella religione? E davvero c’e’ chi pensa che saltare una Messa porti all’inferno?
Le Messe, gia’. Le Messe, le funzioni e le pratiche di ogni religione penso servano a ricordare, a darci disciplina, ad aiutarci a non perdere la strada cosa che e’ facile fare perche’ siamo umani e sbagliamo facilmente. Ma anche qui credo che a tutt’oggi noi ci si rifaccia troppo a norme date in un tempo diverso ad una societa’ diversa e che per altro nei secoli sono state plasmate dagli uomini anche a proprio uso e consumo.

Concludo questa riflessione esprimendo un po’ di timore, perche’ il problema delle religioni non e’ solo il crescente distacco di molti (e chi se ne allontana rischia davvero di perdersi in una societa’ troppo materiale) ma l’integralismo di alcuni sostenitori che alimenta tanto il distacco di molti quanto la conflittualita’, anche solo nell’ambito della societa’ civile.
Eppure ai cattolici, anche senza mettere in discussione l’unicita’ della propria religione, basterebbe leggere i documenti del Vaticano per capire chi agisce nel giusto e chi alimenta conflitti. Purtroppo la maggior parte di quelli che “difendono i valori e le radici” preferisce il conflitto e sceglie di ignorare i documenti della propria stessa Chiesa. Con buona pace di quell'”Amatevi gli uni e gli altri” (Gv 15, 9-17).

PS: sono consapevole che se fossi un islamico e scrivessi questo in certi paesi piu’ integralisti rischierei grosso. Loro, appunto, devono fare ancora un po’ di strada. Noi che abbiamo fatto qualche passo in piu’ dovremmo essere d’esempio.

23/02/2015

Felicita’ e’

Felicita’ e’ dire GRAZIE alle persone che ti hanno fatto del bene, alcune anche senza saperlo. A dicembre ho lanciato un gufo (cit. Harry Potter) che ha fatto pochissima strada. Oggi uno che ha attraversato l’oceano. E sono felice cosi’.

04/02/2015

In bocca al lupo

In bocca al lupo a te che oggi affronti una prova importante e parti scoraggiata, senza motivo visto quanto ti sei preparata. Credo in te, forza!

28/01/2015

Di Bibbia discutano solo gli esperti?

Nel post precedente ho espresso alcuni miei pensieri e riflessioni sulla Bibbia e sul fatto che quanto ivi riportato possa avere o meno valore assoluto o non sia relativo, gia’ anche solo a noi animali umani, alla nostra fisiologia, alla societa’ in cui i testi sono stati scritti, ecc. Non voleva essere catechesi ma solo riflessioni personali che chi passa puo’ condividere o meno. Si trattava anche di una risposta piu’ estesa dei 140 caratteri di un tweet a un interlocutore con cui avevo avuto poco prima uno scambio di opinioni.

Non l’avessi mai fatto!
Invece di ricevere un commento nel merito (foss’anche “non sono d’accordo” o “stai dicendo cavolate”) mi sono sentito dire tutta una serie di cose dall’interlocutore.
– E’ ingenuo parlare della Scrittura senza avere competenze in materia.
– Per discutere sulla Bibbia bisogna non solo averla letta ma avere fatto opportuni studi. Cito: “ogni singola parola, ebraica o greca,va soppesata e compresa pienamente. bisogna conoscere grammatica e sintassi di entrambe”.
Esprimere commenti senza aver fatto cio’ non e’ serio e al mio interlocutore non piace discutere in altro modo la Parola di Dio.

E questo e’ il punto: il mio interlocutore e’ convinto (ha dato prova di esserlo) di ogni parola della Bibbia, mentre io non lo sono, non metto in discussione un singola pericope (usiamo i termini tecnici) ma che il testo intero possa avere valore assoluto e non, almeno in parte, relativo. A questo punto analizzare le singole parti non ha senso.
E mi chiamo fuori dal significato di “bene”, “male”, “peccato” della Bibbia. Nel mio post non ho messo in discussione quelli, ho detto come vedo IO le cose. Potro’ avere una mia opinione?

Pecco di poca umilta’ a voler riflettere su questi temi e costruirmi le mie idee senza poter soppesare parole e frasi ebraiche e greche?

Forse, ma fin qui tutte le persone di Chiesa con cui parlo spesso, anche se non d’accordo con me, non hanno mai criticato il fatto che una persona che non ha alle spalle studi biblici approfonditi rifletta e si costruisca idee.

Sinceramente non mi piace questo ragionamento, perche’ sembra implicare che all’uomo comune non sia dato discutere della Parola ma solo adeguarvisi. Del resto il discorso con l’interlocutore era nato dall’opportunita’ di “temere la Parola di Dio”!

Beh, questo approccio di timore e ubbidienza a testi che non si possono discutere non e’ per me, contrasta con l’idea di un Dio dell’Amore. Mi ricorda piu’ un approccio antico alla religione che magari portava ad avere piu’ fedeli ma per paura, non per voglia di amare.

Scrivero’ altri post. Sono tutte idee personali di un uomo in ricerca di un senso alle cose. Lo cerco in Chiesa, lo cerco in me, lo cerco in libri, lo cerco ragionando con la mia mente pur limitata.
Umilta’ e’ non pensare di avere per forza ragione. Vedo solo uno spicchio del creato, come potrei averla?
Pero’ per me certe cose non hanno senso o non possono essere assolute.
Solo l’amore, il mettere l’altro davanti a noi, ha davvero pienamente senso.

27/01/2015

La Bibbia e’ verita’ eterna inconfutabile?

Riprendo qui un discorso iniziato su Twitter ma che e’ difficile confinare in 140 caratteri. Questi sono miei pensieri, non vogliono essere verita’ assolute.

L’interlocutore, decisamente cattolico, mi dice che dovrei temere la Parola di Dio e che esiste la possibilita’ che non ascoltandola ci si danni.
Premesso che non condivido e non credo in questo approccio di timore e paura che porta ad ubbidire, conformarsi, non per libera scelta ma per timore, io mi pongo un altro interrogativo che certo ad alcuni suonera’ eretico: ma possiamo davvero considerare la Bibbia verita’ immutabile e universale?
Premetto che sono un credente, forse non molto praticante ma credo tranquillamente in Gesu’ e in Dio-Gesu’-Spirito Santo.

Negli anni la Chiesa stessa ha cambiato varie posizioni. Dapprima tutto era letterale, compresi Adamo ed Eva, la Genesi tutta, ecc. Poi si e’ passati alla metafora, anche perche’ se no era difficile condannare l’incesto visto che comunque i figli di Adamo ed Eva in qualche modo avrebbero dovuto comunque riprodursi e ora lo studio della genetica ci dice che l’umanita’ non puo’ derivare da quella famiglia.

Inoltre la Bibbia e i libri del Vangelo sono composti da testi per anni tramandati verbalmente, da persone che vivevano in un contesto sociale/evolutivo/culturale profondamente diverso dal nostro.
Possiamo davvero prendere tutto alla lettera e ritenerlo immutabile?
Io non credo, anche perche’ molte cose sono troppo legate alla nostra civilta’ umana. Eppure non siamo gli unici nell’universo, no?
Ma se anche nel nostro stesso pianeta fra altri viventi, ad esempio, la famiglia e la riproduzione hanno dinamiche diverse, come possiamo pensare che la Bibbia sia universale e immutabile?
Se domani atterra un disco volante verde grosso cosi’ e scendono due alieni asessuati o dello stesso sesso, li riccacciamo indietro brandendo una croce e urlando “Siete contro Natura!”?!?!

Altro esempio, su cui fra l’altro prima o poi scrivero’ un racconto. Poniamo che domani si scopra che un grosso asteroide colpira’ la terra in 10 anni e non c’e’ modo di deviarlo. Magari la gente deciderebbe di non fare piu’ figli per non dar loro una vita breve e una morte atroce. Sarebbe un “peccato”? Andrebbe contro l’immutabile parola di Dio?

Certo, questo post e’ intriso di relativismo, perche’ io sono un relativista e chiunque abbia buon senso penso lo sia. Nulla puo’ essere assoluto per me, se non una cosa: IL BENE e IL MALE. Vivere per fare e dare del bene. Questo per me e’ IL comandamento (che non sempre so rispettare e me ne dolgo). Il resto non puo’ che essere relativo. Agli animali umani, alla nostra societa’, alla nostra fisiologia, ecc…

Quando scrivo che una famiglia composta da due uomini non e’ sbagliata non ho nessuna paura di Dio o della dannazione, perche’ non posso sapere in quante parti del Creato cio’ e’ normale anzi magari e’ anche indispensabile. Cosi’ come non puo’ saperlo la Bibbia, scritta da umani che hanno interpretato in base alle conoscenze del tempo messaggi dei Profeti.

Dimostrazione: nessuno oggi caccerebbe dalla citta’ una donna col ciclo, eppure il Levitico prescrive proprio questo. Perche’? Perche’ al tempo, mancando la scienza, servivano regole per gestire situazioni incomprensibili. Quindi la donna che perdeva sangue diventava impura perche’ magari qualcuno con quel sangue si infettava. La coppia omosessuale era un abominio perche’ era facile che si ammalassero e via di altre prescrizioni fra cui divieti sul cibo.
Con questo non dico che tutta la Bibbia non abbia senso o vada “contestualizzata”, ma che non si possa nemmeno parlare di Parola immutabile nel tempo.
E men che meno ventilare il rischio di dannazione se non si segue alla lettera l’interpretazione della Bibbia fatta da chi di volta in volta si ritiene depositario della Verita’, ivi compresi fior di teologi.

Se Dio e’ amore io credo in cio’ che e’ bene per il prossimo.
Anche nella Bibbia, ma ragionandoci su.

24/12/2014

Buon Natale!

Tutto e’ cambiato quest’anno, ma non i legami e gli affetti, sia terreni sia celesti, che sento piu’ forti che mai. Questo mi da’ la forza e quasi il dovere di augurare a tutti:
http://buon.natale.da.gabriele.favrin.net (e’ un augurio e un link!)

14/12/2014

Tutto cambia

Penso ormai non sia un segreto per nessuno che il caro don Armando, ormai quasi 86enne, con il nuovo anno intenda ridurre il suo impegno nel settimanale gratuito L’Incontro, a partire dal “diario”.

Da ormai parecchi anni io faccio volontariato per lui. Una delle cose che curo e’ proprio la versione online del suo diario. Una volta alla settimana copio tutti gli articoli del diario della settimana successiva e li incollo nel suo blog, categorizzandoli e consentendo alle persone di commentarli ed effettuare ricerche su di essi.
E’ un impegno breve, mi prende si’ e no una mezz’oretta (gli occhi non accetterebbero di piu’), ma costante, visto quanti anni sono passati senza quasi che me ne accorgessi. A quanto mi e’ stato fatto sapere l’opera e’ apprezzata da tanti.
Per me e’ doppiamente preziosa: non essendo troppo praticante, leggere i pensieri e le riflessioni di questo grandissimo sacerdote mi da’ veramente molto. Per me e’ come sette omelie in un giorno :)

Una cosa portata avanti per cosi’ tanto tempo diventa abitudine e l’abitudine si nota di piu’ quando sai che potrebbe venire a mancare. Oggi ho iniziato a immettere gli articoli del diario della settimana che finira’ il 21. Ne manca una, quella del 28, e il 2014 sara’ finito. Cosa succedera’ poi lo sapremo. Un piccolo sollievo (“un pensiero in meno”) e una grande nostalgia, gia’ da ora, perche’ si vorrebbe che le cose belle non ci lasciassero.

Proprio vero, di questi tempi per me tutto cambia.
In fondo, pero’, resta la speranza che sia don Armando a cambiare idea e voglia continuare, almeno il diario.

03/12/2014

Un desiderio realizzato

Oggi ho realizzato un desiderio che covavo da un po’.
Non entro nel dettaglio perche’ e’ una cosa particolare.
Diro’ solo che da qualche mese avevo un debito di gratitudine che volevo onorare verso una persona che senza saperlo ha contribuito a farmi stare meglio, per uno strano meccanismo della mente, qualcosa tipo “se oggi sta bene lei, potro’ stare bene anche io”.

Cosi’ dopo aver ringraziato quanti mi sono stati vicini in questi mesi in mille modi (a partire dalle persone meravigliose che ci sono state il 14 e il 21 maggio), sentivo il bisogno di ringraziare anche questa persona e di stabilire infine un contatto visto che sebbene vicini geograficamente, praticamente non ci si conosce.

Ci ho pensato su per un bel po’ e alla fine ho scritto una lettera (si’, quelle che si spediscono) aggiungendo anche un piccolo dono che proviene da quel sito che coltivo come una pianta preziosa e che mi permette di donare agli altri quel po’ che so fare.

E’ effettivamente un dono gratuito, nel senso che regalo qualcosa a qualcuno senza aspettarmi nulla. Arrivare arrivera’ (con seieuroecinquecentesimi di raccomandata 1 ci mancherebbe) ma cosa accadra’ poi non dipende da me, ma mi basta che la mia missiva sia letta e sono felice cosi’.

Curiosamente aver finalmente deciso di farlo, di passare dal proposito di farlo al farlo, mi ha reso felice e mi-fa-sentire-bene!

E’ qualcosa che tempo fa non avrei mai pensato di fare.
Segno che si cambia, che molto in me e nel mio modo di essere va cambiando, che sto trovando piu’ coraggio di vivere in prima persona e tirare fuori la parte migliore di me in ogni contesto.
Ed e’ la riprova che donare fa stare bene piu’ che ricevere doni o farseli :)

10/11/2014

Entrare e uscire dall’ospedale dell’Angelo

Ci sono tre modi per entrare all’ospedale dell’Angelo e tre per uscirne.

Se sei fortunato entri dall’ingresso principale: affronti le scale, le scale mobili o l’ascensore, passi per un “ponte” coperto che non sembra un ponte e arrivi a un giardino che sembra il primo piano ma in realta’ e’ il terzo e sotto i tuoi piedi, che cammini, mangi, compri in un negozio, preghi o prenoti una visita, ci sono ambulatori e sale operatorie. Come sei entrato puoi uscirne se tutto va bene.

Se qualcosa e’ andato storto arrivi con un taxi o un’ambulanza al Pronto Soccorso entrando alla destra dell’edificio centrale. Dalla tua prospettiva non te ne accorgi ma stai andando “sottoterra” rispetto al resto della struttura. Da qui puoi uscire come sei venuto o puoi passare in un reparto attraverso una serie labirintica di ascensori e corridoi.

Infine c’e’ il terzo ingresso che e’ per quando le cose sono andate male. Da qui si puo’ solo uscire, in un’auto lunga e bassa. Insomma, e’ la camera mortuaria. Affaccia sul lato sinistro dell’Angelo e la struttura riprende quella del piazzale d’ingresso con una piazza rotonda ove trovano parcheggio le auto. Non invidio proprio le case che si trovano nelle vicinanze. Da questo luogo l’Angelo sembra distante, eppure e’ vicino ed e’ fisicamente collegato da passaggi labirintici che la tua mente cerca d’immaginare quando sai che un tuo caro li ha attraversati (e un giorno chiedero’ a un’amica che lavora all’Angelo che razza di giro fanno, perche’ non dev’essere proprio corto!)

Ecco, fra il primo aprile e il 21 maggio qui li si e’ fatti tutti.
Questo non e’ un post triste, sono pensieri sulle strutture in cui si svolgono momenti forti delle nostre vite. Questo lo volevo scrivere da un po’ ma dovevo aspettare che mi tornasse l’ispirazione di postare.

Ed eccolo per voi visto dall’alto, questo luogo che inganna le percezioni.
In basso a sinistra c’e’ l’ingresso/uscita per quando e’ proprio finita (rima non cercata). In mezzo sulla destra l’ingresso normale e in alto sulla destra l’ingresso al pronto soccorso. Notate la somiglianza dei vari punti di accesso. E’ fatto bene ed e’ un luogo che inganna le percezioni come pochi.


Visualizzazione ingrandita della mappa

06/11/2014

Il fuoco

Non importa quanta strada farai, ci saranno sempre micce accese nella tua vita, persone pronte a farti prendere fuoco, pronte ad attaccare, ferire far male e portarti a reagire come non vorresti.

Ne ho incontrata una oggi. Anzi reincontrata, perche’ ci eravamo incendiati piu’ volte e piu’ volte avevamo deciso di ritentare. Oggi ho capito che a volte e’ meglio lasciar perdere che non con tutti ci si potra’ trovare. Siccome sono tutt’altro che perfetto, certi attacchi mi fan reagire come non vorrei e come non mi succedeva da tempo. Quindi la cosa migliore e’ troncare ogni rapporto con chi puo’ far prendere fuoco.

Non e’ una conquista ne’ una vittoria, al contrario e’ una sconfitta del mio modo di essere e di pensare, ma adesso va cosi’. In futuro si vedra’.

E con questo torno a scrivere piu’ spesso nel blog ;)

04/10/2014

Valori, scelte e rinunce

Domanda: a che cosa sei disposto a rinunciare per restare coerente con i tuoi valori?
Attento, non rispondere subito.
Non stiamo parlando solo di cose materiali. Faccio questo e ottengo quello, non faccio questo e perdo quell’altro.
No, parliamo anche di cose non tangibili. Soddisfazioni, riconoscimenti, rispetto.

I tuoi valori, cio’ in cui credi, le opinioni che ti sei formato tu studiando, leggendo, vedendo e valutando situazioni ed esperienze altrui, quanto valgono? Valgono la rinuncia a fare una cosa? Forse stai per dire di si’ ma aspetta: valgono anche la rinuncia all’approvazione degli altri su una tua scelta? Valgono gli sguardi divertiti o le risposte improbabili di chi non si limita a dire che non e’ d’accordo con te ma, per giustificare a se stesso la propria posizione, dice che stai sbagliando tu.

Ci sono persone che non sono in grado di allontanarsi dalla massa e attaccano, magari anche alle spalle, chi non si uniforma. Con queste non puoi ragionare, non provarci.
Ci sono persone che ti criticheranno per dare forza alla propria tesi o posizione: non puo’ essere diversa, sei tu in torto.
Altri guarderanno con una lente d’ingrandimento i tuoi valori e scelte invece delle proprie.
Al consenso e all’apprezzamento di questi e di tanti altri puoi rinunciare?
Allora sei quasi pronto a rispondere di si’ e vivere felice perche’ coerente con te stesso, con buona pace di chi non ti accetta o ti invidia.

Un’ultima cosa prima di rispondere: queste scelte, questi valori sono tuoi o vengono dall’esterno? Devi lottare per assomigliare a chi vuoi essere tu, a cio’ in cui ti riconosci, non a cio’ che ti propongono o insegnano gli altri. Ascolta tutti ma segui la tua coscienza e solo al fine di essere piu’ felice. Perche’ se sei piu’ felice puoi fare di piu’ per chi ti sta attorno.

14/09/2014

La ruota gira

Non sono morto. Uhm no, forse non era il modo buono di cominciare questo post dopo i precedenti…
Tutto sommato la ruota sta ricominciando a girare. Molto e’ nuovo, tutto e’ diverso, ma -non da solo e con ampia dose di aiuto terreno degli amici e celeste della mia mamma e immagino di altri- me la sto cavando abbastanza. Continuo a cercare di fare del bene e a scrivere cavolate qua e la.
Mi sono stati fatti dei doni, ora sta a me valorizzarli.