Follia nucleare

Un incidente, un atto terroristico o una catastrofe naturale.
Tre fattori imprevedibili e nessuno davvero evitabile.
Quel che e’ successo a Chernobyl lo sappiamo.
Il rischio di attentati c’e’ sempre.
I terremoti non sono evitabili e spesso non si puo’ far fronte nemmeno alle altre catastrofi naturali.

E IL CENTRO-DESTRA VUOLE RIPORTARCI AL NUCLEARE?

Io nell’87 ero minorenne e non ho potuto votare al referendum contro il nucleare ma la maggior parte degli italiani ha votato per il NO e oggi sarebbe un atto antidemocratico imporre per legge un ritorno all’energia che tanta morte puo’ portare.

Quel che fatico a concepire e’ come un paese che ha subito due bombe atomiche possa aver consapevolmente scelto di riempirsi di centrali nucleari.

Prego per le vittime della natura e ancor piu’ che non si aggiungano vittime delle sconsiderate scelte umane. E prego di non trovarmi domani nella loro situazione a causa di scelte fatte senza consultare i cittadini.

Vergogna

Quando leggo che a Tripoli i manifestanti vengono bombardati e che il governo del mio paese non ha il coraggio di gridare il proprio sdegno e avviare azioni dirette in favore dei dimostranti, provo vergogna di essere rappresentato da questa gente.

La crisi dell’uomo d’oggi fra pubblico e privato

Nuova telefonata in diretta a un programma che riferiva dell’inchiesta in cui e’ coinvolto il Presidente del Consiglio. Questa volta non e’ venuta da lui ma dai vertici della TV pubblica. Il link e’ al canale ufficiale RAI sul tubo.

Ammiro Santoro che ha mantenuto il sangue freddo e ha saputo mettere in difficolta’ chi con prepotenza prima dice che la trasmissione “viola” dei regolamenti (minuto 1.12) e poi si contraddice e afferma che li “potrebbe violare”… (minuto 2.29).

Bravo Santoro!
Non mi e’ una persona che mi e’ sempre piaciuta ma oggi si’ e moltissimo.
Anzi devo dire che vorrei aver avuto in certe occasioni il suo autocontrollo quando ho trattato con persone prepotenti e incapaci di ammettere di aver sbagliato ma anzi pronte a imporre le proprie idee e peggio che mai a proporle agli altri come verita’.

Ma e’ l’essenza assurda dell’umanita’. Critichiamo i metodi di chi non ci piace (ad esempio i politici) e nel nostro piccolo talvolta finiamo per agire allo stesso modo.

Quanti di noi vorrebbero poter zittire chi dice cio’ che non ci piace? Quanti di noi, invidiosi o gelosi del successo di qualcosa o di qualcuno, vorrebbero veder cadere in disgrazia il soggetto della loro tensione emotiva?
E’ umano! Sbagliato ma umano. Capita a volte, a me per primo. Non sto facendo prediche ma considerazioni che a tratti negli anni hanno riguardato anche me. Guai a non pensarci e sentirsi sempre nel giusto!

Ecco, in questa riflessione a cavallo fra problemi politici e considerazioni sulla natura umana mi trovo a pensare che in fondo oggi, nel nostro povero paese, la politica sia diventata una lotta di potere al pari dei conflitti fra individui.

Non si opera piu’ per il bene comune ma per “averla vinta”, attaccando e rispondendo colpo su colpo con polemiche sempre piu’ feroci.
Un politico irritato che chiama una trasmissione e proferisce un mucchio di offese, un direttore generale del servizio pubblico che in tre minuti dice una cosa e, incalzato, passa alla forma condizionale. Politici che si insultano vicendevolmente. Giornali e TV usati come clave contro l'”avversario”. Non rimpiango le tribune politiche del secolo scorso ma qui abbiamo banalizzato il confronto politico facendolo somigliare a una lite fra persone comuni!

Quando la prepotenza e l’impuntarsi per averla vinta prevalgono sul dialogo costruttivo tutto e’ destinato ad andare a rotoli e questo vale per le amicizie, le societa’, i siti… e purtroppo anche per il paese.

Nell’ambito privato talvolta dalle ceneri rinascono fenici migliori di cio’ che e’ andato perso, ma qui e’ in gioco il futuro dell’Italia e non basta dormirci su e aspettare un altro mattino rinvigorente.
Forse arrivati a questo punto non basta nemmeno che gli scandali attuali portino il Premier a dare le dimissioni. Forse l’Italia oggi ha bisogno di un totale ricambio degli obiettivi politici. Dalle lotte di posizione all’impegno per il bene comune. Una legislatura costituente, per dirla in termini politici. Tutti insieme senza etichette. Niente destra, sinistra e centro, solo persone volonterose che si rispettano e lavorano per la collettivita’.
Un obiettivo che dovrebbe stare a cuore a tutti ma che gia’ nel privato, come ho detto, spesso passa in secondo piano… povera Italia!

E intanto in Africa c’e’ la miccia della rivoluzione e noi pensiamo a parteggiare per questo o per quello e a imporre le nostre idee giuste o sbagliate che siano… poveri noi!

Marchionne ha vinto?

No, non sono impazzito. Lo so che gli impiegati FIAT di Mirafiori hanno votato in massa SI: loro non sono toccati dalla modifica dei turni o della durata delle pause durante la massacrante catena di montaggio. Lo so che i numeri sono 54% per il SI e 46% per il NO.
Ma in quel 46% c’e’ chi le auto le fa, chi fa il lavoro duro. E la maggioranza di loro, nonostante il ricatto (o accetti o si investe altrove) ha detto NO.

A chi vuole stravolgere questo paese, a chi vuole negare i diritti ai lavoratori e aumentare quelli dei padroni, a chi pretende che i lavoratori vivano solo per l’azienda e finche’ servono (straordinari prima, cassaintegrazione poi), a chi da’ ragione a queste posizioni, oggi dedico questo brano di Giovanna Marini.
Perche’ la protesta (civile) e’ un diritto che nessun accordo ingiusto potra’ mai cancellare.

Forza FIOM e forza operai, nella speranza che un domani i partiti in parlamento aprano gli occhi e capiscano chi sostenere.
L’attuale premier si definiva un “presidente operaio”. Bene, vada a lavorare in catena di montaggio un mese. Lui e tutti quelli che si sono schierati per un accordo che cambia in peggio la vita di migliaia di famiglie solo per arricchire i soliti.

Gli EROI del 2011

Io non so se il NO al ricatto (o rinunci ai diritti o investiamo altrove) vincera’ ma se nel 2010 l’uomo a cui avrei stretto la mano era Julian Assage di Wikileaks, oggi sono gli operai che hanno avuto il coraggio e l’altruismo di votare NO contro un ricatto che aprirebbe le porte a una devastante catena di nuovi contratti con diritti limitati e doveri incrementati. E questo sotto la minaccia di perdere il lavoro e avendo contro ministri e premier di questa nazione devastata e intontita dalla TV (del premier).

Non so se il NO vincera’ ma se l’amministratore FIAT dovesse davvero minacciare di andarsene un governo serio troverebbe il modo di fermarlo. Ecco, io lo minaccerei di chiedergli indietro tutti i finanziamenti pubblici che la sua azienda ha ricevuto negli anni. Ma dubito che questo governo (o l’attuale opposizione, se e’ per questo) lo farebbe. E allora se se ne andasse la FIAT, vorrei che i politici la seguissero. Via lontano.

Io continuo a cliccare la diretta di Repubblica con un’immensa ammirazione per chi, a rischio del lavoro, ha votato NO.
A loro stringerei la mano, ripeto.

PS: chi non sa cos’e’ ll lavoro in fabbrica legga un po’ qua.

Il ricatto e il precipizio

Questa sera gli operai (mestiere che farei fare per un mese a ogni politico prima di assegnargli ruoli decisionali in Parlamento) della FIAT di Mirafiori dovranno firmare SI a un referendum che chiede loro se vogliono accettare meno diritti e piu’ ore di lavoro. La posizione FIAT: se il referendum non passa investiremo altrove. Un ricatto: o accetti che ti tolga diritti (i dettagli nel link piu’ su) o non lavori. E ai sindacati che non hanno firmato l’accordo viene negato anche il diritto di rappresentanza.

Un governo un po’ piu’ sensibile, magari di gente che ha lavorato in catena di montaggio, metterebbe i bastoni fra le ruote a FIAT e di modi ce ne sarebbero visto che e’ un’azienda italiana e deve sottostare alle nostre leggi e se ne possono fare di nuove. Il premier, che e’ un imprenditore, invece dice che l’amministratore delegato di FIAT ha ragione a pensare di andarsene a investire altrove se le sue condizioni non vengono accettate.

L’esito del referendum non e’ imprevedibile, come non lo e’ l’abisso verso il quale scivola un paese dove aumentano i diritti e la discrezionalita’ per i datori di lavoro e si comprimono quelli dei lavoratori.

Spero davvero che il PD si riprenda, anzi che si divida perche’ e’ stato un fallimento con tutto l’annesso bipolarismo. Qui servono una sinistra, un centro-sinistra, un centro e un centro-destra. Serve un’opposizione che sappia fare proposte che vadano oltre “Berlusconi non ha diritto di governare” o “Berlusconi deve dimettersi” (la non accettazione dell’avversario ne fa la fortuna!) che sappia riportare un po’ di giustizia sociale in questo paese!
Questa sera non si gioca solo il futuro dei dipendenti Mirafiori ma quello di tutti i lavoratori e anche se capisco chi votera’ “si” la mia speranza e’ che il no sia forte. No a questi ricatti oggi e no a chi li ha accettati quando, spero presto, voteremo per un paese piu’ equo.

Ammirazione e biasimo

Ammiro questi ragazzi riusciti a far sentire la loro voce alla Borsa e, in mille manifestazioni, far capire al mondo che le scelte di questo governo vanno contro la volonta’ del paese. Ed e’ indecente pensare che ad altri cittadini venga impedito di manifestare davanti a Montecitorio.

Biasimo invece chi vota la fiducia a un governo che taglia i fondi alla scuola, al sociale, che non risolve il problema delle immondizie a Napoli ed e’ asservito alla Lega sugli immigrati ed alla Chiesa sulle scelte personali della gente.

Lettera alla Chiesa Cattolica

Cara Chiesa Cattolica,
il presidente del consiglio ha detto una barzelletta con bestemmia finale.

Giustamente dai vostri giornali lo avete criticato ma vi chiedo un ulteriore atto di dignita’ e coerenza: evitate, per favore, di auspicare, suggerire e gioire per leggi come quella sulla fecondazione assistita (che costringeva a tenere anche embrioni condannati a diventare bimbi dalla vita breve e dolorosa, perche’ affetti da gravi malattie genetiche o malformazioni) o quella sul fine vita che speravate di strappare (che avrebbe obbligato gente senza alcuna speranza di recupero alla nutrizione forzata), cosi’ come evitate d’essere lieti che la maggioranza guidata da questo premier (la stessa che ha respinto dei clandestini in Libia con non pochi rischi per la loro incolumita’, ve lo ricordo) non lasci passare leggi che, sempre a vostro giudizio, danneggiano la famiglia.

Insomma, non scendete a patti con chi vi da’ le leggi che volete sperando nel vostro sostegno ma poi ritiene legittima una barzelletta con bestemmia, chiaro esempio di mancanza di rispetto per i credenti.
E magari nemmeno con chi vuole il Presepe nelle scuole “per tutelare le nostre tradizioni” ma ritiene giusto spezzare nuclei familiari per un permesso di soggiorno scaduto.
Oppure siete disposti a scendere a compromessi solo per imporre a tutti, credenti o meno che siano, cio’ che voi ritenete giusto?

Firmato: un credente

5 in condotta

Il ministro dell’istruzione Gelmini parla del rigore nelle scuole annunciando una pioggia di 5 in condotta nelle pagelle del primo quadrimestre.

Mi chiedo: ma con il comportamento che questo governo sta tenendo (vedi il caos delle liste elettorali, vedi la prepotenza nell’imporre certe leggi a colpi di fiducia, vedi le uscite di taluni esponenti politici, vedi il bavaglio alle trasmissioni TV o la nomina di direttori di TG pubblici sfacciatamente di parte) ci stupiamo se i giovani d’oggi si comportano male? Che esempio si sta dando loro?

Io credo che ci vorrebbero pagelle quadrimestrali anche per i politici. E se sono sotto il 6 in condotta li mandiamo a casa. Quanti ne resterebbero?

Se sei cristiano sai che siamo tutti uguali davanti a Dio…

Il buon don Armando scrive e mai come questa volta io condivido:

La semina razzista, da parte di movimenti che cavalcano sentimenti istintivi e meschini raccogliendo consensi elettorali, sta producendo rovi e spine.

Leggete un po’ il link e guadate che storia triste.

E il bello e’ che poi certi movimenti si presentano come custodi dei valori cristiani…

Propositi sull’onda dell’emozione

E dopo la solidarieta’ senza se e senza ma e l’invito ad abbassare i toni eccoci ai propositi di mettere il bavaglio alla Rete, sfruttando la stupidita’ di pochi.

Si parla di scempio sul web… ma lo scempio e’ bipartisan, basta pensare ai gruppi anti Travaglio o ai post provocatori e offensivi con cui alcuni sostenitori del centro-destra invadono vari social network, vedi OK Notizie da qualche mese preda di un tal gruppo “komunistelli” il cui fine e’ appunto offendere tutto cio’ che non e’ di centro-destra!

Rispettare Berlusconi significa anche non pensare, sull’onda dell’emozione, a leggi contro la liberta’ di pensiero (non di offesa!) motivandole con l’intemperanza di alcuni.

No alla violenza

L’aggressione a Berlusconi e’ un atto indegno senza se e senza ma. Per quante parole o azioni a noi non gradite un uomo possa fare, la violenza e’ sempre sbagliata e solo una mente cattiva -o malata- puo’ coscientemente colpire con violenza un altro uomo, ancor peggio se anziano o piu’ debole. Solidarieta’ quindi a Silvio Berlusconi che non meritava la sofferenza a cui e’ stato sottoposto.

Qui pero’ finisce la dovuta condanna da parte del tenutario di questo blog e la vicinanza a un altro essere umano ora sofferente in un letto d’ospedale (so cosa significa).

Il resto, le cattiverie dette a Di Pietro e alla Bindi da politici e da taluni conduttori, le proposte di censura dei siti che inneggiano all’odio (solo quelli in una direzione: non vedo ad esempio grandi scandali in tivvu’ per i gruppi anti Travaglio) sono viziate da demagogia perche’ in Italia si semina odio continuamente, da troppe parti.

L’aggressione a Berlusconi e’ grave, inaccettabile, sbagliata, quanto l’aggressione a tanti, discriminati, presi a male parole se non a pugni solo perche’ magari stranieri. In concreto, perche’ questo fatto non ha suscitato lo stesso sdegno e invito ad abbassare i toni? Si parla di una donna che ha preso un pugno per strada da un 17enne che le ha gridato “sporchi negri, dovete morire, andatevene via dall’Italia”! Chiediamoci bene quali messaggi trasmettiamo ai giovani -e ai non giovani ma piu’ fragili-?

Allora chi oggi critica le parole -magari intempestive- di taluni o le reazioni deficienti di chi inneggia all’aggressore via web, si chieda se non sarebbe il caso di moderare anche i propri di toni quando parla in TV e sui giornali di religione, di stranieri, di politica, di avversari politici…

Quando si parla di “coglioni” riferendosi agli elettori di altri partiti (fonte) non si sta forse generando odio?
Quando si invitano i partecipanti al gay pride a pentirsi (fonte) non si genera odio?

E allora che tutti, da destra a sinistra, intra o extraparlamentare che sia, rivedano non solo i loro toni ma anche la loro politica per aprirsi alla tolleranza e al rispetto di chi ha opinioni o modi di vivere differenti.

La violenza non va solo condannata ma anche prevenuta con un clima di rispetto per chi pensa, agisce o vive in modo diverso da noi!
Troppo facile limitarsi a condannare, quando poi non si sa ancora nemmeno benissimo se il gesto ha una matrice politica o psicologica.

Ancora una volta, anche se non sono un suo elettore (lo sono stato, ma non lo sono piu’ dal 2006) non posso che concludere pregando perche’ nostro Signore lenisca le ferite fisiche e morali di Silvio Berlusconi. E porti un po’ di buon senso a tanti che siedono in Parlamento e seminano distinguo fra gli uomini.

La bandiera e la croce

Ciao!
Sei uno di quelli che per anni hanno attaccato “Roma ladrona” e invocato la padania e via discorrendo?
Sei uno di quelli che hanno sempre votato lega quando se la prendeva con la gente del sud?
Sei uno di quelli che hanno sempre votato lega quando se la prendeva con gli immigrati?
Sei uno di quelli che tempo fa hanno esultato per la legge Bossi-Fini e poi per il reato di clandestinita’ di questi mesi?
Sei uno di quelli che considerano giusti i Centri di Permanenza ed il respingimento degli immigrati?

Se si’, puoi spiegarmi cosa c’entra la politica del partito in cui ti riconosci con la bandiera italiana e con il crocefisso che vorreste metterci?

No perche’, sai, secondo me se Gesu’ tornasse quaggiu’ arriverebbe su una barca di “clandestini”, verrebbe respinto o magari affogherebbe nel Canale di Sicilia. E fra 2000 anni il simbolo della Chiesa sarebbe una barca che va a picco, non una croce.

Ennesima pagina BUIA della storia Italiana

Da Repubblica:

Sì di maggioranza e l’Udc a pregiudiziale di costituzionalità che fa decadere il provvedimento per dare maggiori protezioni per gli omosessuali. Salta la mediazione per il rinvio in Commissione, accuse incrociate.

Di sicuro chi ascolta l’insegnamento del Signore sul rispetto e l’amore per tutte le creature non puo’ che rispettare il prossimo e dunque considerare giusta ogni misura per tutelare le persone dall’ignoranza e l’intolleranza alla base dell’omofobia.

Mi vergogno di vivere in Italia.
E il prossimo sara’ il testamento biologico, vedrete.

In un paese serio…

In un paese serio le prime pagine in questi giorni dovrebbero essere riservate alle decine di morti nell’alluvione annunciata di Messina.

In un paese serio un sacco di gente dovrebbe dimettersi di propria volonta’ in segno di rispetto per quella tragedia che si sarebbe potuta evitare.

In un paese serio si farebbero consigli dei ministri non per approvare provvedimenti crudeli come quello sui respingimenti ma per far fronte con provvedimenti concreti alla notizia che tre milioni di italiani soffrono la fame.

In un paese serio alla odiosa notizia del tram con le sbarre che a Milano raccoglie gli immigrati scatterebbe un’inchiesta e volerebbero le lettere di dimissioni. Invece a malapena ne parlano i TG!

Non lo dico spesso ma in questo momento mi vergogno del mio paese.

Il lodo Alfano è illegittimo

Letto ora su Televideo:”Consulta: lodo Alfano è illegittimo”
Una bella notizia ogni tanto, almeno in questo paese tornera’ un po’ di equita’.

In passato ho sostenuto anche Berlusconi, perche’ alcune cose buone le ha dette e fatte e perche’ non sempre l’alternativa e’ stata accettabile, ma negli ultimi tempi a mio avviso ha esagerato soprattutto per gli scandali e le reazioni alle accuse ricevute.

La caduta del Lodo Alfano non equivale alla caduta del governo ma almeno adesso Berlusconi dovra’ rispondere ad alcune delle domande che gli vengono poste. E non e’ poco a mio avviso.

Adesso sono curioso di vedere come i TG daranno la notizia visto che da un po’ sembrano impegnati a non dare troppa evidenza alle notizie negative per il premier ;-)