Commenti

Assurda e secondo me non del tutto in linea con la Costituzione, esempio di incoscienza da chi la chiede che non ne coglie i rischi, pericolo per la liberta’ di parola, pretesto per mettere a tacere voci scomode. E’ un dovere imparare ad aggirarla, prima che col pretesto del copyright spariscano non siti illeciti ma opinioni ritenute tali.

Dal 6 luglio ci si diverte. Vediamo quanto dura. Non il web ma questa assurdita’, che esistono TAR, Corte Costituzionale ed Europa a difenderci.

Fiori australiani

Dieci anni fa i Fiori di Bach mi fecero un effetto molto positivo.

Oggi, come mi ero ripromesso, riprovo e questa volta il buon Daniele mi ha proposto i fiori australiani del Bush. Sempre 7 gocce mattino e sera. Sempre con un po’ di Brendy per conservarli. Per ovvie ragioni di privacy non diro’ quale combinazione di fiori mi ha proposto, ma solo che e’ incredibilmente azzeccata anche se secca ammetterlo.
Per oggi ha fatto il suo effetto.
Vedremo nei prossimi 20 giorni.

Un colpo al cuore

Il mio amico e parroco don Danilo se ne va.
Lo hanno nominato Moderatore di Curia. Ruolo importante, che certo sapra’ gestire al meglio. Incarico che forse sara’ anche piu’ tranquillo dei cinque anni e mezzo vissuti fra noi a Carpenedo.

Pero’ e’ sempre un amico che se ne va. Un rapporto che cambia.

Equilibri e cose in parrocchia che mutano sono secondari, la verita’ e’ che mi manchera’ anzi no, cos’e’ questo tono formale? Mi mancherai da matti e sappi che i tuoi semi qui hanno germogliato e lasceranno il segno.

Grazie a te, ascoltandoti nelle omelie che mettiamo sul sito e leggendoti su Lettera Aperta mi sono riavvicinato alla Chiesa. Confessarmi con te, seduti l’uno di fronte all’altro, e’ stato un salto rispetto ai tempi dell’infanzia e del confessionale. Sai di me tante cose che pochi altri sanno. Mi ascolti e oltre all’Assoluzione hai sempre offerto una chiave di lettura Cristiana e talvolta anche psicologica alle mie traversie emotive. Mi hai riavvicinato all’Eucarestia, anche se il tuo cruccio restera’ di non avermi convinto a venire a Messa ogni settimana.

Hai creduto in me quando cadevo e quando proponevo. Abbiamo tentato, a volte fallito, a volte festeggiato insieme. Hai capito i miei limiti e compreso le mie arrabbiature, a volte giuste, a volte no. Mi hai dato fiducia con i laboratori del GREST l’anno scorso e anche quest’anno. Mi manchera’ venir su da te, senza bisogno di essere annunciato, da amico, farti sorprese, rispondere ai tuoi SMS anche notturni per il PC che fa i capricci (“sigh sigh tornero’ a usare gessetto e lavagnetta”), chiederti una preghiera per amici che magari non conoscevi, per me o per mia madre. Ricordo la tua vicinanza in occasione del mio e dei suoi interventi…

Sei stato un meraviglioso parroco e sei un vero amico.
Grazie di cuore per questi anni… che la tua strada sia lieta e tutto vada sempre come lo desideri. Preghero’ per te.

La mia lettera al Gazzettino e la risposta piu’ inattesa

Domenica ho scritto una lettera al Gazzettino circa la sconvolgente e a mio avviso prepotente iniziativa di una Messa “per i bambini uccisi dall’aborto” che si celebra nella cappella dell’ospedale dell’Angelo di Mestre.

Mi aspettavo due cose: di vederla sul sito web e di essere mangiato vivo dagli amici sacerdoti che ho la fortuna di conoscere.

Sul sito non e’ apparsa, tanto che pensavo fosse stata cestinata (il tema e’ delicato) e invece… questa mattina mi chiama il caro don Armando Trevisiol che si dice compiaciuto per la mia lettera e d’accordo con la mia critica. Ovviamente lui considera l’aborto un delitto, ma condivide la mia opinione che quella Messa sia un’iniziativa di cattivo gusto.

La lettera quindi e’ stata pubblicata. Non sul sito, direttamente sul giornale, pure nell’edizione nazionale, tant’e’ che e’ gia’ finita nella rassegna stampa della diocesi di Padova.

Beh… sono contento!
Ora speriamo che chi puo’ faccia la scelta giusta.

Edit del 21/5: oggi il Gazzettino ha pubblicato la lettera anche sul sito. Mi piace il titolo che hanno scelto: “Una messa per i bambini “uccisi dall’aborto”: polemica inutile, via quell’avviso dall’ospedale”. Speriamo!

Notte, musica, pspad…

Stanotte si programma, e al solito si fanno tre cose alla volta, fra cui due update di siti religiosi di cui mi occupo. Serve a usare l’adrenalina di una giornata in cui sono state seminate cose buone per il futuro prossimo e si sono fatti alcuni errori che era meglio non fare.

Nel mentre un live dei Tazenda tutto in sardo mi riporta al 1992 cosi’ guardo al domani ricordando i sapori di ieri…

Commenti? Si’, se costruttivi…

Una precisazione. I commenti in questo blog sono graditi, soprattutto quelli che esprimono punti di vista diversi dal mio. Devono pero’ rispettare tre regole:
1) non devono contenere polemiche gratuite;
2) se io e l’autore ci conosciamo egli deve usare il suo nome o nick e non altri, che tanto se no si riconosce dall’IP o dal modo di scrivere;
3) devono essere in tema con il post a cui si riferiscono.

Questo blog esiste per passione e proprio perche’ non ha secondi fini non contiene banner pubblicitari. Lo aggiorno quando ho tempo e se qualcuno vuole commentare e’ il benvenuto, se rispetta le tre regole sopra esposte.

Chi mi scrive accusandomi di non apprezzare pareri diversi dal mio e motiva cosi’ i pochi commenti che un blog pressoche’ personale macina, fa parte delle persone che potrebbero esimersi dallo scrivere, soprattutto perche’ sto ancora cercando un nesso fra il post sugli agnelli da non sacrificare inutilmente e il commento sui dittatori. Non lo trovo, ma e’ un limite mio, o forse e’ perche’ sono abituato a ricevere commenti in tema e costruttivi. Infatti negli otto anni di questo blog ne ho dovuti bloccare solo tre.

Sorprese liete!

Visita oculistica annuale andata bene, tutto procede stabile e l’occhio sta bene.

Finiti i controlli di rito si parla di qualcosa. Cosa faccio. Accenno ai laboratori informatici al GREST che anche quest’anno mi e’ stato proposto di fare (e in parrocchia mi dicono che l’anno scorso e’ stato un successone, cosa che mi inorgoglisce assai). Mi chiede cosa insegno, poi si cade su Facebook. lo usi? e scopriamo di pensarla allo stesso modo: non solo non lo usiamo ma non capiamo quelli che lo fanno e diffondono cosi’ tante informazioni personali.

Ad avere queste idee a quanto pare siamo in buona compagnia.

Fa piacere trovare persone che condividono i propri dubbi e perplessita’. Ancor piu’ rende felice trovarle in chi piu’ stimi per altri motivi.

Brava dottoressa Franch!
(si’, mi ha autorizzato a raccontarlo nel blog ;) )

E’ (quasi) tempo di volare!

Filo dopo filo ho quasi raggiunto la meta di questa… rinascita personale.
E’ una lunga strada, anche perche’ 10 anni non sono un attimo e traslocare cuore e mente richiede un certo impegno, ma sono stato costretto e, in fondo, ne sono felice.

Se fosse un progetto conto terzi sarei nei guai perche’ per un motivo o per l’altro ho spostato tutte le deadline che mi ero dato. L’ultima sarebbe imminente ma la sposto indefinitamente e mi baso sul giusto commento di una delle persone che mi appoggiano e aiutano in questa nuova avventura: “sara’ pronto quando sarai pronto tu”. Io lo sono all’85%, piu’ che a marzo. Meno che a gennaio forse ma li c’era anche una dose di adrenalina (leggi “incavolatura”).

Le idee ci sono, la testa non dico che ci sia tutta ma e’ quasi ok. La rete umana (nel mondo reale) alle spalle c’e’. Manca poco ma devo sentirmelo dentro. Sicuramente entro giugno sara’ online perche’ fara’ parte di due progetti culturali nel “mondo reale”. Volevo finirlo prima del 5 maggio quando dovro’ affrontare una cosa, un po’ come avvenne con Mestre Solidale nel 2009 (nato certo per mantenere una promessa fatta a don Armando ma anche per tenere la mente occupata in un momento difficile), ma questa volta non ho saputo concentrarmi abbastanza. Pace, ogni esperienza e ogni tempo e’ diverso e comunque non c’e’ paragone fra quella situazione e questa.

La programmazione di questo progetto non e’ difficile e il grosso e’ fatto, anche se restano alcuni punti critici da affrontare. Il dominio c’e’ e ha tre mesi quindi evitiamo pure i problemi con gli antivirus che penalizzano i domini troppo giovani.
La prima vera difficolta’ e’ stata “pensare diversamente”, non programmare. La seconda difficolta’, pero’ formativa, e’ stata operare in team, ascoltare e accettare le proposte del gruppo volontario di care persone che, strumento penna di Photoshop alla mano l’una e tanta fantasia le altre, hanno stravolto, trasformato e personalizzato le mie bozze, con un risultato finale secondo me stupendo, fresco, moderno e vivace.

Il soggetto di questo post e’ volutamente vago. Chi mi conosce sa di cosa parlo, agli altri diro’ solo che sto creando qualcosa di nuovo. Non “mio” ma “nostro”, per tutti quelli che ne faranno parte. Qualcosa di culturale, divertente e social allo stesso tempo.
Un’utopia, forse, ma si vive per sognare.

E come cantano i Pooh:
E’ tempo di volare, qui niente cambia mai
non c’è più bisogno di noi, la vita è sogno.
E’ là che io voglio andare, è là che ti porterò
dove comincia il Sole, e nasce la libertà!
Grandi sognatori di terre e mari
guardan l’orizzonte aspettando noi!

Guardare con il cuore e non solo con gli occhi

Sentirti ridere
Tu che hai provato uno dei dolori piu’ grandi che un bambino possa vivere. Un dolore che ti ha perfino cambiato la voce.
Oggi mentre rientravi e passavi sotto la mia finestra eri felice, serena, iper coccolosa con i tuoi nonni. Una preghiera per te. Che il cielo azzurro di questi giorni resti azzurro nel tuo cuore e ti sostenga nei giorni piu’ difficili.

Vederti giocare.
Un altro angioletto. Giugno 2003. Avevi 5 anni, ci dissi tu o la tua mamma. Ora ne avrai 13, bimba incontrata per caso in un giardino a Venezia. Per caso. Ai Giardini Santa Chiara e Chiara era il tuo nome. Un caso che segnava il tempo a venire. E tu bimbetta che avevi “catturato” 4 grandi (io, Maf, un suo amico e il buon Manuel) sfiniti da ore a piedi per Venezia. Ci sedemmo su una panchina e tu giocasti a fare la piccola attrice perche’ ti sorridevamo e battevamo le mani. E non volevi piu’ farci andare via e quando infine ci alzammo ci seguisti finche’ la tua mamma non ti chiamo’, scusandosi con noi (e di cosa, signora?) Spero tu sia cresciuta allegra e serena come allora.

Piccoli angeli che attraversano le nostre vite, che incontriamo o possiamo anche non incontrare mai. Creature sofferenti o serene a cui augurare ogni bene, da proteggere anche solo nella preghiera.

Una piccola attenzione verso il prossimo
Ieri di ritorno dal cimitero stavo per inciampare su una pietra rotta di un marciapiede. Son tornato indietro e l’ho sistemata alle bene e meglio perche’ nessuno inciampi. Una signora mi ha detto “non tutti hanno le sue viste purtroppo”. Non si poteva certo riferire agli occhi ma al cuore. E infatti io cerco di guardare con il cuore. Di ascoltare con il cuore. Di agire con il cuore. Spesso fallisco, mi lascio prendere, cado, sono egoista, ma ambisco a guardare con il cuore.

E’ solo guardando il mondo con il cuore che si da’ peso alle piccole cose e i ricordi preziosi sono anche quelli di una piccola peste che fa la matta con 4 ragazzi che ridono e la applaudono stremati su una panchina in una sera di giugno prima della tempesta.

244 mesi in una notte

Era dicembre 1990, lo ricordo bene.
Controvoglia, per l'”ostinazione” benedetta dei miei medici, ero ancora una volta in ospedale, a curare il glaucoma di un occhio capace di distinguere solo luci e ombre. Io che da poco piu’ di un anno avevo dovuto affrontare lo sdoppiamento e avrei voluto curare quello. Ma non era il tempo purtroppo.
Controvoglia ma ero la e ricordo che poche ore dopo l’intervento mi concessero di tenere -basse basse- le cuffie per sentire da un walkman la musica. La musica dei miei amati Pooh che gia’ 2 giorni prima avevo sentito provenire da una TV e mi aveva curato -almeno per un attimo- il cuore.

Stanotte e’ tutto diverso. Sono nella mia stanza, davanti a un 22″ colorato e magnifico. Me li godo a pieno schermo da YouTube in una registrazione fatta da qualche fan della magnifica parte strumentale di “Dove comincia il sole”, con le divine dita di Dodi in primo piano per tutto il tempo.
Auricolari buoni, e questo pezzo di assolo+coro che mi tocca fino al cuore e lo cura -almeno per un attimo.

Siete una costante della mia vita e non smettero’ mai di dirvi grazie, anche se oggi ascolto piu’ musica, anche se alcune cose che fate non mi piacciono. Grazie per esserci e contribuire a curarmi il cuore in certi momenti.

E adesso andiamo avanti che c’e’ un fil di lana da finire di avvolgere per creare parte del mio domani!

The world outside here

Io sono una persona abitudinaria, vuoi per scelta vuoi per necessita’. Vedendo poco prediligo percorsi noti. Ma a volte mi viene voglia di evadere dalla routine, nonche’ di mettermi alla prova, nonche’ di cercare nuovi stimoli.

L’occasione ieri me l’ha data il convegno Internet: diritto costituzionale che si teneva proprio qui a Mestre. Occasione ghiotta, anche perche’ il convegno vedeva protagoniste persone che ammiro molto come l’assessore Bettin e soprattutto Stefano Rodota’, noto ai piu’ per essere stato il garante della privacy e agli informatici meno giovani per la sua partecipazione alla piattaforma telematica Agora’). Occasione per andare in un posto diverso, fra gente diversa, rivedere Davide, e…

Il tram

Sono stato fra i primi a provare il tram di Mestre all’inaugurazione di febbraio 2010 e sono fra gli ultimi a salirci nel servizio regolare. Comodo e veloce. Arrivo alla fermata e il display dice che mancano 7 minuti al passaggio. Arriva preciso e 7 minuti dopo sono alla mia destinazione, abbastanza distante. Viaggio veloce, il tram ha la precedenza su tutti e puo’ far diventare verdi i semafori. Grandi vetrate per guardare fuori e passare il tempo. Sedili enormi ma si sta bene anche in piedi. Due frugoletti seduti poco piu’ in la’ ridono, si divertono a guardare fuori e fare il verso alla voce che annuncia la fermata successiva. E’ strano guardarsi attorno e vedere cosi’ tanta gente. Diversi nuclei di amici che parlano fra loro. E’ bello non doversi spostare verso la porta d’uscita. Dove sali, poi scendi. Il tram rallenta, si illumina un pallino verde e si sente un suono. Una vecchietta davanti a me senza esitazione preme e la porta si apre. Vedo salire senza difficolta’ una signora con una carrozzina, del resto non c’e’ dislivello fra tram e piattaforma. Luminoso, comodo e bello. Per chi ama la vita, l’ambiente e guarda con gioia al futuro.

In compenso l’i.mob resta scomodo e poco accessibile, il piccolo display con caratteri grigi su fondo verde a me e’ invisibile. Ci passo davanti la tessera regalando agli astanti il mio nome e cognome. Bip, lucina gialla. Vado a memoria per indicargli il tipo di biglietto da convalidare. Tasto + e tasto OK. Bip, lucina verde. Andata. Assurdo e scomodo soprattutto quando un negoziante ti informa che per dirti quanti biglietti ti restano deve caricartene. Mh, all’inizio non era cosi’…

Il convegno

Bello. Lunghino e prolisso. Rodota’ e’ un politico ed e’ abituato a parlare. Non ha detto cose che non conoscevo ma a me interessava riscoprire il web spiegato a un pubblico non tecnico. E in questo ho avuto piena soddisfazione dal convegno.

Rodota’ ha saputo trasmettere l’emozione vibrante data dall’innovazione culturale e sociale introdotta dalla Rete. Valori che troppo spesso anche chi vive queste realta’ tende a dimenticare o sottovalutare, magari iscrivendosi a un social network ma restando mentalmente vincolato a separazioni di ruoli che grazie a Internet possono essere superate a vantaggio di una societa’ migliore e piu’ equa. E’ quello che voglio fare e insegnare e in questo senso riscoprire la Rete spiegata al grande pubblico da Rodota’ mi ha dato ulteriori stimoli e nuove prospettive per proseguire nei miei progetti. Attuali, in corso e futuri…

Ritrovarsi

All’ingresso del Centro Santa Maria delle Grazie mi aspetta l’amico Davide. E’ un pezzo che non ci vediamo e penso sia qui tanto per il convegno quanto per stare con me. Un addetto, bravo, cortese e molto gentile lo aiuta a salire le scale con l’apposito montacarichi dimostrando che il centro culturale mantiene le promesse in termini di accessibilita’.

Finito il convegno riusciamo a salutare al volo Rodota’ (apprezzo il suo “ciao”, evidentemente dimostro davvero meno anni di quelli che ho) e ce ne andiamo in piazza. Un po’ di vasche per parlare dopo tanto poi decido che ho voglia di stare ancora con lui e lo accompagno verso casa “per un tratto di strada” che poi si rivelera’ essere tutta fino in fondo. E’ stato bello ritrovarsi, parlare, ricordare persone incontrate ieri e a volte perse, scambiare le esperienze che oggi ognuno di noi fa. Potrebbe essere pure nato qualcosa di speciale per uno dei miei siti ma ne parlero’ a cose fatte.

Davide mi ha donato il piu’ prezioso dei complimenti ieri: “quando ti ho conosciuto non avresti fatto quello che fai ora“. Si riferiva al decidere di accompagnarlo fino a casa in una zona di Mestre che conosco poco, di sera poi. Beh, gli ho detto, per meta’ e’ merito della dottoressa Franch e della fiducia in me che mi ha regalato l’intervento, ma per l’altra meta’… non sarei qui senza il GPS nel mio buon Nokia E52 ;-)

Guidato dal cielo (dai satelliti)

E cosi’ mentre arrivavamo a casa sua ho avviato il fix dei satelliti. Ci ha messo 5 minuti buoni ma l’A-GPS costa e avevo poco credito, quindi meglio attendere un po’. Ho scelto l’opzione “a piedi” e “vai a casa” e mi ha calcolato il percorso. Ci salutiamo e mi avvio.

Il percorso sembra piu’ lungo che all’andata ma e’ anche vero che prima stavo chiacchierando. Imparo a mie spese che la posizione corrente rilevata via GPS e’ abbastanza approssimativa e che, almeno la versione di Nokia Maps che ho io, non ti dice in che strada sei ma verso che strada sei diretto (il che forse e’ giusto).

Momento di panico a un incrocio: la freccia sul display indica una strada ma nei cartelli vedo che sono in un’altra e il mio puntino rosso non e’ nel percorso indicato. Buio, nessun punto di riferimento e qualche timore per i rischi da tanti paventati a Mestre (anche se erano solo le 20.30). Sentirsi persi. Poi razionalizzo. Se non ho certezza di dove sono posso sempre usare la bussola integrata per capire se sto andando nella direzione giusta. Lo faccio. Giro un po’ e alla fine mi ritrovo sul rassicurante percorso indicato in blu. Seguendo pazientemente la via (col cell che ogni tanto vibra e la voce sintetizzata di Silvia mi dice fra quanti metri devo svoltare…) arrivo in una strada che almeno riconosco. E’ sempre buio e non ho punti di riferimento ma almeno ora so dove sono. Continuo a seguire il percorso. Eccomi in una zona che conosco e in cui posso muovermi autonomamente. Fatta!

Per divertimento mi lascio guidare comunque, anche se scelgo una strada piu’ illuminata di quella proposta e lascio il cellulare a ricalcolare il percorso. 1km piu’ in la’ vengo informato, non me ne fossi accorto, che sono a destinazione. Il Nokia oggi s’e’ ripagato il costo in-te-ra-men-te. E io ammiro un mondo nel quale la tecnologia non e’ fine a se stessa ma e’ immersa nella nostra vita e ci aiuta e semplifica nelle cose. E ammiro il coraggio di aver affrontato questa piccola prova.

Gadget tecnologici

E anche il buon Davide s’e’ viziato con un tablet. Occasione per provare pochi minuti una cosa che non mi serve direttamente ne’ mi piace (non considero il touch comodo, ma capisco che per alcuni lo sia) ma che mi affascina come ogni sviluppo tecnologico.

Credo e vado ripetendo che cio’ che mi rende ancora un buon informatico sia l’essere affascinato dalle cose nuove. Posso leggerle, capirle, ma se mi trovo a usarle mi ci diverto con lo stupore di un bambino. E finisce che scopro cose che il proprietario non sapeva, come la rotazione della mappa con due dita :)

Per altro covavo l’idea di comprare un tablet per permettere a mia madre di avvicinarsi al web che la attrae anche se non tramite un PC. Forse per lei un’interfaccia touch screen puo’ essere effettivamente comoda. L’averne usato uno aumenta questa voglia di regalargielo e descrivendogliene l’interfaccia ne resta affascinata. Prima di decidere aspetto un paio di mesi per sapere da una persona competente se il WI-FI puo’ farle male (io posso temerlo o sospettarlo ma alla fine un medico ha piu’ basi per dirlo, anche sapendo in casa gia’ mi arrivano, pur a potenza ridotta, varie reti dei vicini). A meno di non trovarne uno con presa Ethernet, anche se l’idea dei cavi non le piace.
Resta che ho provato una cosa nuova che mi da’ spunti di crescita.

Insomma, una bella giornata che ha schiuso pensieri, obiettivi, voglia di continuare a camminare, crescere e costruire. Rigenerante, anche se e’ bello poi tornare a casa, alla vita e alle cose di tutti i giorni.

W Mestre, il tram, Internet e le piccole sfide a se stessi! ;-)

Il lato bello

L’Italia e’ un bel paese. Io per fortuna ieri sera ero fra gente che nonostante viva in un Veneto dominato da valori sempre meno equi, si impegna per il prossimo in difficolta’.

Mi sono risparmiato i TG della sera, non ho visto che un Ministro della Repubblica ha fatto quel che ha fatto usando i toni che ha usato. Non ho visto la discesa del premier a Lampedusa, dove gia’ che c’era ha comprato un’altra casa (che razza di segnale e’ ai poveri e a chi e’ arrivato in un barcone?!).

Ieri sono stato nel mondo reale, giusto, bello. di chi si impegna e non si considera piu’ importante degli altri per una poltrona, un ruolo, la paternita’ di un’idea.

Ieri sono stato fra gente che guarda il tuo lavoro e lo apprezza, ma soprattutto che apprezza le persone per cio’ che sono prima che per cio’ che sanno fare. Fra gente che fa grandi sogni, spesso molto piu’ grandi di loro. Ed e’ il solo modo per realizzarli: guardare lontano, smettere di accontentarsi, di fare solo cio’ che non ci costa fatica. Faticare, impegnarci, perche’ cosi’ noi possiamo cambiare in meglio la vita degli altri.

E ieri ho seminato. Ho seminato il lavoro che ho fatto in questi mesi (e che apriremo presto al pubblico) e ho accennato alcuni propositi. Propositi che piacciono, propositi per fare qualcosa di piu’ per crescere e far crescere.
E so gia’ che il mio progetto, che lentamente sta prendendo corpo, piace e tocchera’ di sicuro due continenti grazie anche a questi nuovi amici.

E’ questo il lato bello. E’ prendere le proprie forze e usarle per fare qualcosa di buono. Per se’, per le persone a cui teniamo dal profondo del cuore ma non solo, anche per chi non conosciamo. Anche per chi forse non incontreremo mai ma che grazie al nostro impegno trarra’ un giovamento per la propria vita, foss’anche solo un sorriso in piu’.

E ieri ho capito che al di la’ dei siti e delle cose che so fare, dentro me ho molto da dare. Me l’ha fatto capire anzi riscoprire quella sala di gente che mi ascoltava e ascoltava il mio sogno di usare il web per far crescere il loro sogno.

I complimenti sono belli e ne ho ricevuti tanti ed essere li’ e’ stata un’emozione per i motivi esposti nel post precedente. Ma e’ stato ancora piu’ bello sentire che in quella sala stavamo costruendo qualcosa e stava rinascendo qualcosa nel mio animo come l’anno scorso al mio laboratorio al GREST.
Autostima e sogni. Sogni non fini a se’ stessi ma proiettati verso chi ha bisogno. Bisogno di cibo, di un tetto, della corrente elettrica o anche solo di un “di piu'” nella vita nella sua agiata citta’.
Si uniranno i miei e i loro sogni che in comune hanno la voglia di darsi agli altri. Io ho donato loro la mia disponibilita’ prima che la mera competenza, loro mi hanno donato la voglia di tornare a guardare lontano, oltre la realta’ e lo stato delle cose attuale.

Domani sara’ piu’ bello anche se i sogni richiedono sacrifici. Se smettessi di sognare e restassi fermo a cio’ che ho starei come negli ultimi mesi, impegnato a difendere progetti ormai persi. Se piaccio a qualcuno e soprattutto piaccio a me e’ perche’ amo sognare e donarmi agli altri. Come ho scritto ieri, il cuore e’ grande e c’e’ posto per tutti!

Capire tu non puoi, tu chiamala se vuoi… incoerenza

E’ paradossale che chi e’ cosi’ legato ai ruoli mostri un interesse per i servizi di social network che, almeno nelle intenzioni, accorciano le distanze fra le persone.

Conosco persone che nemmeno negli hobby personali sanno rinunciare alla visione di se’ sul ponte di comando. Sul lavoro lo sono: loro dirigono una realta’ sociale, mal tollerano chi deve dirigere loro, e gli altri sono fruitori o collaboratori. A casa, nei loro hobby e passioni, finiscono per fare lo stesso, pensando di avere ruoli di controllo e gestione insindacabile e che chiunque si accosti a loro e magari li aiuti per anni… non possa essere altro che un aiutante.

Poi nella vita di questa gente irrompono i social network. Ne sentono parlare ovunque, ci si iscrivono e scoprono che tanta gente che conoscono li usa. E iniziano a dire che son belli, che se usati con la testa van bene, che se milioni di persone li usano…

Ecco, al di la’ delle considerazioni sui social network in se’ (ne ho scritto piu’ volte) forse queste persone dovrebbero rendersi conto che una delle finalita’ di questi sistemi e’ accorciare le distanze!
In un social network non c’e’ un capo e altri che fruiscono o collaborano. In un social network c’e’ una certa uguaglianza perche’ tutti possono fare tutto. Cosa c’entra questo con una visione del mondo cosi’ limitante che trasporta perfino nella vita privata il gioco dei ruoli? Cosa faranno queste persone quando si accorgeranno che fra i loro contatti nesssuno deve accettare le loro pretese e sono tutti uguali?

E’ proprio vero che questa nostra umanita’, che tutti noi dobbiamo farne di strada…

La crisi dell’uomo d’oggi fra pubblico e privato

Nuova telefonata in diretta a un programma che riferiva dell’inchiesta in cui e’ coinvolto il Presidente del Consiglio. Questa volta non e’ venuta da lui ma dai vertici della TV pubblica. Il link e’ al canale ufficiale RAI sul tubo.

Ammiro Santoro che ha mantenuto il sangue freddo e ha saputo mettere in difficolta’ chi con prepotenza prima dice che la trasmissione “viola” dei regolamenti (minuto 1.12) e poi si contraddice e afferma che li “potrebbe violare”… (minuto 2.29).

Bravo Santoro!
Non mi e’ una persona che mi e’ sempre piaciuta ma oggi si’ e moltissimo.
Anzi devo dire che vorrei aver avuto in certe occasioni il suo autocontrollo quando ho trattato con persone prepotenti e incapaci di ammettere di aver sbagliato ma anzi pronte a imporre le proprie idee e peggio che mai a proporle agli altri come verita’.

Ma e’ l’essenza assurda dell’umanita’. Critichiamo i metodi di chi non ci piace (ad esempio i politici) e nel nostro piccolo talvolta finiamo per agire allo stesso modo.

Quanti di noi vorrebbero poter zittire chi dice cio’ che non ci piace? Quanti di noi, invidiosi o gelosi del successo di qualcosa o di qualcuno, vorrebbero veder cadere in disgrazia il soggetto della loro tensione emotiva?
E’ umano! Sbagliato ma umano. Capita a volte, a me per primo. Non sto facendo prediche ma considerazioni che a tratti negli anni hanno riguardato anche me. Guai a non pensarci e sentirsi sempre nel giusto!

Ecco, in questa riflessione a cavallo fra problemi politici e considerazioni sulla natura umana mi trovo a pensare che in fondo oggi, nel nostro povero paese, la politica sia diventata una lotta di potere al pari dei conflitti fra individui.

Non si opera piu’ per il bene comune ma per “averla vinta”, attaccando e rispondendo colpo su colpo con polemiche sempre piu’ feroci.
Un politico irritato che chiama una trasmissione e proferisce un mucchio di offese, un direttore generale del servizio pubblico che in tre minuti dice una cosa e, incalzato, passa alla forma condizionale. Politici che si insultano vicendevolmente. Giornali e TV usati come clave contro l'”avversario”. Non rimpiango le tribune politiche del secolo scorso ma qui abbiamo banalizzato il confronto politico facendolo somigliare a una lite fra persone comuni!

Quando la prepotenza e l’impuntarsi per averla vinta prevalgono sul dialogo costruttivo tutto e’ destinato ad andare a rotoli e questo vale per le amicizie, le societa’, i siti… e purtroppo anche per il paese.

Nell’ambito privato talvolta dalle ceneri rinascono fenici migliori di cio’ che e’ andato perso, ma qui e’ in gioco il futuro dell’Italia e non basta dormirci su e aspettare un altro mattino rinvigorente.
Forse arrivati a questo punto non basta nemmeno che gli scandali attuali portino il Premier a dare le dimissioni. Forse l’Italia oggi ha bisogno di un totale ricambio degli obiettivi politici. Dalle lotte di posizione all’impegno per il bene comune. Una legislatura costituente, per dirla in termini politici. Tutti insieme senza etichette. Niente destra, sinistra e centro, solo persone volonterose che si rispettano e lavorano per la collettivita’.
Un obiettivo che dovrebbe stare a cuore a tutti ma che gia’ nel privato, come ho detto, spesso passa in secondo piano… povera Italia!

E intanto in Africa c’e’ la miccia della rivoluzione e noi pensiamo a parteggiare per questo o per quello e a imporre le nostre idee giuste o sbagliate che siano… poveri noi!

Un altro inizio

Dunque… che dire?
Cos’e’ successo sin qui?
Piu’ cose di quante me ne capitino di solito!

Venerdi’ pomeriggio sono passato nel mio posto preferito a fare gli auguri e prendere dei file che mi servivano per aggiornare il nostro sito. Gia’ che c’ero ho effettuato alcuni controlli sulle impostazioni di rete e… risolto la mia parte di un lavoro iniziato con un’altra persona. Tentavamo di farlo da mesi senza capire perche’ non andasse. Torno a casa e… magia, funziona!
Bene, adesso si lavora bene.

Poi venerdi’ sera motivi familiari mi hanno impedito di passare una notte di bagordi e festa. Ho quindi scelto di mettermi al servizio degli altri e fare un lungo lavoro per la mia Comunita’ che da tempo era necessario e che portera’ i suoi frutti (anzi li ha gia’ iniziati a portare, mi dicono) nel facilitare il lavoro, ben piu’ utile del mio, di altre persone.

Sapete, io spesso non ci faccio caso perche’ alla fine ti abitui a tutto anche al bene, ma se penso che grazie al mio saltellar fra i tasti qualcuno puo’ fare qualcosa o puo’ anche solo semplificarsi la vita, provo una grande emozione e gratitudine per l’onore che ho di servire in diverse realta’, da siti per ragazzi a organizzazioni solidali, a parrocchie.

C’e’ chi ieri mi ha detto che e’ disgustoso che io mi consideri buono, utile e al servizio del prossimo. Io non mi ci considero, semplicemente cerco di esserlo e spesso cado o sbaglio ma miro a questo modo di vivere!
Non sono molto fedele ai dettami della Chiesa ma credo che l’affermazione “siamo tutti figli e fratelli” indichi il passo all’uomo che dovrebbe vivere ponendosi in apertura, accettazione, ascolto ed al servizio degli altri. Lasciamo la ricerca del potere e le distinzioni fra esseri umani ai potenti del mondo, che infatti creano spesso tanta ingiustizia.

Ieri pero’ non e’ stata solo una giornata di amarezza per certi tristi attacchi personali. Ieri e’ anche successo qualcosa che mi fa capire che al di la’ dei miei dubbi e delle mie cadute, qualcuno lassu’ vuole aiutarmi (non solo me ma tutti quanti, eh!) e basta che io apra il mio cuore per trovare la strada che mi viene indicata.

Ieri di colpo la cosa che avevo fatto funzionare venerdi’ s’e’ bloccata. Sono stato un po’ a pensarci poi ho deciso di andare a sistemarla. Potevo, era nel mio diritto, nelle mie competenze e anche se era festa e in teoria non avrei trovato nessuno ho le chiavi.
Insomma, volevo andare in un’altra delle realta’ dove il mio impegno e’ rispettato e apprezzato, forse piu’ che altrove. Ci sono andato e a sorpresa ho trovato un amico, li’ nonostante il giorno di festa per servire la Comunita’ e affrontare una necessita’ urgente. E’ una persona per me molto preziosa che mi e’ stata vicina in momenti difficili. Ieri l’ho lasciato lavorare e intanto ho cercato di risolvere il problema. Che non si risolveva indipendentemente dai miei tentativi e dalle dritte dell’altro creatore del sistema, con cui ero in contatto via SMS.
E poi tutto ad un tratto cosi’ come si era presentato il problema e’ svanito. Mi ha scritto via SMS che dai monti dov’era ha provato (e l’ha fatto per me) e funzionava tutto.
Mistero? Bug? Coincidenza? Credete alle coincidenze?

Poi ho potuto vivere un momento molto sereno con l’amico li’ presente che aveva appena finito il suo lavoro (la tempistica delle coincidenze…). Gli ho confidato che ero li per rendermi utile, per sentirmi a casa ma soprattutto per scacciare i sentimenti negativi dal mio cuore.
L’ha apprezzato molto, m’ha esortato a continuare cosi’, a non lasciare che il male si metta sulla mia strada. E ha ribadito il suo apprezzamento per quanto faccio, come lo faccio e per il mio modo di pormi. Del resto proprio lui ha assistito ai miei laboratori di giugno ed e’ stato insegnante e direttore quindi il suo giudizio mi lusinga.

Io sono uscito purificato, emozionato, rasserenato da questa esperienza.
Vedete, io non sono perfetto, non mi ritengo perfetto. Non do’ soddisfazioni al mio amico parroco per quanto concerne la frequentazione delle Messe, cado e mi lascio prendere troppe volte da sentimenti negativi. Ma aspiro, auspico e cerco di agire per il bene insieme agli altri. Credo sia l’unico modo di vivere giusto, almeno per me.

E credo che questi segni, questo inizio di anno particolare, in parte angoscioso, in parte amaro ma in parte splendido siano la rotta, qualcuno mi sta indicando che strada prendere, come vivere i prossimi giorni, mesi.
Poi magari ricadro’ e saro’ punto e a capo ma oggi voglio seguire quella strada.

Un amico il 31 dicembre 2009 mi invio’ questo SMS:
“Questo anno nuovo e’ come un libro con 365 pagine vuote… fai di ogni giorno il tuo capolavoro… usa tutti i colori della vita e mentre scrivi sorridi!”

L’ho fatto mio nel 2010 e cerchero’ di farlo mio ancor di piu’ quest’anno in cui, era gia’ deciso, tante cose cambieranno spero in meglio per tutti e per questo daro’ il mio contributo.

Buon anno a chi ha ancora voglia di leggermi e a chi e’ capitato qui per caso. A chi condivide e a chi pensa che siano tutte sciocchezze. A chi mi apprezza un po’, a chi non lo ha mai fatto e a chi magari domani mi insegnera’ a essere una persona migliore umanamente o per competenze.

Buon anno a due care grandi amiche che per un’altra… coincidenza si sono incontrate e ora vivranno meglio e credo aiuteranno anche me in questo nuovo cammino che mi aspetta.

E’ tempo di volare
qui niente cambia mai…