Aborto: una questione mal posta?

La scorsa primavera ho avuto uno scambio di vedute con una rappresentante del Movimento per la vita su Lettera Aperta, il foglio della mia parrocchia. Lei si lamentava dei giovani che usciti dalla Messa non correvano a firmare contro l’aborto. Io ho ritenuto di dire la mia sull’importanza di una corretta educazione sentimentale e sessuale, sul certamente prezioso aiuto da dare alle donne nel momento di una simile scelta ma anche sull’insindacabile diritto delle stesse a decidere se portare avanti una gravidanza o meno.
Di questo dialogo ha parlato anche don Armando a modo suo ;)
Ci sarebbe potuto essere un seguito in un confronto diretto e sereno col presidente del MpV di Venezia ma si arrivo’ all’estate che io vissi fisicamente molto male.

Da allora io ho in cuore un pensiero e lo propongo ora con l’avvicinarsi della “Giornata per la vita”.
Il mio pensiero, che nasce dal commento di don Armando sugli opposti integrismi e i dialoghi non costruttivi, e’ che forse tutta la questione e’ posta in modo sbagliato.

Non ci sono “pro vita” e “pro morte”, ci sono “pro vita” e “pro scelta”, ma non c’e’ nessuna ragione per cui la “scelta” debba avere come conseguenza la fine del nascituro. Oggi si’, ma domani?

Buttiamo via slogan e definizioni su cos’e’ la vita e cosa no e mettiamoci a studiare un modo per prendere l’embrione o il feto dalla donna che non vuole portare avanti una gravidanza e trasferirlo nell’utero di una delle tantissime donne che vogliono disperatamente avere un figlio e per mille motivi non possono!

Possiamo fare trapianti e sappiamo operare un bimbo ancora nella pancia della mamma, davvero non siamo in grado nell’immediato o di qui ai prossimi anni di trasferire un embrione o un feto?

Bello sara’ il giorno in cui il diritto di scelta sara’ riconosciuto naturale e altrettanto lo sara’ il diritto di “trasporto”. Non aborto, trasporto.
Certo, c’e’ chi dovra’ digerire qualcosa che va oltre la “fecondazione eterologa” ma questa soluzione non e’ forse il male minore per quanti ritengono l’aborto un assassinio?

Chiedo agli anti-abortisti: se la scienza ci portasse a questo traguardo, sareste a favore o contrari come lo siete per l’aborto?
E se siete a favore, non lasciate morire questa idea in un blog ma fatela vostra e parlatene. La mera contrapposizione e’ inutile e di fronte a possibili alternative e’ anche assurda!

Io (che andavo per le strade di quartiere)

Io che se mi riversi mille insulti cerco ancora il dialogo e ti perdono anche se mi costa.

Io che quando ci ricadi dico basta e rispondo sforzandomi di non usare arco e frecce velenose.

Io che imparo che un blocco vale piu’ di mille flame.

Io che dieci minuti dopo mi trovo a dimenticare tutto, ritrovare la voce serena e chiamare una persona che ha bisogno di una parola di conforto.

Io che mi sento piu’ vecchio e che oggi apprezzo anche i primi riflessi grigi fra i capelli.

Io che mi piaccio. E omaggio Califano con il titolo ;)

PS: alla fine l’oro nella sfida di NFS Rivals l’ho preso. E anche la serenita’ l’ho ritrovata. Perche’ a volte dire “no” a cio’ che non ci fa bene la fa trovare.

Guidare sul bagnato

Appunto queste riflessioni mentre tento per l’ennesima volta di prendere l’oro in una “risposta rapida” su Need For Speed Rivals.

Piove (nel gioco) e il terreno e’ sdrucciolevole, anzi diciamo che si scivola che e’ una bellezza. Proprio come nella vita in fondo.
Si scivola quando invece di chiamare un amico e parlarsi a voce si usa la rete che, come dice don Gianni, va bene quando i rapporti sono ok, altrimenti peggiora solo le cose.

Si scivola quando si pensa che una persona in quasi 15 anni sia cambiata da cosi’ a coli’, ci si confida, ci si sfoga magari giocosamente, ci si apre in un certo modo e… apriti cielo. Passa un giorno, ne passano due e quella persona di colpo usa tutta l’energia che ha per attaccare, offendere e peggio che mai seminare zizzania fra gente che mai si direbbe certe cose. Oh, per evitare problemi: parlo di persone che non leggono questo blog, nessuno dei lettori abituali si senta tirato in ballo ;)

Ho sbagliato io, di recente, varie volte, ad abbeverarmi in posti dove circolava troppa negativita’ che mi e’ entrata in circolo. Ora ho bisogno di ritrovare chi sono oggi, chi ho scelto di essere oggi. Un aiuto involontario me l’ha un piccolo fatto successo oggi in un negozio al quale ha reagito il Gabriele che sono oggi. Il resto me lo dara’ la funzione “blocca”. Non ero solito usarla ma ha un doppio pregio: tiene lontano da me le occasioni di negativita’ e tiene me lontano dalle suddette visto che se no continuo a pensarci.
Chi mi conosce ritrovi il Gabriele di questi anni. Chi si concede il lusso dell’insulto esca dalla mia vita. Ho faticato a trovare un po’ di serenita’ e un equilibrio precario e non voglio perderlo per chi, magari partendo da un frainteso, arriva a certi punti.

E’ ora che io usi un po’ piu’ di autodisciplina, anche nella scelta delle persone con cui stare e con cui dividere sogni e progetti. Perche’ ho tanti difetti ma nessuno puo’ permettersi di trattarmi in un certo modo.

Si puo’ anche guidare sul bagnato, ma bisogna stare molto attenti.
Ho pensato troppo e non ho preso l’oro. Adesso vado a un “posto di comando” e chiudo: per oggi ho giocato mezzora e mi basta. Le cose van fatte con moderazione :)

Emozioni in colore e suoni!

Io mi nutro di colori, di suoni, da sempre!
I colori mi danno emozioni, i suoni mi regalano colori e, alcuni, anche sapori.
E’ la sinestesia. E’ il mio cervello ove tutto e’ collegato.

Devo solo far cadere i freni, dare un senso a tutto questo e inventare qualcosa che non c’era. Gli strumenti li ho, le capacita’ anche e tutto sommato credo anche la creativita’.

Senza accorgermene il primo passo l’ho fatto oggi quando prima ho “divorato” i colori e i riflessi della citta’ nella pioggia e poi ho “scoperto” che avere una cartella con 267 sfondi e farli apparire in ordine casuale mi regala emozioni profondissime anche nell’uso quotidiano del PC…

Propositi 2014

Propositi per l’anno nuovo: fare ordine.
Fare ordine nei sentimenti, negli impegni, nelle carte nella scatola dei documenti, nelle persone che rivorrei e in quelle che vorrei nella mia vita. Fare ordine in cio’ che devo e che voglio fare, nelle cose da imparare. Nell’angoscia che deve lasciare spazio alla speranza. Avere cura di chi e’ nella mia vita e vivere pensando e ricordando che il mondo finira’, ma non domani e ci portera’ fortuna non perderci di vista mai, domani…

Epico Dottore! Grazie Matt

We all change… when you think about it.
We’re all different people all through our lives.
And that’s OK, that’s good, you’ve got to keep moving, so long as you remember all the people that you used to be.

…la musica di Rings of Akhaten…

…la rigenerazione che… spoler…

…la spiegazione in pratica delle vicende delle ultime tre stagioni…

…Clara…

…il Dottore…

…Il mainframe papale…

…tutte le citazioni…

…River… Amy…

Epico. Veramente epico.
E la frase che cito ben si adatta a tante cose a ben pensarci….
E adesso a letto ascoltando God of Akhaten che mi ricorda questa puntata…

Ah, su Twitter l’hashtag #doctorwho vi dara’ tante altre info :)

Un altro pianeta!

Ho fatto bene a battezzare “Tardis” il mio nuovo PC: dentro deve essere molto piu’ grande che fuori, come la nave del Dottore nella serie Doctor Who. Addirittura credo che contenga un ghiacciaio perche’ se lo tocco non e’ a temperatura ambiente ma e’ freddo!
E’ anche silenziosissimo, tanto che si sentono il lettore DVD o il disco meccanico lavorare. ;)

Le temperature che nell’I7 920 a 2.6ghz sono quasi da sempre state sui 46-48 gradi in idle, ben superiori nell’uso medio e spaventose sotto sforzo, qui su un i7 4770K a 3.9ghz (modalita’ turbo) sono di circa 31-33 gradi in idle e 48-51 sotto carico. Merito delle ventole, certo, ma soprattutto di un assemblaggio perfetto, con tutti i cavi al loro posto, gli spazi fra un disco e l’altro, ecc!

I tecnici di Pianeta Computer hanno fatto un lavoro superbo! E’ il PC che mi e’ stato assemblato meglio da quando li compro cosi’. E non si sono limitati all’hardware: hanno installato Windows, i driver per l’hardware presente, aggiornato tutto, messo un po’ di programmi di uso comune (Acrobat, Skype, Chrome, ecc), la loro versione di TeamViewer per l’eventuale assistenza, una bellissima raccolta di sfondi e addirittura una immagine del sistema cosi’ creato pronta per un eventuale ripristino da parte loro o dell’utente un po’ pratico (infatti l’ho copiata nel mio disco dei backup).

Il PC e’ una belva! Vedere partire Windows in dieci secondi e’ uno spettacolo, aprire in pochi istanti Photoshop o InDesign e’ incredibile (e l’accelerazione hw della GPU fa il resto nell’uso di Photoshop), fare backup di decine di giga in pochi minuti e’… wow! Adesso vediamo di sfruttare bene questa meraviglia!

Ho scritto questo post principalmente per dire che Pianeta Computer e’ diventato il mio punto di riferimento informatico a Mestre. Grazie a don Stefano per avermelo fatto conoscere e a loro semplicemente… BRAVI!!!

PS: ed e’ stata una grande soddisfazione ricevere i complimenti per il Gomitolo… grazie! :)

Arriva il Tardis!

Dalla settimana prossima in casa mia entrera’ il Tardis.
No, non ho comprato una cabina blu della polizia ne’ il Dottore verra’ a farmi visita (se non la capite cercate in Rete Doctor Who).

Tardis sara’ il nome con cui battezzero’ il mio prossimo computer.
Il primo PC che ho comprato, nel 1999, l’ho chiamato DS9, come la stazione spaziale di Star Trek. Nel 2004 sono passato a un Pentium4 che ho chiamato Stargate-SG1 in onore della serie e perche’ mi spalancava nuove possibilita’.
Nel 2009 sono passato a un i7 920 che ho chiamato Destiny, pensando alla misteriosa e potentissima nave di Stargate Universe.
Dopo cinque anni, tempo nel quale spremo abbondantemente una macchina usandola molte ore al giorno, il prossimo sara’ il Tardis, non solo perche’ da poco ho scoperto e amato Doctor Who ma perche’ sara’ piccolo fuori e… piu’ grande dentro, con un hardware che conto mi accompagni per altri 5 anni o magari di piu’ visto che e’ meglio bilanciato che in passato.

Ecco dunque le specifiche:

– L’alimentatore e’ un COOLER MASTER Serie G700 80Plus da 700W Silent, potente per cio’ che dovra’ alimentare ma silenzioso.

– Per il case avevo pensato al cosmos 2 ma era TROPPO grande… quindi Antec p280 che e’ piu’ che sufficiente e ha abbondanti prese anteriori (due usb2 e due usb3), oltre che un buon numero di baie, filtri facilmente pulibili e abbastanza ventole da 120mm. In piu’ questo case semplifica il montaggio di dissipatori per la CPU.

– Il raffreddamento e’ stato il punto debole del vecchio PC: la CPU con il dissipatore di serie e un’aerazione non perfetta scaldava troppo e quindi ho dovuto usarlo con potenza ridotta e negli ultimi tempi ho dovuto rinunciare a fare alcune delle cose per cui l’avevo scelto perche’ le temperature arrivavano a valori inquietanti (e questa estate ho avuto diversi problemi hw…). Dunque fin da subito un bel Noctua NH-L12 montato sul processore!

– E il processore quale sara’ mai? Niente, un i7 4770k quad core da 3.5ghz (che puo’ arrivare a 3.9).

– Comparto memoria: 16gb in due banchi da 8gb (vedo che si torna al dual channel dopo la fase triple channel).

– Comparto hard disk: qui si fa il salto, con un SSD da 250gb Samsung Evo 840 accompagnato da un disco di lavoro da 1tb Western Digital.

– Come scheda video ho scelto di passare da AMD/ATI a nVidia con una GeForce GTX 760 2gb ddr5. In questi anni ho imparato a mie spese che Adobe e le applicazioni OpenCL supportano meglio nVidia di AMD.

– Tutto questo si appoggia su una scheda madre e qui ho fatto il vero salto, spero buono. Da quando uso i PC ho schede madri Asus ma in questo periodo ho guardato bene molte recensioni e mi sono reso conto che la maggior parte delle cose della ASUS z87 NON mi servivano come non mi servono molte cose nella MB che ho ora (e le ho disattivate per velocizzare il boot). Quindi, visto che in molti siti parlano bene della Gigabyte GA-Z87-HD3 e che temo di avere un bel “brand bias” verso ASUS, ho scelto quella, accertandomi della qualita’ nel lungo termine. In piu’ mi piacciono il dualbios, che mi da piu’ sicurezza per gli aggiornamenti, e alcune caratteristiche hardware.

– Infine come sistema operativo ho scelto di restare con Win7 64bit Professional perche’ alcune cose che mi servono non sono garantite sull’8.

Me lo assemblano e testano da mercoledi’ e sara’ pronto sabato prossimo (o mal che vada lunedi’ 23) cosi’ ho una settimana per prepararmi al trasloco e configurero’ il mio nuovo ambiente di lavoro in giorni abbastanza tranquilli. Bene cosi’.

Come ho detto, cambio computer raramente quindi cerco di scegliere qualcosa che duri a lungo. Questa volta credo d’aver scelto meglio di cinque anni fa :)

Gente

Che senso ha impegnarsi, essere leali, pensare agli altri, donarsi agli altri nel rispetto quando il mondo e’ pieno di gente che mette se stessa davanti agli altri, davanti ai sentimenti degli altri?

Ha un senso ed e’ giusto ma certe cose fan male. Esserne testimoni oppure esserne vittime o anche solo leggerle fa oscillare, anche se poi si ritrova il senso di cio’ che e’ giusto, almeno chi lo ha, lo cerca o spera di averlo o vorrebbe averlo.

[…]

La serata ha portato un altro inatteso evento.

Io pero’ vado a letto ascoltando-mi “La cura” di Franco Battiato.

Io e la Creative Cloud

Io non amo i programmi Adobe.
I loro installer sono lenti, chi ha una licenza lecita spesso pena piu’ di chi sblocca il programma illecitamente, ci sono bug assurdi per programmi definiti professionali. Fino all’anno scorso, poi, i loro programmi costavano un sacco e dopo averli acquistati si riceveva al limite qualche bug fix ma quasi nessuna nuova funzionalita’ salvo comprare, due anni dopo, un nuovo pacchetto.

Io pero’ uso i programmi Adobe. E pure legalmente, sebbene con contratto di favore per l’ambito in cui l’ho fatto finora.
Uso dal 2007 Photoshop, Premiere, InDesign e mi riprometto sempre di imparare After Effects e Illustrator. Fermo restando quanto detto su, ritengo questi programmi molto validi o per lo meno non ho trovato alternative gratuite di pari livello. Se ce ne sono, fatemele conoscere.

Io ho criticato fermamente Adobe per il passaggio al modello software-as-a-service che di fatto ti noleggia il software invece di vendertelo. Sono convinto non sia una buona scelta e che se non altro dovrebbero consentire alle persone di continuare a usare i prodotti quando interrompono il noleggio. Non nascondiamoci dietro a un dito: farlo e’ possibile, ma non e’ legale ne’ esente da rischi, quindi magari ci sara’ chi lo fa ma dovrebbe essere un diritto garantito dall’azienda.

Io pero’, pur avendo fermamente criticato questa politica, sabato ho aderito a un’offerta speciale di Creative Cloud.
Perche’ mai, dira’ il lettore?
Beh, e’ una scelta molto ragionata frutto del fatto che negli anni e da molte esperienze ho capito che coerenza non vuol dire non cambiare mai idea e che le situazioni vanno valutate oggettivamente.

Intanto, a cosa ho aderito? Ad avere, a 12 euro/mese, Photoshop CC, Lightroom, 20gb di spazio cloud e la possibilita’ di pubblicare le mie creazioni su Behance (da solo vale 100$/anno), casomai volessi farle conoscere.

Come mai ho fatto questa scelta?
Prima di tutto perche’ a settembre 2014 mi scade la promozione dei 50gb gratuiti su Dropbox ricevuti acquistando l’S3 due anni fa. Non metto nella cloud documenti privati ma la trovo utile per fare backup di cose su cui sto lavorando (se muore l’HD accendo il portatile o il cell e recupero tutto…) e se necessario condividerle con altri.
Se comprassi spazio extra su dropbox lo pagherei 9.99$/mese, quasi come questa offerta Adobe, che pero’ mi offre un software che ormai uso per tantissime cose, dalla fotografia all’elaborazione un po’ fantasiosa di immagini, alla grafica per siti. Poi c’e’ Lightroom ma su quello mi soffermero’ in un altro post, che io e lui dobbiamo ancora conoscerci.

OK, e’ un noleggio. Ma mi sta bene alla fine, perche’ non e’ troppo diverso dal pagare ogni due anni un upgrade plan. Certo, ottengo meno programmi e non mi restano se lo interrompo (ma ho sempre le versioni vecchie, se la CS6 si puo’ definire vecchia), e su questo insisto nella critica, pero’ finche’ lo tengo potro’ avvantaggiarmi delle migliorie che stanno implementando, a partire da Generator che semplifica molto la creazione di template grafici. In piu’ questo e’ mio, non sono vincolato legalmente e moralmente all’uso in un certo contesto.

Insomma, il noleggio del software non mi piace ma e’ un’opportunita’ che ho colto al volo. E magari e’ l’occasione per trovare il coraggio di far conoscere le mie creazioni ed elaborazioni, anche se quando guardo le cose presenti su Behance mi sento piccolo piccolo…

E non so, forse e’ la mia voglia di creare che si fa piu’ pressante e mi ha spinto in questa direzione. Magari fra un anno cambiero’ idea ma al momento sono felice della scelta e del regalo di Natale anticipato che mi sono fatto.

“Non mi piace ma devo usarlo”

Sento con una crescente frequenza insoddisfazione da amici e conoscenti che usano Facebook e che iniziano a rendersi conto che esporre la propria vita al resto del mondo non e’ proprio una buona idea.
A portarli su Facebook varie cose. L’illusione di recuperare rapporti con persone che non si sentono da anni e che hanno vite e interessi diversissimi. Mancando basi comuni il rapporto recuperato spesso termina in fretta.
Un’altra illusione e’ il rapporto col VIP di turno. Questa e’ ammaliante ma non dura molto.
Il problema non son le illusioni ma i vincoli da cui chi sta su FB finisce per farsi condizionare: “è diventato il metodo di comunicazione per troppo persone che conosco”. Che siano colleghi, amici, compagni di scuola. E scatta il classismo: se sei dentro ricevi le notizie utili alla tua rete sociale. Se sei fuori sei l’alieno e ti senti oppure vieni isolato, anche perche’ molti di quelli che usano FB per comunicare non hanno la minima idea ne’ dei pericoli ne’ delle alternative.

Dicevo comunque che cresce il numero delle persone che iniziano a rendersi conto delle ramificazioni dell’inserire tanti dati online, di quanto la propria sicurezza dipenda dalla sicurezza del piu’ imprudente fra gli amici e ancor piu’ di quante informazioni si ottengano incrociando i dati inseriti da un gruppo di amici o peggio da gruppi di amici e parenti!

Solo che chi vorrebbe uscirne o almeno diminuire la propria presenza ha il problema suddetto: non riescono a farlo, sono vincolati e di solito cio’ porta a improbabili tentativi di autoprotezione (cambiare nome, dire meno cose di se’…). Aiuta, ma non tantissimo perche’ conta anche cio’ che gli altri dicono o “taggano”.
Inoltre se le persone non si cancellano (mandando a FB il messaggio che cosi’ non va), alla fine gli utenti potran solo aumentare e con essi lo strapotere di FB che sara’ libero di ridurre sempre piu’ la privacy perche’ tanto le persone si sentiranno obbligate a stare li.

E a chi sta per bollare questo come un post retrogrado o allarmista, beh, raccomando la lettura di questo articolo che racconta cosa si puo’ ricavare dai dati messi nei social network… sicuri che sia una buona idea?

“Andare via non ti serve a niente…”

“Andare via non ti serve a niente…”
Cosi’ cantano i Pooh in una canzone di una trentina d’anni fa sulla fuga dai dispiaceri.
E io voglio dirlo a chiare lettere: andare via non serve a niente, ma puo’ fare male. Puo’ fare male a chi resta, a chi conta su di noi, alle persone per cui siamo importanti.
Si cade, cadiamo tutti, e’ perfettamente umano essere tristi o stanchi, depressi o disperati. Ma andare via non serve a niente e anzi e’ un atto profondamente egoista. Si puo’ andare via solo se chi ci vuole bene lo capisce e ci appoggia (e qui parlo del suicidio assistito dei malati incurabili) altrimenti no.
Lo scrivo per me, a futura mia memoria: andare via non ti serve a niente.
Il resto viene da se’.

10

Non sono solo dieci anni che ho un blog. Sono anche dieci anni da quel 17 ottobre 2003 che ha segnato cosi’ tante vite.

Oggi non sento nel cuore molti discorsi, anche perche’ ti ho ricordata altrove e meglio, facendo vivere il ricordo di te in chi nemmeno ti aveva conosciuta. Oggi voglio solo riflettere su una cosa: se perdiamo una persona cui volevamo bene ci resta un buco nel cuore. Allora non buttiamo il tempo e non consideriamo numeri, magari inevitabili, i morti elencati quotidianamente dai TG. Sono vite spezzate e lasciano dolori. Preghiamo per chi va e per chi resta o doniamo loro un pensiero di speranza. E lo stesso cerchiamo di fare per chi e’ ancora con noi ma spesso non apprezziamo abbastanza. Lo dico prima di tutto a me stesso…

Anche se
va un attimo via la luna
ogni addio può essere liberta’
la realta’
moltiplica luci e ombre
ci dara’ da vivere senza noi
e si puo’
dividersi e non sparire
se e’ cosi’
riabbracciami quando vuoi…
(Domani, Pooh 2004)

Ciao, Chiara…

Manca l’acqua

Siamo vicini a un anniversario ed e’ da poco successa un’altra cosa triste, quindi una persona di buon senso dovrebbe aprire il cuore. Eppure c’e’ qualcosa che… c’e’ una persona a cui ero e sono legato moltissimo ma a cui non riesco piu’ a dire niente da tempo ormai. E’ come se una fonte si fosse rinsecchita e non ci fosse piu’ acqua. Ci manchiamo a vicenda ma se ci parliamo non sappiamo cosa dirci o almeno io non so cosa dirle. Troppi dispiaceri nell’ultimo anno? Troppe ferite? Orgoglio?

Lo so e’ stupido, 10 anni fa, a poche ore dall’ascesa di Chiara verso il paradiso scrivevo che se vuoi bene a qualcuno non devi aspettare a dirglielo… perche’ poi puo’ essere troppo tardi. E gliene voglio, ma non riesco piu’ a rapportarmici. Forse e’ un limite mio o forse e’ colpa del suo modo di essere di oggi, cosi’ diverso, indecifrabile, lontano. Non dal mio perche’ cerco di raggiungere tutti, orgogliosamente lontano da com’era. O forse no, non lo so.

E davvero non so come fare perche’ e’ un’amicizia che non vorrei perdere.
Cosi’ ne scrivo qui, tenendo il tutto abbastanza anonimo, per cercare di verbalizzare e razionalizzare e capire o almeno provare a capire.

Gli immigrati

Parlando del padre di una persona che conosciamo, che e’ arrivato in Italia su un barcone come tentano in molti, la mia amica Lorenza mi ha scritto via SMS un pensiero che le ho chiesto di poter condividere nel mio blog.

E meno male che è arrivato in Italia, gli immigrati sono il futuro, sono un’opportunità, sono volenterosi di migliorare la loro condizione come lo erano i nostri nonni, i loro figli sono curiosi, attenti e giocano per strada o in cortile tutto il pomeriggio. Stanno invadendo i licei e le università superando gli italiani nei voti, perché studiano e tanto. A tanti bigotti con la puzza sotto il naso dà fastidio, si adatteranno? Non lo so, ho sentito commenti atroci sui morti di Lampedusa. Se un uomo non sa più provar dolore per la morte di un suo simile è ancora un uomo?

Fail?

Mi piace pensare a Angry Birds come a una metafora.
I maialini verdi senza braccia ne’ zampe costruiscono complicatissime architetture che uccellini senza ali ne’ zampette distruggono facendocisi catapultare contro da enormi fionde. E ogni volta i maialini verdi ritentano costruendo architetture sempre piu’ complesse, senza arrendersi mai.

Vorrei che tu, che nel nostro immaginario giocoso condividi tal colore, riuscissi ora a fare altrettanto. Non lo pretendo, lo vorrei. Se davvero, ma come San Tommaso ci credo quando lo vedo e’ il mio carattere, se davvero e’ andata male, vorrei che trovassi la forza di ritentare. Pare e molti testi lo dicono che sia scontato che i piu’ falliscano il primo test. C’e’ un intero forum in cui futuri medici discutono su come gestire un anno “fuori”. Certo guardando il mondo coi tuoi occhi di un po’ di anni fa credo d’aver capito come non mai cosa devi provare oggi quindi ti risparmio i miei soliti discorsi. Dico solo questo. Vorrei che non ti arrendessi, perche’ la cosa piu’ importante che puoi imparare e’ a rialzarti dalle sconfitte e scacciare l’idea che o va bene al primo colpo oppure e’ la fine. Analizza i tuoi punti deboli e impara a superarli, come hai gia’ fatto tante volte finora. Sai che non sarai da sola…

Caro diario 2, giorni straordinari

“Buonasera don Armando sono Gabriele Favrin, posso rubarle due minuti?”
“Anche una vita intera!”
“Devo farle una proposta…”
[…]
“Per me va benissimo!”

Si’, l’ho fatto.
Si’ gliel’ho chiesto.
Si’, ho proposto a don Armando una cosa folle. E gli ho anche detto che dobbiamo farla subito. E mi ha detto SI’!

Per scaramanzia svelero’ di cosa si tratta quando sara’ fatta, o sabato o lunedi’. Qui voglio appuntarmi solo che… credo che ho fatto buona musica, citando il Facchinetti, se un sacerdote ottantacinquenne mi da’ il via libera per una cosa che non ha mai visto fidandosi delle mie parole.

Felice, davvero felice e un po’ scosso dal coraggio che ho trovato e non credevo di avere e dal SI’ ricevuto!

E come ieri (5/9) e’ stato un giorno straordinario per me, altrettanto spero che sia oggi (6/9) per una persona splendida di cui sono infinitamente orgoglioso e che affronta un prezioso test di ingresso a Bologna. E pure il 9/9 dev’essere straordinario per lei!

Caro diario…

Caro diario,
io so di non essere una persona perfetta e anzi di avere tanti difetti e so anche di avere la paura di non essere all’altezza. E quindi dovrei capire che chi vede gente brava in qualcosa che fa anche lui o lei alza le barricate per paura di diventare ininfluente, di non essere piu’ considerata. Io le alzo trincerandomi dietro alla tecnica, magari al rispetto degli standard e altre formalita’. Son parole, come limiti e protocolli. Ma alzarle pugnalando? Alzarle prendendo una frase che sai che puo’ far male e gettandola addosso a qualcuno a cui vuoi bene? Eppure quella persona, io, e’ ancora qui a specchiarsi in un’altra persona e cercare di capire.

Il fatto e’ che quest’anno e’ stato durissimo. Ho dovuto rimettere in discussione il mio ruolo in tante situazioni. Certi cambiamenti mi son caduti addosso e ho cercato di farvi fronte come potevo, altri li ho voluti io. Anche dei passi indietro ho voluto, perche’ fanno crescere e per il bene del risultato finale. E adesso che credevo d’aver trovato un equilibrio e un senso, mi rispecchio in chi muore dalla paura, tanto immotivata quanto irrazionale, di perdere quel che e’ di fronte ad altri e invece di cercare il dialogo alza barricate e punta spade. Lo capisco, ma caro diario, come far capire a chi e’ vittima di paure, che non e’ cosa sappiamo fare che conta ma chi siamo ed e’ quello che fara’ sempre la differenza?
Io ci ho messo anni a capirlo ed e’ avvenuto grazie a don Danilo, un po’ anche a don Gianni, e grazie a chi oggi vuol sbattere la porta e trovandoci me davanti mi punta la spada e colpisce.

Qualche giorno fa qualcuno lassu’ mi ha ricordato che non e’ con la violenza verbale o emotiva che si vive bene. Forse l’ha fatto perche’ io lo facessi capire a chi oggi, tremante, preferisce la fuga adirata al dialogo. Ma sono stato ferito e devo riprendermi, sono umano anch’io.
In ogni caso non bisogna mai pensare che gli altri ci faranno sparire. In un coro o un’orchestra ognuno ha una parte importante, non solo il solista o il piano. Certo bisogna coordinarsi, ma questa e’ una cosa che si deve imparare, non e’ innata. E si impara solo con il dialogo…

Misteri poohici: la strana versione di “C’e’ bisogno di un piccolo aiuto” cantata a Lourdes

Nel 1996 i Pooh cantarono la stupenda “C’e’ bisogno di un piccolo aiuto”, un vero e proprio “Padre nostro”, un’invocazione a Dio per domandargli il perche’ delle tante ingiustizie del nostro mondo.

La canzone e’ suddivisa in strofe, ognuna cantata da uno dei Pooh. L’ultima e’ di Roby Facchinetti e sul CD e nei live dell’epoca faceva:

Se sapevi gia’ tutto nei secoli
tutto questo non ha un perche’
ma se invece c’e’ qualche ragione
facci male ma dicci qual e’…

Ebbene, in quegli anni i Pooh fecero un concerto a Lourdes organizzato dall’Unitalsi e cantarono proprio questo brano, poi riproposto nel DVD Pooh Legend del 2012. In questa versione, apparentemente live, Facchinetti cambia le ultime parole:

…ma se invece c’e’ qualche ragione
dimmi allora Roma dov’e’?

Si tratta di un errore? Roby ne fa spesso dal vivo ma in questa esibizione sembra convinto delle parole che canta. E’ forse la prima stesura poi abbandonata? E’ una modifica richiesta dal luogo? Ma se e’ cosi’, “dimmi allora Roma dov’e'” che significato ha?

Voi, oh miei occasionali lettori, cosa ne pensate?