Notte di San Lorenzo

Negli ultimi dieci o piu’ anni, illudendomi che il mio occhio potesse veder le stelle cadenti, avevo desiderato la salute e la felicita’ per mia madre e per le persone a me care. In effetti per un bel po’ sono stato accontentato, ma nulla puo’ essere eterno.
Oggi mi sono chiesto cosa desiderare.
Ma certo! Sempre salute e felicita’ per le persone a me care, che sono tante e in questi mesi, prima e dopo il 19 maggio, mi hanno sostenuto e aiutato in mille modi. E qui voglio ringraziarle tutte, senza nomi e senza elenchi.

Questa forse e’ stata la settimana piu’ importante e decisiva da mesi!
Tutto l’impegno insieme a fidati amici di qui: documenti da riordinare, moduli da stampare, compilare, spedire… tutto o molto di cio’ si e’ coronato in due eventi che cambiano tutto, adesso e domani.
Poi il terzo evento, il dono del discernimento. Venire a scoprire chi ti e’ amico e chi no, e lasciare chi non lo e’ a se’ stesso prima che possa distruggere i semi del domani.
E il quarto: la lettera che un’amica del tempo lontano scrive dimostrando che qualcosa di buono hai fatto. E il quinto: gesti di solidarieta’ e amicizia che non t’aspetti e la vicinanza di persone dolcissime…
E il sesto di poche ore fa che arriva da lontanissimo e scalda il cuore: “…le hanno regalato una gondola in miniatura…invece di dire grazie ha detto.. le barche del paese di zio gabry!!!”

E poi succede che dolore scaccia pensieri fissi, perche’ il dispiacere (…presto smaltito) per il terzo evento mi ha permesso, come direbbe (e da lassu’ mi ha detto) mia madre “di smettere di pensare sempre alle stesse cose!”, cioe’ alla sua morte. Eh si’, ho sofferto per altro. Era ora no? E adesso, per la prima volta in 4 mesi, non soffro. guardo avanti, ascolto musica (ai vicini dispiacera’!) e sto tornando a cercare cio’ che mi fa star bene: persone, luoghi, incontri, colori… certo, cadro’ ancora, ma il sapere cio’ che si ha davvero, on questa terra e dal vicino cielo, beh… fa volare le ali del cuore!

Prima di concludere il post sono andato a guardare la luna gigante in cielo. Quella, a differenza delle stelle cadenti, la vedo. Ho ringraziato per cio’ che ho, chiesto salute e felicita’ per chi ne ha bisogno… e che un angelo carezzi e dia forza a un bimbo o una bimba che soffre, ad esempio in un paese in guerra o nelle nostre citta’ anonime…
Non e’ la cosa piu’ importante da desiderare?

Dovunque io vivro’, io ti avro’ con me…

Vivro’ con la faccia che tu amavi
coi miei giochi sempre nuovi, col difetto di sognare…

Cosi’ inizia “Vivro'” di Roby Facchinetti e cosi’ io vivro’, nel nome di cio’ che sei stata, di come mi hai insegnato a vivere e ad essere.

Oggi a salutarti c’erano tutti: i tuoi colleghi, i tuoi amici, i miei amici, pure angeli arrivati in modo avventuroso e il cui gesto non dimenticherò, i vicini (anche chi in un lontano passato oso’ insultarti per la scelta di avermi fuori dal matrimonio). C’erano parenti acquisiti e anche i parenti e gli amici che per motivi di salute o distanza non erano fisicamente con noi c’erano col cuore.

E c’era don Armando, che ti voleva cosi’ bene ma cosi’ bene che si e’ commosso mentre ti ricordava. Si’, a te, che dal cattolicesimo bigotto hai ricevuto dolore ma che amavi Gesu’ per i suoi messaggi d’amore e giustizia cui i tuoi ideali assomigliavano tanto.

E c’era don Danilo, oggi cosi’ impegnato in alti incarichi in Curua, li per me e per te, che t’aveva conosciuta in quella tua telefonata di gioia dopo il mio intervento. E c’erano le persone che mi stanno aiutando, e lo sapevi, e a loro l’avevi chiesto e forse sei partita piu’ serena anche per questo.

E c’eri tu, fra noi, finalmente senza piu’ dolori, finalmente accanto al tuo papa’, alla zia anna, alla tua mamma, ai parenti e agli amici che avevi salutato.

E c’ero io che ti ho promesso che vivro’, mi sforzero’ di farlo, per cio’ che sei stata e mi hai dato, perche’ se ho fatto qualcosa di buono lo devo ai valori che mi hai trasmesso tu.

Come ti ho detto tante volte e ripetuto questa mattina prima che chiudessero la bara, grazie di avermi messo al mondo.

Vivro’ senza morire perche’ e’ stupido e indecente
ricomincero’ da niente e lo faro’
ma giuro che vivro’ e lo devo a te e basta…
E diro’ di piu’: dovunque io vivro’, io ti avro’ con me…

PS: e come hai visto ho mantenuto la promessa anche per “What a wonderful world”. Quando credevo di non riuscirci per il troppo sole che rendeva illeggibile il display, qualcosa dentro mi ha dato il coraggio… e anche il momento di quella terra che scendeva e’ stato avvolto di serenita’.

Lettera per la festa della mamma

Domenica scorsa ho scritto, stampato e portato a mia madre questa lettera. Il 14 maggio dovra’ affrontare un intervento impegnativo e se queste parole le hanno dato forza, come credo penso e spero, e’ il regalo migliore di sempre. L’ho accompagnato con questa rosa i cui colori sin da piccolo ho associato a “mamma”. D’accordo con lei, che l’ha voluta far leggere a un nostro caro amico, la pubblico anche nel blog.

Mestre, 11/5/2014
Avevo pensato di regalarti un lettore musicale per farti ascoltare musica, magari il CD di Mina con tale rapper “Mondo Marcio” che è davvero bello, ma ho ricordato che tu e la tecnologia non andate d’accordo e quindi ho optato per qualcosa di più tradizionale e per me inedito: una lettera. La scrivo al PC perché la mia calligrafia è quella che è. Adesso almeno la posso stampare.
E cosa scriverti? Frammenti. Frammenti belli della vita bella che mi hai dato e mi darai, perché io SO che comunque vada il domani, tu sarai con me… e ora scaccio lacrimuccia e scrivo…

…io e te sdraiati su una barca a Bibbione… avrò avuto 3 o 4 anni… c’è il sole caldo, abbiamo gli occhi chiusi, ti sento vicina.
…io e te al mare, stessa età, gioco e nuoto fino a trovare le tue gambe, calde, protettive, le chiami “le colonne d’Ercole” e mi proteggono da dove è più profondo…

…venirti a prendere in ufficio…
…vederti quando uscivo da scuola o da catechismo…
…chiamarti in ufficio, chiedere di te e sentire la tua voce…

…la volta che dovevo leggere in Chiesa al microfono, ero troppo emozionato, la catechista mi offriva di non farlo e tu mi hai incoraggiato…
…il tuo vestito blu acqua pura alla mia Prima Comunione…

…noi sul Passo San Pellegrino…
…noi sui monti, sui torrenti, al mare, al lago di Garda…
…i grandi viaggi sulla 126…

…il viaggio in Canada, che pure ti ho reso difficile come tanti momenti…

…le mie crisi anche per sciocchezze e tu che ci sei, sempre… sacrificando te stessa anche ai miei difetti, paure e limiti…

…quando un giorno ti ho confidato che mi mancava un po’ la nonna e mi hai detto che era l’unica cosa a cui non potevi porre rimedio. Lì ho capito cos’è l’amore materno, che davvero per me avresti fatto ogni cosa umanamente possibile…

…tornare a casa e chiamarti e spaventarmi/seccarmi se non rispondi subito…
…tornare a casa e trovarti…
…io che vengo a vedere come stai, sapendo di trascurarti ma felice di averti li a un passo e sentirmi dire “so che ci sei, che sei qui, e va bene”…
…io sdraiato sul divano e tu che guardi la TV…

…tutte le volte che c’eri prima e dopo le operazioni…
…la volta a 5 anni che ho mangiato una caramella la sera prima di un intervento, mi sono spaventato, ti ho chiamata, non ho avuto coraggio di dirtelo ma la tua voce mi ha tranquillizzato…
…la volta che dovevo decidere se fare l’intervento per curare lo sdoppiamento e tu hai avuto forza per me di dirmi “sì fallo”. Ora la ho io per te: sì fai questo, starai bene, ne vale la pena e meriti di vivere bene!

Quanta forza hai avuto per fare tutto da sola contro i bigotti e gli sciocchi. Quanta forza per affrontare un figlio difficile come sono io. Ti ammiro e voglio dirti ancora una volta…

Grazie mamma per avermi messo al mondo,
   mi hai dato, mi dai e mi darai una vita felice!

Una doppia emozione

Mestre,
Padiglione Rama presso Ospedale dell’Angelo.

Si’, oggi sono entrato in questo posto. E’ la sede della Fondazione Banca degli Occhi ma ospita anche convegni e ambulatori, fra cui quello in cui la dottoressa Franch, primario di oculistica a Venezia, ora riceve i pazienti di Mestre.

La prima emozione e’ per il luogo e la persona a cui e’ dedicato. Questi miei occhi ricevono la luce che da’ forma e colore ai luoghi che vedo grazie al professor Giovanni Rama. Ora di lui c’e’ un nome e un ricordo ma 40 anni fa erano mente e dita che controllavano e impugnavano strumenti. E ora vedere ed entrare in questa “cattedrale della ricerca” a lui dedicata e’ un’emozione, anche se poi il pensiero corre all’ospedale Umberto I dove operava e tante volte mi opero’. Ora li c’e’ solo un cumulo di macerie e tanto degrado, ma non pensiamoci…

La seconda emozione e’ lei, che mi accoglie, mi sorride, mi chiede subito se l’intervista ha avuto successo.
Poi visita sia me sia mia madre usando tutti gli strumenti oculistici piu’ moderni e presentandoli con lo stesso entusiasmo con cui io parlo che so del mio nuovo disco SSD. Pressione a posto (11 a sx, 14 a dx con strumento precisissimo e non influenzato dal nistagmo), occhi a posto, sia i miei (considerando tutte le patologie che hanno) sia quelli di mia madre. E nel frattempo si fa raccontare come va la vita e tanto altro.
Dopo una visita accuratissima ad entrambi e’ tempo di salutarci ma prima mi vuole presentare alla sua assistente “e’ lui quel Favrin!” e a me “sei famoso!”. Le chiedo se mi manda una copia della dettagliatissima foto all’occhio che mi ha fatto e acconsente quindi si fa dare la mia mail.

Infine una cosa che mi fara’ anche apparire vecchio agli occhi della generazione del “tu” ma ogni tempo ha le sue abitudini. Da anni mi ha sempre dato del tu mentre io le davo del lei (l’intervista non fa testo). Mi sono deciso a chiedere se potevo fare altrettanto “lo speravo da tanto”. Ripeto oggi i giovani danno del “tu” a tutti, ma per me e’ una conquista preziosa con una persona che non solo stimo ma praticamente venero. E come dice la sua assistente “e’ facile venerare la dottoressa Franch”. Decisamente.
Grazie per sempre dottoressa Franch!

Un mondo che non c’e’

Eppure vivere non e’
solo un mestiere
e’ violenza da fermare,
e’ innocenza da stupire
senza mai scappare via
dalla realta’.

Vivere vuol dire ho pianto
perche’ stavo troppo bene
e ho piantato un seme
che vivra’
nella siccita’.

Vivere e’ aggiustare
quello che non va…

Ma perche’
non si puo’ diventare migliori
partendo da me…

Grazie Roby, grazie Valerio…
Come sempre succede con le vostre opere, anche questa cade a fagiolo con la mia vita e cerchero’ di farne tesoro in questo momento.

Piccole cose

Oggi e’ il 21 febbraio, l’anniversario di un giorno che mi ha cambiato la vita, un giorno di festa. Ma credo che da oggi in poi ricordero’ il 21 febbraio anche per una lettera che ho ricevuto. Una signora che usa il mio “contagiorni” per ricordare il passare dei giorni da una tragedia che e’ occorsa nella sua vita (resto volutamente vago per rispetto).

Mi ha colpito molto, scrivo sull’onda dell’emozione.

Mi ha colpito perche’ mi riafferma la consapevolezza che tutto cio’ che facciamo, che doniamo, puo’ servire, puo’ rappresentare qualcosa per qualcuno che magari nemmeno conosciamo o conosceremo mai. Qualcosa di noi restera’, che siamo stati grandi grandi o piccoli piccoli, che abbiamo creato astronavi o i livelli di un gioco, se doniamo con amore, qualcosa resta. Scrivi su un blog, su Twitter, su un sito, ma non sai chi ti legge oggi, domani o fra un secolo.

L’ho fatto per Francesca, l’ho fatto per insegnare la sicurezza, l’ho fatto pure per motivi sbagliati o che credevo giusti, a volte. L’ho fatto per raccontare la speranza di un “dopo” o ringraziare per un dono.

Non sono qui a vantarmi, sono qui a commuovermi perche’ capisco che sono riuscito a dare qualcosa a qualcuno. Lo so, me lo dicono, ma certe cose arrivano inattese, magari in periodi piu’ difficili, e toccano il cuore.

Basta poco per chiamare, ma serve coraggio per provare

Mi piacerebbe chiamare una persona di tanti anni fa.
Abita ancora nello stesso posto, mi dice Google.
Un clic e mi ritrovo davanti a quella casa dove sono stato, con foto a 360 gradi.
Il numero e’ li e non c’e’ nemmeno la scusa del telefono e dei costi, che fra cellulari e offerte speciali posso chiamare dove voglio.

Ma cosa potremmo darci e dirci, dopo esserci persi di vista per 17 anni?
E soprattutto, quale lama nel cuore potrebbe affondare se mi dicesse che non lo sente piu’ neppure lei o magari di peggio, con tutte quelle sigarette e quel modo di guidare…
Almeno avesse una mail, sarebbe piu’ facile e meno diretto,
ma sembra che lei sul web non esista…

Da una parte vorrei provare, dall’altra non voglio rischiare.
Forse e’ meglio se resti nel baule dei ricordi, cara amica di ieri…

E’ passato anche gennaio

E’ passato anche gennaio.
E’ stato un mese caratterizzato da una sola cosa bella: un esame di controllo in famiglia andato bene. E’ la cosa piu’ bella e piu’ importante e si’ basterebbe questo a definirlo bello e a superare tutto il resto.

Poi c’e’ stata la mia scelta di lasciare una cosa iniziata con un amico, perche’ il terzo fra noi che credevo amico in tanti anni e’ rimasto uguale, ma io no, e invece di farmi avvelenare oggi preferisco lasciare.

Poi c’e’ stata una persona che, di nuovo, mi ha fatto male. E forse io a lei.

Poi c’e’ stato il mio regalarmi un anno di lynda.com e il bellissimo Construct2, per esplorare mondi diversi. Poi c’e’ stato il solito virus-senza-febbre-che-ti-mette-KO…

In sottofondo pero’ c’era sempre un buco, una sensazione che non ricordavo da parecchio tempo e che regalava flash angoscianti che non capivo ma che ho dovuto e voluto razionalizzare.
E purtroppo so benissimo cos’e’. Non che razionalizzare sani, ma la verita’ e’ che per certe cose un’epoca e’ finita. Magari e’ solo un momento, magari arrivera’ un’altra epoca, magari sbaglio pure ma e’ quello che sento e vedo. Va bene cosi’, in fondo e’ giusto, in fondo e’ tutto normale e forse pure io faccio stare le persone cosi’ a volte, pero’ non essere piu’ cercati e considerati come prima in un rapporto d’amicizia fra i piu’ preziosi fa il suo effetto.
C’e’ chi ai cambiamenti reagisce diventando appiccicoso e chi se ne sta in disparte, cercando di riempire la propria vita di pensieri, parole (non sempre giuste), impegni. Ma quel buco resta e sai che ci vorra’ del tempo per riadattarti alla nuova realta’, sempre tenendo nel cuore le cose preziose che hai avuto e aspettando a cuore aperto il domani.

Non e’ un post contro nessuno, sto parlando a me stesso per rileggermi quando ne avro’ bisogno.

Aborto: una questione mal posta?

La scorsa primavera ho avuto uno scambio di vedute con una rappresentante del Movimento per la vita su Lettera Aperta, il foglio della mia parrocchia. Lei si lamentava dei giovani che usciti dalla Messa non correvano a firmare contro l’aborto. Io ho ritenuto di dire la mia sull’importanza di una corretta educazione sentimentale e sessuale, sul certamente prezioso aiuto da dare alle donne nel momento di una simile scelta ma anche sull’insindacabile diritto delle stesse a decidere se portare avanti una gravidanza o meno.
Di questo dialogo ha parlato anche don Armando a modo suo ;)
Ci sarebbe potuto essere un seguito in un confronto diretto e sereno col presidente del MpV di Venezia ma si arrivo’ all’estate che io vissi fisicamente molto male.

Da allora io ho in cuore un pensiero e lo propongo ora con l’avvicinarsi della “Giornata per la vita”.
Il mio pensiero, che nasce dal commento di don Armando sugli opposti integrismi e i dialoghi non costruttivi, e’ che forse tutta la questione e’ posta in modo sbagliato.

Non ci sono “pro vita” e “pro morte”, ci sono “pro vita” e “pro scelta”, ma non c’e’ nessuna ragione per cui la “scelta” debba avere come conseguenza la fine del nascituro. Oggi si’, ma domani?

Buttiamo via slogan e definizioni su cos’e’ la vita e cosa no e mettiamoci a studiare un modo per prendere l’embrione o il feto dalla donna che non vuole portare avanti una gravidanza e trasferirlo nell’utero di una delle tantissime donne che vogliono disperatamente avere un figlio e per mille motivi non possono!

Possiamo fare trapianti e sappiamo operare un bimbo ancora nella pancia della mamma, davvero non siamo in grado nell’immediato o di qui ai prossimi anni di trasferire un embrione o un feto?

Bello sara’ il giorno in cui il diritto di scelta sara’ riconosciuto naturale e altrettanto lo sara’ il diritto di “trasporto”. Non aborto, trasporto.
Certo, c’e’ chi dovra’ digerire qualcosa che va oltre la “fecondazione eterologa” ma questa soluzione non e’ forse il male minore per quanti ritengono l’aborto un assassinio?

Chiedo agli anti-abortisti: se la scienza ci portasse a questo traguardo, sareste a favore o contrari come lo siete per l’aborto?
E se siete a favore, non lasciate morire questa idea in un blog ma fatela vostra e parlatene. La mera contrapposizione e’ inutile e di fronte a possibili alternative e’ anche assurda!

Io (che andavo per le strade di quartiere)

Io che se mi riversi mille insulti cerco ancora il dialogo e ti perdono anche se mi costa.

Io che quando ci ricadi dico basta e rispondo sforzandomi di non usare arco e frecce velenose.

Io che imparo che un blocco vale piu’ di mille flame.

Io che dieci minuti dopo mi trovo a dimenticare tutto, ritrovare la voce serena e chiamare una persona che ha bisogno di una parola di conforto.

Io che mi sento piu’ vecchio e che oggi apprezzo anche i primi riflessi grigi fra i capelli.

Io che mi piaccio. E omaggio Califano con il titolo ;)

PS: alla fine l’oro nella sfida di NFS Rivals l’ho preso. E anche la serenita’ l’ho ritrovata. Perche’ a volte dire “no” a cio’ che non ci fa bene la fa trovare.

Guidare sul bagnato

Appunto queste riflessioni mentre tento per l’ennesima volta di prendere l’oro in una “risposta rapida” su Need For Speed Rivals.

Piove (nel gioco) e il terreno e’ sdrucciolevole, anzi diciamo che si scivola che e’ una bellezza. Proprio come nella vita in fondo.
Si scivola quando invece di chiamare un amico e parlarsi a voce si usa la rete che, come dice don Gianni, va bene quando i rapporti sono ok, altrimenti peggiora solo le cose.

Si scivola quando si pensa che una persona in quasi 15 anni sia cambiata da cosi’ a coli’, ci si confida, ci si sfoga magari giocosamente, ci si apre in un certo modo e… apriti cielo. Passa un giorno, ne passano due e quella persona di colpo usa tutta l’energia che ha per attaccare, offendere e peggio che mai seminare zizzania fra gente che mai si direbbe certe cose. Oh, per evitare problemi: parlo di persone che non leggono questo blog, nessuno dei lettori abituali si senta tirato in ballo ;)

Ho sbagliato io, di recente, varie volte, ad abbeverarmi in posti dove circolava troppa negativita’ che mi e’ entrata in circolo. Ora ho bisogno di ritrovare chi sono oggi, chi ho scelto di essere oggi. Un aiuto involontario me l’ha un piccolo fatto successo oggi in un negozio al quale ha reagito il Gabriele che sono oggi. Il resto me lo dara’ la funzione “blocca”. Non ero solito usarla ma ha un doppio pregio: tiene lontano da me le occasioni di negativita’ e tiene me lontano dalle suddette visto che se no continuo a pensarci.
Chi mi conosce ritrovi il Gabriele di questi anni. Chi si concede il lusso dell’insulto esca dalla mia vita. Ho faticato a trovare un po’ di serenita’ e un equilibrio precario e non voglio perderlo per chi, magari partendo da un frainteso, arriva a certi punti.

E’ ora che io usi un po’ piu’ di autodisciplina, anche nella scelta delle persone con cui stare e con cui dividere sogni e progetti. Perche’ ho tanti difetti ma nessuno puo’ permettersi di trattarmi in un certo modo.

Si puo’ anche guidare sul bagnato, ma bisogna stare molto attenti.
Ho pensato troppo e non ho preso l’oro. Adesso vado a un “posto di comando” e chiudo: per oggi ho giocato mezzora e mi basta. Le cose van fatte con moderazione :)

Emozioni in colore e suoni!

Io mi nutro di colori, di suoni, da sempre!
I colori mi danno emozioni, i suoni mi regalano colori e, alcuni, anche sapori.
E’ la sinestesia. E’ il mio cervello ove tutto e’ collegato.

Devo solo far cadere i freni, dare un senso a tutto questo e inventare qualcosa che non c’era. Gli strumenti li ho, le capacita’ anche e tutto sommato credo anche la creativita’.

Senza accorgermene il primo passo l’ho fatto oggi quando prima ho “divorato” i colori e i riflessi della citta’ nella pioggia e poi ho “scoperto” che avere una cartella con 267 sfondi e farli apparire in ordine casuale mi regala emozioni profondissime anche nell’uso quotidiano del PC…

Propositi 2014

Propositi per l’anno nuovo: fare ordine.
Fare ordine nei sentimenti, negli impegni, nelle carte nella scatola dei documenti, nelle persone che rivorrei e in quelle che vorrei nella mia vita. Fare ordine in cio’ che devo e che voglio fare, nelle cose da imparare. Nell’angoscia che deve lasciare spazio alla speranza. Avere cura di chi e’ nella mia vita e vivere pensando e ricordando che il mondo finira’, ma non domani e ci portera’ fortuna non perderci di vista mai, domani…

Arriva il Tardis!

Dalla settimana prossima in casa mia entrera’ il Tardis.
No, non ho comprato una cabina blu della polizia ne’ il Dottore verra’ a farmi visita (se non la capite cercate in Rete Doctor Who).

Tardis sara’ il nome con cui battezzero’ il mio prossimo computer.
Il primo PC che ho comprato, nel 1999, l’ho chiamato DS9, come la stazione spaziale di Star Trek. Nel 2004 sono passato a un Pentium4 che ho chiamato Stargate-SG1 in onore della serie e perche’ mi spalancava nuove possibilita’.
Nel 2009 sono passato a un i7 920 che ho chiamato Destiny, pensando alla misteriosa e potentissima nave di Stargate Universe.
Dopo cinque anni, tempo nel quale spremo abbondantemente una macchina usandola molte ore al giorno, il prossimo sara’ il Tardis, non solo perche’ da poco ho scoperto e amato Doctor Who ma perche’ sara’ piccolo fuori e… piu’ grande dentro, con un hardware che conto mi accompagni per altri 5 anni o magari di piu’ visto che e’ meglio bilanciato che in passato.

Ecco dunque le specifiche:

– L’alimentatore e’ un COOLER MASTER Serie G700 80Plus da 700W Silent, potente per cio’ che dovra’ alimentare ma silenzioso.

– Per il case avevo pensato al cosmos 2 ma era TROPPO grande… quindi Antec p280 che e’ piu’ che sufficiente e ha abbondanti prese anteriori (due usb2 e due usb3), oltre che un buon numero di baie, filtri facilmente pulibili e abbastanza ventole da 120mm. In piu’ questo case semplifica il montaggio di dissipatori per la CPU.

– Il raffreddamento e’ stato il punto debole del vecchio PC: la CPU con il dissipatore di serie e un’aerazione non perfetta scaldava troppo e quindi ho dovuto usarlo con potenza ridotta e negli ultimi tempi ho dovuto rinunciare a fare alcune delle cose per cui l’avevo scelto perche’ le temperature arrivavano a valori inquietanti (e questa estate ho avuto diversi problemi hw…). Dunque fin da subito un bel Noctua NH-L12 montato sul processore!

– E il processore quale sara’ mai? Niente, un i7 4770k quad core da 3.5ghz (che puo’ arrivare a 3.9).

– Comparto memoria: 16gb in due banchi da 8gb (vedo che si torna al dual channel dopo la fase triple channel).

– Comparto hard disk: qui si fa il salto, con un SSD da 250gb Samsung Evo 840 accompagnato da un disco di lavoro da 1tb Western Digital.

– Come scheda video ho scelto di passare da AMD/ATI a nVidia con una GeForce GTX 760 2gb ddr5. In questi anni ho imparato a mie spese che Adobe e le applicazioni OpenCL supportano meglio nVidia di AMD.

– Tutto questo si appoggia su una scheda madre e qui ho fatto il vero salto, spero buono. Da quando uso i PC ho schede madri Asus ma in questo periodo ho guardato bene molte recensioni e mi sono reso conto che la maggior parte delle cose della ASUS z87 NON mi servivano come non mi servono molte cose nella MB che ho ora (e le ho disattivate per velocizzare il boot). Quindi, visto che in molti siti parlano bene della Gigabyte GA-Z87-HD3 e che temo di avere un bel “brand bias” verso ASUS, ho scelto quella, accertandomi della qualita’ nel lungo termine. In piu’ mi piacciono il dualbios, che mi da piu’ sicurezza per gli aggiornamenti, e alcune caratteristiche hardware.

– Infine come sistema operativo ho scelto di restare con Win7 64bit Professional perche’ alcune cose che mi servono non sono garantite sull’8.

Me lo assemblano e testano da mercoledi’ e sara’ pronto sabato prossimo (o mal che vada lunedi’ 23) cosi’ ho una settimana per prepararmi al trasloco e configurero’ il mio nuovo ambiente di lavoro in giorni abbastanza tranquilli. Bene cosi’.

Come ho detto, cambio computer raramente quindi cerco di scegliere qualcosa che duri a lungo. Questa volta credo d’aver scelto meglio di cinque anni fa :)

Gente

Che senso ha impegnarsi, essere leali, pensare agli altri, donarsi agli altri nel rispetto quando il mondo e’ pieno di gente che mette se stessa davanti agli altri, davanti ai sentimenti degli altri?

Ha un senso ed e’ giusto ma certe cose fan male. Esserne testimoni oppure esserne vittime o anche solo leggerle fa oscillare, anche se poi si ritrova il senso di cio’ che e’ giusto, almeno chi lo ha, lo cerca o spera di averlo o vorrebbe averlo.

[…]

La serata ha portato un altro inatteso evento.

Io pero’ vado a letto ascoltando-mi “La cura” di Franco Battiato.

Io e la Creative Cloud

Io non amo i programmi Adobe.
I loro installer sono lenti, chi ha una licenza lecita spesso pena piu’ di chi sblocca il programma illecitamente, ci sono bug assurdi per programmi definiti professionali. Fino all’anno scorso, poi, i loro programmi costavano un sacco e dopo averli acquistati si riceveva al limite qualche bug fix ma quasi nessuna nuova funzionalita’ salvo comprare, due anni dopo, un nuovo pacchetto.

Io pero’ uso i programmi Adobe. E pure legalmente, sebbene con contratto di favore per l’ambito in cui l’ho fatto finora.
Uso dal 2007 Photoshop, Premiere, InDesign e mi riprometto sempre di imparare After Effects e Illustrator. Fermo restando quanto detto su, ritengo questi programmi molto validi o per lo meno non ho trovato alternative gratuite di pari livello. Se ce ne sono, fatemele conoscere.

Io ho criticato fermamente Adobe per il passaggio al modello software-as-a-service che di fatto ti noleggia il software invece di vendertelo. Sono convinto non sia una buona scelta e che se non altro dovrebbero consentire alle persone di continuare a usare i prodotti quando interrompono il noleggio. Non nascondiamoci dietro a un dito: farlo e’ possibile, ma non e’ legale ne’ esente da rischi, quindi magari ci sara’ chi lo fa ma dovrebbe essere un diritto garantito dall’azienda.

Io pero’, pur avendo fermamente criticato questa politica, sabato ho aderito a un’offerta speciale di Creative Cloud.
Perche’ mai, dira’ il lettore?
Beh, e’ una scelta molto ragionata frutto del fatto che negli anni e da molte esperienze ho capito che coerenza non vuol dire non cambiare mai idea e che le situazioni vanno valutate oggettivamente.

Intanto, a cosa ho aderito? Ad avere, a 12 euro/mese, Photoshop CC, Lightroom, 20gb di spazio cloud e la possibilita’ di pubblicare le mie creazioni su Behance (da solo vale 100$/anno), casomai volessi farle conoscere.

Come mai ho fatto questa scelta?
Prima di tutto perche’ a settembre 2014 mi scade la promozione dei 50gb gratuiti su Dropbox ricevuti acquistando l’S3 due anni fa. Non metto nella cloud documenti privati ma la trovo utile per fare backup di cose su cui sto lavorando (se muore l’HD accendo il portatile o il cell e recupero tutto…) e se necessario condividerle con altri.
Se comprassi spazio extra su dropbox lo pagherei 9.99$/mese, quasi come questa offerta Adobe, che pero’ mi offre un software che ormai uso per tantissime cose, dalla fotografia all’elaborazione un po’ fantasiosa di immagini, alla grafica per siti. Poi c’e’ Lightroom ma su quello mi soffermero’ in un altro post, che io e lui dobbiamo ancora conoscerci.

OK, e’ un noleggio. Ma mi sta bene alla fine, perche’ non e’ troppo diverso dal pagare ogni due anni un upgrade plan. Certo, ottengo meno programmi e non mi restano se lo interrompo (ma ho sempre le versioni vecchie, se la CS6 si puo’ definire vecchia), e su questo insisto nella critica, pero’ finche’ lo tengo potro’ avvantaggiarmi delle migliorie che stanno implementando, a partire da Generator che semplifica molto la creazione di template grafici. In piu’ questo e’ mio, non sono vincolato legalmente e moralmente all’uso in un certo contesto.

Insomma, il noleggio del software non mi piace ma e’ un’opportunita’ che ho colto al volo. E magari e’ l’occasione per trovare il coraggio di far conoscere le mie creazioni ed elaborazioni, anche se quando guardo le cose presenti su Behance mi sento piccolo piccolo…

E non so, forse e’ la mia voglia di creare che si fa piu’ pressante e mi ha spinto in questa direzione. Magari fra un anno cambiero’ idea ma al momento sono felice della scelta e del regalo di Natale anticipato che mi sono fatto.

“Andare via non ti serve a niente…”

“Andare via non ti serve a niente…”
Cosi’ cantano i Pooh in una canzone di una trentina d’anni fa sulla fuga dai dispiaceri.
E io voglio dirlo a chiare lettere: andare via non serve a niente, ma puo’ fare male. Puo’ fare male a chi resta, a chi conta su di noi, alle persone per cui siamo importanti.
Si cade, cadiamo tutti, e’ perfettamente umano essere tristi o stanchi, depressi o disperati. Ma andare via non serve a niente e anzi e’ un atto profondamente egoista. Si puo’ andare via solo se chi ci vuole bene lo capisce e ci appoggia (e qui parlo del suicidio assistito dei malati incurabili) altrimenti no.
Lo scrivo per me, a futura mia memoria: andare via non ti serve a niente.
Il resto viene da se’.

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Non sono solo dieci anni che ho un blog. Sono anche dieci anni da quel 17 ottobre 2003 che ha segnato cosi’ tante vite.

Oggi non sento nel cuore molti discorsi, anche perche’ ti ho ricordata altrove e meglio, facendo vivere il ricordo di te in chi nemmeno ti aveva conosciuta. Oggi voglio solo riflettere su una cosa: se perdiamo una persona cui volevamo bene ci resta un buco nel cuore. Allora non buttiamo il tempo e non consideriamo numeri, magari inevitabili, i morti elencati quotidianamente dai TG. Sono vite spezzate e lasciano dolori. Preghiamo per chi va e per chi resta o doniamo loro un pensiero di speranza. E lo stesso cerchiamo di fare per chi e’ ancora con noi ma spesso non apprezziamo abbastanza. Lo dico prima di tutto a me stesso…

Anche se
va un attimo via la luna
ogni addio può essere liberta’
la realta’
moltiplica luci e ombre
ci dara’ da vivere senza noi
e si puo’
dividersi e non sparire
se e’ cosi’
riabbracciami quando vuoi…
(Domani, Pooh 2004)

Ciao, Chiara…