Fare un passo indietro

E cosi’ arriva anche il giorno che lasci qualcosa che hai curato con amore per 8 anni.
Perche’? Perche’ quando viene meno il rispetto, la considerazione delle competenze, il dialogo costruttivo e la collaborazione reciproca, cade tutto e di impegnarmi per qualcosa a fin di bene e ricavarne amarezze non ho piu’ voglia.
Riconosco di avere un brutto carattere ma una cosa cerco di dare e chiedo: rispetto. Quando manca, beh preferisco scendere. Di modi per far del bene ce ne sono tanti e di persone che chiedono il mio aiuto anche, a partire da don Gianni e don Armando, che si contendono il mio tempo. :)

Salto questo giro, senza rimpianti e con tanti ricordi felici

Oggi a Carpenedo inizia il GREST. Per meta’ dell’ultimo anno ho provato il rimpianto di non averlo fatto nel 2012 a causa di pasticci organizzativi.

Nel 2010 fu bellissimo. Era la prima volta. Fino ad allora con “le pesti” avevo avuto a che fare virtualmente nei siti che curavo, o al piu’ con le mie cuginette a cui far vedere il PC e qualche effetto magico con Photoshop. Nel 2010, complice la grande amicizia con don Danilo, decisi che le cose che insegnavo online forse era il caso di insegnarle faccia a faccia e cosi’ a febbraio firmai il modulo per la disponibilita’, mettendo le crocette su “adulto”, su “laboratori del mattino” e praticamente su tutti i giorni della settimana. Non sapevo cosa mi aspettava! Fu una stancata! Ogni mattina portavo il portatile, collegavo tutto. Gli amici della redazione, Firmo, Luigino, Cesare e Berto, mi aiutavano ad allineare il proiettore e via, fra lavori rumorosi in strada, pesti curiose, pesti annoiate ma tranquille, pesti annoiate e scatenate, pesti brave (femmine) che mettevano in riga le pesti birichine (maschi). Fu pero’ utile, mi dissero che ero bravo, prima le suddette pesti poi i catechisti e altri educatori che li sentivano parlare delle cose imparate nel nostro laboratorio. Il momento piu’ toccante lo ricordero’ sempre: 18 giugno, alla fine della seconda delle due ore entro’ don Danilo e si mise a cantarmi “tanti auguri” coinvolgendo i bimbi! Che poi era un giorno di festa pure per lui che celebrava l’anniversario della consacrazione e ci facemmo gli auguri a vicenda. Grazie, me lo ricordero’ per sempre.

Nel 2011 fu gia’ diverso. Per non ripetere le cose dell’anno prima avevo ideato un quiz, piu’ o meno come come quelli che facevo nella chat che vegliavo da tempo e che avrei poi fatto nel nuovo sito che proprio in quelle settimane stavo ultimando con una nutrita squadra di persone stupende. Il quiz sulla carta era una bella idea ma fu reso complicato da pesti un bel po’ piu’ vivaci. Aggiungiamo che il mio nuovo portatile era piu’ bello ma piu’ pesante, che don Danilo gia’ quasi moderator curiae era poco presente in parrocchia e il povero don Stefano doveva fare i doveri del cappellano e quelli del parroco e fece un po’ di caos coi turni dei laboratori, aggiungiamo un temporale degno dei tempi dell’arca di Noe’ che presi in pieno di ritorno dal GREST e, insomma… fu piu’ faticoso del 2010, ma l’avrei rifatto ancora e ancora e ancora.
E invece nel 2012 qualche pasticcio organizzativo fece si’ che non lo facessi e mi dispiacque tanto e mi arrabbiai altrettanto. Anche perche’ era ed e’ bello passare nelle strade della parrocchia ed essere salutati e riconosciuti non solo dagli anziani volontari con cui facciamo sito e foglio parrocchiale ma anche dai ragazzi che ancora si ricordano di quei laboratori. Ed e’ bello avere fra gli utenti del sito che curo proprio alcuni di loro, conosciuti oltre novecento giorni fa.

…ma i giorni messi in fila fanno tempo e il tempo fa cambiare cantavano i Pooh nel 1994 e cosi’ succede che quest’anno ci ho pensato bene e per quanto don Gianni mi abbia detto un milione di volte che c’erano i moduli per la disponibilita’ ad aspettarmi, ho scelto di non firmarli. Ci ho pensato tanto. Da solo, poi con Firmo, poi ancora da solo. Cosa proporre per gestire non due ma tre turni in cui molti ragazzi son gli stessi? Questo si potrebbe ma e’ complicato, questo e’ bello una settimana ma poi… forse e’ solo che pensar troppo si perde la spontaneita’ e avrei potuto buttarmi come nel 2010. C’e’ pero’ da dire che rispetto a tre anni fa ho qualche doloretto qui e la e davvero questo e’ un impedimento all’idea di far su e giu’ tre settimane, montare, smontare e avere le forze di dare il 101% a quelle pesti adorabili.

Cosi’ per quest’anno niente, ma senza rimpianti. Gli anni scorsi mi sono messo alla prova nel mondo reale e ho visto che me la cavo. Porto nel cuore alcuni volti del 2010, alcuni del 2011 (fra cui una piccolina di sette anni che don Danilo accolse sebbene fuori eta’ e mi raccomando’ di coinvolgere nel laboratorio: fu tenerissima e riuscii a farla divertire anche parlando di cose per lei ignote). Magari nel 2014 staro’ fisicamente meglio, avro’ nuove idee e ci riprovero’ ma oggi sono contento di sapere che iniziano ma anche che io potro’ riposare ;)
Buon GREST pesti, e se potete non fate impazzire chi fa i laboratori o almeno… non troppo ;)

E poi dici basta

E poi dici basta, fine. Chiudi il cuore, il coperchio del PC e resti ad ascoltare il silenzio della notte, a riflettere sui tuoi torti cercando di non nasconderli dietro a quelli altrui.
Il fatto e’ che quando un’amicizia e’ in crisi o la si cura in due o si continua a farsi del male e a mancarsi di rispetto.

E siccome pensi di meritarlo un po’ di rispetto, e soprattutto di coerenza da chi ti e’ attorno, allora dici basta: “se scegli cosi’, se mi parli cosi’, traine le conseguenze”. E speri di avere la forza di mantenere questa posizione. In realta’ e’ un misto fra forza e cinismo auspicato, perche’ il tuo stupido cuore che vive nella paura di perdere le persone care, gli amici cari, ti suggerira’ (magari a ragione) di tornare indietro, fare un altro tentativo, capire.

Capire cosa, poi? Capire chi? Non sei, non vuoi essere e non ti senti la persona piu’ giusta e saggia della terra e di errori ne hai fatti tanti, ma una cosa la vuoi: essere rispettato e avere a che fare con persone coerenti, anche o almeno nel rispetto reciproco.
La rabbia e i rancori distruggono tutti ma e’ difficile tenerli a freno quando manca il rispetto.

E cosi’ hai detto basta e nel silenzio ovattato della notte ti senti un po’ piu’ solo, come le persone che qualche decennio fa riagganciavano dopo una chiamata intercontinentale.

Il fatto e’ che forse ti illudevi e lo eri anche prima, forse certi legami sono tenuti in piedi dal desiderio di mantenerli piu’ che dalla realta’.
Forse, o forse no, ma ora che nel silenzio sei riuscito ad ammettere a te stesso la tua parte di torti, ti senti piu’ sereno. Il tempo dira’ se sarai il solo ad aver fatto questo esame di coscienza e se altri sapranno scegliere il rispetto che e’ alla base di ogni rapporto.

Il disappunto del Movimento per la Vita

Sul foglio della mia parrocchia di questa settimana una esponente del Movimento per la Vita, che ha promosso la raccolta di firme del 12 maggio davanti alla chiesa, esprime il proprio disappunto perche’ molti giovani non hanno sottoscritto l’appello in difesa degli embrioni e quindi contro l’aborto.
Ho sentito il desiderio di scrivere alcune considerazioni. Non so se il parroco me le pubblichera’, vuoi per ragioni di spazio, vuoi per opportunita’. Comunque le inserisco anche nel mio blog.

Non e’ polemica, e’ solo un punto di vista diverso che nasce anche dal fatto che recentemente mi sono trovato a parlare di questo argomento e la cosa mi ha portato ad una riflessione interiore molto intensa.

Ed ecco quindi la lettera.

Ho letto su Lettera Aperta della settimana il disappunto della signora Ines Valdisserri per la scelta di molti giovani usciti dalla Messa delle 12 di non firmare contro l’aborto. Sembrerò eretico ma è un fatto che ritengo doppiamente positivo. Primo perché significa che oggi i praticanti pensano con la propria testa e rivendicano punti di vista diversi da quelli della Chiesa. Secondo perché non credo sia giusto ridurre una questione così complessa a una firma pro o contro.

Recentemente mi sono trovato a dialogare con un’amica che immaginava d’essere incinta e già parlava di abortire. Io le ho chiesto di rifletterci seriamente, di pensare alla vita che di lì a poco avrebbe avuto in grembo, a quanto le prospettive possono cambiare mettendo al mondo un figlio o una figlia e che se non voleva bambini avrebbe dovuto essere più attenta e pretendere altrettanto dal proprio partner.
In ultima analisi tuttavia portare avanti una gravidanza deve essere una libera scelta e negarla non spetta a nessuno, almeno se si ritiene la donna una persona e non una mera incubatrice! Possiamo condividerlo o no, ma il corpo di una donna non ci appartiene, quindi deve decidere lei, punto e basta.

Senza dimenticare che vietare l’aborto legale significa tornare a quello clandestino con le conseguenze sanitarie devastanti per le donne. A questo ci pensa chi vuole tutelare la vita?
Quindi bene i confronti, le riflessioni e l’educazione sia sessuale sia sentimentale delle nuove generazioni, ma trovo la mera contrapposizione inutile e la posizione dei giovani a me da’ speranza per un futuro in cui le scelte nascano dalla consapevolezza e non dalle idee imposte sul corpo delle donne.

Bru

Non mi importa chi legge cosa pensa, c’e’ liberta’ di pensiero ed emozione quindi intitolo un post “Bru” che e’ un verso onomatopeico legato a un legame fortissimo, grandissimo che purtroppo per tante ragioni e tante colpe si e’ un po’ sfilacciato.

Oggi e’ una data particolare e qui dico quanto vorrei che le cose cambiassero. Non possono tornare indietro? Forse ma possono evolversi o rinascere ma almeno non restare nel limbo.

Pero’ non posso farlo da solo e allora esprimo qui, sapendo in cuor mio che chi deve lo leggera’, l’auspicio in citazioni che noi ci si possa ritrovare, perche’ se e’ vero che il mondo e’ una citta’ e anche se non vuoi ci ritroviamo prima o poi e’ pure vero che …a parte le parole mi manchi da morire… e quindi non posso che dire altro che cio’ che auspicavi tu gia’ un anno fa: anche se qualche filo è fuori posto forse possiamo ancora avvolgerlo, vero?
Vero?

Quando gli angeli vengono e ti prendono per mano…

Se non credete agli angeli o in generale a nulla oltre cio’ che vedete, vi capisco e rispetto ma sappiate che io ci credo e anche quando questa convinzione vacilla, succede qualcosa… qualcuno viene a riprendermi per mano…
Oggi ho vissuto un bruttissimo momento. Capisco le ragioni ma resta un momento difficile. Ero oggettivamente giu’, molto. Sennonche’ un angelo ha messo sulla mia strada una persona in cerca d’aiuto e conforto per questioni visive che aveva letto la mia testimonianza. Ho saputo, spero, confortarla e aiutarla e qualcosa e’ tornato a girare.
E adesso ascoltiamo Domani, che cura e aiuta…
Vivere per vivere, perche’ il mondo finira’… ma non domani!

Quel 25 aprile…

Quel 25 aprile la guerra era di casa
pioveva forte fuori dalla chiesa
la fame era nell’aria la vita una scommessa
ma il prete continuava la sua messa…

Cosi’ inizia la canzone che Stefano D’Orazio dei Pooh ha dedicato alla storia d’amore lunga una vita dei suoi genitori. Tanti invece ricordano un altro 25 aprile, quando Milano e Torino furono liberate dalle forze nazifasciste, preso a simbolo della liberazione.

Poi ce n’e’ un altro di 25 aprile, che hai vissuto tu. In questi anni sul sito per te non ne ho mai parlato, perche’ era ed e’ un sito per sostenerti nel presente e nel futuro e non sapevo come vivessi il passato. Ora che lo so, ora che ci conosciamo e ci parliamo spesso, ora che posso dirti di leggere queste mie parole, ci rifletto un po’ su.

Ora so che lo esorcizzerai, che tornerai la, in quella simil-spiaggia per voi opitergini. Lo capisco e spero ti aiutera’. Cio’ che vorrei dirti pero’ e’ di non dare troppo peso alle date, ai giorni, ai numeri. Sono fatti assolutamente soggettivi. Sotto lo stesso cielo ogni giorno c’e’ chi scherza, chi ride, chi muore, chi uccide o ferisce, chi inizia una vita d’amore, c’e’ chi piange…

Poi la vita pero’ scorre giorno dopo giorno, momento dopo momento, in “giornate insopportabili con notti di felicita” (cit. musicale). Gli anniversari, le date, sono momenti nel nostro calendario, totalmente fittizio. Magari nell’universo ci sono civilta’ con calendari che non si ripetono mai. E domani non sara’ quel 25, nemmeno per numero di giorni, di orbite, di posizione del cielo e dei pianeti. Sara’ un altro giorno, un giorno diverso, diverso come sei diversa tu per eta’ e soprattutto pensieri. E hai ragione ad essere contenta di come sei, perche’ tutto cio’ che hai vissuto, anche cio’ che non avresti proprio dovuto vivere, comunque ti ha formata e a parer mio t’ha resa una buona e sensibile persona. Spero potrai guardare avanti, al futuro che stai costruendo. Senza rimuovere il passato (se no rispunta dall’incomscio…) ma anche lasciandolo nel luogo e tempo che gli appartiene: il passato appunto.

Coraggio. E se non altro, speriamo che domani ci sia il sole, come nella canzone di Venditti “Che bella giornata di sole”, dedicata al 25 aprile 1945 e al futuro. Canzone che ti dedico nella sua interezza. Ascoltala, anche se non e’ il tuo genere!

Stop

Penso che faro’ una pausa mentale da tutto e tutti, o quasi.
Troppi casini, troppe complicazioni, c’e’ una bilancia per cui per ogni cosa bella che succede poi ne succedono altrettante di strane o assurde. Ne ho avuto tre motivi in un giorno. Mi eclisso. Chi mi vuole mi contatti lui.

A volte ci si emoziona

E’ come un concerto. Finale. Il palco si illumina a giorno, loro tre (quattro) sono davanti a te, tu vedi loro e ci son buone possibilita’ che loro vedano te, e cantate “Non restare chiuso qui…” -tutti insieme!!! – “…pensiero!”.
Cosi’ succede pure che ci siano altre emozioni che non hanno niente a che fare coi concerti ma ti fanno lo stesso effetto squagliante…
Succede quando ricevi una email e resti senza fiato. E qualcosa che aspettavi da dieci anni avviene non come te l’immaginavi ma molto meglio. E dopo l’email c’e’ un IM e si fa tardi pure se domani ti devi alzare presto.
E scopri che il bene che hai fatto e’ servito, serve e torna, eccome se torna!
E intanto la playlist e’ passata da Pensiero a Opera prima (tour 1988 al fu Palatrussardi, due sere dopo il primo concerto della vita, al Palaverde) e l’analoga carica emotiva resta.
E’ tutto vero, sta succedendo. Il bene che si fa torna e ti scalda l’anima.
Tre cose (quattro) mi sono successe da sabato in poi. Le desideravo tutte da tanto. La quarta spero si realizzi compiutamente. Per tutte… grazie… davvero grazie Signore.

Tutto cambia e tutto torna

E cambiano i monitor e gli LCD diventano godibili, la tecnologia raggiunge i tuoi requisiti e la accetti e accogli e poi diventi pure “uno che usa il touch”.
E cambiano le TV di casa che era pure ora e gli occhi ringraziano.
E passa la Pasqua e pure la prima confessione con don Gianni che ti sorprende e ti emoziona.
E intanto ci si trova ci si perde e i telefoni non squillano o squillano dopo tanto e si perdon le chiamate.
E poi tornano gli incubi dell’infanzia, anche se adesso sono al contrario, e ti perdi completamente e ti isoli tre giorni perche’ non saresti la persona che gli altri conoscono.
Poi restano dolore e paura ma qualcosa ti fa ritrovare te stesso, anche se le preoccupazioni battono come chiodi nella mente.
Mi sa che domenica mattina torno a Messa, unico punto fermo in questo momento e magari e’ pure ben augurante. Il resto si vivra’, non so come ma si vivra’. Se Dio vuole son al massimo 48 ore, ma saranno difficili, per chi sa capire perche’.
Non preoccupatevi, nessuna malattia.

Sei anni fa

Sei anni e un giorno fa scrivevo questo post.

Sei anni senza sdoppiamento, tanti passi avanti nella mia vita e forse qualche passo indietro. Persone citate in quel post, quante. Quante sono andate? Quante non ho saputo trattenere? Quante erano, sono o saranno di passaggio?
In fondo piu’ cresci piu’ la strada e’ costellata di nomi e ti illudi, vuoi illuderti, che resteranno tutti anche se non sempre sarai all’altezza di tenerli a te, o forse ti illudi che basti la tua volonta’ per tenerli legati per sempre.

Per fortuna riesco ancora a guardarmi attorno e ricordare la differenza fra 18 anni di vista sdoppiata e oggi. Questo e rileggere quei giorni mi da’ forza, come me ne da’ guardarmi attorno e vedere chi c’era allora e chi c’e’ oggi, chi e’ tornato, chi e’ rimasto e anche chi torna o tornera’. Mai smettere di sperare, mai dire “addio”.

Sei anni di grandi emozioni e non tutte belle. Morti, malattie, paure, dolore. Ma anche immensi legami, immense sfide con gli altri e con i miei limiti. Quante perse, quante vinte?
Sei anni che non ci sarebbero stati senza le sante mani della dottoressa Antonella Franch che ringraziero’ per sempre. Sei anni che hanno tanti altri nomi, parole, ricordi, pensieri.
L’ultima volta che mi ha visitato ha capito pure lei che qualcosa non andava e non certo negli occhi.

Ma non parliamo di me solo in accezione positiva. Io sbaglio, eccome. Chissa’ quanti dolori ho seminato in questi anni in cui non solo la mia iride ma la mia anima e’ stata rivoltata. A mia difesa, l’aver agito sempre per il bene degli altri, almeno nelle mie intenzioni. Come mi manca don Danilo con cui fare il punto di me e verificare il cammino! :(

Sei anni per cui devo dire grazie. A un medico, a chi c’era, a chi e’ rimasto e anche a chi spero tornera’.
Sei anni in cui chiedere perdono a chi ho ferito. Non con cattiveria o malafede, pero’.

Grazie a chi in questi sei anni mi ha accompagnato, mi ha sopportato, forse mi ha perdonato o mi perdonera’, a chi c’era e c’e’, a chi e’ andato e tornato, a chi forse tornera’.
Io continuo a camminare e mi sforzo, perche’ costa fatica, di scegliere il bene, di condividere il bene che ho ricevuto e donarne un po’ agli altri. E’ l’unica cosa buona che so fare. La piu’ difficile (e’ facile cadere in se’ stessi e Dio sa se non mi capita)

E se questo e’ uno dei miei pallosi post e’ perche’… questo sono io, e non sono affatto perfetto, pero’ tutto sommato oggi mi guardo allo specchio e mi riconosco nella persona che vedo riflessa, senza sdoppiamento, con i suoi pregi e i suoi difetti, cambiata, cresciuta, da ogni evento vissuto anche in questi sei anni.

Cinque anni oggi

La mente saltella e crea collegamenti lampo.
La mia nonna e’ morta la sera di 5 anni fa, anche se sembrano di piu’ perche’ da quando non era in casa (dal giorno prima dell’elezione di Benedetto XVI) e soprattutto da quando la sua mente era andata via via perdendosi, la avvertivo lontana anche andandola a trovare.
Oggi fra l’altro il ghiaccio post-neve e la mia tendinite ancora non del tutto guarita mi han fatto preferire evitare il rischio di andare alla Messa di don Armando in cimitero, e fra l’altro cosi’ ho risparmiato a mia madre di stare in ansia.

Comunque dicevo che la mente saltella.
Cinque anni fa era il 2008. Che altro e’ successo nel 2008? Ho conosciuto Giusto, ho ricominciato a collaborare con don Armando (mi ha cercato e voluto lui!) dopo che aveva lasciato la parrocchia nel 2005…
E a settembre Manuel s’e’ sposato. L’anno dopo e’ nata Sara, la sua bimba che quindi quest’anno a settembre fara’ 4 anni.

Ed ecco il collegamento lampo, a un giorno di una calda e luminosa primavera del 1975. Nella mia strada, verso casa, mia nonna mi tiene per mano e torniamo dalle spese. Si ferma non ricordo perche’ o con chi, io sono impaziente e lei mi dice “stai buono che fra poco avrai quattro anni”. Mi e’ rimasto impresso, non so nemmeno perche’ ma so che sono quei momenti, significativi o no, che si fissano nella mente e costituiscono pezzi del puzzle della nostra vita.

Grazie nonna per tanti di questi piccoli bei momenti di normalita’ in un’infanzia di interventi che hai contribuito a rendere serena. E grazie per quel pupazzo di neve nella vasca, il giorno che stavo male per non so quale malattia infettiva dell’infanzia. Pensare che tu la odiavi perche’ ti ricordava il freddo patito nella tua poverissima infanzia…

La notte fra l’11 e il 12 di un anno fa nevico’ e oggi pure. Me l’hai regalata tu? Se si’ grazie e scusa se ho saltato la Messa. Magari il post vale lo stesso… ma come ho detto questa volta non e’ stata pigrizia :) Lo so che non ci credi ma sto dicendo la veritaaaaaaaaa’ sta voltaaaaaaa… :)
TVB

Un volo sull’acqua mossa dal vento

Il soggetto descrive l’immagine che fa da copertina a questa giornata: l’acqua mossa dal vento alle Fondamente Nuove a Venezia, il vaporetto (bello freddo) mi porta all’ospedale per il controllo dalla dottoressa Franch che ora riceve li (ma, scoop del giorno, fra poco ricevera’ anche a Mestre per chi non e’ a Venezia).

Viaggio bello e piacevole con l’amico Firmo che mi aiuta a non perdermi fra le calli: autobus, vaporetto, un bel po’ di strada a piedi controvento sulle Fondamente Nuove (diciamo la galleria del vento di Venezia!), infernale macchinetta per pagare la visita (con timeout criminale che se non sei veloce a metter la prima banconota devi rifar tutto) e… via!

Rivedersi come si saluta un amico che non si vede da tempo, da parte mia e cosa piu’ eccezionale da parte sua!
Inizia memorizza al PC la mia storia clinica (nel vecchio studio non ne aveva modo), anche con l’orgoglio di raccontare al medico sua assistente dell’operazione con cui mi ha tolto lo sdoppiamento. Poi con lo stesso tono con cui io qui parlo di un nuovo software mi dice che rispetto al vecchio studio ha cose nuove bellissime e mi misura la pressione con un affare che se ne frega del mio nistagno, fa 5 misurazioni di fila senza manco toccare l’occhio e in effetti piu’ che uno strumento medico del 2013 sembra un manufatto degli Asgard (quelli di Stargate). In effetti potrebbe essere aliena, ma no e’ un medico bravo, terrestre e sceglie tutte le cose piu’ all’avanguardia.

Poi via di pachimetria (a proposito di tecnologie che ha a disposizione), scoprendo cio’ che sospettava ossia che la mia pressione oculare reale e’ un briciolo piu’ bassa di quella che appare dalle misurazioni. Averlo saputo vent’anni fa, chissa’…
Esame del resto dell’occhio, guarda il campo visivo. Perfetto per un “ragazzo” (ringrazio del termine) con le mie patologie oculari.
A volte mi chiedo se mi sottovaluto io o gli altri sopravvalutano i miei problemi ma sospetto piu’ la prima, visti i complimenti che spesso ricevo per cio’ che faccio con questo mio unico occhio appena funzionante e cosi’ pieno di patologie.
Non finisce qui, perche’ le ho portato un regalo: una penna USB con foto e altre cose che ho imparato a fare dopo il suo intervento. Piccola, metallica, elegante, 32gb, ha fatto una faccia e mi ha detto “tu sei pazzo”. Si’.

La penna contiene un piccolo file Word con una cosa che le propongo per Il Gomitolo. Accetta con entusiasmo. WOW! Saro’ piu’ preciso quando la pubblicheremo :)

Arriva la parte toccante ma qui e’ difficile da raccontare, diciamo che cade il discorso su come sto, sul periodo che vivo e che mi ha portato ad assumere diversi farmaci. Il modo in cui s’e’ interessata e preoccupata di cosa mi stesse succedendo e per quali ragioni, anche se esulava dal suo ambito, e’ qualcosa che va oltre l’immaginabile ed e’ stato commovente. Anche qui, forse mi sottovaluto e se ricevo quest’attenzione da un medico dovrei pretenderla dagli amici, tutti.
Finale con regalino di caramella (avro’ detto grazie o ero del tutto andato?) e lei che esce per conoscere e ringraziare Firmo (che e’ come lei, persona affabile e gentile oltre ogni limite), gli dice quanto mi stima e ammira e lui le dice che per lui e in parrocchia e’ lo stesso. E io che mi ingrosso :)
Poi vedere lui commosso e felice per l’esito della visita e’ l’ultimo tocco. Il resto e’ chiamare casa per dare tutte insieme le belle notizie e poi tornare e pianificare che laboratori faremo per il GREST quest’anno, insieme…
…Grazie! Alla dottoressa e a Firmo, non solo per la visita, non solo per avermi accompagnato ma per le riflessioni che ha portato questa giornata…

Tutti i nodi vengono al pettine

Non si puo’ far finta di niente troppo a lungo, non ci si puo’ prendere in giro illudendosi che un tvb sani le ferite o che per riparare a un brutto gesto basti dire mi dispiace. Non si puo’ da nessuna delle parti perche’ poi restano e crescono rancori, che portano a un continuo attacco, a una continua provocazione e pure all’insofferenza reciproca verso atteggiamenti e caratteristiche degli amici che prima si tolleravano meglio.

Il perdono e’ prezioso, ma deve portare a gesti concreti non a dirsi solo un tvb, altrimenti le ferite restano e prima o poi i nodi vengono al pettine. Cito Jovanotti: “si accumula stress che poi esplode in un improvviso cambio di scena“.
Bene, e’ esploso, con l’ennesimo atto contro. E’ stato tuo, poteva essere mio, e’ comunque esploso. E ora restano i cocci. Mi dispiace e tanto, ma e’ una lezione di vita. Se cade un piatto non basta reicollarlo, bisogna cercare di capire perche’ lo si e’ fatto cadere e se era davvero cosi’ poco importante da meritare d’essere buttato a terra o lasciato cadere, facciamocene una ragione.

Mi dispiace, ma mi dispiace ancora di piu’ essere attaccato continuamente e in questo 2013 ho deciso, forse egoisticamente ma pazienza, di avere un po’ piu’ cura di me perche’ ho avuto certi segnali che m’han fatto capire che devo.
Non pretendo di avere ragione in tutte le cose che faccio e dico, anzi probabilmente ne sbaglio moltissime. Tuttavia se ogni volta che mi parli cerchi un pretesto per darmi contro, un problema c’e’ e se non accetti di cercare di capirlo, sanarlo e risolverlo, non lo posso fare da solo, ne’ voglio piu’ ingoiare le altrui ingiustizie pur di tenermi le persone, non piu’. Questo gioco con me non funziona piu’.

Questo post e’ pubblico perche’ io credo in quello che dico e non ho bisogno di nascondere il mio blog (magari per parlare alle spalle o per una forma di vendetta) e perche’ penso che magari l’alrui commento, se costruttivo, possa aiutarmi a crescere (si anche se sono un vecchio: non si finisce mai).

Non scrivo per dire “ho ragione, e’ cosi'”. Sto esprimendo solo e soltanto il mio pensiero che potra’ essere sbagliatissimo ma al momento e’ questo.

Una goccia sul cuore

…e quando alcune cose proprio non vanno, arriva una mail, direi un dono dal cielo, e vedi che un tuo gesto passato e quasi accantonato dalla memoria s’e’ trasformato in vestiti e scarpe per bimbi e persone di un mondo lontano, poveri oltre cio’ che qui immaginiamo povero, ma almeno forse ora un po’ meno soli.
Ed e’ una goccia che scalda davvero il cuore e scioglie un po’ quella tristezza data dai tanti egoismi in cui ognuno di noi abitanti di questa nostra opulenta societa’ tende a cadere…

Affresco di gennaio

Il rombo di un aereo che scende;
l’acqua per strada spostata dalle auto;
odore di pioggia e gocce di neve dissolta;
grigio, il verde degli alberi;
voci di gioia in uscita da scuola;
piccola vita ormai autonoma rientra a casa.

Mette serenita’ fermarsi a pensare da fuori
a un giorno normale, un equilibrio
di anime, vite, cose.
Affresco di natura, società, tecnologia.
Dall’esterno sereno.

Mess

Due giornate importanti (andate bene, grazie al Cielo e a chi ci e’ stato vicino) e un’influenza con febbre a 39.7 e oltre per un giorno e mezzo hanno lasciato il segno.
Potrei e dovrei essere felice e per certe cose lo sono, ma troppe altre sono complicate e sto perdendo la serenita’, con esiti non proprio positivi. Bisognera’ fare qualcosa…

The Day, part 1

Oggi giornata importante, controllo annuale (non mio).
Speriamo in bene. Fra 6 giorni si replica.
Stanco di un’anima cosi’ ricolma di angosce da tremare senza sosta e senza apparente rimedio (con buona pace del mio da poco ritrovato hobby fotografico), ho scelto di non pensarci e cosi’ il giorno e’ arrivato. Lo affronto serenamente. Irresponsabilita’ o un segno? Speriamo in bene!