Tempo di concerti

Estate, tempo di tour e di concerti e su YouTube fioccano le registrazioni fatte con qualsiasi cosa (macchine fotografiche, telecamere, cellulari) da fan innamorati dei propri idoli.

Alcune brevi, altre lunghe, alcune si sentono meglio e altre peggio. Tutte hanno in comune il punto di vista in soggettiva, spesso tremolante, che ti fa “sentire li”, la scelta di riprendere i soggetti giusti che spesso e’ piu’ azzeccata di quella che farebbe una regia e soprattutto canti, urla e incitamenti che ti avvolgono e ti preparano per quando finalmente sotto quel palco ci sarai tu.

Copyright? Si’ certo ma gli artisti stessi vedono e non obiettano eppure sanno che va tutto sul tubo perche’ chi registra corre a condividere con gli altri fan.
Ecco, io ammiro questa gente che si prende la briga non solo di registrare ma di diffondere attimi di gioia quando potrebbe limitarsi a godersi lo spettacolo!

E’ un fenomeno di massa ormai, addirittura spesso nelle registrazioni si vedono altri fan con telefoni, fotocamere, ecc…
Il modello c’e’ e sarebbe assurdo non trovare il modo di monetizzarlo.
Accidenti, i fan si danno da fare per fare bellissime registrazioni di cose che spesso non vengono mai trasformate in dischi/video e i produttori invece di proseguire guerre sante dovrebbero accordarsi con qualche organizzazione (Google in questo caso) per ricevere un tot in base a quanto un video con loro contenuto viene diffuso. Cosi’ sarebbero contenti tutti no?

Inizia la Rumba

E’ morto da tre giorni e stanno gia’ pensando a quante compilation in piu’ potranno vendere, oltre agli inediti (scartati durante la carriera e improvvisamente diventati preziosissimi), ai live, ai DVD celebrativi e a tutto cio’ che permettera’ di portar soldi nelle tasche non dell’autore (che e’, appunto, mancato) ma dei produttori.
E’ forse etico questo sistema di diritti d’autore?
Andrebbe sicuramente riformato!

Un brano che mi frulla per la testa

Periodicamente la mia memoria estrae un brano e me lo fa ricordare in continuazione. In questi giorni tocca a:

Tre soldi in premio le gettò
e i servi applaudirono

Vediamo chi se la ricorda o e’ bravo a googlare ;-)
Se la scovate, ascoltatela su Youtube perche’ merita.

PS: un piccolo aiuto… questa e’ la versione 2006 e il testo che ho citato e’ leggermente diverso dall’originale.

Io………. muoio

Ho sentito la registrazione amatoriale di un evento dell’anno scorso in cui Roby da solo ha cantato una serie di rarita’ e chicche da infarto per un fan. Due su tutte: “Ma perche’ non si vive per sempre” e “Grande madre”.

Io muoio.

Se questa e’ un’anteprima dei Pooh senza Stefano… beh con tutto il rispetto per lui ma i Pooh vivranno finche’ ci saranno San Roby e San Dodi (ok, anche San Red ;-)

Mi sembra d’essere ringiovanito di vent’anni per l’emozione di stanotte!
Io quell’uomo lo ADORO e la sua voce e’ un dono divino agli uomini.

Grazie Roby!
(PS: di ‘ste meraviglie andrebbe fatto un CD/DVD registrato come si deve! Venderebbe tantissimo!)

Polemiche inopportune

Si dice che col download stiano rubando(?) il brano fatto da 56 artisti per l’Aquila. Pirati infami.

Io direi pirati perditempo: il brano lo si puo’ sentire gratis sul sito ogni volta che si vuole e si puo’ donare tramite bonifico (sul sito c’e’ l’IBAN), ammesso che si desideri sostenere gli interventi di ricostruzione, consolidamento e restauro del Conservatorio “Alfredo Casella” e della sede del Teatro Stabile d’Abruzzo dell’Aquila colpiti dal sisma.

Con tutto il rispetto per l’arte io penso sia piu’ importante contribuire al sostegno delle persone che hanno perso tutto. Per questo i soldi li do’ altrove e la canzone la ascolto alla radio oppure sul sito quando mi viene voglia. Gratis, legalmente e al riparo di chi polemizza perfino in questi frangenti.

(Via Mantellini)

Edit: che poi la canzone e’ pure bella ma con queste polemiche e ragionamenti insensati sui mancati guadagni (appunto non provabili, visto che si puo’ donare senza comprare il disco) il messaggio viene svilito non poco.

Edit2: reso piu’ giusto il titolo, ci sono fin troppi polemici al mondo, meglio rispondere con la correttezza alle provocazioni.

Il tramonto dei Pooh

Credo in questi giorni di essere stato soggetto dei pensieri e dei ricordi di molti amici, anche fra quelli che non sento da tempo. Il caro vecchio F’ compagno di mille PoohQuiz ha commentato nel post precedente, altri mi hanno scritto, altri magari avranno pensato. “chissa’ come la prende Gabriele….” immagino.

E come la prende Gabriele?
Meglio di diciannove anni fa quando una radio locale diede una notizia analoga se non peggiore: “all’indomani della vittoria a Sanremo i Pooh hanno deciso di sciogliersi. Ultimo tour e poi tutti a casa”. Non era vero ma ci rimasi malissimo e fui triste per giorni.

Questa volta e’ diverso. Sara’ che sono invecchiatocresciuto; sara’ che ascolto molti piu’ artisti ma forse sara’ anche che negli anni la vena creativa dei Pooh e’ andata esaurendosi. 1992 grandioso, 1994 cosi’ cosi’, 1996 bello (anche se le tre note iniziali di “Cercando di te” erano banali a essere generosi), 1999 cosi’ cosi’, 2000 bello, 2004 grandioso. E poi…? Poi compilation, live e adesso un’altra compilation. E ormai ogni brano inedito (inserito ad arte in qualche compilation) ha il sapore del “gia’ sentito”. Anche l’ultimo, Ancora una notte insieme, ha sonorita’ e note che fanno tornare alla mente altre loro canzoni, per quanto comunque sia piu’ bello della media recente come musica e soprattutto come parole.

L’anno scorso la doccia fredda, arrivata da voci e controvoci: crisi, discussioni, contrapposizioni artistiche. Non e’ detto che si vada molto lontano. Lo sapevo un anno fa, forse anche questo ha attutito il colpo.

Quello che piu’ mi secca in questi giorni e’ che non possano dire tutto e non vogliano chiudere, se devono chiudere, in bellezza. La solita compilation con il solito brano inedito se la tengono e sono arcistufo di queste trovate commerciali per vendere gli stessi brani tanto agli ascoltatori occasionali quanto ai fan quindi come per “La grande festa” la copia per me restera’ sugli scaffali. Ho comprato “Noi con voi” perche’ era un estratto live del concerto 2006 e un anno dopo e’ uscito lo stesso prodotto in versione integrale. Ma scherziamo? Che modi sono? Quante altre volte dovrei ricomprare cose che gia’ ho?
Forse dalla tournee ci si puo’ aspettare qualche chicca vista la scaletta della compilation e penso proprio che ci andro’ anche se piu’ passano i giorni meno digerisco quanto sta accadendo. Basta pensare agli stessi atteggiamenti degli altri tre Pooh: conoscono da mesi e mesi la scelta di Stefano eppure non gli risparmiano frecciatine e critiche.

OK, i Pooh hanno sempre separato le loro vicende personali dall’immagine pubblica, tanto che abbiamo saputo della grave crisi del ’96 con 10 anni di ritardo, ma arrivati a questo punto sarebbe meglio essere chiari anche per evitare che i fan si avvitino in mille pensieri e dubbi.
I fan, dico. Io secondo i canoni di certe esaltate frequentatrici di forum poohici sono solo “un fan di altri artisti” perche’ l’anno scorso ho detto che Beat Regeneration e’ stato il CD che ho ascoltato meno. ;-)

In realta’ io adoro i Pooh e la loro musica mi ha dato veramente tanto. Non conto nemmeno gli episodi. Due su tutti: una sera in ospedale nel ’90 sentii dalla TV del reparto “Pensiero”, mi precipitai e la loro ospitata al programma del sabato sera mi rincuoro’ in quei giorni di ricovero. E poi nel 2004 Ascolta e Domani, brani che un Angelo ha dettato ai cuori di Negrini e Facchinetti. Due episodi su mille di un legame infinito, di mille concerti e canzoni ascoltate e cantate a squarciagola. Io adoro i Pooh ma quelli degli ultimi 5 anni non sono piu’ i miei Pooh. Contrapposizioni artistiche? Crisi creativa? Non lo so…

Mi dispiace se la storia finisce qui ma mi dispiace ancor di piu’ che finisca senza chiarezza, con parole di risentimento fra loro e con l’ennesima assurda compilation. Non pretendo un reality show, solo un briciolo di verita’ senza aspettare la prossima biografia.

Per adesso mi godo l’esibizione di Facchinetti a Domenica in con lui veramente arrabbiato che ha cantato con talmente tanto vigore la sua strofa di “Ancora una notte insieme” da far tremare per 30 secondi il microfono!

E’ stato un bel viaggio. Se deve finire, torno a ripetere, spero in un finale degno della strada percorsa. Se non finira’ meglio ma che ritrovino la voglia di fare musica e non solo di vendere compilation.

Carta, Povia, Sal Da Vinci

Ecco i vincitori in anteprima secondo la Gialappas che e’ stata pesantemente criticata da un non meglio precisato ufficio stampa per questo (?!?! fanno sul serio?)

Scommetto che Carta l’hanno votato i ragazzi che guardano Amici, Povia ha compromesso i bilanci degli enti ecclesiali italiani che si son messi a votarlo in massa (e ditemi che non e’ cosi’!) e Sal Da Vinci e’ stato votato dai fan di D’Alessio (la cosa piu’ accettabile imho).

Povera Italia, poveri noi…

EDIT: la Gialappas aveva indovinato e in fondo meglio Carta che Povia, col suo brano che non avrebbe dovuto essere nemmeno accettato.

“Luca era gay”

“Luca era gay” e’ il brano che piu’ ha fatto parlare di se’ al festival di Sanremo 2009.

Musicalmente non e’ malaccio e il ritornello e’ orecchiabile, cosa rara per Sanremo: concordo infatti con Del Noce sul fatto che negli ultimi anni pochi fra i brani proposti si sono rivelati orecchiabili e quindi capaci di essere ricordati nel tempo.

Purtroppo in questo caso giudico l’orecchiabilita’ in chiave negativa: chi piu’ chi meno tutti ci abitueremo a sentire e canticchiare il ritornello “Luca era gay e adesso sta con lei” che da solo implica tutta una serie di considerazioni sullo stato precedente e quello attuale del buon Luca.

Se noi vivessimo in una societa’ aperta dove l’orientamento sessuale non e’ motivo di scandalo o sintomo di malattia, perversione e diversita’, non ci sarebbe nulla di male nel dire che Luca prima stava, che so, con Mario ma adesso si sono lasciati e si e’ messo con Paola.
Se questo brano fosse stato proposto da un bisonte al festival della savana (e’ stato accertato che in natura molti animali, fra cui appunto i bisonti, praticano indifferentemente rapporti etero e omosessuali) si tratterebbe di una normale storia d’amore come tante narrate dalle canzoni.

Invece “Luca era gay” viene proposto in Italia, dove si tengono corsi per “curare” i gay, dove ci sono persone che pubblicamente associano l’omosessualita’ a vere perversioni, dove abbiamo sentito uomini politici parlare di “culattoni”. E l’autore e’ un cantante che si e’ distinto per la vicinanza alla Chiesa cattolica (le cui posizioni sono storicamente di condanna all’omosessualita’), la critica al divorzio e la convinzione gia’ dichiarata che “Gay non si nasce. Lo si diventa in base a chi frequenti” (fonte). Capirete che qualche dubbio viene…

E’ vero, ci sono persone che attraversano fasi omosessuali, cosi’ come ci sono eterosessuali che dopo un lungo matrimonio si scoprono omosessuali o lo diventano. Fa parte della natura. Il problema non e’ questo ma come e’ stato sviluppato il racconto in se’.
Certo, scorrendo il testo la canzone non parla di “malattia” e tanto basta ad alcuni per assolverla. Io sono voluto andare oltre alle facili accuse e alle altrettanto facili assoluzioni.

D’ora in poi leggerete solo e soltanto le mie impressioni sul testo, cio’ che effettivamente le varie strofe mi portano a pensare.

“Luca era gay E adesso sta con lei” e’ un contrasto netto. Prima stava con gli uomini E adesso INVECE ha trovato una donna. Rima banale a parte (ma e’ questo il suo segreto) implica un cambio totale di personalita’, sottolineato infatti dalla frase successiva: “Luca dice sono un altro uomo” ripetuta dopo quasi tutti i ritornelli.
Liberissimo e legittimo, se non fosse che il resto della canzone ci presenta la situazione precedente di Luca come molto negativa!

I genitori di Luca gli hanno incasinato l’infanzia: la madre lo opprimeva e il padre era molto assente tanto che alla fine si sono separati. Il padre ha cominciato a bere e la madre ne parlava sempre male e raccomandava a Luca di non sposarsi.
Arriva la maturita’ e l’incontro con un “uomo grande” che lo fa innamorare, lui fa tanto sesso senza inibizioni e la strofa successiva ci fa capire che il suo partner era un pervertito da arresto e che Luca si sentiva pure in colpa tanto da nascondere le prove.
Segue l’autodiagnosi di Luca che cercava il padre negli uomini e andava con gli uomini per non tradire la madre.
Luca poi ci dice che e’ stato 4 anni con gli uomini fra sesso e tradimenti ma cercava l’amore per l’eternita’.
Infine a una festa Luca incontra una donna che lo ascolta e lo da aprire e da li diventa eterosessuale e va con lei.
Si chiude con il cappello antipolemica “nessuna malattia nessuna guarigione”, l’assoluzione del padre e la notizia che Luca oggi e’ padre a sua volta e innamorato dell’unica donna che abbia mai amato. Segue ancora una volta il ritornello con la sottolineatura che adesso e’ un altro uomo. Giusto nel caso avessimo ancora dei dubbi…

A me questo testo appare dannoso. La scelta omosessuale dovuta alle difficolta’ psicologiche nel rapporto fra e con i genitori. Gli abusi subiti da un uomo adulto, i rapporti omosessuali privi di amore e promiscui, la ricerca del vero amore eterno che il protagonista trova solo con una donna e divenendo padre.
E’ il netto contrasto fra una vita disinibita e senza amore (quella che molti attribuiscono agli omosessuali) e una famiglia ordinata: uomo, donna, ruolo di padre, nel vincolo dell’amore eterno.

Un brano che nel migliore dei casi rappresenta un’operazione pubblicitaria (riuscitissima sin qui) e nel peggiore un’iniziativa ben studiata per insinuare nella mente dell’ascoltatore una serie di concetti molto cari ad alcune parti della societa’. O almeno a me da’ questa impressione…

Spiace che sia stato accettato a Sanremo.
Ha reso giustizia alla manifestazione Roberto Benigni con queste parole:

Gli omosessuali sono stati seviziati, umiliati, torturati, uccisi solamente perche’ amavano un’altra persona. Incredibile.
Gli omosessuali sono persone che amano. L’amore e’ un peccato? Non e’ che per causa loro finisce la razza, il sesso non c’entra con questo discorso!

In Italia dovremmo crescere un po’ tutti e accettare chi non vive come noi, senza dipingerlo per forza con tratti tanto negativi!

PS: mi sento sempre piu’ radicale… ;-)

Alla mia eta’

Questa canzone e’ davvero bella.
Canta bene, Tiziano, e il testo prende.

Certo che facile non è mai stato,
osservavo la vita come la osserva un cieco,
perché ciò che è detto può far male,
però ciò che è scritto può ferire per morire.

E che la vita ti riservi ciò che serve e spero
che piangerai per cose brutte e cose belle e spero
senza rancore che le tue paure siano cure
e l’allegria mancata poi diventi amore
anche se è perché solamente il caos della retorica
confonde i gesti, le parole, le modifica
e perché Dio mi ha suggerito
che ti ho perdonato
e ciò che dice lui
l’ho ascoltato.

Potrei averla scritta io una primavera di due anni fa?
O a luglio dopo quel sms definitivo?
O domenica sera dopo quella risposta?

Boh, pero’ e’ bella e me la riascolto!
E mi sa che ci faro’ qualcosina… mi sta ispirando!

Potevi essere tu

Ho sempre detto che Fabri Fibra non mi piaceva.
Oggi ho dovuto sentire alcuni suoi brani (storia lunga…) e ad ogni strofa mi convincevo sempre piu’ della mia idea, fino a quando non e’ partita “Potevi essere tu”, dedicata al piccolo Tommaso Onofri.

Mette i brividi, e’ bella, non e’ per stomaci sensibili come non lo e’ stata la vicenda del bambino.

Non sono del tutto pronto a cambiare idea sul sig. Fibra ma questa canzone merita un 10.

Tricarico the best!

Tricarico e’ fantastico e il suo CD e’ il piu’ bello del 2008! Fin qui e’ quello col maggior numero di bei brani.
Canzoni che danno serenita’, sono vive, intense, surreali, fanno rivedere il mondo con la semplicita’ dei bambini anche se non trattano certo temi da bambini.

Adesso poi ho trovato un giacimento di video live dei concerti di Tricarico sul tubo e me li godo tutti ;)

…scorre la vita infinita, cadono i petali delle rose…

…scorre la vita infinita…
…cadono i petali delle rose…
…siamo solo piccole particelle che compaiono…
…scompaiono e riappaiono…

Ho sempre pensato
quando avro’ “questo” saro’ saziato
poi avevo “questo” ed era lo stesso…
Ho sempre pensato
“trovero’ il mare, saro’ bagnato”
il mare ho trovato ma nulla e’ cambiato…
(…)
Io voglio una vita serena
perche’ e’ da quando son nato che e’
disperata, spericolata,
pero’ libera…

Sapete che le canzoni di Tricarico mi piacciono veramente tanto?

La città di Marco

Ieri era San Marco… e lo celebro con la canzone di cui al titolo.
E’ un ricordo di 22 anni fa. La trasmetteva l’emittente locale Superradio ed era interpretata da Paolo Gentile, un giovane di Mestre bravo e che avrebbe davvero potuto sfondare! Sue anche “Con la faccia di un clown” e “The secretiest love” (spero che il titolo sia giusto).

La canzone è dedicata alla memoria di un ragazzo, parente di uno dei DJ della radio , mancato prematuramente. E’ un brano bellissimo, su Google non c’è traccia ne’ di questa canzone ne’ di Paolo Gentile quindi desidero ricordarlo qui. Se i motori di ricerca dovessero memorizzare questo post e per caso qualche altro fan di allora dovesse arrivare qui, mi scriva!

Non credo che la canzone sia coperta da diritti ne’ che sia ancora in commercio.
Se mi sbaglio avvisate e la tolgo.

La città dei nonni di mare
dei vecchi che non hanno molte stelle da contare
dei gabbiani e dei loro tristi occhi di sale
figlio di nove(?) luna e Marco non può volare.

Marco è una strada
con una macchina rossa che fa volare
Marco è una casa
con due terrazze al vento e le finestre al sole…
ma Marco non ce la fa, il cuore gli e’ rimasto la’
e sogna la sua luna, luna di città.

C’è nell’aria il suono del mare
nelle sere quando il cielo con le stelle vuol parlare
questa notte fra le anime romantiche e disperate
Marco questa notte fra le stelle può volare.

Marco è una stella
in questo grigio cielo di periferia
Marco ti chiama
lassù in alto fra le stelle adesso è casa sua
e marco si ce la fa, ancora puoi trovarlo là
se chiami la sua stella, luna di città!

Seconda stella a destra e dritto fino al mattino…

Sabato nella nostra chiesa si e’ tenuto il Concerto multimediale “…A Giovanni Paolo II”.
Non ho potuto assistervi (chi legge regolarmente questo blog puo’ immaginare perche’) ma ho avuto modo di averne alcuni assaggi.

Bene, io mi sono ufficialmente innamorato de “L’isola che non c’e'” nella versione fatta dal gruppo musicale “La Meridiana”.

Tutto lo spettacolo e’ stupendo ma quella canzone, eseguita in forma corale con due gruppi di voci (maschili e femminili, divisi anche nel campo stereo!) e’ qualcosa di magnifico e rasserenante.

BRAVI!

Educatore della vita

Splendida canzone dei Parsifal, una cover band dei Pooh che ha scritto un inedito per ricordare l’ispettore capo Filippo Raciti, ammazzato da imbecilli travestiti da tifosi a febbraio del 2007. Ascoltatela perche’ merita davvero.

Intanto ecco il testo (non dovrebbe essere coperto da diritti ma se lo e’ i bravi Parsifal possono avvisarmi e lo tolgo).

E’ da quasi vent’anni che mi sono arruolato
giorno e notte in servizio nella polizia
e anche quando non indosso l’uniforme mia pesante
il coraggio non mi manca per questa citta’
quello che e’ stato solo i giusti avra’ infangato
e dobbiamo provare vergogna.

Non chiamatemi sbirro, faccio bene il mio mestiere
questa battaglia contro tutti quando mai finira’
travestiti da tifosi sugli stadi poco attenti
siete solo guerigglieri, sembra di essere a Baghdad.
Fra di loro ho visto il figlio di un collega
sputare su di noi, sputare su suo padre.

Mi hanno detto educatore della vita
con coraggio e grande cuore cosa mai cambiera’?
Ho donato questo tempo ad una stupida partita
ma piu’ tempo non ho.

La mia gente grida BASTA a questa insolita violenza
poco calcio e tanta rabbia ma metto in gioco la vita
come carne da macello buttata li’ allo sbaraglio
da che parte questa bomba cadra’?
Viene voglia di cambiare
questo impavido mestiere cosa mi portera’?
Nella mia busta paga qualche spicciolo in piu’
metto in gioco me stesso, metto in gioco la vita
per voi!

Ma la vita e’ come il vento scappa via come un lampo
in quei giorni di festa e lassu’ neanche un botto
c’e’ Catania composta sul suo viso la rabbia
per un figlio che non tornera’

Erano anni che una canzone non mi “prendeva” al punto da trascriverla!

La musica nella testa

Sono due giorni che mi risuona nella mente il ritornello di “Buon viaggio della vita” di Baglioni. Attenzione: non la melodia ma l’intero brano, conm gli strumenti e la voce, come fosse una registrazione, accompagnata dai mille colori che la mia sinestesia associa ai suoni.

Non c’e’ un motivo, a volte nella mia mente si fanno strada melodie sentite anche di sfuggita e non vanno piu’ via.
Speriamo solo che Baglioni non mi chieda i diritti, perche’ e’ come se sentissi una registrazione integrale!

… saro’ normale? ;-)

E andare lontano…

Trovo che l’arrangiamento “tango” di “Poster” proposto da Baglioni nell’album “Buon viaggio della vita” e nel tour “Tutti qui” del 2006/2007 sia splendido e gli strumenti scelti azzeccatissimi: fisarmonica, piano, chitarra elettrica, amalgamati in modo stupendo! Mi esalta ogni volta che la riascolto.

Amavo quella canzone e in questa versione la trovo ancora piu’ bella ed esaltante, nonche’ suonata meravigliosamente bene!

Un bravo a lui e ai suoi musicisti!
Se ben cercate su YouTube potete trovare il bootleg registrato da un fan col cellulare, pero’ comprate il CD: si sente meglio merita (come meritano tutte le altre canzoni presenti).