...e si può dividersi e non sparire...
se è così riabbracciami quando vuoi!

Domani, Pooh 2004

20/06/2014

Adobe e l’accessibilita’

Continua l’impegno di Adobe per ridurre al minimo l’accessibilita’ dei propri prodotti. In Photoshop CC 2014 i testi nei menu e nei pannelli si sono rimpiccioliti e non c’e’ verso di ingrandirli. A quanto leggo nei forum non sono l’unico ad averlo notato. Complimenti, ottimo lavoro!

17/06/2014

43 anni domani: grazie mamma

Ho scritto questa lettera a mia madre cinque anni fa. Oggi la pubblico perche’ rappresenta al meglio molti dei miei sentimenti.

Perche’ mai nel giorno del proprio compleanno dovrebbero essere i genitori a farci un regalo? Ce l’hanno gia’ fatto mettendoci al mondo, pure con dolore e faticando nel caso della mamma! Siamo noi a dover dir loro grazie ed e’ quello che intendo fare io con queste parole.

Voglio regalare un grande ringraziamento a mia madre. Uno? Mille non basterebbero!

Grazie dunque per avermi voluto e per aver fatto l’impossibile e l’impensabile, nella societa’ bigotta in cui vivevi, per avermi e crescermi, da sola, senza un marito. Ancora oggi c’e’ chi insiste che non si fa cosi’, ma la storia ti ha dato ragione.

Grazie perche’ un bel po’ di anni fa a quest’ora, mentre io qui scrivo al PC, tu sudavi in un letto d’ospedale, senza nessuno accanto fisicamente.

Grazie perche’ da quando alle 15.35 del 18 giugno sono nato i tuoi pensieri, il tuo cuore, il tuo amore sono stati interamente per me e hai combattuto sola i pregiudizi di una societa’ stupida e bigotta, le cattiverie di tanti e un fato difficile.

Grazie perche’ dal 14 febbraio 1972, quando il professor Rama ha diagnosticato con un semplice sguardo “catarrate bilaterali congenite”, tu hai affrontato con forza da leonessa i miei mille ricoveri, le attese fuori dalla sala operatoria, i miei risvegli…

Grazie per avermi sostenuto sempre, contro i bulli, contro i momenti difficili con alcuni insegnanti. Anche contro chi voleva farmi frequentare scuole diverse perche’ ipovedente. E anche contro la mia fase da adolescente ribelle.

Ma soprattutto grazie per avermi lasciato LIBERO. Libero di scegliere della mia vita, per le cose importanti. Mi hai fatto battezzare perche’ fossi libero di essere Cristiano se lo avessi desiderato e poi hai lasciato che decidessi io se volevo andare al catechismo e fare la Prima Comunione o andare a Messa la domenica mattina. Mi hai solo chiesto di essere coerente con le scelte e non farle “per imitare i tuoi compagni”. Non mi hai asfissiato di religione. Non mi hai imposto le tue convinzioni o il Dio degli anni ’40/’50 che era stato imposto a te.

E se hai agito cosi’ e’ perche’ tu sei stata, sei e sarai sempre comunista. E non mangi i bambini. Il tuo comunismo e’ un ideale di liberta’, diritti e uguaglianza. Non condivido molte cose dei partiti comunisti italiani e men che meno del comunismo russo, ma i tuoi ideali e quelli dei compagni che hai frequentato sono la ragione per cui io esisto, per cui fin dall’inizio sono stato libero di scegliere. Provo umano dispiacere quando leggo di bimbi costretti ad andare a Messa la domenica gia’ a pochi anni; trascinati in un percorso di Fede senza poterlo decidere da se’, seguiti, asfissiati da chi vuole imporgli le proprie idee.

E io mi sento davvero fortunato perche’ tu mi hai insegnato che “c’e’ sempre un’alternativa”; mi hai insegnato a essere onesto, corretto, rispettoso verso gli altri e coerente. Grazie a te ho imparato a rispettare. Grazie ai miei occhi di cui ti dai sempre, erroneamente, colpa, ho imparato a capire e ascoltare la sofferenza altrui. Grazie a te sono quello che sono quindi oggi sono io a dirti grazie e a dire a tanta gente che vive ancora ai tempi di “don Camillo e Peppone” che sarebbe il caso di non dare certi giudizi netti perche’ chi fa scelte di vita diverse da quelle dettate dagli uomini di Chiesa ma agisce rispettosamente, correttamente e onestamente, penso proprio sia amato dal Signore tanto quanto chi lo ricopre di preghiere e poi e’ pronto a denigrare, sparlare, attaccare, in voce o in punta di penna.

Grazie mamma, sono grato di essere tuo figlio e orgoglioso di essere figlio di una “comunista”!

21/05/2014

Dovunque io vivro’, io ti avro’ con me…

Vivro’ con la faccia che tu amavi
coi miei giochi sempre nuovi, col difetto di sognare…

Cosi’ inizia “Vivro’” di Roby Facchinetti e cosi’ io vivro’, nel nome di cio’ che sei stata, di come mi hai insegnato a vivere e ad essere.

Oggi a salutarti c’erano tutti: i tuoi colleghi, i tuoi amici, i miei amici, pure angeli arrivati in modo avventuroso e il cui gesto non dimenticherò, i vicini (anche chi in un lontano passato oso’ insultarti per la scelta di avermi fuori dal matrimonio). C’erano parenti acquisiti e anche i parenti e gli amici che per motivi di salute o distanza non erano fisicamente con noi c’erano col cuore.

E c’era don Armando, che ti voleva cosi’ bene ma cosi’ bene che si e’ commosso mentre ti ricordava. Si’, a te, che dal cattolicesimo bigotto hai ricevuto dolore ma che amavi Gesu’ per i suoi messaggi d’amore e giustizia cui i tuoi ideali assomigliavano tanto.

E c’era don Danilo, oggi cosi’ impegnato in alti incarichi in Curua, li per me e per te, che t’aveva conosciuta in quella tua telefonata di gioia dopo il mio intervento. E c’erano le persone che mi stanno aiutando, e lo sapevi, e a loro l’avevi chiesto e forse sei partita piu’ serena anche per questo.

E c’eri tu, fra noi, finalmente senza piu’ dolori, finalmente accanto al tuo papa’, alla zia anna, alla tua mamma, ai parenti e agli amici che avevi salutato.

E c’ero io che ti ho promesso che vivro’, mi sforzero’ di farlo, per cio’ che sei stata e mi hai dato, perche’ se ho fatto qualcosa di buono lo devo ai valori che mi hai trasmesso tu.

Come ti ho detto tante volte e ripetuto questa mattina prima che chiudessero la bara, grazie di avermi messo al mondo.

Vivro’ senza morire perche’ e’ stupido e indecente
ricomincero’ da niente e lo faro’
ma giuro che vivro’ e lo devo a te e basta…
E diro’ di piu’: dovunque io vivro’, io ti avro’ con me…

PS: e come hai visto ho mantenuto la promessa anche per “What a wonderful world”. Quando credevo di non riuscirci per il troppo sole che rendeva illeggibile il display, qualcosa dentro mi ha dato il coraggio… e anche il momento di quella terra che scendeva e’ stato avvolto di serenita’.

13/05/2014

Lettera per la festa della mamma

Domenica scorsa ho scritto, stampato e portato a mia madre questa lettera. Il 14 maggio dovra’ affrontare un intervento impegnativo e se queste parole le hanno dato forza, come credo penso e spero, e’ il regalo migliore di sempre. L’ho accompagnato con questa rosa i cui colori sin da piccolo ho associato a “mamma”. D’accordo con lei, che l’ha voluta far leggere a un nostro caro amico, la pubblico anche nel blog.

Mestre, 11/5/2014
Avevo pensato di regalarti un lettore musicale per farti ascoltare musica, magari il CD di Mina con tale rapper “Mondo Marcio” che è davvero bello, ma ho ricordato che tu e la tecnologia non andate d’accordo e quindi ho optato per qualcosa di più tradizionale e per me inedito: una lettera. La scrivo al PC perché la mia calligrafia è quella che è. Adesso almeno la posso stampare.
E cosa scriverti? Frammenti. Frammenti belli della vita bella che mi hai dato e mi darai, perché io SO che comunque vada il domani, tu sarai con me… e ora scaccio lacrimuccia e scrivo…

…io e te sdraiati su una barca a Bibbione… avrò avuto 3 o 4 anni… c’è il sole caldo, abbiamo gli occhi chiusi, ti sento vicina.
…io e te al mare, stessa età, gioco e nuoto fino a trovare le tue gambe, calde, protettive, le chiami “le colonne d’Ercole” e mi proteggono da dove è più profondo…

…venirti a prendere in ufficio…
…vederti quando uscivo da scuola o da catechismo…
…chiamarti in ufficio, chiedere di te e sentire la tua voce…

…la volta che dovevo leggere in Chiesa al microfono, ero troppo emozionato, la catechista mi offriva di non farlo e tu mi hai incoraggiato…
…il tuo vestito blu acqua pura alla mia Prima Comunione…

…noi sul Passo San Pellegrino…
…noi sui monti, sui torrenti, al mare, al lago di Garda…
…i grandi viaggi sulla 126…

…il viaggio in Canada, che pure ti ho reso difficile come tanti momenti…

…le mie crisi anche per sciocchezze e tu che ci sei, sempre… sacrificando te stessa anche ai miei difetti, paure e limiti…

…quando un giorno ti ho confidato che mi mancava un po’ la nonna e mi hai detto che era l’unica cosa a cui non potevi porre rimedio. Lì ho capito cos’è l’amore materno, che davvero per me avresti fatto ogni cosa umanamente possibile…

…tornare a casa e chiamarti e spaventarmi/seccarmi se non rispondi subito…
…tornare a casa e trovarti…
…io che vengo a vedere come stai, sapendo di trascurarti ma felice di averti li a un passo e sentirmi dire “so che ci sei, che sei qui, e va bene”…
…io sdraiato sul divano e tu che guardi la TV…

…tutte le volte che c’eri prima e dopo le operazioni…
…la volta a 5 anni che ho mangiato una caramella la sera prima di un intervento, mi sono spaventato, ti ho chiamata, non ho avuto coraggio di dirtelo ma la tua voce mi ha tranquillizzato…
…la volta che dovevo decidere se fare l’intervento per curare lo sdoppiamento e tu hai avuto forza per me di dirmi “sì fallo”. Ora la ho io per te: sì fai questo, starai bene, ne vale la pena e meriti di vivere bene!

Quanta forza hai avuto per fare tutto da sola contro i bigotti e gli sciocchi. Quanta forza per affrontare un figlio difficile come sono io. Ti ammiro e voglio dirti ancora una volta…

Grazie mamma per avermi messo al mondo,
   mi hai dato, mi dai e mi darai una vita felice!

25/03/2014

Una doppia emozione

Mestre,
Padiglione Rama presso Ospedale dell’Angelo.

Si’, oggi sono entrato in questo posto. E’ la sede della Fondazione Banca degli Occhi ma ospita anche convegni e ambulatori, fra cui quello in cui la dottoressa Franch, primario di oculistica a Venezia, ora riceve i pazienti di Mestre.

La prima emozione e’ per il luogo e la persona a cui e’ dedicato. Questi miei occhi ricevono la luce che da’ forma e colore ai luoghi che vedo grazie al professor Giovanni Rama. Ora di lui c’e’ un nome e un ricordo ma 40 anni fa erano mente e dita che controllavano e impugnavano strumenti. E ora vedere ed entrare in questa “cattedrale della ricerca” a lui dedicata e’ un’emozione, anche se poi il pensiero corre all’ospedale Umberto I dove operava e tante volte mi opero’. Ora li c’e’ solo un cumulo di macerie e tanto degrado, ma non pensiamoci…

La seconda emozione e’ lei, che mi accoglie, mi sorride, mi chiede subito se l’intervista ha avuto successo.
Poi visita sia me sia mia madre usando tutti gli strumenti oculistici piu’ moderni e presentandoli con lo stesso entusiasmo con cui io parlo che so del mio nuovo disco SSD. Pressione a posto (11 a sx, 14 a dx con strumento precisissimo e non influenzato dal nistagmo), occhi a posto, sia i miei (considerando tutte le patologie che hanno) sia quelli di mia madre. E nel frattempo si fa raccontare come va la vita e tanto altro.
Dopo una visita accuratissima ad entrambi e’ tempo di salutarci ma prima mi vuole presentare alla sua assistente “e’ lui quel Favrin!” e a me “sei famoso!”. Le chiedo se mi manda una copia della dettagliatissima foto all’occhio che mi ha fatto e acconsente quindi si fa dare la mia mail.

Infine una cosa che mi fara’ anche apparire vecchio agli occhi della generazione del “tu” ma ogni tempo ha le sue abitudini. Da anni mi ha sempre dato del tu mentre io le davo del lei (l’intervista non fa testo). Mi sono deciso a chiedere se potevo fare altrettanto “lo speravo da tanto”. Ripeto oggi i giovani danno del “tu” a tutti, ma per me e’ una conquista preziosa con una persona che non solo stimo ma praticamente venero. E come dice la sua assistente “e’ facile venerare la dottoressa Franch”. Decisamente.
Grazie per sempre dottoressa Franch!

16/03/2014

Un mondo che non c’e’

Eppure vivere non e’
solo un mestiere
e’ violenza da fermare,
e’ innocenza da stupire
senza mai scappare via
dalla realta’.

Vivere vuol dire ho pianto
perche’ stavo troppo bene
e ho piantato un seme
che vivra’
nella siccita’.

Vivere e’ aggiustare
quello che non va…

Ma perche’
non si puo’ diventare migliori
partendo da me…

Grazie Roby, grazie Valerio…
Come sempre succede con le vostre opere, anche questa cade a fagiolo con la mia vita e cerchero’ di farne tesoro in questo momento.

02/03/2014

Spicchi di Limone: Decora la tua anima

L’ho gia’ segnalato una volta ma mi ripeto, come i vecchi, perche’ mi e’ caduto sotto gli occhi in un momento in cui mi ritrovo davvero molto in queste parole, che quindi voglio condividere ancora.
Spicchi di Limone: Decora la tua anima. Ci provo.

21/02/2014

Piccole cose

Oggi e’ il 21 febbraio, l’anniversario di un giorno che mi ha cambiato la vita, un giorno di festa. Ma credo che da oggi in poi ricordero’ il 21 febbraio anche per una lettera che ho ricevuto. Una signora che usa il mio “contagiorni” per ricordare il passare dei giorni da una tragedia che e’ occorsa nella sua vita (resto volutamente vago per rispetto).

Mi ha colpito molto, scrivo sull’onda dell’emozione.

Mi ha colpito perche’ mi riafferma la consapevolezza che tutto cio’ che facciamo, che doniamo, puo’ servire, puo’ rappresentare qualcosa per qualcuno che magari nemmeno conosciamo o conosceremo mai. Qualcosa di noi restera’, che siamo stati grandi grandi o piccoli piccoli, che abbiamo creato astronavi o i livelli di un gioco, se doniamo con amore, qualcosa resta. Scrivi su un blog, su Twitter, su un sito, ma non sai chi ti legge oggi, domani o fra un secolo.

L’ho fatto per Francesca, l’ho fatto per insegnare la sicurezza, l’ho fatto pure per motivi sbagliati o che credevo giusti, a volte. L’ho fatto per raccontare la speranza di un “dopo” o ringraziare per un dono.

Non sono qui a vantarmi, sono qui a commuovermi perche’ capisco che sono riuscito a dare qualcosa a qualcuno. Lo so, me lo dicono, ma certe cose arrivano inattese, magari in periodi piu’ difficili, e toccano il cuore.

Sette meravigliosi anni…

… dal 21/2/2007, che ho ribattezzato primavera in febbraio

Sempre, infinitamente, GRAZIE!

17/02/2014

Storia vera, in Israele

Amica giramondo settantenne ci racconta questa storia. Riportata in scritto non rendera’ ma ci provo. A voce ho riso come un pazzo.

E’ stata in tutto il mondo, da Amsterdam alla Siria, dall’Iran quattro anni fa a New York, a tantissimi altri posti. E l’anno scorso e’ tornata in Israele a rivedere Gerusalemme. Era in crociera con un’amica. Gita organizzata, veloce ma bella. Per tornare alla nave era previsto un volo interno.

All’aeroporto erano tutti pronti a partire quando dall’altoparlante si sente: “la signora xxx e’ desiderata al posto di polizia”. Lei va, immagina gia’ perche’.
Le si presentano due agenti giovani. Parlano in inglese senza chiedere se lo conosce (fortunatamente si’, e’ laureata a Cambridge).

- “Perche’ e’ stata in Iran?”
Cosi’, secchi, diretti. Lei li guarda:
- “per lo stesso motivo per cui sono venuta qui: conoscere, vedere posti…”

- “Non e’ che in Iran le hanno dato un pacchetto?”
Risponde:
- “Guardi il timbro, e’ di quattro anni fa: se mi avessero dato un pacchetto a quest’ora…”

Loro:
- “Sa, noi abbiamo paura…”

Lei, con tono difficile da riportare ma esilarante:
- “Beh ne avrei anch’io, devo andare io su quell’aereo!”

Al che chiamano altri, che ripetono le domande finche’ un agente, colto da illuminazione, fa cenno all’altro “lasciala perdere” e lei puo’ tornare in tutta fretta all’aereo nello stupore dei compagni di viaggio.

Per far capire il tipo e immaginare meglio il dialogo, sappiate che e’ la protagonista della storiella sull’autobus 280 di Roma raccontata anche da Repubblica ;)

09/02/2014

Basta poco per chiamare, ma serve coraggio per provare

Mi piacerebbe chiamare una persona di tanti anni fa.
Abita ancora nello stesso posto, mi dice Google.
Un clic e mi ritrovo davanti a quella casa dove sono stato, con foto a 360 gradi.
Il numero e’ li e non c’e’ nemmeno la scusa del telefono e dei costi, che fra cellulari e offerte speciali posso chiamare dove voglio.

Ma cosa potremmo darci e dirci, dopo esserci persi di vista per 17 anni?
E soprattutto, quale lama nel cuore potrebbe affondare se mi dicesse che non lo sente piu’ neppure lei o magari di peggio, con tutte quelle sigarette e quel modo di guidare…
Almeno avesse una mail, sarebbe piu’ facile e meno diretto,
ma sembra che lei sul web non esista…

Da una parte vorrei provare, dall’altra non voglio rischiare.
Forse e’ meglio se resti nel baule dei ricordi, cara amica di ieri…

Stazionario

Stazionario: ne’ meglio ne’ peggio, ovvero come deve essere il campo visivo di una persona affetta da glaucoma. Andata anche quest’anno col test del campo visivo a Venezia e devo dire che arrivarci, sempre col caro amico Firmo, e’ stato forse piu’ facile.

Ci si lamenta tanto del Comune di Venezia ma il cambio tram-linea 4L a piazzale Cialdini e’ comodissimo e l’approdo del vaporetto 5.2 a Venezia, subito oltre la stazione del People Mover, e’ di una praticita’ unica. Dai che nonostante l’osceno e scomodissimo iMob, il sistema di trasporti di Mestre e VE non e’ male.

E adesso prendiamo appuntamento con la dottoressa Franch per la visita annuale di controllo. L’anno scorso e’ stato proprio bello, clinicamente e umanamente. Da allora molte cose sono successe, chissa’ cosa le diro’ se mi chiedera’ come sto. Boh? Se lo sapessi lo direi pure qui come sto. E’ tutto molto complicato.
Pero’ intanto gli occhi stanno bene e ieri “e’ stata una bella gita a Venezia”, come dice Firmo.

06/02/2014

Una dritta per chi usa InDesign

- Aprire InDesign
- Andare al menu Modifica e scegliere Preferenze
- Nel menu che appare scegliere “Gestione appunti”
- Alla voce “Quando si incollano testo e tabelle da altre applicazioni” scegliere “Tutte le informazioni (Indicatori indice, Campioni, Stili, ecc)
In questo modo inserendo testi da Word e altri software si mantengono grassetto, corsivo, ecc.

E’ vero che il modo migliore di inserire testo e’ tramite l’apposita funzione, ma se capita un copia e incolla veloce questa dritta puo’ tornare utile.

02/02/2014

E’ passato anche gennaio

E’ passato anche gennaio.
E’ stato un mese caratterizzato da una sola cosa bella: un esame di controllo in famiglia andato bene. E’ la cosa piu’ bella e piu’ importante e si’ basterebbe questo a definirlo bello e a superare tutto il resto.

Poi c’e’ stata la mia scelta di lasciare una cosa iniziata con un amico, perche’ il terzo fra noi che credevo amico in tanti anni e’ rimasto uguale, ma io no, e invece di farmi avvelenare oggi preferisco lasciare.

Poi c’e’ stata una persona che, di nuovo, mi ha fatto male. E forse io a lei.

Poi c’e’ stato il mio regalarmi un anno di lynda.com e il bellissimo Construct2, per esplorare mondi diversi. Poi c’e’ stato il solito virus-senza-febbre-che-ti-mette-KO…

In sottofondo pero’ c’era sempre un buco, una sensazione che non ricordavo da parecchio tempo e che regalava flash angoscianti che non capivo ma che ho dovuto e voluto razionalizzare.
E purtroppo so benissimo cos’e’. Non che razionalizzare sani, ma la verita’ e’ che per certe cose un’epoca e’ finita. Magari e’ solo un momento, magari arrivera’ un’altra epoca, magari sbaglio pure ma e’ quello che sento e vedo. Va bene cosi’, in fondo e’ giusto, in fondo e’ tutto normale e forse pure io faccio stare le persone cosi’ a volte, pero’ non essere piu’ cercati e considerati come prima in un rapporto d’amicizia fra i piu’ preziosi fa il suo effetto.
C’e’ chi ai cambiamenti reagisce diventando appiccicoso e chi se ne sta in disparte, cercando di riempire la propria vita di pensieri, parole (non sempre giuste), impegni. Ma quel buco resta e sai che ci vorra’ del tempo per riadattarti alla nuova realta’, sempre tenendo nel cuore le cose preziose che hai avuto e aspettando a cuore aperto il domani.

Non e’ un post contro nessuno, sto parlando a me stesso per rileggermi quando ne avro’ bisogno.

23/01/2014

Aborto: una questione mal posta?

La scorsa primavera ho avuto uno scambio di vedute con una rappresentante del Movimento per la vita su Lettera Aperta, il foglio della mia parrocchia. Lei si lamentava dei giovani che usciti dalla Messa non correvano a firmare contro l’aborto. Io ho ritenuto di dire la mia sull’importanza di una corretta educazione sentimentale e sessuale, sul certamente prezioso aiuto da dare alle donne nel momento di una simile scelta ma anche sull’insindacabile diritto delle stesse a decidere se portare avanti una gravidanza o meno.
Di questo dialogo ha parlato anche don Armando a modo suo ;)
Ci sarebbe potuto essere un seguito in un confronto diretto e sereno col presidente del MpV di Venezia ma si arrivo’ all’estate che io vissi fisicamente molto male.

Da allora io ho in cuore un pensiero e lo propongo ora con l’avvicinarsi della “Giornata per la vita”.
Il mio pensiero, che nasce dal commento di don Armando sugli opposti integrismi e i dialoghi non costruttivi, e’ che forse tutta la questione e’ posta in modo sbagliato.

Non ci sono “pro vita” e “pro morte”, ci sono “pro vita” e “pro scelta”, ma non c’e’ nessuna ragione per cui la “scelta” debba avere come conseguenza la fine del nascituro. Oggi si’, ma domani?

Buttiamo via slogan e definizioni su cos’e’ la vita e cosa no e mettiamoci a studiare un modo per prendere l’embrione o il feto dalla donna che non vuole portare avanti una gravidanza e trasferirlo nell’utero di una delle tantissime donne che vogliono disperatamente avere un figlio e per mille motivi non possono!

Possiamo fare trapianti e sappiamo operare un bimbo ancora nella pancia della mamma, davvero non siamo in grado nell’immediato o di qui ai prossimi anni di trasferire un embrione o un feto?

Bello sara’ il giorno in cui il diritto di scelta sara’ riconosciuto naturale e altrettanto lo sara’ il diritto di “trasporto”. Non aborto, trasporto.
Certo, c’e’ chi dovra’ digerire qualcosa che va oltre la “fecondazione eterologa” ma questa soluzione non e’ forse il male minore per quanti ritengono l’aborto un assassinio?

Chiedo agli anti-abortisti: se la scienza ci portasse a questo traguardo, sareste a favore o contrari come lo siete per l’aborto?
E se siete a favore, non lasciate morire questa idea in un blog ma fatela vostra e parlatene. La mera contrapposizione e’ inutile e di fronte a possibili alternative e’ anche assurda!