...e si può dividersi e non sparire...
se è così riabbracciami quando vuoi!

Domani, Pooh 2004

16/09/2016

Amici per sempre

Molti nel tempo mi hanno detto che Amici per sempre dei Pooh e’ una canzone utopica.
Ebbene, oggi ho avuto la prova che non e’ per niente utopica.

Tre amici. Con una ci conosciamo dal 2001 ma non ci siamo mai incontrati di persona per mille motivi. Con un’altra ci conosciamo dal 2004, ci siamo visti varie volte e abbiamo condiviso momenti difficili. La terza, che è il compagno della seconda, con cui nelle differenze e’ nato un rapporto di grande stima e un progetto prezioso comune. Ebbene, ci troveremo tutti e 4 e condivideremo un evento che sara’ irripetibile. Un regalo immenso che fanno loro a me e che ci facciamo tutti e 4.

19/06/2016

Compleanno

Scrivo sempre meno qui.
Sembra che la mia vita sia altrove, un po’ su Twitter un po’ in quell’angolo di paradiso che ho creato con alcuni amici, un po’ in giro per le nuove frontiere del web.

E’ stato un compleanno sereno, sono riuscito a fare tutto cio’ che mi ero prefissato, compreso tagliare decentemente la torta che mi sono regalato. Ho ricevuto auguri attesi e inattesi, telefonate, affetto. Ci sono delle cose che vorrei e non sono ancora avvenute, ma non pensiamoci ora. E’ stato un giorno sereno. Grazie a chi quaggiu’ e lassu’ l’ha reso possibile.

10/06/2016

Ancora una canzone!

“Luna dai,
questa notte non correre
dammi un attimo
che diventi per sempre.
Scordati di inseguire la notte
confondi l’alba
e se puoi resta in cielo di piu’!
Fai che domani non sia maaaaaaaaaai!”

Mammamiaaaaaaaaaaaa!
Son tornato ragazzo col singolo nuovo dei Pooh da beccare in radio, registrare su cassetta e di cui trascrivere al volo il testo per impararlo bene subito!

Adesso e’ tutto piu’ semplice ma l’emozione e’ rimasta la stessa e la canzone e’ bellissima tanto che l’avro’ sentita gia’ almeno 20 volte!

GRAZIE POOH PER AVERMI REGALATO ANCORA UNA CANZONE!

23/04/2016

Mai dire mai

Ebbene si’, sto facendo un pensierino a usare, pur limitatamente, anche facebook.

Adesso chi legge dira’ “Ma con tutto quel che hai sempre detto?!” “Cos’e’ cambiato?

Non e’ cambiato niente. Mi fa schifo lo stesso. E’ ultra invasivo, e’ finalizzato a raccogliere i fatti tuoi sia con quel che tu metti sia con quello che gli altri mettono.

E allora?”

E allora c’e’ un problema, lo stesso che 14 anni fa mi porto’ ad avvicinarmi ai blog.
Alcune realta’ che seguo usano solo quello, e vorrei interagire.

Sei incoerente con tutto cio’ che hai sempre detto!”

Continuo a pensare che sia un social pericoloso, soprattutto per i minori che non tutela minimamente e incoraggia a comportamenti sbagliati, ma io decisamente sono piu’ vecchio, sul web ci sono gia’ con i miei spazi e la mia identita’  e penso/spero di potermi gestire e controllare cio’ che metto li. Il mio social del cuore resta Twitter, quello sarebbe un di piu’ per contattare ad esempio chi non espone una mail. E poi…

E poi? Che scusa ti inventi ora?

E poi il mio parroco vuole che tutta la presenza social della parrocchia sia solo in mano mia. Non sappiamo ancora se e come useremo fb (non piace a nessuno dei due, per ragioni tecniche, non ideologiche) ma dovremo anzi dovro’ averci a che fare per prendere il controllo di alcune cose fatte da alcuni senza consenso.

E insomma hai trovato tutti i pretesti. E ci metterai pure nome e cognome?”

Idealmente no, ma probabilmente qualcosa di riconducibile a me come su Twitter, visto che con le realta’ che mi interessano voglio interagire apertamente. Devo rifletterci un po’.

Sei incoerente con tutto cio’ che hai sempre detto!”

Di nuovo? Forse e’ vero, ma se e’ per questo allora lo sono stato anche quando ho iniziato a usare MSN, poi Skype… ah gia’ su Skype non amavo parlare a voce mentre ora su Whatsapp e Telegram lo faccio molto di piu’. E’ cambiare, rimettersi in discussione. Non farsi piegare dal mezzo ma vedere se lo si puo’ piegare alle proprie necessita’. Per esempio non penso di usare fb messenger, restare loggato e farmi tracciare, ne’ di usare app. Le notifiche si’, vedremo cosa offre e se non mi sta bene, via.

Sei sicuro?

No, per niente. Ci sto solo facendo un pensiero che ho voluto scrivere nel blog.

Update: penso che contiuero’ a tenere un account anonimo del tutto staccato da me per “osservare”: non tutti sanno che e’ possibile vedere quali utenti hanno aperto un profilo di qualcuno anche senza esserne amici, e la cosa non mi piace.
Poi faro’, se faro’, un account di “rappresentanza” per poter interagire quando serve. Senza tenerlo loggato, usando un browser specifico. Gia’ oggi uso piu’ installazioni portatili di browser per attivita’ diverse, come l’home banking.

18/04/2016

Letterina a Babbo Natale (in aprile!)

Caro Babbo Natale, tu sai quale desiderio ho. Tu, e forse due persone al mondo.
Lo puoi realizzare? Grazie.

15/04/2016

…son giorni del futuro, venuti da lontano…

Sono quasi due mesi dall’ultimo post qui, scritto alla vigilia della visita della mia amica Giordana, che tanto mi ha dato.

Ma non e’ di questo che voglio parlare, perche’ voglio tenere quei cinque giorni fra le cose personali e piu’ preziose, in attesa che presto si ripetano.

A questo blog adesso dedico un po’ di informatica, tema di cui il mio amico Salvatore dice che dedico poche parole in quel di Twitter.

Ma essendo questo un blog personale, anche l’informatica si fonde con… appunto, il personale, il vissuto.

Io sono una persona abbastanza abitudinaria: se una cosa funziona bene, non la cambio volentieri.
E il mio mondo informatico funzionava bene.

Non so se l’ho scritto qui ma negli ultimi anni ho fatto un po’ di cambiamenti casalinghi, scoprendo nuove possibilita’ (che avrei voluto scoprire prima, perche’ avrei fatto divertire molto di piu’ mia madre).
Intanto il Wi-Fi. Non avendo piu’ la responsabilita’ di nessuno, l’ho attivato e lasciato attivo.
Sara’ che il router sta altrove, in una stanza di passaggio, sara’ che le tecnologie sono cambiate, ma dormo lo stesso, non ho mal di testa e non mi sono spuntati tentacoli verdi.
A ottobre 2014 dopo 14 anni con Wind sono tornato in Telecom per la loro VDSL (commercializzata come “fibra”). Ottimi, da allora a oggi solo 3 ore di disservizio. Prima la 30/3, poi a maggio 2015 la 50/10 e a dicembre la 100/20 che pago anche meno della 50/10 per una offerta. In tutto questo… l’upload! Meraviglia a lungo sognata!!!

Da li’ in poi: lucine Philips hue per colorare le stanze con luci led programmabili e risparmiare moltissimo sulla bolletta elettrica, rete DLNA fra pc, cellulare, tv, tablet avuto in eredita’ da mia madre e ogni altro dispositivo. Poi a Pasqua 2015 mi son regalato un bellissimo speaker Wi-Fi Sony e, insomma, dal PC mi sono un po’ allontanato visto che per molte cose non serviva piu’, chat comprese visto che adesso tutto funziona da cellulari e tablet.

Pero’ il primo amore non si scorda, e mentre con altri dispositivi puoi fruire, col PC puoi creare.

E torniamo al punto: io sono una persona abitudinaria e se una cosa mi funziona me la tengo. Pero’ passano gli anni, le esigenze cambiano (e molte sono dettate da questi occhietti miei…).

A febbraio 2016 dopo averlo sistemato per un’amica ho deciso di fare il salto verso Windows10, visto che tanto era gratis e avevo comunque intenzione di farlo entro luglio. VE-LO-CE. Ho sfognato subito tutti i live title dal menu start e ci ho messo le iconette (ridimensionate) dei programmi che uso di piu’. Molto comodo. Ho personalizzato la privacy il piu’ possibile e adottato il meraviglioso tema nero (migliorato con qualche tweaker). Win10 mi ha dato solo due rognette, che hanno richiesto un po’ d’esperienza per essere sistemate, ma ne parlero’ in un altro post.

Poi ho deciso che era ora di cambiare un po’ di cose, grazie anche ai soldini risparmiati non dovendo comprare Windows10, dato che l’aggiornamento da Vista/Win7/Win8 e’ gratis fino a luglio 2016. Cosi’, previo consulto con la mia oculista, ho cambiato monitor e preso un bel 27″ AOC (dal 22″ che avevo). Si vede bene, ha una resa colori migliore del vecchio DELL, piu’ opzioni e… beh, sono contento!
Sarebbe 1920×1080 ma di fatto scalando i DPI lo uso come un 1280×720 ma i miei occhi sono felici cosi’. Come lo sono per il magnifico braccio meccanico Ergotron (che mi hanno montato la dolce e bravissima Fog e il caro amico Firmo) con cui posso avvicinarlo, inclinarlo, spostarlo a seconda delle necessita’.

Poi il software, perche’ era ora no? Aggiornato Thunderbird (per il plugin da cui dipendevano alcune cose e che non va del tutto con le versioni recenti… ho creato un’altra installazione). Poi PsPad, poi mi sono deciso a passare dal player MP3 Billy a Foobar2000: alla fine anche io, invecchiando, ho iniziato ad apprezzare le playlist e l’avere un solo player per tutti i formati. Bullzip printer, FreeCommander (che rispetto alla versione che avevo visto anni fa ora e’ davvero fantastico, e come donor mi spetta la 64bit). Poi KeePass, ho abbandonato la 1.x per la spettacolare 2.x che a conti fatti oggi gira ovunque e anzi i port per altri dispositivi sono basati su questa e non sulla 1.

Ho anche cambiato gli speaker del PC, che i vecchi non funzionavano piu’ bene. E adesso che ho finito questo post vado a riposare un po’ gli occhietti… e dal cellulare lancio al PC (che resta acceso per un backup) la mia playlist preferita, che FooBar2000 supporta la mia rete DLNA e da BubleUPNP su Android funziona davvero bene. ;)

17/02/2016

E’ scomodo essere del M5s oggi, ma…

E’ decisamente scomodo essere e dirsi del Movimento cinque stelle oggi. So che ricevero’ insulti frutto di rabbia e frustrazione e anche io sono arrabbiato e tanto. Ma. Sì c’è un ma.

Il “ma” è che io mi sono fatto delle domande:

  • “se fossi in senato, voterei il “super canguro” per spazzare via i 500 emendamenti degli integralisti contro la legge sulle unioni civili?”
  • “Voterei una soluzione che in passato ho contestato quando ha impedito ogni dibattito sulle riforme istituzionali?”
  • “Se una cosa che non condivido mi torna utile, diventa accettabile?”

Le risposte che mi sono dato mi hanno fatto capire che voterei a favore solo ingoiando la mia coscienza e accettando la tesi che “il fine giustifica i mezzi”, che non e’ proprio il massimo.

Il tutto poi senza alcuna certezza di far passare la legge visto che nel caso del taglio di ogni emendamento non e’ chiaro come avrebbero reagito gli oppositori all’interno del PD stesso.

Dunque io avrei votato no “assieme a lega e ncd” dira’ chi mi legge. Certo, ma per motivi diversi rispondo.

Quindi io non condanno m5s, anche se provo rabbia e dolore per gli sviluppi. Ma la responsabilita’ a mio modo di vedere e’ del PD che risponde all’ostruzionismo comprimendo la democrazia e facendo ricadere la colpa su M5S. Se avessero i numeri e fossero in buona fede voterebbero gli emendamenti senza timori. Piu’ facile e’ dare la colpa a chi non pensa sempre che “il fine giustifica i mezzi”. Per M5S sara’ una batosta e per un po’ evitero’ di leggere sia i troll PD su Twitter sia i toni trionfalistici degli integralisti di casa nostra. Sperando che il PD che ha proposto la legge metta in fretta ordine in casa propria e si inizi a votare i 500 (non 5000!) emendamenti. Per tante cose se ne votano ben di piu’ in pochi giorni.

PS: sul fatto che il “super canguro” sia una soluzione ortodossa ci sono molti dubbi

Altro PS, grazie ad Alex Galvani che da vero amico mi ha fatto notare in privato, per evitare che venisse strumentalizzata, una inesattezza che avevo scritto.

06/02/2016

Sul “dietrofrontM5S”

Non sempre e’ possibile esprimere su Twitter, in 140 caratteri, le proprie opinioni e sentimenti, quindi oggi ricorro al mio buon vecchio blog, dopo aver riflettuto qualche ora.

Dunque i vertici M5S hanno dato liberta’ di coscienza per il voto sul DDL Cirinna’ unioni civili per quanto riguarda l’adozione del figliastro (stepchild adoption).
Fino a ieri la linea era “si vota solo se l’adozione del figliastro e’ prevista”.

Dal punto di vista personale non posso negare che la decisione mi irrita non poco e avrei preferito non fosse stata data tale “liberta’” su un tema simile che riguarda la sicurezza di bambini che vivono in famiglie lgbt.

Chiarito che da elettore M5S non sono al settimo cielo, devo anche fare alcune altre riflessioni. Dal punto di vista politico come posso leggere questo fatto?

Intanto, mi fa sorridere che chi fino a ieri accusava M5S di mancanza di democrazia ora condanni la possibilita’ di votare secondo coscienza. Ma OK, chi detesta M5S lo condanna sempre e comunque quindi pazienza.

In merito asl DDL Cirinna’, questa liberta’ di coscienza che effetti potra’ avere? E se non fosse stata data? Sorprendentemente, e giuro che lo dico obiettivamente e non da sostenitore M5S, forse e’ un gran bene. Perche’?

Fino a oggi la situazione era:
– PD intenzionato a votare la legge CON l’adozione del figliastro
– SEL e M5S a favore, col secondo che pero’ non accettava modifiche.
– destre contrarie
– NCD (gamba del PD nel governo) che mostrava alcune aperture alla legge a patto di togliere l’adozione del figliastro
– opinione pubblica confusa dagli strilli degli integralisti
– integralisti preoccupati che la legge passi (in qualsiasi forma) che usano l’adozione del figliastro come spauracchio per opinione pubblica e politica.

Possibilita’:

– andare al voto con unioni civili+adozione, col rischio che anche con SEL e M5S manchino i numeri.
– scendere a patti con chi non vuole l’adozione, perdendo pero’ i voti di M5S e quindi col rischio che manchino i numeri.

In quest’ottica secondo me passare dall’approccio “o tutto o niente” a “meglio portare a casa le unioni civili che niente” e’ positivo. Anche perche’ una convergenza sul provvedimento piu’ ampia di PD+M5S+SEL ridurrebbe il rischio di sgambetti e ricorsi da certe destre.

E l’adozione del figliastro? Io non mi preoccuperei, non ne farei questione di vita o di morte in questo momento. Perche’ gli integralisti cattolici non vogliono la legge? Perche’ non accettano che in Italia esistano altre forme di famiglia (chiamatela come vi pare, sempre nucleo famigliare e’). Se passasse la legge ci sarebbe una base per andare oltre, lo sanno benissimo loro e lo sappiamo benissimo tutti. Quel che non c’e’ ora arriverebbe poi. Non subito forse ma arriverebbe, ne sono certo. E del resto se gia’ oggi giudici affidano bambini a due donne o uomini che vivono assieme, sara’ per loro piu’ facile farlo con una norma che sancisca una unione permanente, no?

Ecco, tempo fa dissi “sulle unioni civili ho un’idea ma la diro’ poi”. Era questa.

Quindi sulla posizione di M5S sono combattuto. Non mi fa piacere, ma sinceramente mi preoccupava anche l’intransigenza.

30/01/2016

Ripulire l’anima dalle cattiverie di chi vuole imporsi sugli altri

Siccome per criticare bisogna conoscere, ho provato a seguire la diretta del Family Day 2016.
A parte che da ogni ripresa e’ palese l’ampio spazio vuoto fra le persone, in un’area che ne puo’ contenere 300.000 e non 2 milioni (stima degli organizzatori), i discorsi sono violenti, prepotenti, ripetitivi e mi hanno sinceramente nauseato.

Ho quindi cercato un po’ di serenita’… e dove altro trovarla se non da quelle meravigliose bambine, Emma e Giada, intervistate a Presa Diretta domenica scorsa?

Andate al video della trasmissione sul sito RAI, saltate a 19:18 e ripulitevi l’anima dalla prepotenza di chi pretende di decidere come devono vivere gli altri, cos’e’ una famiglia, ecc.

I bambini ci salveranno. Anche le giornate inquinate dalla prepotenza di chi vuole imporsi sugli altri con un furore che ricorda piu’ crudeli teocrazie.

Grazie Emma e Giada. Io mi impegno quotidianamente per trasmettere un messaggio di educazione e rispetto a tutti e lo faccio anche perche’ bambine come voi crescano in un paese migliore di come e’ oggi.

 

23/01/2016

Da dove vengo

Io non sono nato “per caso”.
E non sono neppure nato perche’ due persone volevano “perseguire il disegno di Dio”.

Io sono nato perche’ mia madre mi voleva e per avermi ha fatto l’impossibile in un’epoca ancora piu’ difficile di questa. Perche’ se e’ vero che oggi c’e’ chi urla in TV e dai social network su come deve essere la famiglia, alla fine ognuno vive come crede e sono migliaia le famiglie “non a norma di catechismo” ma accettate di fatto. 45 anni fa erano realta’ piu’ rare e chi ne faceva parte era tacciato di essere un poco di buono. E mia madre per una certa vicina era tale.

Quale era la sua colpa agli occhi di tal bigotta? Avere un passeggino ma non un marito. Bastava alla piccola gente per offenderla pesantemente.

Il marito non c’era e nemmeno un fidanzato. Non era previsto ci fosse. Forse qualche anno prima ci sarebbe potuto essere, ma un naufragio se l’era portato via. Come una maledetta guerra si era portata via il suo papa’ Lino, tanti anni prima. Disperso nella battaglia del Don, in Russia.

Da allora mia madre aveva tanto amore in cuore. Amore nutrito dal ricordo del padre, perduto a 5 anni, di cui era innamorata come lo era lui di lei. Amore non avuto, amore non dato. Una ferita aperta che poteva essere sanata solo in un modo: riversando tutto l’amore che aveva in cuore su una creatura che sognava di portare in grembo, partorire e allevare. Ma non c’era l’uomo giusto, e quello che sarebbe potuto esserci era morto. L’unico che forse avrebbe addirittura sposato accettando un “diritto di famiglia” all’epoca totalmente sbilanciato verso il marito e inaccettabile per una militante comunista quale era lei.

Si’, mia madre era nel PCI, anzi all’alba del 1970 rischiava di esserne espulsa avendo condiviso la nascita del Manifesto di Rossana Rossandra. Ma la sua vita stava per cambiare e tutto cio’ stava per passare in secondo piano.

La militanza nel PCI aveva aperto un mondo a lei cresciuta in una famiglia cattolica, pur non bigotta, che era stata al catechismo e che durante l’adolescenza attorno al 1950 veniva mandata al doposcuola dalle suore: “le ragazze per bene non stanno in giro”, diceva la zia che aveva accolto lei e la madre fin dal tempo della guerra.

Tramite la militanza aveva conosciuto modi di pensare e concepire il mondo diversi, in cui le donne non accettavano di essere proprieta’ degli uomini come il succitato diritto di famiglia dell’epoca prevedeva (per dirne una, il marito decideva la residenza e la moglie era obbligata a seguirlo – e non esistevano separazione o divorzio). E aveva iniziato a sognare quel bimbo, ben sapendo le difficolta’ e i problemi di quel sogno. E un giorno decise che quel sogno impossibile poteva diventare realta’.

Stava vivendo una storia con un uomo delle sue stesse posizioni politiche. Stavano bene e lui aveva i tratti che le sarebbero piaciuti in un figlio: i capelli, il colore degli occhi, l’allegria, alcuni aspetti del carattere. Ma per altre cose no, non avrebbe mai voluto che suo figlio crescesse con lui. Pero’ era l’uomo perfetto per…

Prese quindi una decisione. Normale, comune mentre vengono scritte queste righe, coraggiosa e forse folle nel 1970. La prese perche’ libera dal bigottismo del tempo e forse, chissa’, ripensando al coraggio di Mina, la sua cantante preferita, che nel 1963 aveva scelto di allevare un figlio da sola affrontando il massacro mediatico dell’Italia bigotta di allora. Piu’ volte negli anni mi ha detto “sei nato perche’ sono comunista”.

Era il 12 settembre 1970. All’epoca non c’erano test di gravidanza, si poteva solo aspettare e sperare.

Intanto come doveva essere la relazione fini’. Mia madre incontro’ quell’uomo quando la pancia si iniziava gia’ a notare, in una sera piovosa davanti a una pizzeria frequentata da entrambi, in centro a Mestre. Si erano dati appuntamento. Mia madre gli disse che non desiderava che avesse niente a che fare con lei e con me e lui non ebbe nulla da obiettare.

L’anno dopo sono nato. E dalle 15.15 di quel 18 giugno, con il mio dito di neonato che ha stretto il suo in un modo irripetibile, e’ nato un legame fortissimo, l’amore piu’ grande, dato e avuto, nonostante le difficolta’, la piccola gente, le attese davanti una sala operatoria per i miei occhi, la mia adolescenza turbolenta, ecc. Un legame durato 42 anni e simbolicamente suggellato quando alla vigilia di un suo grosso intervento mi ha detto “se va male abbiamo vissuto 42 anni felici”.

Si’, felici. E a quelli che oggi si sgolano per imporre la propria idea secondo cui un bambino ha diritto a un padre e una madre dico che un bambino ha diritto a essere amato, ad avere figure di riferimento valide, poi la figura dell’altro sesso puo’ essere chiunque: tua madre stessa se in se’ ha la dolcezza femminile e la grinta di un uomo, un insegnante, un amico, un parente, il medico che ti rida’ la vista da bambino. Puoi anche spezzettare questa figura e prendere il meglio da chi hai attorno. O puoi crescere sereno con tua madre e tua nonna e pensare al padre solo quando la madre di un tuo amichetto di scuola ti dice “sai, lui ha un papa’ che lo aspetta” (e stendiamo un velo pietoso sulle vicende personali di tale signora…).

Tanti si chiedono perche’ io difenda le unioni civili e le famiglie gay. Alcuni dicono che sono ovviamente gay. Non e’ cosi’.

Io difendo tutte le famiglie perche’ io, mia madre, mia nonna (e i nostri due gatti, Franky I e Franky II) siamo stati una FAMIGLIA e non permetto a NESSUNO di dire il contrario. E per fortuna nessuno fra le persone che conosco, religiosi compresi, ha mai detto il contrario.

E difendo la possibilita’ per due persone dello stesso sesso di crescere un bambino perche’ io sono cresciuto con mia madre e mia nonna e sono stato felice.

Io sono qui perche’ mia madre era Comunista e vedeva, voleva e sognava un mondo migliore.

Mia madre nasceva esattamente ottant’anni fa, oggi.

Sono orgoglioso di essere tuo figlio.
Grazie di avermi messo al mondo.
Te l’ho detto anche il giorno che sei partita per il paradiso, perche’ e’ li che sei adesso, ne sono certo. E un giorno li saremo ancora una famiglia.

PS: a chi dovesse offendere mia madre per le sue scelte di vita, ricordo e faccio mia la frase di Papa Francesco “chi dice una parolaccia contro mia mamma, si aspetta un pugno”.

25/12/2015

Buon Natale!

Quest’anno credevo di non sentire il Natale, poi ho guardato la mia tradizionale pagina degli auguri e ho ri-scoperto un senso profondo, almeno per me, di questa giornata e ora desidero condividere i miei pensieri e i miei auguri:
http://buon.natale.da.gabriele.favrin.net/

Come sempre non e’ solo un augurio ma un vero e proprio sito da leggere.

Buon Natale!

19/10/2015

Il rischio di alcune posizioni nogender

Il titolo e’ corretto: in questo post parlo di quello che secondo me e’ il rischio rappresentato da alcune posizioni del nogender.

Chi sono i nogender? Sono persone che si oppongono alla concessione di diritti civili alle coppie omosessuali, dalle “unioni civili” al “matrimonio gay” fino alla “stepchild adoption”. Per loro la “famiglia” e’ solo quella sposata e ha lo scopo di mettere al mondo ed educare i figli.

Il cardine del loro pensiero e’ che un “bambino per crescere ha bisogno di un padre e una madre” quindi “no alle adozioni di bambini da parte delle coppie gay”.

Perche’ ritengo questa posizione rischiosa per tutta la societa’ e non soltanto per le persone omosessuali?
Perche’ fa una assunzione errata e identifica dei ruoli in base al sesso delle persone.

Chiariamo. E’ vero che un bambino per crescere ha bisogno di una guida materna e di una paterna, ma non e’ scritto da nessuna parte che si debba trattare di un uomo e di una donna, per giunta dei genitori, o che queste caratteristiche non possano essere presenti in una singola persona.

Quanti casi di bambini cresciuti da un solo genitore ci sono?
Quante donne che scelgono di mettere al mondo un figlio fuori da ogni relazione?
Quante persone restano vedove/i, subiscono un divorzio o scappano da un coniuge violento?
Quante persone sono sposate ma hanno un coniuge che si assenta per gran parte dell’anno per lavoro?

In tutti questi casi un solo genitore deve rappresentare la protezione materna e la guida e la severita’ paterna. Ovviamente possono aggiungersi figure terze come nonni, altri parenti e punti di riferimento nel mondo del bambino o della bambina, ecc.

Invece ridurre il tutto a “un bambino per crescere ha bisogno di un padre e di una madre” e’ una tesi dagli effetti che vanno ben oltre gli strali contro la possibilita’ per una coppia di persone dello stesso sesso di avere un bimbo, proprio o adottato.

Ecco a mio avviso cosa puo’ implicare questa tesi.

  1. Stereotipo di genere: l’uomo e’ la figura paterna e indica le regole. La donna e’ la figura materna, affettiva. Non contano i caratteri o le propensioni. Tutti gli uomini e tutte le donne sono cosi’ secondo chi sostiene questa idea. Forse non concepiscono o non hanno mai incontrato donne con un carattere forte e uomini all’opposto. Forse vorrebbero le donne in casa ad educare i figli mentre gli uomini lavorano, come era una volta?
  2. Divieto di divorzio: se un bambino deve essere cresciuto da un padre e una madre il nucleo famigliare non deve scindersi. Non conta se uno dei due tradisce l’altro o magari usa violenza.

Paradossalmente dovremmo prevedere pure il divieto di morte visto che anche in quel caso il nucleo sarebbe rotto. Cosa si fa se un coniuge con prole resta solo, per divorzio o altro evento? Lo si obbliga a risposarsi? Gli si toglie il figlio e lo si manda in una casa famiglia o in un orfanotrofio?!

La domanda non e’ provocatoria, perche’ e’ quello che oggi puo’ succedere a un bambino figlio (naturale o adottato) in una coppia di persone dello stesso sesso se uno dei due muore. La “stepchild adoption” proposta nel DDL sulle unioni civili in discussione in questi mesi viene osteggiata dai nogender associandola alla “maternita’ surrogata” (gia’ vietata in Italia da altra legge) ed evocando termini come “utero in affitto” per colpire l’immaginario collettivo.

La “stepchild adoption” non c’entra con la maternita’ surrogata e serve a una persona per adottare il figlio del partner ed evitargli, in caso di morte del genitore, oltre al dolore della perdita anche l’allontanamento da casa.

Forse i nogender dovrebbero rimettere in discussione la propria visione della famiglia e del ruolo dei genitori. Basta guardarsi intorno per vedere un mondo in cui ci sono convivenze, famiglie allargate, madri o padri che crescono i figli da soli perche’ il coniuge se n’e’ andato, lavora lontano o e’ mancato. E basta parlare a conoscenti che insegnano, fanno i babysitter o gli assistenti sociali, per scoprire come parenti e altre figure completino il mondo del bambino e che ci siano bimbi che crescono bene e altri che crescono male, indipendentemente dal fatto che abbiano con un padre e una madre oppure no.

Stiamo attenti: la disputa in atto non riguarda solo gli omosessuali. Con questi ragionamenti si rischia di rimettere in discussione il ruolo di uomini e donne nella societa’!

Aggiungo un altro esempio dei rischi a cui porta, secondo me, un certo modo di porre le questioni.

Chi condanna la maternita’ surrogata chiamandola “utero in affitto” e dimenticando che in Italia e’ gia’ vietata, sostiene l’immoralita’ che il neonato sia tolto alla donna che ha portato a termine la gravidanza per conto di un’altra coppia impossibilitata a farlo (perche’ etero con patologie oppure omosessuale) e ritiene che cio’ farebbe soffrire oltremodo il bimbo.

Il problema e’ che con questo ragionamento si mette in discussione il diritto di una donna a non riconoscere il figlio. Se finora i contrari all’aborto affermavano che la donna “deve portare a termine la gravidanza e poi puo’ decidere di non tenere il bambino” adesso rischiamo di far saltare anche questo meccanismo che pure e’ un diritto sancito dalla legge!
Dunque non solo costringeremmo le donne a portare a termine una gravidanza anche contro la propria volonta’ ma anche a tenersi un figlio magari frutto di violenza?! E rieccoci al ruolo delle donne ridiscusso in termini di limiti, ruoli, controllo da parte di terzi.

Con queste mie riflessioni voglio far capire che certi argomenti sono complessi e ogni presa di posizione ha effetti su tante situazioni diverse.
Il rischio e’ di tornare indietro di decenni sui diritti di tutti quanti. L’Italia e’ un paese tuttora molto arretrato in tanti ambiti. Dove vogliamo andare, avanti o indietro?

Per adesso resta il fatto che se non si approva la “stepchild adoption” dei bambini rischiano di essere tolti ai loro affetti. E’ cosi’ che li si vuole difendere?

15/10/2015

Un desiderio… che si e’ avverato!!!

Ci e’ voluto un po’ ma ho avuto conferma che questo desiderio s’era avverato e aveva raggiunto l’obiettivo che mi ero prefissato. E’ stata una brutta settimana ma questa cosa spazza via tanta tristezza!
Galleggio in una bolla di pace ;)

01/10/2015

Una grazia

E dunque e’ successo che per un anno e qualche mese ho continuato ad avere momenti belli e momenti brutti e bastava un incidente di percorso a riaprire una diga dii tristezza e riportarmi nella depressione piu’ cupa.
Sennonche’ in uno di questi momenti, esattamente tre settimane fa piu’ o meno a quest’ora, ho sentito una goccia d’acqua sfiorarmi il dorso della mano e di colpo tutto la tristezza si e’ sciolta, l’ho letteralmente sentita sciogliersi e da allora e tuttora ho molte piu’ energie e voglia di fare anche piccole cose che avevo accantonato.
La nostalgia c’e’ sempre, certo, ma non e’ piu’ accompagnata dalla disperazione.

Cos’era quella goccia? Non era di pioggia perche’ ero in casa, non era sudore perche’ la temperatura non era eccessiva e al tatto la mia mano era asciutta. Un angelo? Una grazia? La gratitudine di mia madre perche’ innaffio le sue rose? Chi lo sa… so solo che da allora e tuttora sto molto meglio.

07/08/2015

…in altalena

Da mesi ormai mi sento in altalena: un giorno sto bene, uno sono triste. Cammino su un ponte di corde e basta poco a farmi rischiare di cadere. Eppure e’ quasi tutto OK. Molte delle cose da fare sono state sistemate, me la cavicchio, ho chi mi tiene in ordine casa, riesco ancora a dare e aiutare.
Eppure l’altalena continua a fare su e giu’. Sennonche’ oggi sono riuscito ad arrivare da solo in un posto (dopo aver pianificato attentamente il percorso con Google Maps e Street View) e farlo, da solo, mi ha dato una botta di autostima e coraggio! Non immaginate chissache’, eh, ma per me e i miei occhi e’ un traguardo.

Si’, e’ una piccola cosa ma sono contento di me e mi pare di “risvegliarmi” da un periodo iniziato un mese fa quando non ero riuscito a fare una cosa correlata a questa ed ero caduto un po’ in depressione, ovviamente complice il gran caldo.
A piccoli passi si va. Oggi va bene e ho anche ripreso a scrivere la raccolta di racconti brevi di episodi della vita di mia madre. Mi fa bene farlo e quando finiro’ ne faro’ un ebook per amici e parenti. Quando. La strada e’ lunga ma mi piacerebbe finire per gennaio quando avrebbe compiuto 80 anni.
Non fraintendete questo post. Mi sento bene oggi e scrivere quei racconti mi fa star bene. Forse per questo e’ cosi’ difficile iniziare a scrivere. Perche’ non sempre si vuole stare meglio. Oggi si’, pero’.