Dolcezza semplice

Oggi una vicina di casa che era molto amica di mia nonna ci ha raccontato di essere stata lei a strappare la foto dall’epigrafe il mese scorso, dopo il funerale.

La voleva avere ma non osava chiedercela.
L’ha messa accanto a quelle dei suoi parenti defunti e ogni sera prima di coricarsi guarda le foto e dice una preghiera.

E’ bello e commovente che al mondo ci siano ancora persone cosi’ semplici e buone.

Un capitolo di ieri

12 febbraio, ore 22 e 30

“drin!” suona il telefono.
“questa telefonata a quest’ora non mi piace…” dico con un tono fra il preoccupato, l’allarmato e lo scherzoso, per esorcizzare.
“la signora e’ deceduta”.
Io e mia madre ci vestiamo, chiamiamo un taxi e ci precipitiamo.

Un mese fa circa verso quest’ora.
Un mese dopo.
Dopo la scelta dei fiori, della bara, del luogo del funerale.
Dopo il regalo di don Danilo, l’affetto degli amici, gli abbracci, le condoglianze.
Un mese dopo tutto questo c’e’ una tomba provvisoria con la croce di legno e il ghiaino che se piove diventa un pantano. Bisogna aspettare sei mesi per farla bene.
Un mese dopo finalmente ci sono i suoi ciclamini. Li ha fra le mani, bonta’ e bravura di Busolin a trovarli fuori stagione, e li ha in un vasetto sopra la tomba, sul ghiaino.

Un mese dopo ci sono i ricordi che non sono piu’ quelli di quando pesava 30 kili e urlava dal male perche’ le cercavano le vene per le flebo. Nella mente e’ tornata la nonna che mi ha cresciuto, dai primi anni e per tanto tanto tempo. E ora vedere quella croce e quel nome…

Il cimitero non mi porta piu’ angoscia. Dopo il dono che nel 2003 mi fece Chiara io SO che loro sono altrove e stanno bene, meravigliosamente bene. Pero’ andare li e vedere quel nome sulla croce mi ricorda che un capitolo e’ chiuso. Lo era gia’ quando era in vita, in un certo senso, ormai non era piu’ lei, l’eta’ le aveva mangiato fisico e memoria, pero’ adesso e’ diverso. Allora per me era come se fosse in vacanza lontana e anche se andavo a trovarla una parte della mia mente si illudeva (sapendo di farlo) che sarebbe potuto tornare come prima. Ora so che e’ partita per un nuovo mondo dove spero abbia trovato pace e abbia rivisto i tanti suoi cari (la sorellina volata via da piccola, il fratello, la madre, il padre, il marito, gli amici che l’hanno preceduta…). Ora so che un capitolo delle nostre vite e’ chiuso, e’ passato. E i ricordi sono malinconici ma dolci.

Sei stata una brava nonna.
Grazie per tutto :*

31,090 messaggi

No, non sono diventato cosi’ popolare, si tratta di spam… 31000 speranze di povera gente di usare il mio blog per pubblicizzare e vendere di tutto e di piu’.

Stasera dico: almeno loro scrivono.
Gia’ perche’ in questa fine di un 7 marzo qualunque mi trovo a rivivere sensazioni di ieri, a rimuginare su quelle persone che credevo amiche e che hanno deciso di poter non farsi mai sentire, a meno che non sia io a cercarle.

Sicuro, conosco tanta nuova gente in Rete e soprattutto nella realta’ ma quando per anni dai l’anima per delle persone e cerchi di esserci per loro indipendentemente da quel che stai vivendo, certi vuoti colpiscono e fanno piu’ male.

Ora poi -non voglio mettere in questo minestrone anche cose piu’ grandi e riconosco di essere il primo che a volte avrebbe potuto dire qualche “Come stai?” in piu’- ma mi colpisce di piu’ vedere il disinteresse quando forse un po’ di attenzioni in piu’ mi avrebbero fatto bene.

La verita’ e’ che tanta gente forse non capisce che la vita non e’ infinita, e’ un dono che ci puo’ essere tolto in qualsiasi momento e che quindi sarebbe giusto cercarsi, regalare un po’ del proprio tempo a dire una parola. Se si tiene davvero alle persone. Altrimenti sono balle.

Nei test chiedono sempre: lasciare o essere lasciati?
E se fosse meglio lasciare? Anche nelle amicizie? Condanno un amico che ha messo tutti alla porta da quasi un anno. E’ uno stupido egoista ma un po’ lo invidio: lui non soffrira’ per chi scompare e non si fa sentire. Pero’ lui resta uno stupido egoista. E io uno stupido idealista convinto che quel che dai torni sempre indietro. A volte non e’ cosi’ e la vita ci cambia. Mi e’ successo altre volte. C’e’ solo da accettarlo, trovare nuovi equilibri e godersi il presente… o almeno le parti buone del presente, sperando non si sciolgano come la cera delle candele che illuminavano quel marzo 2005 (ma anche marzo 2006, l’estate e l’autunno 2006 e il febbraio 2007).

E intanto il tempo se ne va…
*e il blogger se ne va nella notte fischiettando canzoni stonate…*

Un anno di vita

E’ passato un anno dall’intervento.

Un anno vissuto intensamente fra tante emozioni, scoperte e nuove esperienze, ma anche distacchi inevitabili e che invece forse si sarebbero potuti evitare. Un anno di vita, insomma.

La cosa che rappresenta meglio di tutto le mie emozioni piu’ bella l’ho detta all’amico Manuel questa mattina: mi emoziono ancora ogni volta che apro gli occhi.

Ancora una volta Grazie, dottoressa Franch.

E grazie anche a chi un anno fa scriveva in quel blog per me.

Solo grazie

Quanti ringraziamenti dovrei fare ora.
Ci provo, sperando di non dimenticare nessuno.

Grazie a Marco, impagabile in questi giorni e che col suo post di Martedi’ notte mi ha commosso, a Martina, a Fabio, ad Ambra, a Maria, a Oreste, a Manuel, a Davide. Grazie a Vanessa, Alessia (e sua mamma) e Linda, tanto tanto tenere. A Niccolo’ e Roberta, a Natascia, a Giorgia, ad Angelica, a Teresino, a Lisa, a Veronica, ad Alessandro, a Gianni, a Sao, a Lorenza, a Samuele, a Tiziano, a Franco, a Renato.

Grazie a Krizia che ha creato un video che mi inumidisce gli occhi ogni volta che lo rivedo. E grazie alla sua mamma Duilia per le belle parole che mi ha scritto.

Grazie a Giuseppe che con le sue conoscenze mediche ha regalato pace al mio cuore spiegandomi che la mia nonnina e’ morta senza soffrire.

Grazie a Firmo e a tutte le persone (amici, parenti, colleghi di mia madre, vicini di casa, negozianti del quartiere), attese e inattese che oggi sono venute.

Grazie ai parenti di San Marino e Romano d’Ezzelino che alla fine della cerimonia son venuti a casa con noi per un po’. E’ significato molto non tornare soli, anzi parlare, ridere e scherzare (e scambiare le email ;)

Grazie a don Armando per le parole bellissime nell’elogio funebre ed i modi affettuosi con cui ha parlato a me e mia madre oggi e ieri. (“Domani faremo in modo che la nonna vada subito in Paradiso”).

Grazie dal profondo cuore a don Danilo, presentatosi inatteso, che non ha solo voluto assistere ma addirittura concelebrare. Ben due parroci hanno cosi’ salutato la mia dolce nonnina… che era un po’ peste come me ma che e’ stata tanto, tanto dolce.

E grazie all’impresa Busolin, composta da persone squisite e professionali, che hanno fatto bene il loro lavoro e hanno esaudito ogni nostri desiderio, fin anche ai ciclamini nelle mani di nonna. Trovarli fuori stagione non dev’essere stato facile ma erano i suoi fiori preferiti (…li rubava sempre dai giardini e dalle aiuole ;).

Devo ringraziare Busolin anche per un’altra cosa…
Oggi prima che arrivassero loro e don Armando sono andato a vederla. All’inizio ero timoroso perche’ il primo impatto martedi’ non e’ stato proprio facile, ma oggi… stava quasi meglio dell’ultima volta che l’ho vista in vita. Sono stato con lei mentre c’era mia madre e poi ho voluto entrare un minuto da solo. Non mi aspettavo che l’avrei fatto, ma non mi ha dato nessun disagio e ho potuto dirle grazie per questi 36 anni. Come ho scritto, non sarei chi sono senza di lei.

Tutto e’ andato bene e anche se resta un po’ di malinconia… sono sereno. Sereno perche’ non soffre piu’ (ormai la sua vita era fatta di sofferenza, domenica l’ho vista davvero provata), sereno perche’ ha vissuto 95 anni che sono tanti, sereno perche’ ha avuto tanto affetto in questa giornata in cui molti le hanno reso omaggio… e felice perche’ ho sentito l’affetto per me e mia madre di tanta, tanta gente, anche di persone che credevo perse nel tempo.

“Adesso anche lei fara’ il tifo per voi da lassu'” ci ha detto don Danilo salutandoci alla fine della Funzione. E’ vero.

Fai buon viaggio e poi, poi riposa, se puoi…

Ciao

Com’e’ lassu’, nonna?
Hai rincontrato tuo marito? I tuoi fratelli? La tua mamma andata via anzitempo? La zia Anna?

Alla fine come dicevi tu “hai fatto i conti con san Piero” (San Pietro, che ha le chiavi del Paradiso, NdR)? Spero che tutto torni perche’ in 95 anni si fa in tempo a fare tanto. sbagliare e riscattarsi.

Scrivero’ di piu’ poi, adesso devo pensare con mamma a cose piu’ terrene. No, tranquilla, lo so che ti facevano ridere le foto nelle epigrafi: gente morta a 80 anni che metteva foto da 40enni. Stiamo attenti, tranquilla ;*

tvb

Echi di ieri

Mi accorgo che scrivo pochi post personali da un po’ di tempo.
Semplicemente non ne ho voglia.

Le cose vanno bene a meta’ e quella meta’ si svolge lontano da qui.

Quando finisco le cose che mi tengono felicemente impegnato (siti con cui collaboro, progetti vari, le riprese del corto con l’amico Oreste, le discussioni sul montaggio, lo studio di tanti nuovi libri) e mi riaffaccio ai soliti programmi di comunicazione arriva l’amarezza perche’ ripenso a persone che credevo di conoscere… e che soprattutto credevo mi conoscessero e che quindi non avrebbero mai messo in atto certi atteggiamenti di menefreghismo utilitaristico (ovvero: ti scrivo se mi servi e altrimenti sparisco per eoni).

Intendiamoci: io sono ben felice di aiutare il prossimo, anzi quando imparo qualcosa di nuovo penso a come metterlo a frutto per gli altri e ogni volta che trovo un sito interessante lo segno per poi dirlo a questo o quell’amico o conoscente a cui puo’ servire.

E ancora, sono felice di aver capito un po’ i database, di aver imparato a orientarmi nei programmi di fotoritocco, di stare facendo i primi passi nel mondo del montaggio video… ma non per me, sempre in prospettiva di quel che posso fare per il prossimo. E farlo mi appaga, anche se la persona per cui lo faccio magari mi cerca poco o lo fa perche’ ha bisogno di qualcosa. Se i rapporti sono buoni OK, qualsiasi cosa sia la faccio col cuore.

Diverso il caso di persone che si comportano per anni in un modo e dopo svaniscono salvo ricomparire se serve loro qualcosa comportandosi in modo scontroso o freddo e magari dopo un po’ sparire ancora e definitivamente (magari lasciandosi dietro qualche tvb). E che amicizia e’? E se tu sei o sei stato amico di qualcuno e sai che un comportamento simile puo’ ferirlo e’ forse giusto agire cosi’, sparire senza una spiegazione (valida, decente, seria, non scuse)?

Il fatto e’ che cosi’ ci si accorge di chi sono le persone che si comportano da veri amici. Quelli che si fanno sentire, magari poco se impegnati ma che li fanno, quelli che dicono sempre una parola, che si interessano. E, condizionati da taluni comportamenti, si finisce per verificare spesso con loro se qualcosa e’ accettabile… salvo sentirsi dire che e’ normalissimo che un rapporto d’amicizia sia condiviso e non “esclusivo”. Vero, ma spesso c’e’ chi dimentica che un cuore ha affetto per tutti e non lo esaurisce mai.

E cosi’ passano i giorni e giorni i fanno settimane e le settimane fanno i mesi. Si incontrano nuove persone e nascono abitudini diverse, si riesce a essere felici, a sentirsi dire parole belle, a ricevere gesti di sostegno che scaldano il cuore. Cuore in cui pero’ resta un vuoto: nessuno sostituisce nessuno e a intravedere le persone di ieri ci si chiede perche’ non si poteva restare davvero tutti uniti e se era tutto falso prima, quando lo e’ diventato e se mai ci si ritrovera’ ancora. Nove anni di amicizia son tanti ma anche quattro, tre, anche due possono essere tanti e se ci mancano -Dio se ci mancano- persone che in fondo esistevano solo nella fantasia di chi le aveva create e delle persone che volevano loro bene, figurarsi persone reali. E chissa’ se le cose fossero state diverse…

Comunque c’e’ una sola direzione da percorrere, la freccia punta in avanti e solo li si puo’ andare. Spero che questo post sfogo -che ho scritto per rileggere in futuro- mi aiuti a guardare avanti, a cio’ che ho oggi, senza rimpiangere troppo (e’ inevitabile farlo, almeno un po’) un passato che sempre piu’ spesso mi chiedo se fosse autentico e, se lo era, quando ha veramente cessato di esserlo. Credo prima di quanto io immagini. Forse gia’ dalla scorsa primavera, forse addirittura prima… ma no, e’ inutile farsi domande. E’ giusto chiedere agli altri almeno il rispetto. Se non vogliono piu’ darlo meglio guardare avanti, soprattutto quando non si e’ soli e ci sono tante nuove persone attorno, nel mondo reale e in quello virtuale.

Pero’ nel silenzio e’ inevitabile ripensare… l’eco di giorni di festa lontani e’ difficile da ignorare.
Ora spegnero’ il computer, indossero’ le cuffie dello Zen e cerchero’ di “coprirlo” con “Temporale”, dal bellissimo CD “Safari” di Jovanotti.

PS: il testo di Iperbole forse era profetico in piu’ sensi di quello apparente che sembrava a una prima lettura. Ma di questo parlero’ poi.
Ho di nuovo voglia di scrivere. A qualcosa questo post e’ servito a quanto pare.

Stanco ma sereno

Oggi in canonica ho incontrato don Marco. Mi ha chiesto come andava e gli ho risposto con la frase che riporto ora: “a volte cambia la data e ti senti rinascere”. Fra il 31/12 e l’1/1 cambiano solo dei numeri, eppure e’ come se fosse scattato qualcosa in me e mi sono messo a fare molte cose che non mi decidevo ad affrontare, seppure il 2007 e’ stato un anno intenso.

Ho sistemato alcuni siti, ho ripreso ad aggiornare con regolarita’ SOS Computer (e con 26 risposte ad altrettante domande in appena 9 giorni si va verso un mese da record) ma soprattutto mi sono messo a leggere con regolarita’. Non narrativa ma libri per espandere le mie conoscenze. Don’t make me think, su come creare interfacce web intuitive, un libro su teorie e tecniche di comunicazione, uno sulla fotografia digitale e uno che introduce all’uso dei software di montaggio video, la nuova frontiera che sto esplorando e con cui montero’ il corto a cui lavoro con l’amico Oreste.

Gia’, il corto…
Oreste mi ha dato le prime clip del video fatte in alcune location… e’ fenomenale, mi chiedo come abbia potuto realizzare certe scene. Se saro’ all’altezza di montarlo decentemente verra’ fuori qualcosa di grande impatto. E poi siamo in sintonia: ha ripreso cio’ che io immaginavo andando ben oltre quanto possibile solo leggendo i dettagli del mio racconto di base della trama.

L’impegno premia, arrivano opportunita’ e regali, come il bellissimo disco esterno/media player che due carissime persone mi hanno donato a sorpresa o come alcune cosine che mi sono preso di recente e che mi aiutano… a fare di piu’ per gli altri e meglio, che e’ la cosa piu’ importante. Quest’anno voglio proseguire la strada iniziata nel 2007 e portare a termine un po’ di progetti… oltre a riordinare alcuni aspetti della mia vita. Ce la faro’? Per adesso so che i miei ultimi neuroni reclamano un po’ di riposo quindi ciao a chi ha letto fin qui ;)

Ah, domani (oggi 10/1, ormai) visita semestrale di controllo dalla dr. Franch, la prima dopo un pezzettino. Incrociamo le dita. Pensatemi! ;)

Accorgersi che…

Capita che poi
quando non hai voglia piu’ di crederci
ti cade addosso un’emozione.

Il brindisi del 2008 coi pensieri che correvano a 365 giorni fa mi ha fatto capire che COMUNQUE, nonostante tanti egoismi, altrui ma anche miei, il 2007 e’ stato un anno fantastico.

E per il 2008? Spero che i doni che ho avuto io piovano sui miei cari e sulle persone a cui tengo, quelle vicine e quelle piu’ lontane.

Auguri e un abbraccio!

Addio prof. Rama e grazie

Nella notte fra il 27 e il 28 dicembre si è spento il prof. Giovanni Rama, l’oculista geniale, bravo, competente, innovatore che dal febbraio 1972 e per quasi tre decenni si è preso cura dei miei occhi.

Oggi gli interventi che ho subito durante l’infanzia sono diventati più semplici ma trentasei anni fa era un altro mondo, con infiniti più rischi. Lui mi ha operato, lui ha curato la mia catarrata congenita e ogni altra patologia conseguente. Lui ha sanato con amore e delicatezza i miei occhi di bimbo di appena 8 mesi e mi ha seguito per tutti gli anni successivi.

Lui che per primo aveva intuito l’importanza di lasciare i genitori vicino ai figli piccoli in ospedale e di farli entrare nell’anticamera del gruppo operatorio perché i bambini appena svegli sentissero la loro vicinanza. Lui che era di poche parole ma aveva un cuore grande e si emozionava di fronte ai traguardi raggiunti dai suoi pazienti. Lui che con umiltà mi indirizzò ai suoi collaboratori quando lo ritenne opportuno. Il caro dott. Monterosso che mi operò nel 1985 per un distacco retinico (e che morì esattamente vent’anni e un giorno prima del prof. Rama, il 27 dicembre del 1985); poi nel 2000, forse sentendosi vicino alla pensione, la dottoressa Franch, anche lei cresciuta professionalmente con lui, che tanto ha fatto per me negli ultimi anni.

Lascia un vuoto, un vuoto professionale per i suoi colleghi e umano per chi vede grazie a lui.
Non ho conosciuto mio padre e ho scomposto questa figura nei suoi diversi ruoli (colui che cura, colui che insegna, colui che gioca, ecc) attribuendoli ad alcune delle più belle persone che ho incontrato nella vita. A lui il ruolo di curare e ringrazio il Cielo per quanto bene l’ha fatto.

Apprendo dai giornali che è morto dopo una lunga malattia. Il dispiacere per la scomparsa è mitigato dalla consapevolezza che dove si trova ora sta sicuramente meglio e non soffre più, nonché dalla certezza che il Signore gli darà merito per tutto ciò che ha fatto per noi nei suoi quasi 83 anni di vita.

Grazie dal profondo del cuore prof. Rama e una preghiera per lei e per i suoi cari.

Gabriele Favrin

Bilanci di fine anno

Cosa dire del 2007?
Il link quassu’ con il ringraziamento alla dottoressa Franch che mi ha cambiato la vita basta a definire l’anno meraviglioso? Dovrebbe! Ho atteso 17 anni di curare quel buco e indubbiamente la mia vita e’ cambiata in meglio in un modo che non posso neanche descrivere. Potrei citare il mio camminare piu’ liberamente in citta’, il mio cavarmela meglio nelle situazioni sconosciute, il mio leggere facendo meno fatica, le porte di nuovi interessi (fotografia, grafica, fotoritocco, sin anche a montaggio video) che mi si sono aperte…

Che anno lungo a ben pensarci! Lo vedo diviso in fasi di luce, come fosse una lunga giornata…

La notte in gennaio e febbraio…. paura… dubbi… preoccupazioni circa l’intervento e per i problemi incontrati inizialmente in reparto e risolti dalla dottoressa, timori… poi il volo, il capogiro di un’anestesia e via verso la primavera, iniziata per me il 21 febbraio ed esplosa in un marzo di luce.

Gia’, marzo… mi sembra un’eternita’ da quando il caro, grande, don Danilo mi affido’ il suo portatile per portarlo a riparare (con tanto di delega su carta intestata che mi ha inorgoglito da matti!). L’ordine della macchina digitale, le prime foto, le rogne col caricabatterie, i primi passi con i programmi di grafica, io che capisco e apprezzo i livelli, i nuovi programmi, la facilita’ di leggere (ancora con la lente ma almeno non vedendo le lettere doppie), andare per la prima volta da solo fino da mia nonna, poi una lite che avrei voluto evitare, poi il perdono verso un altro amico, poi…

Poi aprile e maggio di foto, camminate, luce che entra diversa nell’occhio e mi fa ricordare l’infanzia e l’adolescenza visto che era dall’alba dei 18 che la mia vista era totalmente alterata. Poi abituarmi all’equilibrio definitivo degli occhi, con lo sdoppiamento eliminato, un po’ di astigmatismo acquisito in questi anni e un’anima ancora inquieta da rasserenare… poi giugno e il racconto per ricordare un amico e dare un senso alla sua vicenda che mi e’ costato tantissimo, forse troppo. Poi il cuore che inizia a chiudersi…

Poi mezzogiorno che porta con se’ distacchi estivi che non immaginavo sarebbero stati cosi’ lunghi, libri da leggere, serenita’ da inseguire e denti da curare. Un’amica da sfiorare, un amico per cui tremare, un nuovo caro grande amico incontrato a pochi passi da qui, in quella fucina di belle anime che e’ la mia parrocchia. A fine agosto il brivido della disintossicazione forzata dal web e la lotta con call center e operatori preparati ma cocciuti e gestori in competizione fra loro a spese mie.
Poi settembre, autunno di nuove scoperte e opportunita’, la voglia di scrivere che ritorna, una nuova storia e un’altra all’orizzonte, sperando non mi costi ancora, ammesso ci sia qualcosa da spendere.

Poi il giorno si fa sera e mi accorgo che il mondo sta cambiando e forse sono cambiato anch’io, piu’ di quanto volevo. Opportunita’, nuove esperienze, libri da leggere, citta’ sommerse da seguire, miei sogni da curare e migliorare… e il cuore? Ritrovare il cuore con un Sacramento, con un dono di un amico prima che un sacerdote che riesce a capirmi come pochi e mi ha dato il motivo per fare un passo in avanti, vivere piu’ serenamente e nel frattempo magari ritrovarmi.
Ritrovarmi come forse in parte ho ritrovato alcune persone e altre vorrei ritrovare. Ritrovarmi come ho trovato un po’ di chi ha cambiato strada nelle persone che conosco oggi. Ritrovarmi un po’ come decidere di non dover seguire per forza gli altri se il percorso che hanno intrapreso non mi convince.

Un anno brutto? Un anno bello? Un anno che ripeterei? Nah, sono tutte frasi che non hanno senso. E’ stato un anno vissuto intensamente, molto intensamente! Ho fatto quasi tutto cio’ che volevo fare quest’anno, con delle importanti eccezioni purtroppo… alcune per pigrizia altre per timore forse ingiustificato di non esserne ancora in grado o per ragioni che andrebbero spiegate e ascoltate… e si’, ho perso il mio peso e devo rimettermi a dieta. Soprattutto pero’ devo e voglio portare avanti i miei sogni e la ricerca di serenita’.

L’anno e il post si chiude pensando ad un’amica, una grande amica, che da domani cambiera’ vita. Abbiamo giocato a Sims, sognato, scherzato, riso, inventato e portato al successo la posta del cuore della Girandola, litigato, pianto, sperato… e ora vola, vola Mafalda verso la vita serena che ti stai costruendo. Ti auguro ogni bene grande amica mia, Dio e l’Angelo che sai veglieranno su di te! :*
Il tuo balzo e’ motivo di speranza e serenita’ per chi ti vuole bene e chiudere questo post cosi’ e’ bello e rasserenante.
E premo “pubblica” sulle note di Domani (l’ho messa io, stavolta :)

Un mondo a colori

E se per ogni suono anche voi vedeste un colore come me e quanti sono “affetti” da sinestesia? Forse il vostro mondo somiglierebbe un po’ a quello del video One.

No, non vedo tutto quel caos a ogni parola, pero’ alcune parti del video possono dare un’idea a chi vuol sapere com’e’ sentire un qualsiasi suono e vedere istantaneamente un colore ad esso legato… ;)

Saggezza condivisa online

Trovo, mi ci riconosco in pieno, copio e incollo:

Nella vita, ci sono dei momenti in cui una persona ti manca molto, e tu vorresti tirarla fuori dai tuoi sogni per stringerla molto forte tra le tue braccia!
Quando la porta della felicità si chiude, un’altra si apre, ma noi continuiamo a guardare la porta chiusa e non diamo importanza a quella appena aperta.

Mi e’ appena venuta un’idea per Natale… ;)