Fix & Cleanup

il soggetto non riguarda il mio sistema operativo ma il sottoscritto, la mia vita e il mio umore fin troppo spesso sotto zero.

Ho permesso a troppe persone di condizionarmi. Ho lasciato che troppi individualismi colpissero la mia serenita’ e frenassero la mia voglia di costruire.

Oggi una mia -anzi anche mia- creazione compie 10 anni. E’ stata presa, strapazzata, tirata di qua e di la a seconda delle necessita’ e talvolta messa da parte. Fa niente. Si va avanti perche’ c’e’ sempre gente che ha voglia di andare avanti e chi ha cambiato strada segua pure le proprie aspirazioni. Quando capiranno cosa si sono lasciati alle spalle e ne sentiranno la mancanza troveranno sempre le porte aperte. Ed e’ bello vedere che c’e’ anche gente che condivide il piacere di una chiacchierata fra amici nel rispetto reciproco e cammina con me.

Da anni collaboro alla vita informatica di una Comunita’. Ho stretto amicizie, ho guadagnato la fiducia e l’affetto di tante persone, ho creato una rete sociale (vera, non i social network online) e ho potuto fare e dare a tanta gente. Ed e’ bello essere apprezzati, ringraziati e sostenuti nei progetti, nelle realizzazioni e nel momento del bisogno.

Da qualche giorno sto affrontando un’esperienza per me inedita: mi e’ stato proposto di partecipare alla creazione di un cortometraggio a finalita’ sociale. E’ una nuova avventura capitata con la persona giusta, al momento giusto (mi stavo proprio interessando di montaggio video) e nell’anno giusto (vederci senza sdoppiamento certo aiuta!). Ed e’ bello lavorare con qualcuno che ascolta, propone, e apprezza genuinamente l’impegno di chi ha meno esperienza di lui in un deterninato settore.

Con questi esempi cosa voglio dimostrare? che sono bello bravo e buono? No, affatto. Vedo in me piu’ difetti di quanti ne vedano altri e sebbene ieri un’amica mi abbia commosso dicendondomi cosa pensa di me io ritengo di essere una persona normalissima e nulla piu’. Una persona che pero’ si e’ stancata di farsi condizionare dalle scelte individualistiche del mondo. Credo in cio’ che faccio e nelle mie convinzioni e da oggi cerchero’ di usare piu’ energie per costruire che per farmi abbattere dai comportamenti che subisco.

C’e’ tanto da fare e prima di Capodanno voglio portare avanti molte cose per poter poi ricordare il 2007 come uno dei migliori anni della mia vita e non solo per l’operazione agli occhi.

Un giro del cielo

Cominciava cosi’, adesso, verso quest’ora.

Una telefonata.
Sara’ uno squillo?
No, e’ lungo.
Oddio non sara’…
Le rispondo?
Si’ le rispondo.

Le parole esatte non le ricordo nemmeno. Una vocina gia’ di suo tenera, piu’ piccola dei suoi anni, mi diceva che era il momento, che stava andando in ospedale e mi chiedeva di avvisare gli altri. No, non lo so, davvero non ricordo le parole precise e non ricordo nemmeno cosa le ho risposto io. “E’ il momento?!”.

Sapevo da 7 anni che quel momento doveva arrivare, da quel fortunato (per me) luglio 1999 quando l’ho conosciuta.

Ed eccolo li quel momento che lei aveva rimosso, rinviato, sperato di non dover mai affrontare e che io sapevo sarebbe inesorabilmente arrivato. Da qualche mese poi era certo. Pero’ in quel momento e’ stato sconvolgente. Ho tremato, avuto paura, provato un insieme di sensazioni difficili da mettere a fuoco. Le ho detto tutto cio’ che mi usciva dal cuore e ho continuato a farlo via SMS per tutta la serata e nelle prime ore del giorno dopo.

E intanto dopo aver messo giu’ ho cercato di razionalizzare, sono entrato nel nostro posto di ritrovo e ho reso partecipi i suoi amici, i nostri amici. Chi lo sapeva, chi non lo sapeva, chi non intuiva l’entita’ del fiume che di li’ a poco quella bellissima persona avrebbe affrontato.

E poi il giorno dopo: attesa, messaggini dall’ospedale inviati da quell’angelo di Denis, messaggi inviati da noi per far coraggio a lui. Lei che prima di entrare gli dice di mandarci i suoi saluti. E poi il volo. Sette ore di volo che io e tanti suoi amici (e anche altri che lei non conosceva ma che si sentivano coinvolti) abbiamo vissuto insieme, fra messaggi, chat e ogni altra forma di dialogo diretto e a distanza.

E poi quel messaggio di Denis…
Il resto lo copio quasi integralmente dal log di quel giorno.

[18:33] <Gabriele> L’INTERVENTO E’ FINITO ED E’ ANDATO BENE !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!11
[18:33] <^FranZ^> ooooooh
[18:33] <Gi0> DAVVERO????????????????
[18:34] Action: Kairi` riprende a respirare
[18:34] <marti> AAAAAAHHHHHHHHHHH
[18:34] <loddolo> siiiiiiiiiiiiiiiii
[18:34] <marti> dio mio grazie
[18:34] Action: Gi0 bacia tutti
[18:34] <marti> .. ah che pianto di liberazione ._.
[18:34] <marti> non mi sembra vero
[18:34] <marti> così presto?
[18:35] <Kairi`> sì*.*
[18:35] <Kairi`> un ora emmezza in meno di agonia
[18:35] <marti> mi sento male dalla gioia
[18:37] <Gi0> hihihihihi
[18:37] <Gi0> RAGAZZI DOVEVATE SENTIRE RED
[18:38] <Gi0> io ‘eh l’operazione è finita’
[18:38] <Gi0> lui ‘…e…?’
[18:38] <Gi0> io: ‘ed è endata benissimo!’
[18:38] <Gi0> e lui “AAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHH”
[18:38] <Kairi`> ahuahuhua che amore *_*
[18:38] <Gi0> dovevate sentire il sospiro di sollievo, è stato dolcissimo XD

Sarebbe semplicistico dire “tutto e bene quel che finisce bene”.
L’operazione era finita ma iniziava un lungo viaggio di dolori, attesa, pazienza, paura a tratti, biopsie, controlli. Non potro’ e non potremo mai capire in fondo cosa ha vissuto. Potremo solo leggere testi, sentire le sue parole, ma non sapremo cosa ha vissuto e come.

Oggi molte cose sono cambiate. Lei stessa e’ piu’ distante. Un giro del cielo le e’ stato donato un futuro che credeva di non avere e questa e’ una gioia immensa per tutti ma porta anche con se’ un grande impegno. Il cammino e’ lungo e nessuno nasce sapendo come percorrerlo, bisogna sempre improvvisare, imparare, cadere e rialzarsi.

Per lei anche il 5 novembre e’ un compleanno e ha ragione. E’ rinata.
E allora auguri piccola grande Natascia, che la tua strada ti porti la felicita’ che tu ti sei sempre impegnata a donare agli altri.

Dare vita ai sogni

Sarebbe bello se i nostri sentimenti, il nostro affetto, le nostre paure potessero CREARE qualcosa, qualcuno.
In qualche mondo astrale forse si puo’. Quaggiu’ possiamo solo evocare emozioni e sentimenti, sogni, paure, pace e serenita’, magari per un attimo, magari leggendo un blog.

Gia’, i blog.
Quanti blog!

Leggiamo blog di sconosciuti per conoscere mondi diversi, leggiamo blog dei nostri amici per sapere cosa vogliono condividere di se’ e leggiamo blog di persone che camminano ormai lungo una strada diversa dalla nostra e che pure riescono, ancora, a regalarci emozioni grandissime.

Novembre mese di date importanti, anniversari, ricordi.

C’e’ il 2 novembre che ti fa pensare a chi non c’e’ piu’.
E poi c’e’ il 5 che rievoca un’emozione forte. Un giorno passato attaccato a un cellulare ad aspettare notizie, a diramarle agli amici, a pregare e a piangere, io che lo faccio poco, pensando a lei in quella stanza triste… e poi la gioia di un “e’ finita”, “e’ andato tutto bene” che fece scendere altre lacrime da tante belle anime sparse per la penisola e oltre. E poi… e poi l’attesa, quella vocina da passerotto al telefono per dirmi che si’, era lei, era li, l’aveva superata… e poi il collage, l’attesa, il ritorno…

E poi c’e’ il 24… di un anno prima.
“sto male se non te lo dico… a pensare che tu non lo sai… lei mi ha detto che le ha telefonato, lui sta male, lui e’…”. E quanta paura, angoscia. Un piccolo grande punto fermo che svaniva e quegli ostinati segreti, quanta rabbia… e quelle sere di pioggia e buio per strada con le luminarie che non davano allegria… e poi le preghiere, i dubbi, la ricerca, le palle nere giganti da demolizione per far sorridere lei, l’attesa e un epilogo raggiunto collettivamente che ha segnato l’inizio di un nuovo libro e contemporaneamente la pietra tombale su un altro e poi…

E poi ci sono tutte quelle sere di malinconia, iniziate nell’autunno del 2005 e acuite proprio nel novembre di quell’anno per altre situazioni e allietate da qualcosa di semplice, parole, gesti. Cose piccole che quando sono venuti meno hanno lasciato un bel vuoto.

E a novembre ho iniziato tante, tante cose importanti…
in un novembre triste, a pochi giorni dalla perdita di un’Amica, ho scritto una mail e quasi per caso e’ cominciata l’avventura con la parrocchia che tanto mi ha dato.
In un novembre ho iniziato a insegnare a creare siti web a un signore che presto e’ diventato un vero, grande, amico.
Questo novembre partecipo attivamente al rinnovamento tecnologico della stamperia della parrocchia e imparo nuove cose, in piu’ sto riuscendo a regalare sorrisi a persone che ne hanno tanto bisogno…

E succede che il 4 di novembre di un anno che mi ha dato tanto (e mi ha tolto molto) leggo un post commovente che prende il cuore e fa desiderare che, magari in un mondo di fantasia, cio’ che proviamo porti a realizzare dei miracoli.

E adesso mi viene da ridere nel pieno della notte e rido a voce alta. Perche’ quel che vorrei l’ho gia’ sognato e gia’ scritto e ho pure pagato un conto salato per averlo fatto. Novembre, mese magico, mese di nuova vita.
Inizia una settimana intensa. Porto con me troppi silenzi, scelte subite, miei errori, ma si avvicinano nuove esperienze e opportunita’. Spero solo di esserne all’altezza e che continuare a mettere in gioco il cuore per gli altri serva a dare qualcosa.

Dare, non lasciare. Un sorriso, un’emozione in piu’ e’ il dono piu’ grande. Ringrazio il Cielo per quelle di oggi.

2 novembre

Fra un’ora sara’ il 2 novembre, il giorno in cui si commemorano i defunti.

Mi sono reso conto che c’e’ da ringraziare Dio (qualunque entita’ lo rappresenti per voi) perche’ tante cose sono andate bene, altrimenti oggi avrei -avremmo- tre persone in piu’ da ricordare con dolore e nostalgia.

Una persona per una malattia scoppiata di colpo nel 2003 e che tante volte l’ha portata sull’orlo del baratro.
Un’altra persona che credevamo in fin di vita e invece, GRAZIE AL CIELO, stava bene e puo’ ancora regalarci il suo grande cuore.
Una terza persona a cui voglio bene dal 99, che ha affrontato qualcosa di enorme ed e’ rinata come un uccellino in primavera.

Ci sarebbe da gioire perche’ tre belle persone sono con noi, a portata dei nostri 5 sensi. Ci sarebbe da abbracciarle, da godere di ogni attimo che ci e’ stato donato. Ma noi no, noi siamo vittime di sentimenti umani. Egoismi, rancori, ricerca eterna di colpe, ricerca di sicurezze, egoismi e via ripetendo…
E cosi’ tutto finisce anche le gioie, tutto affoga nella nebbia, tutto si appiattisce, tutto diventa scontato… finche’ un fulmine o una ricorrenza scuotono la nostra apatia emotiva a ricordarci che nulla e’ per sempre e sarebbe saggio dimostrare ogni tanto quelle tre lettere facili da scrivere e certe frasi facili da pronunciare.

Ma non ci riusciamo, non ce ne accorgiamo quasi mai in tempo. Molto piu’ facile pensare a cosa implica per noi qualcosa che a cosa implica per l’altro o l’altra.

Ma oggi si celebra chi non c’e’ piu’, chi possiamo solo ricordare.
Cerchero’ di mantenere la tradizione locale: a letto presto perche’ domattina le anime dei nostri amici e parenti che ci hanno preceduto lassu’ verranno a riposare nei nostri letti.

Una bellissima giornata (anche se piove)

Questa mattina in parrocchia ci hanno portato una super stampante (donata da un parrocchiano che ha una tipografia e sta rinnovando il parco macchine) e ne ho seguito la configurazione da parte di tecnici specializzati da cui e’ stato bello imparare!

Oggi pomeriggio ho ritrovato il caro Oreste, con cui ho passato tre ore piacevolissime. Abbiamo messo le basi di alcuni progetti futuri, diversi da cio’ che abbiamo fatto in passato ma casualmente in questo momento i nostri interessi sono convergenti nell’ambito della videografica.

Questa sera guardero’ Il Sergente di Marco Paolini su La7. E’ la storia di chi ha affrontato la battaglia del Don ma, a differenza di nonno Lino, poi e’ tornato… vivendo la tragica ritirata dalla Russia. Sara’ come vivere alcune delle sue esperienze.

Le storie che tornano

Domani riprendo a far visita a un amico. La prima volta che ci andai fu due anni fa. Ero triste per il comportamento di alcune persone che credevo amiche e stava per cadermi addosso una “tegola”…

A distanza di due anni non e’ cambiato poi molto. Sono mutati (un po’) gli attori e sono aumentate le delusioni da chi giurava eterna amicizia ma non ha esitato a sparire, magari lasciandosi dietro qualche frase davvero cattiva.

In compenso ho qualche amico in piu’, ho ricevuto vere prove di stima e amicizia e ho un po’ di energia extra grazie all’intervento agli occhi. Pero’ fa strano pensare come quest’anno, che ha cambiato la mia vita da cosi’ a cosi’, abbia visto dissolversi o per lo meno sgretolarsi diversi rapporti.

C’e’ un pero’: non ho piu’ intenzione di accettare ancora certe situazioni senza dire nulla e starci male. L’amicizia si coltiva e si dimostra! Io non mi sono mai negato, anzi ho fatto sempre cio’ che potevo per gli amici. Magari sbagliando ma senza sparire per secoli o regalare frasi non gentili a chi mi cercava. O almeno in buona fede posso dire di avere tentato di non farlo mai, anche se poi purtroppo capita di allontanarsi non volendolo, magari perche’ travolti dagli impegni…

Dimostrare l’amicizia non e’ una mera questione materiale, ne’ si tratta di quantita’ di tempo trascorso insieme. Ci si puo’ parlare anche per un minuto alla settimana. L’importante e’ farlo per il piacere di sentirsi. Quando questo non accade per troppo tempo e ogni contatto e’ occasione di dispiaceri, viene da chiedersi davvero cosa sia rimasto… e per quanto uno decida di andare oltre per non starci eternamente male, con certi distacchi resta un boccone amaro che non va ne su ne giu’ e una domanda riecheggia insistente nel cuore perche’?

Comunque, forse e’ il caso di andare avanti e basta. Forse dire che si tiene a qualcuno e’ sempre piu’ facile che dimostrarlo. Speriamo in tempi migliori. In ogni caso non intendo ripetere il 2005 con altri attori, l’ho gia’ detto.
Domani (che poi sarebbe oggi) e’ un nuovo giorno di un tempo nuovo.
Dio ha esaudito fin troppi miei desideri (la salute per tre persone che ne avevan bisogno). Forse non posso chiedere di piu’.

Lentamente muore

Lentamente muore…

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno
gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente
chi evita una passione,
chi preferisce il nero sul bianco
e i puntini sulle “i” piuttosto che
un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso ,
quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro
chi non rischia la certezza per l’incertezza
per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli
sensati.

Lentamente muore
chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna
o della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.

Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento
di una splendida felicità

P. Neruda

Grazie alla persona che qualche anno fa mi ha fatto scoprire questa poesia…

Angeli

Oggi ho controllato l’email del sito per Francy e ho trovato il messaggio di una persona che casualmente ha scovato tale sito, che mi mette a disposizione il suo bel forum per pubblicizzare e far crescere l’iniziativa (da anni pensavo appunto di creare un forum in cui discutere di iniziative simili alla nostra).

E’ un forum stupendo in cui si parla di angeli in un modo toccante, in cui tanti raccontano le vicende che io vivo da anni, da quel 17 ottobre 2003…

Ancora coincidenze? Io ci credo!
Sto attraversando un momento personale non facile a causa di persone che credevo amiche.e che si stan comportando in tutt’altro modo. Rischio, come gia’ nel 2005, conseguenze fisiche causate dallo stress.
Tutto questo si puo’ trasformare nella sfiducia generalizzata verso il prossimo o nella voglia di rinnovarsi spiritualmente e continuare a dare.

Fare questo incontro, leggere quel forum mi ha fatto capire che c’e’ chi veglia sempre su di me, che non sono solo e non devo abbattermi.

95

Mia nonna compie 95 anni.
La ammiro per esserci arrivata. Il fisico c’e’ abbastanza, la testa anche, la memoria a breve e medio termine no.

Quella a lungo termine invece c’e’ e io la ammiro: riesce ancora a sorridere, quando la strappiamo dal suo mondo di ricordi confusi come in un enorme frullatore. Eppure in 95 anni di dispiaceri e amarezze ce ne stanno tanti. Io in 36 ne ho avuto diversi (molti negli ultimi anni).

Auguri…
Domani avra’ il mio regalo, fatto col cuore: foto del mio, del nostro, micione, che non vede da 2 anni, che ricorda a tratti e che ora avra’ sempre con se’. Le ho fatte io e le ho fatte stampare su carta opaca. Son venute proprio carine.

Oltre la lente opaca

Questi occhiali si sporcano spesso, vuoi perche’ devo tenerli vicini a causa della loro montatura, vuoi perche’ ho le ciglia eccessivamente lunghe “grazie” al Lumigan.

Un tempo per pulire una lente sporca bastava un fazzolettino, adesso serve lo spray apposito (tu guarda…). Oppure l’acqua.
Siccome non sempre ho voglia di alzarmi e andare a cercare un rubinetto, mi rassegno e restano sporchi.

Tanto?
Cosa c’e’ da vedere al di la’ della lente?
Li pulisco per uscire, per leggere, per studiare (non si dovrebbe smettere mai) o per programmare. Il resto gia’ lo conosco e non mi riserva troppe novita’. Silenzi, vuoti, frasi cattive e tanto tanto disinteresse e menefreghismo che una persona non si aspetterebbe.

Vorrei avere il coraggio di reagire come offi ha fatto mercoledi’ o di “ottimizzare”, come fa un’altra persona. Ma non ho il loro carattere deciso. Io me ne pentirei in fretta, gia’ lo so.
E allora lasciamo che tutto scorra e spendiamo il tempo a imparare.
Qualche schiarita c’e’, alcune inattese, altre su cui so di poter ancora contare. Per il resto, tutto scorre via.

Ah. Vedo che e’ scoccata la mezzanotte. Esce il nuovo numero di P.I.
Meglio pulirsi gli occhiali e andarlo a leggere. Altre finestre desolate, ricolme di messaggi individualisti, non saranno meta dei miei prossimi alt+tab per un po’.

E non c’e’ due senza tre…

Questa mattina ho saputo che una persona che pure tante vol;te avrei divorato e’ riuscita a contattare un nostro comune conoscente spingendolo a fare cio’ che ci aveva promesso… e un sogno che sembrava stesse per frantumarsi continuera’ a vivere!

E’ un segno che dovrei prendere le cose con piu’ serenita’ e forse un po’ di distacco in piu’.

Un passo alla volta e si continua a vivere, anche se con alcune persone si intraprendono inevitabilmente strade diverse e non si puo’ fare altro che accettarlo.

Oggi rileggevo un post che mi e’ stato dedicato a un compleanno. Ammirazione per laa coerenza alle mie idee. Nel bene e nel male cerco di esserlo. Solo a volte me ne dimentico. Gli eventi di questi giorni sono stati un utile promemoria.

Due doni inattesi

Giornata un po’ cosi’, segnata dal rammarico per l’atteggiamento di alcuni e da un po’ di malinconia per un anniversario in arrivo. Poi in serata due sorprese. Una persona che mi cerca e mi dona un po’ di spensieratezza e un link, che avevo aperto ore fa e parcheggiato in un tab, a ricordarmi i benefici della meditazione.

Cose che conosco bene ma che, perso nella spirale di cui sono prigioniero in queste ultime settimane, stavo dimenticando.
Difficile, vista la data, non considerarli dei doni dal cielo.
Cerchero’ di farne tesoro, anche se mi costera’ un po’. Devo ritrovare la mia pace interiore e andare avanti con cio’ e chi ho.

Sole e sogni di ottobre

Un sole primaverile ha accompagnato questo sabato di ottobre, ultimo di quattro giorni di lavoro in casa: pittura, pulizia profonda, spostamento mobili.
Tanti significati, legati al nostro vissuto, all’influenza di chi c’era, di cji non c’e’…
Tante emozioni e fatica: anche se non abbiamo lavorato noi avere la casa a soqquadro fomplica un po’ la vita di tutti i giorni.
Alla fine abbiamo offerto un piccolo rinfresco a chi ha fatto il lavoro.

Una casa diversa: luci diverse, sole, alcuni mobili di ieri, ingombranti e “imposti” alla sala da pranzo durante l’adolescenza, ora sono altrove e la stanza e’ arieggiata e luminosa!

Oggi mi hanno reso felice queste cose materiali ma anche regalare un CD libero (The Open CD) a una persona che sta affrontando un momento difficile e ha un figlio piccolo (10) appassionato di computer, anche se non ne ha uno modernissimo. Spero si divertira’, fra i programmi utili (Open Office, Gimp, ecc), quelli interessanti (primo fra tutti Celestia) e i giochi.

Fare qualcosa per una persona che pure conosco appena e vedere la sua commozione mi ha riempito il cuore, oltre ad avere dato un senso a questa linea ADSL e all’hardware che ho.
Darlr notizie utili cirtca le attivita’ della parrocchia per i ragazzi e’ stata poi la ciliegina sulla torta.

I feel good.
Anche perche’ mi sono ricordato o forse reso conto di che e’ bello fare del bene. Lo so, cerco di farne sempre ma quando ne fai poi il bene torna. Tante cose quest’anno sono andate bene ed e’ giusto impegnarsi per restituire quello che ho avuto.

Vorrei pero’ che tutti gli amici la pensassero cosi’, vorrei che la gente non svanisse quando ha qualche problema, non dimenticasse le parole dette per anni, che non ci si dovesse sempre perdere in discussioni o ripicche…
Sicuramente chi prima chi dopo arriveremo tutti in paradiso (o nel prossimo livello del mondo astrale a ritemprarci prima di una nuova esistenza). Sarebbe bello vivere in serenita’, pur nelle differenze di ognuno, anche prima di arrivare li.
Senza perdersi, perdersi mai…

Aridita’

Sta succedendo qualcosa di molto triste. Tutto attorno, in realta’ a volte differenti da loro, vedo tanti rapporti fra persone che conosco infrangersi. Legami che cadono, solidarieta’ perse, aridita’, acidita’ a iosa, crisi e dolore sincero, gente che si perde e si allontana, gente che si arrabbia, gente che ascolta e poi saluta con un sorriso e via, gente che ascolta e poi gia’ che c’e’ chiede la solita info tecnica e sparisce.

Ma non parlo per me, ho riempito un blog di me. Io sono un testimone.
Trovo tanto triste vedere legami congelarsi e poi lentamente dissolversi nell’indifferenza.
Trovo triste vedere gente che soffre e non avere (piu’) i mezzi per dire una parola. E non e’ solo “una” persona.

Poi alla fine ognuno andra’ avanti per la sua strada convinto di aver agito nell’unico modo possibile ma quale grande capitale umano sara’ andato perso. E non sempre il treno torna indietro.

Il mio tempo per cambiare certe cose e’ finito, ora ie foglie disperse dalla tempesta voleranno senza controllo le une il piu’ lontano possibile dalle altre, pare. E’ un vero peccato.

Mi ascolto la cover di “Concerto per un’oasi” (con assolone di chitarra elettrica riarrangiato) di un grandissimo chitarrista di nome Luciano e vado a letto.

Una chioccia protettiva

La verita’ e’ che se tengo a una persona non importa quanto possa farmi male (o io ne faccia a quella persona), l’istinto mi fa essere una chioccia protettiva nei suoi confronti. Posso nascondermelo, convincermi ma durera’ sempre poco e poi rispuntera’ la verita’.
Purtroppo non sempre le cose vanno come vorremmo, non sempre torna quel che se ne va, non sempre c’e’ interesse perche’ torni.