Quell’assurda violenza verbale

Riporto qui un commento che ho scritto sul Gazzettino di Venezia circa la notizia dell’archiviazione dell’inchiesta sul padre di Eluana e 13 medici.

In questa vicenda, che ha diviso le coscienze e incrinato piu’ di un’amicizia, la cosa che sconcerta e’ la violenza verbale di molti difensori della vita. Da chi urlava “Eluana svegliati, ti vogliono ammazzare!” a quanti in blog, forum, siti, giornali laici e cristiani, hanno detto di tutto e di piu’ contro il padre e contro chiunque osasse ribadire sommessamente che si stava solo facendo la volonta’ di una ragazza che non avrebbe voluto restare legata a una “vita” tutt’altro che naturale, resa possibile solo grazie alla nutrizione artificiale.

Eluana non e’ stata uccisa, e’ solo stata lasciata proseguire il cammino iniziato il 18 gennaio 1992. Per chi crede, l’anima di Eluana ora e’ in paradiso. Un luogo migliore del nulla in cui i danni al suo cervello nel nostro mondo fisico l’avevano condannata. Il resto sono solo parole, a volte di genuina buona fede, a volte di prepotenza di chi ritiene di avere il diritto di decidere per gli altri in base alle proprie convinzioni.

Da parte mia solo una preghiera per l’anima di Eluana e una per il padre, che trovi la pace e possa superare il grande dolore che e’ la perdita di un figlio. A lui anche la mia piena e totale stima.

Firmato: un credente che non considera la Fede una spada con cui imporre le proprie convinzioni sul prossimo e crede in un Dio dell’amore che avra’ certo accolto con gioia la figlia che aspettava da ben 17 anni.

Frammenti di un anno

Intanto diciamolo: non e’ da geek postare la sera di Capodanno.
Ho l’influenza ma anche se non l’avessi sarei esattamente dove amo essere. Fin da piccolino a me le feste e’ sempre piaciuto trascorrerle in casa coi miei cari e non cambio certo oggi, soprattutto dopo quest’anno che ci vede provati e ancora un po’ piu’ soli a causa della morte del nostro micio.

Se ne va un anno che non posso definire bello ma nemmeno solo orrendo. E’ un anno cominciato con discussioni e incomprensioni, proseguito con l’incubo di una diagnosi che ha fatto piombare me e mia madre in quel mondo di esami citologici, attese, intervento, esami citoligici, attese…

Pero’ e’ anche l’anno in cui per impegnare la mente e per dare un senso al tempo ho fatto tanto. Mi sono seduto, mi sono messo a studiare cio’ che fino a ieri non capivo e ho costruito, lavorando giorni anche in modo febbrile. Ho ingrandito enormemente i servizi della Girandola, dando gioia a tante belle persone, poi ho fatto Mestre solidale per aiutare chi e’ in difficolta’.
E’ l’anno in cui la voglia di far del bene assieme ha prevalso sulle distanze fra me e Giusto. E’ l’anno in cui Giuseppe mi ha dato una forza enorme e piu’ di quanto io gli abbia forse mai dato. E’ l’anno in cui quel “essere comunita’” e l’aiutarsi nel momento del bisogno con preghiere e vicinanza morale o diretta mi e’ stato dimostrato in modo commovente da Firmo e Cesare, da Mario, da don Danilo, da Mariacristina. E’ l’anno in cui ho conosciuto, ritrovato o riscoperto diverse persone stupende.

Certo e’ anche l’anno in cui alcune persone su cui davvero contavo si sono allontanate un po’ piu’ di quanto avrei mai pensato, ma e’ anche stato un anno di nascite e rinascite. Le preghiere per la piccola Beatrice cui Dio ha donato la forza di rinascere e farsi sole per altri che come lei hanno sofferto. La nascita di Sara, la figlia di Manuel. La rinascita cristiana di Krizia.

Un anno pieno di contraddizioni. Un anno che sono felice di lasciarmi alle spalle, ma anche un anno che mi spinge a guardare al domani per fare meglio e pensare che sorgera’ un nuovo sole di quiete e salute.

Vi ricordo tutti anche se nomino solo alcuni.
Grazie a chi mi e’ stato vicino e auguri a tutti.

La cornice spezzata

Musica che ti fa volare con la mente a dieci, quindici anni fa.
Altra aria, altro tempo, altri sogni, paure, errori.
Tanta amicizie scoperte, abbracciate e…

Amicizie come la cornice della foto dei bisnonni, tradita da un chiodo e spezzata in due di netto. Un falegname la reincollera’, sembrera’ come prima, ma lo sara’?

Amicizie appassite e poi cadute senza fare niente, come le foglie in viale Garibaldi andando da Oreste che sono quelle di quattro anni fa e trasmettono le stesse sensazioni di sera alle 6, quando chiedevo al cielo che tornassero persone perdute.

Amicizie cadute perche’ quello che fanno gli altri non e’ diverso da quello che fai e a volte non si sa perche’ ma dopo un giorno, un mese, un anno di silenzio farsi avanti e’ difficile e continuare a parlare oltre un tvb lo e’ di piu’ e tutto cade…
E forse quello che chiedo agli altri, andati via per scelta o per caso, e’ cio’ che nemmeno io so dare. E allora tutto scorre indipendentemente da noi o per nostra colpevole negligenza, senza una spiegazione, sia quando c’e’, sia quando non c’e’.

Alla fine del post chiudo gli occhi e un’antichissima incisione live di Fantastic fly mi porta via. Diciottenne vent’anni fa, era oltre i confini dei sogni una cosa simile. Come cambiano i confini dei sogni e cio’ che riteniamo importante…

La solita prepotenza sul piu’ debole

Dal Gazzettino:

La Chiesa africana dichiara ‘inaccettabile’ l’aborto terapeutico, anche in caso di violenza sessuale o se ci sono rischi per la salute

E ancora:

Il documento conclusivo del Sinodo sottolinea che ‘secondo l’insegnamento della Chiesa, l’aborto e’ contrario alla volonta’ di Dio’. Il documento invita la Chiesa africana ad ‘usare i mezzi e le strutture necessarie per accompagnare donne e coppie tentate di abortire’ e loda ‘il coraggio dei governi che combattono l’aborto nella loro legislazione’

Questo significa vedere la donna come una mera incubatrice ed e’ un atteggiamento tipicamente umano di sottomissione del piu’ debole da parte del piu’ forte.

L’Antico Testamento, a partire da testi come il Levitico, era pieno di passaggi simili, come lo sono altre religioni che giustamente condanniamo. Dovremmo pero’ coerentemente condannare anche la nostra (perche’ io sono credente) quando cade in questi errori che secondo me rappresentano un fraintendimento del messaggio di Dio. Un Dio che e’ amore non obbliga una bimba di pochi anni violentata a partorire a rischio della sua vita. Un Dio che e’ amore non obbliga i suoi Vescovi a scomunicare quella bimba e i medici come e’ avvenuto in Brasile.
Queste sono prepotenze umane, come il Burqa per le donne islamiche o il trattamento che ricevono da mariti o padri che si nascondono dietro la religione.

Non sto dicendo che l’aborto e’ sempre giusto: e’ un momento tragico della vita della donna e in societa’ migliori, piu’ giuste e aperte, tanti aborti non terapeutici e non dovuti a violenza potrebbero essere evitati sostenendo psicologicamente ed economicamente chi e’ incinta, assicurando al nascituro un’adozione certa se la madre non puo’ occuparsene ma anche insegnando educazione sessuale e contraccezione ai ragazzi o distribuendo i preservativi gratis a scuola. Pero’ condannare l’aborto terapeutico -solitamente deciso perche’ il nascituro non sopravviverebbe o perche’ la gravidanza mette a rischio la vita della madre- beh, per quanto mi riguarda non e’ parlare come farebbe nostro Signore.

E infatti loro dicono “secondo l’insegnamento della Chiesa, l’aborto e’ contrario alla volonta’ di Dio“. Mi piacerebbe che il Signore tornasse e sono convinto che i primi con cui si seccherebbe sarebbero quelli che da millenni in suo nome commettono o impongono ingiustizie, naturalmente in altre religioni ma anche purtroppo nel cristianesimo.

Pro-Choice per sempre, perche’ la donna e’ una creatura di Dio, non e’ solo un’incubatrice!

Don Franco Barbero, un grande

In un dibattito tivvu’ sui diritti degli omosessuali, caratterizzato da insulti, urla, offese, dichiarazioni degne dei passaggi piu’ truci del Levitico, si e’ distinta in positivo la figura di Don Franco Barbero: mite, educato, rispettoso; cita come esempio Gesu’ che non ha mai fatto distinzioni fra i suoi figli; invoca mitezza, ascolto e accoglienza fra credenti di tutte le religioni, non credenti, eterosessuali e omosessuali.

Don Barbero per la Chiesa ufficiale e’ stato Sospeso a Divinis per aver celebrato nozze fra omosessuali e per altri contrasti. Errore loro, secondo me, perche’ oggi ai miei occhi di credente in ricerca questo sacerdote e’ un grande esempio, una persona in cui e’ bello riconoscersi e alla cui apertura e serenita’ e’ gratificante ispirarsi.

Sapere che la Chiesa non e’ fatta solo di imposizioni, divisioni e punizioni, che fra i credenti c’e’ ancora chi e’ disposto ad accogliere senza distingui da Medioevo, rincuora. C’e’ ancora speranza.

Grazie don Barbero.

Tris d’Assi

Domenica un luminare della scienza medica ha detto che mi stima molto come una persona in gamba.

Lunedi’ -ieri- mia cugina, insegnante, ha detto che scrivo molto bene.

Martedi’ -oggi- la dottoressa che lavora nella farmacia che frequento mi ha chiesto se sono uno studente e si e’ stupita apprendendo la mia eta’.

Posso ritenermi soddisfatto… ;-)

Il giorno prima di oggi

Eccoci, sensazione di dejavu, la mente torna a come ho vissuto “l’altra vigilia” e per quanto cerco di fare tutto bene, al meglio, mi sembra sempre di star facendo qualcosa di meno dell’altra vigilia.

Ho fatto un regalo a due persone che lo meritavano, ho creato un regalo per gli utenti del mio bel muro (c’era gia’ in parte ma l’ho perfezionato), ho fatto cio’ che mi ero ripromesso per render ancor piu’ agevole la consultazione di Lettera Aperta sul sito della parrocchia, ho ricaricato il cellulare, ho riempito di musica rilassante lo Zen… ed eccomi a sera… non resta che spegnere, dire le preghiere della sera e lasciarsi andare al sonno.

Arrivera’ domattina, arrivera’ l’una, arrivera’ l’auto di un caro amico e via per un viaggio in quel di Monastier che e’ certo piu’ breve dell’altra volta (partimmo alle 7 di mattina con meta intermedia a Zelarino) ma e’ comunque foriero di attesa e tensione anche se tutti mi dicono che e’ l’ultimo, piccolo, atto di questa odissea. Odissea sui cui contenuti resto vago perche’ non riguarda me in prima persona e quindi non la condivido con l’intero web: chi sa capira’, chi non sa ma mi vuol bene spero mi pensera’ :)

Scrivere e’ bello per se e scrivere queste parole mi ha fatto bene, ora sono piu’ sereno quindi posso cliccare “Pubblica” e poi mettere in ibernazione il PC. Notte mondo!

Gli amici sono i fratelli che ti scegli

Ti aspettavi un video? ;-)
Niente da fare, 10 anni fa non li sapevo fare e poi ne ho fatti per tante altre persone e so bene che tu non ami molto ricevere regali gia’ fatti ad altri… ;p

Tu, un tu che leggera’ il web oggi e per mille giorni, ma che e’ destinato a una sola persona, che domani potro’ dire di conoscere da 10 anni. Non sono i vent’anni di zak, sono diversi ma altrettanto speciali perche’ hanno segnato eta’ diverse e strade a tratti difficili.

Tu che 10 anni fa rompevi al tuo papa’ perche’ ti facesse chattare – e non c’era mica LG all’epoca! Tuo papa’ che mi racconto’ di te (anche le cose che non diceva agli altri, perche’ io e lui eravamo cane e gatto ma ci stimavamo) e poi un giorno mi chiese di tenerti d’occhio per evitare che ti cacciassi nei guai. Poi mille e mille episodi in chat di fanatici informatici che non sarebbero state per te ma che furono “piallate” da me e da tuo padre coi nostri “modi gentili” perche’ lo diventassero e tutti si comportassero bene con te. E tu che hai un carattere che non scherza fin dall’inizio ti sei fatta rispettare, eccome se ti sei fatta rispettare! Te lo ricordi quel takeover di maggio di 9 anni fa? ;-)

Poi gli anni che passano e tu che da angioletto da difendere sei diventata una streghetta perche’ la vita con te non e’ mai stata facile; poi le tempeste, le paure, quella grande traversata di cui ci hai reso partecipi, che hai annunciato a me subito dopo averlo detto a tuo padre quella sera di 3 anni fa; e ancora tutte le cose successe grazie a te. Se sono su LG e’ grazie a te. Se sono accadute tante cose da li in poi e’ solo e soltanto grazie a te perche’ mi sono detto che se riuscivo a tener d’occhio te potevo aiutare anche quei due prof e il resto lo sai.

E il regalo, questa dedica, questo grazie, arriva con un giorno di anticipo perche’ nonostante il tuo fisico fragile e provato dopo quella traversata del mare in tempesta (che con il cuore abbiamo seguito in tanti, perche’ tu le persone le conquisti!) hai trovato la forza di rinascere e oggi vivi appieno la vita, all’universita’ col sogno di aiutare l’anima del prossimo un domani, nel reparto scout, a casa con la tua sorellina peste e i tuoi genitori che anche se non te ne accorgi sono certo che ti apprezzano. Ti apprezza chi vive a tanto di km da te, anche quella nostra amica che hai contribuito a salvare dal baratro in quel marzo da 007, ti apprezza chi ti conosce appena, figurati chi sa che persona sei da prima che lo sapessi tu!

Tutto questo per dirti che mi sento fortunato ad averti conosciuta e, per quel che mi e’ stato possibile, sostenuta in questa lunga strada.

Orgogliosamente tuo amico x sempre!
(PS: saluti anche dal signor ^lag ;-)

Buona strada, Natascia!

Lo sai che sono stato a Vienna?

Lo sai che sono stato a Vienna?
Si’, io sono stato a Vienna.

Non so quante volte da piccolo ho ripetuto questa frase.
Lo ricordavo, come ricordi un posto importante emotivamente per te. Se vai in un luogo sai d’esserci stato, a maggior ragione da bambino quando vivi tutto con maggiore intensita’ che crescendo. Vienna era una consapevolezza.
Ed era un ricordo: il ricordo di una torre alta, del silenzio attutito.

C’e’ pero’ un particolare: io a Vienna non sono mai andato. Almeno, non in questa vita. Pero’ so di esserci stato come di essere stato a Venezia, per dire. Di piu’, come ho accennato ho un ricordo preciso. Da bambino era ancora piu’ vivido.

Ricordo me, in prima persona, in una torre alta, molto alta. Giu’ c’erano le persone, la vita, ma era lontana, come formichine, non mi arrivavano i suoni, tutto era attutito e ovattato come quando nevica ma non so dire se ci fosse neve.
Io provavo un misto di serenita’ a vedere il mondo vivere laggiu’ e rassegnazione, forse malinconia perche’ invece ero li, separato, lontano, forse impossibilitato a prendervi parte ma non saprei dire perche’.

Dove fossi non lo so. Credo di non essere stato giovane in quel ricordo ma se ci penso troppo rischio di aggiungere fantasie o elementi di questa vita a quel ricordo del passato, un passato lontano di chissa’ quale esistenza.
Ho guardato qualche foto di Vienna, ho provato a esplorarla su Google Earth o Panoramio ma non ho trovato nulla che mi evochi ricordi forti come quelli che ho descritto. Torri e campanili non mancano, a volte mi emoziona vederli ma credo sia un sentimento del presente, non un ricordo.

Solo crescendo ho iniziato a credere nella possibilita’ della reincarnazione. Da bambino non mi ponevo tante domande. Sapevo semplicemente di essere stato a Vienna anche se tutti mi dicevano di no.

Cosa ne pensate?

Michael

Heal the World
Make it a better place
for you and for me
and the entire human race

Michael, possa la tua anima trovare pace nella prossima fase dell’esistenza e possa tu risolvere i conflitti che ti hanno reso difficile vivere serenamente la tua vita.

EDIT: le voci si rincorrono, infarto ma vivo, infarto ma morto.
Un po’ di serieta’ non guasterebbe. A lui le mie preghiere, ovunque sia la sua anima ora, qua o lassu’.

19, 20, 21? 20!

I nostri biografi, fossimo importanti da averne, si scontrerebbero sulla data. Era il 19? Era il 20? Era il 21? Inizio a non ricordarlo. So solo che sono 20 e ricollegandomi al post dell’altro giorno mi rendo conto che anch’io oggi posso dire di avere un amico da vent’anni e di essere tanto felice di cio’.

Certo, non ci siamo sempre sentiti intensamente ogni giorno, certo abbiamo fatto i nostri errori, come dice un altro amico “non sempre diamo il meglio di noi”, pero’ ci siamo l’uno per l’altro e non e’ poco in questa epoca in cui e’ tanto facile trovarsi e altrettanto facile dimenticarsi…

Grazie Zak, come ti piace essere chiamato anche online (e forse e’ meglio cosi’). Grazie per la pazienza che hai avuto con me quando ce ne voleva di piu’; grazie per avermi fatto conoscere il tuo mondo, i tuoi amici, le tue passioni; grazie per non avermi addossato colpe perche’ nella nostra chat di 10 anni fa s’e’ dissolto un tuo sogno (altri avrebbero incolpato me per l’esistenza stessa di quel canale, come poi in fondo e’ successo); grazie per avermi sopportato… no, questo l’ho gia’ detto ;). Grazie per credere in me quando non ci credo io e avermi dato fiducia perfino in campi dove hai piu’ esperienza tu…

Potrei andare avanti a lungo perche’ in vent’anni e attraverso tre “mondi” telematici e tanti incontri di esperienze e ricordi ce ne sono tanti. Mi fermo ma voglio solo aggiungere una cosa: per essere amici non serve sentirsi ogni giorno, frequentare gli stessi posti, reali o virtuali che siano. Basta solo volersi bene e sapere che ognuno c’e’ per l’altro. Ancora una volta per questo grazie.

Ti dedico Venti. Te la ricordi?
E’ piu’ che adatta!

17 giugno 1989

Vent’anni fa…

Non so perche’ ma nel mio modo di pensare vent’anni e’ un tempo importante, quando dico “vent’anni” avverto un senso di solennita’. Cosi’ da piccolo uno di “vent’anni” per me era gia’ un adulto (crescendo avrei scoperto che a vent’anni non sei affatto “grande” perche’ ti manca un mucchio di esperienza).
Altrettanto oggi pensare che “ho amici da vent’anni” mi fa un certo effetto. E si’, mi fa anche sentir vecchio perche’ vent’anni fa sentivo dire “conosco quel tizio da vent’anni” solo da chi di anni ne aveva un bel piu’ di me.

E cosi’ pensare che sono passati vent’anni dalla sera del 17 giugno 1989 oggi mi fa un certo effetto. Vedo volti, sento echi di voci lontane. Ricordo attimi, momenti, frasi. Vent’anni da quel “raduno” di smanettoni (oggi si dice geek), pionieri informatici che si incontravano e interagivano annientando differenze di eta’ e di classe. 17enni com’ero io e trentenni, insieme a ridere, scherzare, parlare di computer, della tribu’ della klava e via dicendo. Vent’anni fa a quest’ora pizzata, poi a piedi in giro per una citta’ certo piu’ sicura di oggi. Io, B.C. e tanti altri. Ricordo la camminata a piedi nel caldo di giugno verso la stazione per accompagnare gli amici che ripartivano in treno per Milano.
Scherzi, battute, alcune frasi del mio grande amico B.C. che disse scherzosamente per celebrare i miei 18 che compivo a cavallo di quella mezzanotte scanzonata. Lui sicuramente non le ricorda piu’ ma io si, affettuosamente. Fu una bella sera, una bella festa in giro con amici.

Poi tutto cambia.
18enne il 18 giugno di vent’anni fa.
Ne sono passati venti e ora l’anagrafe dice che sto per compierne 38.
Vita, dispiaceri, esperienze entusiasmanti, esperienze belle che diventano routine e per quanto piacere faccia non stupiscono piu’ come una volta.
Ancora una volta il mio nome e’ ben visibile sul giornale, a firma di un articolo che ho scritto sul tema di cui al post precedente. Ne sono felice ma non e’ certo come la prima volta.
Ho siti, creo avventure e successi con un clic, aiuto gli altri, ho sofferto, ho sognato, ho litigato, ho fatto il troll, ho ferito e fatto del bene, sbagliato e indovinato, vinto e perso, toccato con mano amore e dolore, gioia e morte.
Se penso a me stesso non mi sento un 38enne. Se mi guardo allo specchio o penso alla vita percorsa e alle esperienze fatte invece si’.
Ora pero’ forse e’ tempo di provare strade nuove, voltare alcune pagine.
Ed e’ questo il mio proposito per il mio 38esimo anno di vita: non certo chiudere dei capitoli, niente paura, semplicemente aprire anche altri libri, grazie anche all’opportunita’ che ormai due anni fa mi e’ stata data, che sfrutto ma che voglio sfruttare sempre di piu’.

Oggi e’ un buon giorno

Oggi e’ un buon giorno perche’ l’esame del campo visivo e’ andato bene…

Oggi e’ un buon giorno perche’ ho consegnato a chi me l’ha chiesto il video montato con 400 foto della Siria fatte da un gruppo di persone che ci sono andate. Su DVD si vede magnificamente ed Encore tutto sommato e’ facile.

Oggi e’ un buon giorno perche’ ho finalmente appreso qualcosa sulla neurobiologia degli zombie (il testo e’ giocoso ma e’ un pretesto per parlare di scienza, quindi leggete).

Insomma, oggi e’ un buon giorno ;)

Tutto va a posto…

Finite ben due cose lunghe e faticose, entrambe nuove per me ma venute benone.
Ora devo concluderne una terza, iniziata mesi e mesi fa, poi potro’ tirare un sospiro di sollievo interiore; ma prima… fra 10 ore campo visivo di controllo, quindi ora vado a riposare gli occhietti ;-)

Spero presto di poter tornare a dedicarmi a questo mio amato blogghino…

Io………. muoio

Ho sentito la registrazione amatoriale di un evento dell’anno scorso in cui Roby da solo ha cantato una serie di rarita’ e chicche da infarto per un fan. Due su tutte: “Ma perche’ non si vive per sempre” e “Grande madre”.

Io muoio.

Se questa e’ un’anteprima dei Pooh senza Stefano… beh con tutto il rispetto per lui ma i Pooh vivranno finche’ ci saranno San Roby e San Dodi (ok, anche San Red ;-)

Mi sembra d’essere ringiovanito di vent’anni per l’emozione di stanotte!
Io quell’uomo lo ADORO e la sua voce e’ un dono divino agli uomini.

Grazie Roby!
(PS: di ‘ste meraviglie andrebbe fatto un CD/DVD registrato come si deve! Venderebbe tantissimo!)