Cambiare

Ed eccoci in una notte di down di TIM…

Ehy, ma se TIM e’ down (non solo da me, pare in mezza Italia) come faccio a scrivere?
Usando la connessione 5G di Wind e il cellulare come hotspot WiFi.
E’ una delle cose che ho imparato di recente. La piu’ piccola.
Sto imparando tanto, online e offline.

Vengo da anni brutti, di malessere fisico ed emotivo e la mia reazione pare essere stata imparare, sperimentare, cambiare… e scoprire. Per esempio quanto la dopamina incide sui miei giorni. In passato spesso ho temuto di essere bipolare. Un giorno bene, un giorno al top, un giorno emotivamente KO. Adesso, anzi da un po’, ho scoperto che forse non e’ cosi’. E pure che forse ho l’ADHD. Tantissimi “sintomi” combaciano. Faro’ pure il test. Prima ho delle rogne fisiche da affrontare.  Sciatica o forse sindrome del muscolo piriforme. Ho fatto un po’ di esami, a breve faro’ la mia prima visita da un fisioterapista e vediamo.

Comunque mentre scrivo mi rendo conto di quanto e’ cambiato. Di quanto ho cambiato. Hosting, app, programmi, il mio padroneggiare PHP, SQLite e Python che migliora, l’AI che mi aiuta a imparare, le valvole termostatiche smart per provare a risparmiare, il database Pooh che da sogno e’ diventato realta’ apprezzata (anche da loro!), Il Gomitolo che tuttora aiuta tanti ragazzi e che sto migliorando (e’ pur sempre nato quasi 15 anni fa!), il mio gestire meglio anche i momenti di stress (forse, un po’, a volte…)

E mentre scrivo le notifiche del router mi dicono che la VDSL e’ tornata online.
Bene, ma ora spengo il PC e vado a dormire.
Oggi apprezzo di piu’ lo svegliarmi presto. Anche questo e’ cambiato.

E infine…

E infine ci siamo trasferiti…
Cose che dovevo fare da tanto tempo (e quando le rinvii diventano mostri enormi) ora sono fatte! Dovreste notare pure un certo aumento di velocità…

WordPress su OpenLiteSpeed, con il plug-in per sfruttare la LSCache, è una meraviglia!

40 anni fa…

Nella notte del 27 dicembre 1985 a Mestre (VE) moriva il prof. Monterosso, pioniere della microchirurgia oculistica.
Sul cavalcavia della Favorita un pirata della strada fece un sorpasso “avventato”. Lui se lo trovò davanti e per evitarlo andò a sbattere contro un platano. Il prof. morì, il figlio, allora undicenne, restò in coma vari giorni.

Il criminale non venne mai preso.

QUANDO GUIDATE SIETE RESPONSABILI DELLA VOSTRA VITA E DI QUELLE DEGLI ALTRI.

Una preghiera per il prof. Monterosso.

Recensione Philips Hue Wall Washer

Credo di essere fra i primi in Italia ad avere le Hue Wall Washer. Le ho acquistate dal negozio Philips Hue nei Paesi Bassi. Ne ho prese due, che vanno a sostituire un setup di tre Hue Play Lightbar.
Costosette, come tutti i prodotti Hue, ma non mi facevo regali da anni…

Qualità di costruzione ottima e dimensioni sorprendentemente compatte.
Ogni luce è composta da tre gruppi di led, rispettivamente da sei, sei e nove led, posizionati in verticale a una certa distanza fra di loro, inclinati in modo da puntare verso l’alto e posti dietro a una superficie opaca. Posizione dei led, loro inclinazione e superficie vanno a costituire la soluzione che Signify definisce “Colorcast” e che permette di creare gradevoli transizioni fra i tre colori definibili separatamente, uno per gruppo di led. I led del gruppo centrale creano una luce meno ampia dei led inferiori e superiori.

Le luci sono particolarmente luminose scegliendo i colori più chiari ma lo diventano un po’ meno, anche meno di altri prodotti Philips Hue, se si va alle estremità della ruota di selezione dell’app di Philips Hue e si scelgono colori meno luminosi. Niente di drammatico, sia chiaro. Molto dipende anche dal posizionamento.

Il posizionamento infatti è tutto. Bisogna capire quanta parte di muro si vuole raggiungere e posizionarle a una distanza inversamente proporzionale, sapendo che maggiore è la distanza minore sarà la luminosità, cosa che comunque si nota soprattutto con i colori meno luminosi.
Parlo di differenze minimali, non immaginate di passare dalla luce al buio. Bisogna fare delle prove, tutto qui.

Valgono la pena? Se amate le linea Philips Hue, con la sua qualità costruttiva, la stabilità, il supporto, un’app che in questi anni è migliorata enormemente, l’integrazione con i sensori di movimento, le funzioni di sincronizzazione con musica e video, sì, sono delle ottime sostituzioni delle Hue Play Lightbar, in quanto hanno più colori definibili separatamente.
Perdono un po’ in flessibilità perché non possono essere posizionate in orizzontale o incollate dietro a un monitor (se volete usarle per la sincronizzazione col video e non avete una Hue Play Lightstrip dietro al monitor/tv, tenetelo vicino alla parete per evitare ombre).
Inoltre risentono dei limiti classici Philips Hue, come l’impossibilità di indirizzare i singoli led e avere molti più effetti speciali.

Se però la linea Philips Hue è il vostro mondo e il vostro umore migliora con i colori, fatevi questo regalo. Non vi deluderanno.

La mia nonna

Il 2008 sembra così lontano, con tutte le cose che mi sono successe, ma sono solo 17 anni fa. Per me un’altra vita, un altro mondo.

E il 12 febbraio 2008 volava in cielo mia nonna, dopo essere diventata piccola, come oggi canta Cristicchi a Sanremo.

La ricordo come una seconda mamma, perché ha contribuito a crescermi, a darmi un’infanzia spensierata nonostante tutto l’ospedale che ho fatto.

Buon compleanno

Buon compleanno amico mio.
Forse non lo leggerai mai, sono anni che abbiamo perso i contatti ma ti ricordo e ti penso. Ti ho conosciuto che avevi la metà degli anni che hai oggi e mi hai insegnato così tanto… Spero tu stia bene e lungo la tua vita sia stato e sia felice.

Réunion Pooh 2023

Per me è sì.

Per me la réunion Pooh è un bene.

È un bene perché dal 2016 a oggi c’è stato il finimondo e adesso serve qualche certezza.

È un bene perché i Pooh sono sinonimo di lavoro serio e di qualità.

È un bene perché da soli non sono la stessa cosa che insieme.

È un bene per i fan più giovani, che non hanno mai provato l’emozione di correre davanti alla TV perché ci sono loro… o magari correre in uno stadio verso il palco, chissà…

I monumenti sono per i morti. I vivi possono cambiare idea e reinventarsi!

È vero, non ci sono più Stefano e Valerio ma non si può legare un sogno a due persone, pur meravigliose, e forse questo è stato il vero limite del complesso.

Red, Dodi e Roby, in ogni caso, hanno già cantato nuove canzoni. E poi chissà quanti testi scartati negli anni ci sono, da riscoprire con gli occhi e la sensibilità di oggi.

Certo, tutto è partito dallo strappo di Dodi che non si è comportato proprio bene di recente, però ora può nascere qualcosa di bello…

Mi dispiace solo pensare che fan e addetti ai lavori si divideranno su questa scelta (e sta già succedendo) invece di farsi prendere dall’emozione di vedere ancora suonare insieme i nostri idoli.

Sono stato testimone dell’emozione di giovani fan all’idea che i Pooh tornino a cantare insieme e tanto mi basta per essere felice di questa loro scelta.

Non andrà bene? Ci deluderanno? Aspettiamo di vedere quello che faranno, valuteremo poi.

Se il mondo finisse domani…

Ma se domani finisse tutto, come avrei vissuto? Cosa avrei dato agli altri?

Beh credo abbastanza. Soprattutto coerenza, che è una cosa che a tante persone manca.

Coerenza nelle scelte. Coerenza nel rispettare ciò che mi viene detto anche quando lo trovo ingiusto. Coerenza nell’esserci, o almeno provarci, per le persone a cui dico che ci sarò.

Senza cadere nella superbia, se il mondo finisse domani posso dire di aver speso abbastanza bene la mia vita.

Detto questo, ho ancora un po’ di sogni incompiuti quindi rinviate la fine del mondo, grazie!

Quanto tempo e quanti sogni…

Quanto tempo è passato e quanto mi sento emotivamente distante da un certo passato, un certo me, certi momenti e certe persone di “pomeriggi lontani di un attimo fa”, che poi se guardo bene non è un attimo ma sono decenni.

Sono contento di avere vissuto tutto perché ha contribuito a rendermi chi sono e al percorso ed i sogni che coltivo oggi.

Grazie al mio passato, grazie a voi persone di ieri, a chi mi ha stimato e a chi mi ha sopportato.

Il presente non è una passeggiata ma neanche il passato lo era, anche se i ricordi mantengono solo le parti belle degli attimi. La vita non è mai facile ma ogni momento, ogni esperienza, ci fa crescere e magari ci porta un passo più vicino ai nostri sogni.

E i miei sogni oggi sono in parte realizzati, in parte da far crescere, in parte da aspettare e poi ce ne sono di nuovi da costruire.

Il corvo e la farfalla

In un momento difficile mi è stata dedicata questa fiaba, che mi ha commosso e condivido, anche per tornare a rileggerla quando ne avrò ancora bisogno.

«C’era una volta un corvo ed una farfalla. Lui le disse “Sei cosí leggiadra ed elegante, io sono goffo e non abbastanza..” la farfalla gli sorrise “io mi posso trasformare esternamente, da bruco a farfalla e posso volare poco in alto. tu puoi es esplorare il cielo, e le tue piume nere brillano al sole. non aver paura di me che vivo un giorno solo, so godermelo. pensa a quanti ne hai passati ma quanti ne hai da vivere ancora sulle tue ali pesanti? avanti, c’è solo da scoprire” il corvo le sorrise e la farfalla volò via.»

Telegram premium

Ho deciso di supportare Telegram. Almeno per adesso, poi se le bollette di energia e gas voleranno, potrò sempre tagliare le spese non indispensabili. Per adesso rinuncio a qualche capriccio ipercalorico quando faccio la spesa su Everli. Preferisco sempre equilibrare le spese, non aggiungerne.

Perché ho deciso di supportarlo? Non per le funzionalità aggiuntive in sé, anzi personalmente non condivido il dare sticker extra a chi paga perché rende le persone non uguali e può fare male, soprattutto ai più giovani.

Però io Telegram lo uso e lo apprezzo. Ho moltissimi contatti, ci sviluppo bot per gioco o per la parrocchia, ecc…
Quindi sono ben felice di dare un contributo che permetta di mantenerlo gratuito, nel vero senso della parola, per tutti.

Anticipo la risposta a una domanda che potrei ricevere.

Perché do 5.99€ al mese a Telegram e non 6€ una tantum a tal app che garantisce la massima privacy?
Perché non so quanti dei miei contatti la usano. Se è come Signal, non ne vale la pena, per me. Avevo solo tre contatti. Tutte persone con cui parlavamo già su Whatsapp o Telegram…

Compleanno di giugno

Il titolo è quello di una canzone dei Pooh, leggermente modificato.

E a proposito dei Pooh, è stato bello leggere nel libro del mio amico Andrea Pedrinelli che anche i Pooh hanno affrontato liti e scontri anche accesi. Perché anche loro in certi momenti erano fragili, come tutti.

Sul palco fra le luci non si vede ma quaggiù siamo tutti fragili, tutti sbagliamo. Tutti ci facciamo prendere da tante cose.

E i Pooh hanno scritto parole anche per questi frangenti, così premi play, chiudi gli occhi e tornano alla mente tanti momenti di vita vissuta, vicina o lontana.

E quando sei in periodo di compleanno fai qualche bilancio. E sono sempre momenti tosti per le persone molto critiche ed instransigenti verso sé stesse.

E ti domandi se saprai buttare il cuore più in là. Dandolo sempre di più a chi ha bisogno, dal tuo parroco emerito ultranovantenne alle piccole pesti del Gomitolo e oltre.

Ti domandi pure se saprai tenerne un po’ per te e curarlo, che questi anni di paura da covid lo hanno inaridito.

E speri di essere capace di capire di più e prima cosa sentono e cosa vogliono le persone accanto a te, per non farvi più del male.

E speri. Perché di questi tempi anche la speranza è un dono.

Non è oggi ma domani ma è una notte di pensieri. E di cuore che vuole scrivere queste parole.

E infine, per le persone che non ho saputo capire o meritare e per quelle che credono che io possa odiarle…

…se avrai ali per guardare, se avrai occhi per volare, non dimenticarti di me…

Le Palme che non sento, purtroppo…

Oggi troppi auguri delle Palme che mi mettono a disagio, perché quest’anno io sento davvero poco tutto… La Quaresima, tutto…

Mi ero riavvicinato un po’ alla Chiesa, ai suoi riti, ma la loro gestione del Covid fa sì che non mi fidi ad andarci.

E inevitabilmente così mi allontano. E siccome la vita è piena di stress materiali, ho perso un bel po’ di spiritualità in questi anni.
Me la andrò a cercare da solo come ho fatto per tutta la vita, ma sarà necessariamente lontano dalle Messe.

Scelta miope della mia parrocchia, che pure quarant’anni fa trasmetteva le Messe in diretta radio. Ma don Armando voleva portare la Parola di Dio anche ai lontani, non pretendeva che tutti andassero fisicamente a Messa.

Non mi fido. Non mi fido di andare a un concerto in cui è richiesto il greenpass, figurarsi se mi fido ad andare a Messa dove non è richiesto niente e adesso non ci sono nemmeno più limiti di capienza. Dove si sta vicini, si prega, si canta e si toccano le stesse superfici.

Però sorprendentemente mi manca e sono convinto che se avessi potuto continuare a seguirla in qualche modo, avrebbe un po’ nutrito la mia anima.

È vero, a distanza non si può fare la Comunione ma il metodo che ha ottenuto la Chiesa (abbassare la mascherina, ricevere la Comunione, rimettere la mascherina) viola tutte le norme igieniche sull’uso delle mascherine. Quindi non so se in presenza la farei comunque…

Ed è vero, ci sono infinite messe trasmesse in diretta, ma non sono quelle del mio mondo, della mia zona, con le persone che conosco.

Pazienza, la spiritualità ha sempre trovato il modo di raggiungermi e io ho la ho sempre cercata. Magari con un po’ più di fatica ma continuerò la ricerca.

Tornerò a Messa quando il Covid sarà poco più di un’influenza, curabile con farmaci da banco, e non richiederà il totale isolamento che per me sarebbe un problema.

Edit

Noto che scrivere è sempre terapeutico. Mi sento più sereno e in pace col mondo dopo averlo fatto.

Stazione di Mestre

Sapere che la stazione di Mestre cambierà radicalmente da una parte mi rende felice, perché il nuovo progetto è magnifico ed effettivamente collegherà Mestre e Marghera e riqualificherà diverse aree.

Dall’altra però mi rende triste perché è come se un altro pezzo del mio passato, quello condiviso con chi non c’è più, se ne andasse. Il mondo va avanti e i ricordi restano indietro. Tutto cambia, tutto cresce, Mestre è già infinitamente diversa da quando ero bambino, ma anche da quando la percorrevamo io e mia madre fino a una decina di anni fa. E adesso cambia ancora e anche i punti fermi, come la stazione, mutano.

Tutto cambia e tutto è destinato a cambiare. E a pensarci viene un brivido di smarrimento. Poi ritrovi la serenità e pensi al bello. Perché si tutto cambia, talvolta in meglio, però  non ti allontani da chi hai perso ma ti avvicini, perché forse poi magari ci si ritroverà in un altro mondo. E ogni nostro giorno in più, ogni mese, ogni anno, ci avvicina a quel mondo. Chi non è credente (in qualsiasi Fede) non può capirlo, può pensare che questa sia una riflessione triste. Chi crede nella vita dopo la morte, invece, sa che siamo dentro a un percorso che ha un inizio e una fine, ma la fine non è l’annullamento, è solo cambiare stanza.

E allora diventa accettabile anche che il mondo cambi, che i luoghi del passato, quelli vissuti con chi oggi non c’è più, mutino aspetto e forma, perché tanto il ricordo non è la sola cosa a cui aggrapparsi, perché in futuro, fra (spero) tanti anni ci si ritroverà comunque, altrove.

Recensione di Symphony

Appena finito l’ascolto di Symphony, il player audio mi ha proposto “Invisibili” dall’album “Inseguendo la mia musica”. Inizialmente mi sono sentito in colpa perché la ho trovata più orecchiabile della versione inserita in Symphony. Ma non c’è nulla di cui sentirsi in colpa, perché semplicemente… lo è.

Symphony è un lavoro splendido ma fa meno uso della batteria e di altri stratagemmi che “aiutano” l’ascoltatore e contribuiscono a dare alla musica moderna la connotazione di “leggera”. Symphony richiede e merita un ascolto attento, non è musica da tenere in sottofondo mentre si fa altro.

Se ascoltato con il rispetto e l’attenzione che merita, Symphony regala emozioni speciali e fa volare l’anima. La seconda parte di Parsifal è qualcosa di incredibile. Finora è la parte dell’album che mi ha preso di più, assieme all’overture iniziale.

Ecco, se devo trovare un “difetto” è che avrei voluto più strumentali per apprezzare l’orchestra. Una versione dell’album solo strumentale sarebbe bellissima. Intendiamoci, adoro Roby e la sua voce mi regala emozioni da decenni, ma qui c’è un’orchestra fenomenale e a volte avrei preferito una sinfonia… puramente strumentale.

Però sia chiaro che sono valutazioni soggettive. Oggettivamente l’album è fantastico e ascoltando le parti vocali si fatica a pensare che a cantare sia un signore di 77 anni!

Belli i testi. Dopo una vita passata a cantare parole di Negrini e D’Orazio non deve essere stato facile per Roby affidarsi a un’altra penna, ma Maria Francesca Polli ha fatto un lavoro sensazionale. L’anno scorso “Cosa lascio di me” non mi sembrava tanto nel genere di brani di Roby. Quest’anno le nuove canzoni sono più vicine a ciò che ha sempre cantato.
Emoziona soprattutto “Che meraviglia”, che riprende una locuzione spesso usata da Stefano ed è a lui dedicata.

Una tirata di orecchie al mio Roby la devo però fare.
Le strofe di “Se perdo te” ricordano un pochino una versione lenta di “Se balla da sola”. Il ritornello però cambia totalmente, quindi prendiamola per una disattenzione innocente da chi ha scritto migliaia di melodie. Un po’ più grave, ma sicuramente un errore in buona fede, che alcune sotto-melodie del brano rievochino “Per la bandiera” degli Stadio.

E poi c’è “Grande madre” che i fan più appassionati già conoscevano già ma che adesso diventa un brano ufficiale. Musica di Roby e testo di Stefano, datata 2005. L’Ave Maria della voce italiana che più amo. Bellissima e toccante.
Fa pensare il fatto che chi ha avuto una vita sentimentale così lontana dai dettami della Chiesa sappia parlare della Madonna in modo così sensibile.
Che dire poi della prestazione vocale di Roby se non “wow”?

Symphony si chiude con lo strumentale “Respiri” che regala altre emozioni e fa venire voglia di “riavvolgere il nastro” e riascoltare tutto.

Grazie Roby, grazie davvero per questo capolavoro.

Voto 9/10