Vivi e lascia vivere, soffrirai meno.

Una cosa che si impara vivendo e’ che covare rancori fa male, che non chiedere mai “perche’ agisci cosi’?” fa ancor peggio e che tenersi dentro le cose prima o poi fa scoppiare e spezza anche le amicizie piu’ salde.

Ma se vi offendono, se vi fanno del male, se nelle parole delle persone un tempo amiche vedete solo acredine, non prendetevela, non mettetevi al loro livello e non disperatevi se vi sembrera’ che si allontanino. E’ una scelta loro. Non inseguite nessuno, lasciate che chi vi accetta per come siete e come vi evolvete vi stia accanto e che gli altri abbiano il tempo di decidere da soli se tengono piu’ a voi o al proprio ego.

Inseguire chi vuole andarsene fa solo male. A chi insegue e all’inseguito.

Vivi e lascia vivere, soffrirai meno.

In fondo ha ragione un articolo che ho letto e deriso oggi: amicizia e’ anche tolleranza. In tutti i sensi.

My life

In questi giorni ho postato poco perche’ non sono stato bene, ne’ fisicamente (una bella influenza dopo tanti, tanti anni), ne’, poi, emotivamente.

L’influenza e’ arrivata con tutti gli optional: crisi di brividi notturna che non auguro a nessuno con impennata di febbre da 36.2 a 38.2 in 2 minuti, tosse, naso chiuso, ancora tosse… Ora va meglio, grazie soprattutto ai cari vecchi vapori che sciolgono il raffreddamento e da soli fanno piu’ di tante medicine.

Poi c’e’ il lato emotivo. Io sono impegnato a dar coraggio agli amici, a far siti sulla speranza, ad aiutare, ma a volte (poche in 32 anni, in fondo) dimentico tutto e fatico un po’ a convivere con i limiti che questi 3/10 di vista mi danno, primo fra tutti non poter nemmeno sognare di avere un’auto mia e quindi conquistare un minimo di indipendenza in una nazione ove i servizi pubblici fanno pena (bisognava pur costringere gli italiani a comprarsi l’auto, no?). Ma e’ un momento, poi passa, poi mi ricordo cosa ho, gli amici, una sensibilita’ che forse non avrei se non avessi conosciuto la sofferenza… Solo che a ‘ste cose non penso quando sto male. Ci penso dopo, quando permetto al cervello di trovare una via d’uscita. E quando cio’ accade mi chiedo perche’ non ho ragionato prima di abbattermi. Va beh, ora sapete anche questo di me…

Chissa’ perche’ lo scrivo, c’e’ chi direbbe che sono fattacci miei. Vero, ma scriverli sapendo che altri li leggeranno obbliga a razionalizzare gli stati d’animo e cio’ permette di fare ordine nella propria mente. Credo… oppure sono matto… ;-)

Filastrocca!

Oggi su Una speranza per Francesca ho ricevuto una meravigliosa filastrocca, scritta appositamente per dar gioia a Francesca.

Ci metto un link anche dal blog perche’ merita di essere letta da tutti per quanto e’ bella. Pensate, e’ stata scritta per lei! 8k di filastrocca (che e’ ben piu’ di una filastrocca e non e’ solo per bimbi, non questa…) scritte da Lucia Bellezza per una bambina che non conosce…

Leggetela, si intitola Il tuo mondo.

PS: si vede che queste cose mi fanno sciogliere? ;-)

?Typo error

Il mio grillo parlante personale mi ha fatto sapere che nei post recenti ci sono molti errori di battitura. Ha ragione, e’ che una volta li corregevo, adesso li lascio “al naturale”. ;-)

A volte mi viene voglia di schiacciare quel grillo, e’ che poi senza di lui che farei? ;-)

Vabbuo’, (que)’sto post e’ solo per informare che sono vivo e che fra poco inizia “Si’ ti voglio bene” al 2 (vedasi post di qualche giorno fa) e che poi potro’ dormire solo poche ore in quanto domattina… parrocchia!

Sono matto? Dovrei andare a letto? Nah, dormiro’ domani sera! ;-)

Alla buon’ora

Oggi ho finito la prima fase di aggiornamento del sito della mia parrocchia e di un altro sito di cui mi occupo.
Sono sollevato ma non del tutto contento: avrei potuto farlo prima, molto prima.

Vabbe’, basta autocritica… e’ fatta!

Ora e’ tempo di guardare avanti, a un po’ di nuovi progetti per la patrrocchia… e a riprendere alcuni progetti un po’ accantonati come Linky ;-)

Ah, ieri era il 17…

Ieri era il 17 e non me n’ero accorto.

Ho giocherellato, perso tempo, aggiornato amiga.it, mi sono divertito. E mi sono accorto che era il 17 solo leggendo un topic.

Credo sia bene cosi’, perche’ ora mi ricordo di te spontaneamente. A volte con tristezza, piu’ spesso con un seorriso, ma sempre spontaneamente. Il tuo ricordo non e’ piu’ legato a un numero, a una data.

tvb, grazie stellina.

Progressi, "progressi" e appunti sparsi

Progressi professionali:
– ho imparato i rudimenti del WML e a creare applicazioni WAP in PHP (aggirando anche i problemi di cache, ecc). Presto saprete cosa ho ideato… PHP e WAP non sono tecnologie nuove, ma ci sono molti modi per servirsene… ;-)
– ho scoperto che file_get_contents() e’ presente dal PHP 4.3.x e non dal 5.x.x. E’ tempo di rileggere bene il changelog ;-)

“Progressi” personali:
– stendiamo un velo pietoso. Grigio su tutta la linea, ma a voler essere ottimisti potremmo definirla una tempesta che allontana le nuvole e fa intravedere il sereno. Speriamo.

PS: nottetempo, la domenica, rai2 sta ritrasmettendo “Little Roma” che vede protagonista l’indimenticabile Ferruccio Amendola nei panni del barbiere Ulisse. Ad averlo scoperto pima (domenica trasmetteranno la quinta e ultima puntata) lo avrei registrato. E’ una serie dolcissima che da’ uno spaccato di un mondo lontano dal centro delle grandi citta’ e lontano anche nel tempo. E’ ambientato nel 1986 ma sembrano passati secoli…

Yesterday

Succede.

Succede che passa un mese… ne passano due, passa un anno.

Succede che dopo un anno la terra e il sole tornano nella stessa posizione e torna la primavera, tornano le estati, torna un certo clima. E iniziano a riaffiorare i ricordi, garbati, nei momenti in cui la mente tace.

Succede che incontri un amico. Con quel sole, con quel clima. E allora i ricordi riesplodono. Ricordi di giorni belli ma che la memoria rende idilliaci. Ricordi di serenita’ che la consapevolezza rende frammenti di paradiso. Eppure non stavi bene. Avevi timori, paure e arrabbiature forse piu’ di oggi.

Ma quei giorni appaiono come fotogrammi di paradiso. Fotogrammi perduti, perche’ non torneranno.

Non tornera’ il mare, la barca, il sole cocente, il Ponte dei Sospiri in cui con le tue parole mi hai fatto conoscere e affezionare a un fiore.

Il ponte, il sole, il mare sono li’. Ma quei momenti non li rivivremo piu’. Non torneranno. E non e’ che non torneranno perche’ ci si e’ messo di mezzo il fato. Quello e’ arrivato poi e ha reciso un fiore. No, quei momenti non
torneranno perche’ gli esseri umani, dotati del loro bravo libero arbitrio, fanno grandi casini. Agiscono, si creano aspettative, ragionano in base a queste aspettative, si scontrano e si separano. Tutti.

Cantava Roby Facchinetti:
“Se avessi per un giorno la macchina del tempo…”

Gia’, cosa farei? Tornerei indietro?

Andrei ad avvertirli di quanto ci si puo’ far male? Se ne farebbero ugualmente in modo diverso, perche’ e’ tipico dell’uomo. Andrei a dirle di stare attenta, di prendere un vaccino, di scappare, di… no. Come fai a evitare il destino?

Pero’ “se avessi per un giorno la macchina del tempo” forse sceglierei di rivivere quei giorni e cercherei di viverli ancora piu’ intensmente, per non perdere niente. Perche’ non sai mai quanto dura una felicita’, un’amicizia o un rapporto. Poi ci pensano il destino o le nostre debolezze ad allontanarci.

Questo post non e’ dedicato a nessuno e non vuole insegnare niente a nessuno. E’ solo una riflessione che voglio razionalizzare. Se poi davvero cercate un insegnamento… vivete bene ogni attimo. E’ la cosa migliore da fare. Perche’ poi non tornano. Magari ce ne sono di piu’ belli ma quelli passati non tornano.

Se per qualcuno e’ calato il sipario
e la vita ha detto di no
il ricordo consola il mio tempo
proprio adesso che tempo non ho.

Nelle canzoni riecheggia l’immagine di chi non c’e’
di chi e’ andato per noia o per rabbia
di chi la strada l’ha persa da se’.
Ho l’immagine di chi vorrebbe ma al tavolo non siedera’
di chi stanco ha passato la mano
e ha lasciato l’eredita’.

(L’eredita’, Nomadi, 1996)

Grazie Fabrizio

Capitano nella vita momenti particolarmente difficili e capita che qualcuno ci aiuti senza saperlo. Ve ne racconto uno.

Domenica 14 Aprile 1985, orario indefinito ma era notte.
Avevo riposto il fido computer (un C64) nella sua scatola e messo la scatola nell’armadio, sapendo che per un bel po’ non avrei potuto usarlo.
Il giorno dopo mi aspettava un ricovero, per l’ennesima operazione improvvisa e pressoche’ inattesa: distacco della retina. Non sapevo che mi aspettava l’intervento piu’ complicato che avessi mai affrontato, ma sapevo benissimo che il giorno dopo avrei preferito essere a scuola (!) e poi a casa a giocare e programmare sul C64 ascoltando le mie radio preferite e facendo cio’ che faceva un tredicenne dell’epoca.

Insomma, non ero propriamente allegro, cosi’ misi le cuffie e accesi quella che gia’ allora era la mia fedele compagna: la radio.
Per la precisione un piccolo compatto con doppia piastra di registrazione e radio AM/FM/HW/MW (un giorno vi parlero’ della mia passione per il radioascolto…) e iniziai a vagare per le emittenti.

Su un’emittente che non so (oe’, non c’era l’RDS e nel buio mica potevo vedere dov’era la sintonia!) sentii una canzone suonata alla chitarra, come in una compagnia di amici.
Diceva fra le altre cose (la metterei tutta ma non si puo’,
quindi mi appello al diritto di citazione):

Si sa che la gente dà buoni consigli
sentendosi come Gesù nel Tempio,
si sa che la gente dà buoni consigli
se non può più dare cattivo esempio,
così una vecchia mai stata moglie,
senza mai figli, senza più voglie
si prese la briga e di certo il gusto
di dare a tutte il consiglio giusto
e rivolgendosi alle cornute,
le apostrofò con parole argute
“il furto d’amore sarà punito – disse –
dall’Ordine Costituito”.
E quelle andarono dal commissario
e dissero senza parafrasare:
“quella schifosa ha già troppi clienti,
più di un consorzio alimentare”.

Ora, dovete entrare nella mente di un ragazzo di quell’eta’ dell’85, non nel 2004. Discorsi cosi’ non erano proprio all’ordine del giorno e quindi la tranquillita’ e il tono con cui l’autore cantava queste strofe mi colpi’ e mi fece troppo divertire, al di la’ di tutti gli altri significati della canzone. Dimenticai cosa mi aspettava. Anzi no, non lo dimenticai, mi rasserenai e il buon umore di quella canzone mi aiuto’ a dormire e poi ad affrontare piu’ serenamente il nuovo giorno.

E cosi’, a distanza di 19 anni, in un giorno di primavera, sentendo “Bocca di rosa” m’e’ tornato in mente tutto e ho voluto ricordarlo qui, ringraziando De Andre’ per il regalo.

…eh?

Il PC mi ha appena annunciato che e’ scattata l’ora legale,
ha aggiunto 60 minuti all’orologio e ha aperto il pannello della regolazione ora casomai volessi correggere qualcosa.

Dramhost, che sta a Los Angeles, ha aggiornato l’ora e sa che qua son le tre.

Tutto cio’ e’ molto bello e comodo, anche perche’ non dovro’ cambiare le impostazioni di tutti gli script del sito, tuttsvia non ho mai capoito PERCHE’ AVVIENE… ;-)

Come faceva il mio PC a sapere che OGGI alle 2 scattava l’ora legale?!?
E Dreamhost che sta in USA? Scatta anche in California?

Qualcuno mi toglie questa curiosita’ che mi porto dietro da tempo?

Le preghiere (e la scienza) servono…

Che bello! ;-)

Il Gazzettino titola Una speranza per la piccola Francesca e annuncia che il 24 marzo quell’angioletto avra’ una speciale protesi creata appositamente per lei dal Prof. Lanzetta di Monza. Pare che tale protesi avra’ una valenza sia estetica sia motoria, consentendole un recupero, pur parziale, dell’utilizzo della mano.

Sul sito Una speranza per Francesca ho scelto di non scrivere aggiornamenti circa le condizioni di salute di Francesca (a queste cose pensano appunto i giornali) ma in questa sede volevo proprio dirlo perche’ per chi da tempo si preoccupa per lei e’ una notizia troppo bella! ;-)

PS: e poi mi copiano i titoliii! ;-)

Estate?!

Ragazzi qua (Mestre) e’ scoppiato un caldo che non vi dico!
E’ il 17 marzo e siamo a 23.4 gradi!
Via le coperte dai letti, via i vestiti pesanti…

Se tanto mi da tanto ci aspetta un’altra estate bollente ;-)

Una bella lettura

Sono le 11 e 50 e mi trovo in Parrocchia.
Ormai c’e’ un ottimo rapporto di fiducia reciproca, tanto che sono stato “abbandonato” li’, nella sala dei computer, il centro tecnologico delle produzioni editoriali della Parrocchia. Sto cercamndo di sistemare un PC che fa i capricci, quando giniro’ portero’ le chiavi in bacheca e me ne andro’ a casa. Per ora la stanza e’ tutta per me.

Decido che e’ ora di fare il passo che tutti temono e aggiornare IE e Outlook alla versione 6, visto che con la 5 si prendono spyware a non finire e, tanto, Outlook 5 e’ ormai “impallato”.

Connessione, Windows update, scelta file.
OK, 17MB. Con una ISDN a singolo canale (8k/s) ci vorranno 40 minuti.

Come trascorrerli?
Passeggio per la stanza, sfoglio qualche appunto, osservo poensieroso la radiolina. Medito anche di andare in chat. tanto siamo connessi (sta scaricando…) e la macchina e’ sufficientemente protetta dal firewall che ho installato il mese scorso (quando sono arrivato non c’era neanche quello…).

Poi un’idea… vado all’altro PC (ce ne sono 3). E’ un vecchissimo 120mhz ma ha tanto da offrire: nella cartella “libri” ci sono le versioni di lavoro dei libri editi dall’ediutrice Parrocchiale. Ho una meta: il libro di Cesare (di cui ho parlato in questo post. Tratta della storia di Carpenedo vissuta nei suoi ricordi e nei ricordi di tante persone che ha conosciuto. I miei colleghi ci lavorano da mesi fra bozze. correzioni e revisioni e sono sinceramente curioso.

Apro il documento. Mi chiedo per quale strana ragione il monitor debba essere inclinato in avanti (!). Pazienza, non e’ il PC su cui lavoro io e chi lo usa sara’ abituato cosi’. I caratteri comunque sono a misura di talpa quindi perfetti per me e compensano l’inclinazione del monitor.

Inizio a leggere.

E’ davvero scritto bene! Inizia parlando del nonno. Poi racconta come ci si preparava e come si festeggiava la Pasqua settant’anni fa. Mi immergo. Nella quiete mi sembra di sentire quelle atmosfere. E’ veramente piacevole.

Resterei li’ per ore e i periodici controlli all’andamento del download sull’altro PC (dalla parte opposta del tavolo) sono spiacevoli interruzioni che oltretutto mi ricordano che il tempo passa troppo in fretta. 18 minuti alla fine del download. 8. 4. Ecco, finito. Devo tornare alla realta’.
Lavoro un po’ con Windows. Outlook crasha ancora, poi miracolosamente Outlook torna a funzionare (dico cosi’ perche’ non ho capito il perche’…). Istruisco il firewall a riconoscere i nuovi programmi. Sbrigo alcune cose, chiudo e torno alla Carpenedo del 2004. Pero’ sarei rimasto volentieri li’ l’intero pomeriggio a leggre.

Non vedo l’ora che il libro sia pronto, lo acquisteroi’ sicuramente, ma spingero’ anche affinche’ qualche frammento venga pubblicato sul nostro sito: anche chi abita lontano deve poterlo leggere, perche’ la storia di Carpenedo e’ la storia di tanti paesi di un’Italia che non c’e’ piu’, che era senz’altro piu’ povera ma aveva rapporti umani sicuramente piu’ solidali e meno frenetici degli attuali.

Soprattutto spero che possa leggerlo Federica, che nel suo commento aveva proprio azzeccato: Cesare e’ proprio una persona speciale, come poche se ne incontrano (e alcune si trovano proprio fra le pagine dei blog, di cui, da un certo punto di vista, quel libro e’ una versione cartacea).