Piccole cose

Il bellissimo libro Intelligenza emotiva aiuta a comprendere le emozioni, invece di esserne vittima. Cosi’, quando qualcosa mi urta molto, ho imparato a soffermarmi e cercare di capire il perche’. Senza giudicarmi, perche’ le emozioni vanno decifrate e gestite, non represse magari bollandole come sciocche.

Ed, ecco, a me urta moltissimo quando la gente mi scrive “ho cancellato Telegram perche’ avevo la memoria piena”, come a dire che era superfluo (tanto c’e’ Whatsapp – anche se ha poca privacy), che qualunque canale/gruppo/bot creato li’ non serve, che se c’e’ qualcuno che non puo’ che usare quello, beh, pazienza. Ma soprattutto, mi accorgo che mi urta perche’ chi fa quella scelta non si domanda se ci sia un modo per risparmiare memoria. No. Ha una lista di app indispensabili (alcune che occupano di piu’ e proprio dovrebbero sparire dalla faccia della terra per questioni di sicurezza) ed elimina cio’ che ritiene sacrificabile.
E il problema e’ anche di non voler approfondire cio’ che si usa. E se uno non lo sa fare, non potrebbe chiedere? Perche’ e’ vero che Telegram in configurazione predefinita consuma spazio (come Whatsapp e meno di altre app…) ma siccome tutti i dati sono conservati nel loro cloud, bastano pochi tap per ridurre drasticamente lo spazio utilizzato.

Quindi, per tutti quelli che hanno la memoria piena ma invece di andare in applicazioni/disinstalla danno valore a quello che usano (e ai rapporti umani ivi instaurati) e cercano alternative, ecco la strada:

  1. Andare nelle impostazioni di Telegram.
  2. Scegliere la voce “Dati e archivio”.
  3. Scegliere la voce “Utilizzo archivio”.
  4. Toccare “Mantieni media” e cambiarlo da “Sempre” a “3 giorni”.
  5. Toccare “Vuota la cache”.
  6. Toccare “Database locale”.

Nessun dato sara’ perso perche’ sono conservati tutti, in forma crittata, nel cloud di Telegram. Per questo quando lo installate su un nuovo dispositivo ritrovate tutto, anche messaggi di mesi prima.

Nessun dato sara’ perso, dicevo, e si evitera’ di far sembrare le cose superflue rispetto ad altre.

Noi e gli animali

Io penso che noi chiediamo a Dio quello che non diamo agli animali non umani. Vediamo un animale in difficoltà e al limite lo filmiamo, ma non lo aiutiamo perché “la natura deve fare il suo corso”.

Siamo ipocriti e crudeli, ci sentiamo superiori perché abbiamo un’intelligenza differente, ma in realtà siamo cinici e approfittiamo delle nostre capacità per sottometterli e sfruttarli. Togliamo loro l’habitat e il cibo e ci danno fastidio se cercano di adattarsi per sopravvivere.

Verremo giudicati per come trattiamo i nostri fratelli non umani. Vale anche per chi li mangia, occhio…

Felice

Parte del mio PC e’ connesso alla LAN della mia parrocchia per alcune configurazioni che sto cercando di fare fra due dispositivi che non si vogliono parlare (verso il web esco con il mio IP personale, a scanso di equivoci).

Spotify mi fa ascoltare “Vivere vivere” di Amedeo Minghi.

Mi affaccio alla finestra per prendere una boccata d’aria. Vedo un po’ di cielo ancora illuminato dalle ultime luci del tramonto.

Oggi mi sono stati fatti due auguri (uno generico e uno specifico) per la festa del papa’, anche se non sono un padre biologico.

Non tutto e’ perfetto (e soprattutto quei due dispositivi insistono a non parlarsi) ma mi sento felice, davvero felice, della stima, dell’affetto che ricevo e dei traguardi. Chi l’avrebbe detto, qualche tempo fa.

Posso chiudere tutto e riposare nella pace e nella musica.
Qualcosa ancora non va? Ci pensero’ domani.