15/06/2018

La politica del PD e di Monti

Si discuteva su Twitter con un amico sul perche’ la gente ha scelto di non votare il PD. Gli ho citato i tanti diritti persi da lavoratori e pensionati con le riforme di Renzi e con quelle di Monti (che anche il PD ha votato). Mi ha chiesto quali.

Avrei potuto rispondergli con questo elenco…

Jobs Act con Renzi:

  • Licenziamento anche senza giusta causa
  • Tutele non immediate

Pensioni con Monti ed Elsa Fornero:

  • Aumento eta’ pensionabile
  • Dramma esodati

Perfetto, ci stava in 280 caratteri. Il fatto e’ che questo elenco asettico non rappresenta correttamente la realta’ che molti non vedono, fingono di non vedere o si fanno andare bene.

Allora vediamo cosa hanno portato queste misure e come hanno rovinato la vita a tanta gente.

Licenziamento senza giusta causa: non accetti i turni di lavoro che mi servono? Non fai gli straordinari quando ho bisogno? Ti rivolgi al sindacato o peggio sei un sindacalista? Non mi servi piu’? Ciao!

Tutele non immediate: per i primi anni non devo riconoscerti tutti i diritti dei lavoratori, quindi se voglio ti tengo solo fino a quando non li maturi e poi, beh… “il contratto non le e’ stato rinnovato”.

Credete siano casi rari? Notate l’aumento degli occupati? Certo, quasi tutti a tempo determinato con contratti rinnovati di mese in mese se non meno e che sul piu’ bello non vengono proprio rinnovati. Guardate le statistiche? Ricordate che ISTAT considera “occupato” chi lavora un’ora a settimana.
Ah, ma il Jobs Act ha portato a un aumento, state per dire? Si’, finche’ c’erano gli incentivi e grazie al licenziamento/riassunzione di chi era stato assunto prima di questa scellerata riforma e che ha dovuto accettare di dimettersi ed essere riassunto con le nuove condizioni.

E con questo mondo del lavoro cosi’ precario e privo di certezze le persone non possono fare progetti a lungo termine, comprare casa, sposarsi o contrarre una unione civile, pensare di far figli. Oh, c’e’ chi puo’ certo, ma il calo delle nascite e’ un dato oggettivo che certifica i danni arrecati alla societa’.
Ovviamente non e’ tutta colpa dei governi Renzi e Gentiloni!

Parliamo un po’ delle pensioni, modificate da Monti e dalla signora Fornero? Certo, dietro a loro c’erano i partiti ben felici di non mettere la faccia (ma il voto si’) su provvedimenti terrificanti.

Aumento dell’eta’ pensionabile in se’ dice poco. Un anno? Due anni? In realta’ l’aumento e’ stato legato all’aspettativa di vita. Conoscete qualche anziano? Pensatelo, pensate a questa frase e poi ripensate all’anziano che conoscete.

AUMENTO LEGATO ALL’ASPETTATIVA DI VITA. Piu’ cresce l’aspettativa di vita piu’ tardi si va in pensione. 62, 65, 67, 70… numeri, asciutti numeri che non dicono molto, soprattutto a chi ne ha trenta in meno, fa lavori d’ufficio in cui tutto sommato sta bene.

Provate a immaginare un operaio a 62 anni o una maestra di 67 anni che deve gestire 30 bambini in una scuola elementare! Provate a pensare di salire su un ponteggio a 65 anni! Per carita’, c’e’ chi invecchia bene e puo’ farlo, ma sappiamo tutti che dopo i 60 anni (e spesso anche dopo i 50!) iniziano acciacchi e si perde un po’ di elasticita’ mentale.

Pensate davvero che a certe eta’ si possano fare certi lavori? O qualsiasi lavoro?

E anche fosse, anche se tutti a 62/65/67 e presto 70 anni (e dove arriveremo poi?) stessero magnificamente e potessero lavorare come ventenni, cosa ne e’ dei ventenni se teniamo i nonni al lavoro fino a quell’eta’?

E ancora, fino a un po’ di anni fa le persone che andavano in pensione potevano fare i nonni, dedicarsi al volontariato, accrescere la propria cultura, far funzionare l’economia. Ora che devono lavorare mettono ulteriormente in crisi le famiglie (che quando riescono a formarsi devono parcheggiare i figli in asili, scuole e centri estivi dalle 8 alle 16 e oltre, orario a misura di lavoratori, non di bimbi), il mondo del volontariato e l’economia. Anzi, visto che con l’avanzare dell’eta’ aumentano i problemi, ecco che questi lavoratori porteranno costi a ssn e imprese.

Ma naturalmente c’e’ chi dira’ che “era necessario farlo” o “il sistema precedente non era sostenibile” o peggio “ma Renzi ha fatto l’APE”. Si’, un prestito a vita con cui il lavoratore anziano che non si regge piu’ in piedi si finanzia l’uscita anticipata e ci rimette pure.

Se i nonni costretti a lavorare non bastano a far dubitare del buon senso di chi ha fatto queste riforme, aiuta ricordare la questione esodati. Chi sono?

Sono persone che prima del 2011 erano state incoraggiate, da governo e aziende nel mezzo di una ristrutturazione, ad accettare un incentivo economico con la possibilita’ di accedere alla pensione di li’ a poco.
Poi e’ arrivata Elsa Fornero che in 20 giorni ha fatto la sua riforma e li ha lasciati fuori, portando centinaia di migliaia di persone a trovarsi senza lavoro e senza pensione per anni.

Varie norme sono state fatte in seguito ma nessuna ha risolto completamente il problema per tutti. Altre vite rovinate. Alcuni sono arrivati a gesti estremi.

Elsa Fornero ha preso coscienza di quello che ha fatto? Piu’ o meno… pero’ ha trovato con chi prendersela!
Un po’ come oggi fa l’elettore del PD (e purtroppo anche molti vertici di quel partito). E’ colpa degli altri. Si doveva fare, e’ colpa di chi non capisce.
E la sconfitta del PD nel 2018 e’  colpa della propagada grillina/leghista, delle balle, del populismo. Si’, magari forse e’ colpa un po’ di Renzi che personalizzava e non ascoltava, ma soprattutto e’ colpa degli altri.

No, non e’ colpa di chi non ha votato il PD. La sconfitta e’ colpa di una politica socioeconomica che ha distrutto le vite di un bel po’ di persone e incasinato quelle di milioni d’altre. Ed e’ inutile che i renziani (eletti o semplici sostenitori) ripetano all’infinito che e’ l’unico modo, l’unica via. Non e’ la via giusta e io penso che il partito democratico continuera’ a perdere finche’ non cambiera’ rotta politica.

Gli altri faranno peggio? Forse, speriamo di no. Quello che voi che condividete questa politica economica dovete capire e’ che certe scelte hanno rovinato vite e poco conta che ora il PD si presenti come il salvatore dei diritti civili. Se ha perso cosi’ clamorosamente le elezioni (e tutti i sondaggi lo danno tuttora in calo nonostante la complicata gestazione e i primi giorni del governo m5s/lega) vuol dire che anche chi lotta per i diritti civili e chi ne ha beneficiato riconosce che non esistono solo quei diritti. C’e’ anche il diritto ad avere un tetto, del cibo, un lavoro, una vecchiaia serena. C’e’ il diritto dei bambini ad avere dei nonni e non solo un asilo. C’e’ il diritto delle famiglie a pianificare la vita, fare un mutuo, avere una casa, avere tutele sul lavoro.

Il tentativo in corso nei social di trasformare la bandiera arcobaleno nel simbolo e nel motivo di opposizione a un governo che fra l’altro non intende intervenire sul tema lgbt, mi pare pretestuoso. Avra’ lo stesso effetto di quando, attorno al 2003, venne politicizzata un’altra bandiera arcobaleno, quella della pace. Danneggera’ quel simbolo e la lotta dietro a esso, senza avvantaggiare un partito politico. Speriamo se ne rendano conto, sia i politici (compresi quelli che twittano solo su tre argomenti: diritti civili, animali e attacchi a m5s) sia soprattutto i cittadini e chi combatte per quei diritti.

Infine una parola sugli insulti.
Il MoVimento Cinque Stelle in questi anni ha cambiato stile. Ha scelto toni rassicuranti e persone educate e preparate. Persone oggetto continuamente di sberleffi, meme, sfotto’ per ogni cosa, perfino per l’essere state disoccupate o per un verbo sbagliato ogni tanto. Certo, poi ci sono le persone comuni sui social, ma quello e’ un problema diffuso in tutto l’arco parlamentare e oltre. Basti pensare che abbiamo perfino medici che trovano normale insultare le persone. Ah no, scusate, quelli non sono insulti, “sono diagnosi”, usa dire uno di questi medici. Insomma, a quanto pare alcuni possono insultare. Anzi “diagnosticare”.

E che dire di quelli che “se sei grillino o leghista non parlarmi di politica o ti blocco“? Non e’ che non amano parlarne. Non concedono diritto di replica ai loro attacchi. E ancora, cosa pensare di chi definisce le persone “merde grulline”?
Io rilevo solo che quando ho proposto ad alcuni di aderire al manifesto della comunicazione non ostile mi sono sentito dire che contro taluni gli insulti sono giustificati!
A posto cosi’. Resta il principio che “noi siamo buoni, loro cattivi”. Posizione che contestavo anche alla sinistra comunista, che pero’ almeno aveva un’idea di societa’ ben diversa.

Ah, a chi pur sostenendo le politiche descritte in questo post insiste con il solito “M5S e’ di destra” o il ritornello “cosa dicono ora gli elettori di sinistra che hanno votato M5S?” ricordo che autorevoli esponenti della SINISTRA, da Frantoianni a Emiliano, condividono diverse proposte del contratto M5S/Lega.

Meditate, che se no quelli che chiamate “grullini” non torneranno facilmente indietro.

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