28/02/2015

Guerre di religione

Penso che mai vi sara’ vera Pace fra le religioni finche’ l’uomo non iniziera’ a riconoscerle come poste sullo stesso piano.
Attenzione, non intendo limitarsi ad “accettarle” ma riconoscere la validita’ e verita’ di tutte quelle che promuovono l’amore fra gli uomini, la ricerca di una vita piu’ spirituale, il distacco dal mondo materiale, dall’avarizia, dall’egoismo, il guardare a un “dopo” questa vita terrena.
Pensare che la propria religione sia la Verita’ e le altre al piu’ siano in buona fede rende difficile questa pace.
La Chiesa Cattolica nel Concilio Vaticano II ha fatto un piu’ che apprezzabile passo avanti cercando di dare un’interpretazione assennata dei passi del Vangelo che per essa sono vincolanti:

Tuttavia essa annuncia, ed è tenuta ad annunciare, il Cristo che è « via, verità e vita » (Gv 14,6), in cui gli uomini devono trovare la pienezza della vita religiosa e in cui Dio ha riconciliato con se stesso tutte le cose (4).

Essa perciò esorta i suoi figli affinché, con prudenza e carità, per mezzo del dialogo e della collaborazione con i seguaci delle altre religioni, sempre rendendo testimonianza alla fede e alla vita cristiana, riconoscano, conservino e facciano progredire i valori spirituali, morali e socio-culturali che si trovano in essi.

Ovviamente se pur siamo riusciti ad andare oltre i dettami del Levitico o le posizioni di San Paolo sulle donne (Timoteo 2.12) non si puo’ pretendere che d’un tratto la Chiesa veda in modo completamente diverso il senso di frasi attribuite direttamente a Gesu’.
La persona comune puo’ pensare che certe affermazioni dette in una societa’ molto meno evoluta e con minor accesso a informazione e cultura servissero a dare un ordine. Cosi’ come i precetti del Levitico servivano a dare un ordine pratico prima che morale, allo stesso modo in una societa’ come quella in cui visse Gesu’ era sensato parlare cosi’ ai propri fedeli perche’ non perdessero la strada.
Ovvio, io posso pensarlo ma e’ difficile che i vertici della Chiesa cattolica arrivino a dire cio’. Magari ci arriveranno, ma non e’ questo il tempo.
Del resto questo e’ il tempo del cattolicesimo brandito come bandiera, anzi spesso come clava contro le scelte di vita altrui. Fra chi rifiuta il Concilio Vaticano II e chi probabilmente non ha nemmeno letto fino in fondo il testo che ho linkato precedentemente, come aspettarsi che addirittura si possa contestualizzare un’affermazione di Gesu’ Cristo al tempo e alla situazione in cui e’ stata pronunciata?

Solo che oggi siamo di fronte a un problema che dovrebbe darci la spinta per ragionare un po’ piu’ in fretta. Un tempo eravamo noi ad andare in giro per il mondo a uccidere in nome di Dio (il nostro) e a convertire tutti alla nostra Fede. Adesso sono altri, che fraintendono una religione che non proclama la violenza.
Che si fa? Fra un proclama pro-life e l’altro tanti, troppi cattolici, invocano un intervento armato in difesa dei cristiani massacrati in medio-oriente. Per carita’, si puo’ e deve fare qualcosa, ma cosa risolvera’ definitivamente? Non e’ che invece semplicemente rinviera’ il problema alla prossima crisi?
Il punto e’ che non possiamo dire agli integralisti di altre religioni che sbagliano quando poi noi continuiamo a pensare e proclamare che la nostra sia l’unica Verita’.

No, non lo e’, non ha senso. Attenzione: non dico che e’ Non-Verita’, dico che non e’ la sola.
Io sono sinceramente convinto che esista una sola Verita’ e che tutte le religioni siano i diversi modi in cui tale Verita’ e’ stata presentata/accolta/interpretata dalle diverse societa’. E questo solo sulla Terra, immaginate nel resto dell’universo! E che facciamo se domani atterra una nave aliena (improbabile, siamo troppo primitivi)? Diciamo loro “ecco, la nostra Verita’ e’ questa, convertitevi”? Ma quelli chiudono il portello e scappano a Curvatura 9.9!

Gesu’ ha detto “Amatevi gli uni e gli altri, come io vi ho amati”. E’ tanto difficile accettare che il Comandamento unico e piu’ importante e’ questo e che tutto deriva da qui?
Ma davvero vogliamo credere che a chi ha creato o mantiene l’universo (che non e’ detto sia una “persona” o una “entita’” ma puo’ benissimo essere l’insieme di cio’ che fa esistere il Tutto) importi di piu’ se noi crediamo in questa o in quella religione? E davvero c’e’ chi pensa che saltare una Messa porti all’inferno?
Le Messe, gia’. Le Messe, le funzioni e le pratiche di ogni religione penso servano a ricordare, a darci disciplina, ad aiutarci a non perdere la strada cosa che e’ facile fare perche’ siamo umani e sbagliamo facilmente. Ma anche qui credo che a tutt’oggi noi ci si rifaccia troppo a norme date in un tempo diverso ad una societa’ diversa e che per altro nei secoli sono state plasmate dagli uomini anche a proprio uso e consumo.

Concludo questa riflessione esprimendo un po’ di timore, perche’ il problema delle religioni non e’ solo il crescente distacco di molti (e chi se ne allontana rischia davvero di perdersi in una societa’ troppo materiale) ma l’integralismo di alcuni sostenitori che alimenta tanto il distacco di molti quanto la conflittualita’, anche solo nell’ambito della societa’ civile.
Eppure ai cattolici, anche senza mettere in discussione l’unicita’ della propria religione, basterebbe leggere i documenti del Vaticano per capire chi agisce nel giusto e chi alimenta conflitti. Purtroppo la maggior parte di quelli che “difendono i valori e le radici” preferisce il conflitto e sceglie di ignorare i documenti della propria stessa Chiesa. Con buona pace di quell'”Amatevi gli uni e gli altri” (Gv 15, 9-17).

PS: sono consapevole che se fossi un islamico e scrivessi questo in certi paesi piu’ integralisti rischierei grosso. Loro, appunto, devono fare ancora un po’ di strada. Noi che abbiamo fatto qualche passo in piu’ dovremmo essere d’esempio.

4 commenti per “Guerre di religione”

  1. Marco scrive:

    Gabriele, mi spieghi qual è la tua idea di Trinità?
    Grazie.

  2. Gabriele scrive:

    Faccio una doverosa premessa. Io ho cercato di trovare un senso alle cose, sia al cristianesimo sia ad altre letture che ho fatto. Potrai dirmi, come hai fatto su Twitter, che manco di umilta’, che maltratto la parola, e hai il diritto di pensarlo, come hai il diritto di dire che chi non accetta tutto cio’ che viene detto nella Bibbia come unica assoluta Verita’ non puo’ dirsi cristiano e men che meno cattolico. Forse non lo sono, infatti io mi definisco “credente” dal giorno in cui un amico sacerdote mi ha fatto affettuosamente notare che “i cattolici vanno a Messa tutte le domeniche”. ;)

    Veniamo alla tua domanda. Si’, credo nel Padre e Figlio e Spirito Santo e come tanti mi sono chiesto cosa mai volesse dire cio’. Negli anni ’40-50 al catechismo le suore dissero a mia madre che bisogna pensare alla Trinita’ come alla forchetta che e’ una ma ha tre rebbi.

    Io ho cercato una risposta che avesse piu’ senso per me anche sulla base di altre letture che ho fatto, in particolare lo splendido libro “Terra di smeraldo”.

    Bene, dal mio punto di vista, che magari e’ sbagliatissimo ma che per me ha un senso e tanto mi basta a vivere sereno, vale il parallelo con il mare. Dio e’ il mare, il tutto, la distesa sterminata d’acqua. Gesu’ e’ un’onda che arriva fino a terra. Si separa dal mare ma ne fa sempre parte e vi ritorna. Lo Spirito Santo e’ l’insieme di venti, correnti, gravita’ dei corpi celesti, ecc che fa “funzionare” il mare.

    Come si concilia questo con quanto esprimo nel post? Io la vedo semplice. Tu chiami il mare Dio, i venti Spirito Santo e l’onda Gesu’. Altri li chiamano con altri nomi, perche’ altre onde sono giunte da loro.

    Come si concilia tale visione con la globalita’ della Scrittura secondo cui l’unica Verita’ e’ quella? Io non affermo che esistano piu’ dei. Affermo che ne esista uno ma che abbia ispirato sensibilita’ diverse che l’hanno interpretato in modi diversi e consoni alle realta’ sociali e geografiche in cui le persone coinvolte si trovavano.

    Cio’ mi rende non cristiano? Va bene, infatti da tempo mi definisco credente. Cio’ che spero (e che penso) e’ che qualunque sia la Verita’, Dio mi giudichera’ in base al bene che avro’ saputo fare (e spero sia clemente).

    L’unica cosa e’ che credo che finche’ ognuno continuera’ a dire “La mia religione e’ quella vera, la tua no” ci si continuera’ a fare del male, a parole o peggio con la violenza. E non credo che Dio voglia questo, qualunque nome abbia…

  3. Marco scrive:

    Caro Gabriele,
    non critico le tue opinioni. Credo che il problema di fondo sia il tuo approccio alle cose.
    Ti definisci credente, ma come dici tu stesso, non cattolico. Non intendo cercare di convincerti a diventarlo, ma a conoscere prima di contestare.

    Leggi un passo del vangelo, una parola riportata come da Cristo stesso e affermi: “secondo me, Cristo voleva dire questo e questo, non quello che dice la Scrittura stessa o la Chiesa”.
    Questo è lo scempio: non puoi affermare che la Scrittura dica qualcosa di diverso da ciò che dice realmente, oggettivamente, chiaramente.
    Le parole, la grammatica, il senso globale della Bibbia devono essere conosciuti e rispettati.
    Dopo attento studio ed esame della Scrittura semmai, potresti porre la questione in questi termini: “Quel passo della Bibbia dice chiaramente questo, ma io non sono d’accordo e non ci credo”. Fine. Questa è onestà intellettuale, questo è rispetto delle opinioni. La Bibbia dice una cosa, ma io ne penso un’altra. Nessuno può criticarti per questo, a meno che tu non dica anche “però, io sono cristiano cattolico”.

    Il secondo scempio ha origine dal primo: dici “la Chiesa dice e fa questo, ma dovrebbe dire e fare quest’altro perché io ho capito il senso vero delle parole di Cristo e di come attuarle, la Chiesa non ancora”.
    Questa è presunzione: credi di essere capace di anticipare, nella tua breve vita, il cammino bimillenario della Chiesa, rimanendo all’esterno di quella storia e per di più conoscendola in modo approssimativo.

    Tu presumi di sapere quello che la Scrittura non dice e la Chiesa non professa. Questo, secondo me, è l’inganno.
    Ti rinnovo perciò il mio invito a conoscere, studiare e capire, prima di decidere cosa è vero, giusto e santo.

    A proposito della Trinità: quella suora, nella sua semplicità, ti ha spiegato benissimo il concetto, ma credo tu non lo abbia compreso.

    Provo a spiegartelo in altro modo:
    La Chiesa professa che Dio è uno, cioè che ha una sola natura divina in tre Persone.
    Questo ti sorprende? Eppure, non c’è nulla di irrazionale o inspiegabile in questo.
    Non esiste che una sola natura umana in sette miliardi di persone e tu accetti ciò come realtà incontestabile.

    Riflettici: le risposte spesso non sono complicate o nascoste, siamo noi, che siamo ciechi, a non saperle trovare.
    Il che, secondo quanto dice Gesù stesso, non sarebbe poi un grande problema: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: Noi vediamo, il vostro peccato rimane» (Gv 9,41).

    Con sincerità e cordialità,
    Marco

  4. Gabriele scrive:

    Non critichi le mie opinioni ma parli addirittura di scempio e torni all’approccio che gia’ hai usato altre volte e che mi pare si possa riassumere nel fatto che la Scrittura va accettata integralmente senza remore e che se ne puo’ discutere solo dopo lunghi e approfonditi studi di teologia.
    Come gia’ altre volte ti ho detto, rispetto il tuo punto di vista ma ho sempre avuto esempi diversi, riuscendo a dialogare con sacerdoti e persone di Chiesa aperte al confronto e che non pretendono che le persone normali facciano approfonditi studi per porsi domande. Anzi in realta’ alcuni dei miei punti di riferimento non amano affatto quegli studi, eppure hanno convertito al bene e avvicinato alla Chiesa molta gente.

    Un altro tuo atteggiamento frequente e’ mettermi in bocca cose che non ho affermato, di sicuro non nei termini che mi attribuisci. Sono comunque certo che tu lo faccia in buona fede e nel tentativo di semplificare.

    Infine credo tu legga molto velocemente le cose e te ne possano sfuggire. Per esempio la suora non ha spiegato a me la trinita’ con l’esempio della forchetta (buono ma preferisco il mio, che se ci pensi dice la stessa cosa).

    Io non ho mai detto che Gesu’ ha detto X per affermare Y o che la Chiesa non capisce e io si’. Evidentemente non mi esprimo bene.

    Ripropongo la mia riflessione cercando di essere piu’ chiaro.
    La Bibbia, come il Corano e gli altri testi sacri sono stati scritti in epoche remote, da uomini ispirati da Dio ma che vivevano in culture lontanissime dalle nostre. E’ ovvio che alcune cose vadano contestualizzate e che non si possa prendere tutto alla lettera. Non lo fanno i cristiani di oggi. Tu si? Allontani tua moglie da casa quando ha le mestruazioni? Sei pronto a uccidere un figlio se Dio te lo chiede? Sei a favore della schiavitu’? Non credo proprio, quindi anche tu hai gia’ contestualizzato la Scrittura, compreso il buon San Paolo che non permette alle donne di comandare o insegnare al marito e pretende che se ne stiano tranquille. Sono gli esempi piu’ eclatanti, ma potrei anche citarti Adamo ed Eva. Siamo tutti d’accordo che da due persone non puo’ derivare l’intera umanita’? Siamo tutti e due convinti della teoria dell’evoluzionismo, no?

    Ecco, chi invece interpreta alla lettera e’ chi oggi si sente in diritto di “uccidere gli infedeli”. Nel cattolicesimo lo facevamo secoli fa, ora siamo cresciuti (diventati relativisti, in senso sano). Lo stesso per gli islamici moderati.

    Ecco, io vado oltre. Non pretendo di avere ragione o proclamare la Verita’. Semplicemente esprimo il mio pensiero frutto di riflessione, ossia che ognuno di questi testi dica il vero nell’affermare d’essere l’unica Verita’, quindi non metto in discussione quel passo della Bibbia o passi analoghi degli altri testi. Tuttavia penso che siano tutte interpretazioni date dagli uomini a Dio in diverse realta’ e contesti storico-sociali in un mondo lontano.
    Oggi il mondo e’ piu’ unito, le nostre societa’ sono e saranno sempre piu’ interculturali e non possiamo guardare i nostri FRATELLI pensando che abbiano sbagliato tutto.

    Puoi pensare che abbia torto e il mio sia addirittura uno scempio ma allora dimmi, per tornare al tema che ha dato origine alla discussione ieri, se due persone sono entrambe convinte di conoscere l’unica Verita’, e queste due Verita’ sono diverse fra loro, come riusciranno a non litigare e a non farsi del male? Come potra’ il cristiano che pensa che in tutto l’universo l’unico vero Dio e’ il suo, accettare e rispettare gli altri?

    Io ho cercato un senso e ho trovato questo. Cio’ mi rende non cristiano e non cattolico? Come tu desideri, ma seguendo il tuo ragionamento qualsiasi interpretazione della Bibbia diversa da quella letterale (o da quella data dalla Chiesa, talvolta con enormi arzigogolamenti) mette le persone fuori dal cristianesimo. Di cristiani quindi oggi ne resterebbero pochini…
    Se poi fra quei pochini ci sia chi definisce uno scempio l’altrui pensiero e condanna le scelte di vita, io non lo so. Se tu ne sei convinto vivi sereno. Forse ci vedremo in paradiso, forse no.

    Comunque fra 50 anni penso che sia io sia te sicuramente sapremo come stanno effettivamente le cose. ;)

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