Ipocrisia e imprudenza

Oggi ho raggiunto il culmine della sopportazione di certi modi di fare e di parlare. Da oggi ufficialmente voglio fregarmene. Ognuno si assuma la responsabilita’ di come agisce e non venga a dirlo a me. Prima pero’ scrivo queste righe per me stesso come riflessione su atteggiamenti avventati e assurdi con cui non voglio piu’ avere a che fare.

Sono circondato dall’ipocrisia, quella che spinge la gente a parlare in un modo ma ad agire diversamente.
Tutti d’accordo a insegnare la prudenza, a insegnare il buon senso, a proporre l’approccio sensato e moderato a cio’ che ci offre oggi la Rete che si abbia 15, 30, 50 o 70 anni.

Poi pero’, quando ci si trova coinvolti in prima persona, le raccomandazioni fatte agli altri diventano carta straccia e diventa lecito, giusto, tutto “in”: diffondere dati personali dove capita va benissimo! Tanto c’e’ sempre la scusa pronta: “li vedono solo i miei amici”, che dimostra assoluta ignoranza del funzionamento del mezzo che si sta usando.

Abbiamo cominciato anni fa con gli IM: e giu’ di email (pardon, adesso si dice contatti, email e’ un termine fuori moda). Tutti davano la loro email. Tutti dentro questi fantastici sistemi “tanto parlo solo coi miei amici” (e in un mese uno si ritrovava 70 contatti di cui ne conosceva solo 10) e tanti bei virus, messaggi di spam ecc. Quella sembrava la nemesi della sicurezza e chi diceva “attenzione, date l’email solo a chi conoscete, siate prudenti” risultava solo una persona noiosa.

Il meglio pero’ doveva ancora arrivare. Adesso sulla nostra presenza online ci mettiamo la faccia, il nome e il cognome. Tutti. Non importa che abbiamo 15, 30, 50 o 70 anni, che ci rendiamo conto dei pericoli e delle conseguenze delle nostre azioni oppure no. Io ho 38 anni e uso le reti telematiche da 22 anni. Prima di mettere nome e faccia sulle mie attivita’ online ho voluto crescere e imparare a capire bene che messaggio volevo trasmettere, perche’ quel che dico resta associato a ME qui e FUORI, nel mondo REALE. Perche’ chi incontrero’ domani, dopodomani, fra un anno o fra 10 potra’ cercare nella Rete e trovare i miei successi, i miei errori, le mie incazzature. E’ una responsabilita’, non e’ un gioco e trovo assurdo che ci sia chi ubriaco di una falsa liberta’ decida di esporsi al mondo in modo perpetuo regalando (oltretutto ad aziende commerciali) fiumi di informazioni personali.

Assurdo e pericoloso. Lo dico io, lo raccomandano gli organi di polizia e il garante della privacy ma mi rendo conto che siamo tutti noiosi. Il mondo e’ libero. W la liberta’. A quando una rete in cui mettere anche l’indirizzo di casa? Ormai le ho viste tutte e non dubito che potremmo arrivare anche a questo e che se diverra’ una moda ci sara’ chi lo fara’, magari dicendo “lo fanno gli altri” o scambiando il regolamento di un sito statunitense per il giusto modo di vivere.

Vi piace? Divertitevi ma se vi capitera’ qualcosa di spiacevole (dalle cose gravi a un posto di lavoro rifiutato perche’ al capo dell’ufficio personale non piace il vostro profilo) non prendetevela con la Rete ma solo con voi stessi. Chi usa il buon senso non deve pagare per l’imprudenza e l’avventatezza altrui!

4 commenti su “Ipocrisia e imprudenza”

  1. A me fa piuttosto ridere la gente che usa Internet come fosse un mondo a parte, una realtà parallela o cose così. Mi fa ancora più ridere vederti esasperato in questo modo. Potresti scrivere un manuale d’educazione mediatica che sia divertente. Almeno così chi deve capirebbe.

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