18/06/2007

La terza fase

Da 0 a 18 e’ l’inizio, la prima fase.
Sei bambino, impari a conoscere il mondo, te stesso, gli altri, affronti facilmente le tue difficolta’ finche’ non arrivano gli altri a dirti che sono grandi (di solito succede a scuola).

18 anni, inizia la seconda fase.
A 18 anni pensi di essere uomo. Puoi votare, guidare, decidere per te stesso. E fai un mare di ca…volate perche’ in fondo hai solo un giorno in piu’ dei 17, solo 4 anni in piu’ dei 14, solo… un briciolo di vita alle spalle.

18-36
Poi gli anni volano e diventi un elettore di senatori, festeggi il primo quarto di secolo e poi i trentanni e c’e’ chi dice che dovresti metter su giudizio e magari famiglia e tu che da piccolo consideravi eta’ adulta quella di Ferdinando, il figlio dei contadini amici di famiglia che vedevi sul grande trattore e aveva 24 anni, ti accorgi di averne piu’ di lui e non sentirti come pensavi che dovesse sentirsi un adulto. Sicuro? Realizzato? Tranquillo? Sereno nelle tue convinzioni?

Sono 36. Tre piu’ di quanti ne abbia vissuti Nostro Signore ma credo d’aver fatto un po’ meno di lui e di tanti altri. Credo di essere piu’ incerto e insicuro di quanto pensavo che un “adulto” potesse essere. Su tutto: politica, scelte, anche su Dio e il creato. Ci credo ma non sono davvero convinto che si esaurisca tutto nella visione e nei riti della Chiesa a cui pure mi son riavvicinato.

Oggi pero’ mi sono reso conto di una cosa, qualcosa che in cuor mio gia’ sapevo ma che mi e’ stato ricordato in maniera fortissima da tantissime persone diverse per eta’, idee, rapporti ecc.
Mi son reso conto che forse cio’ che si vive in prima persona non e’ cio’ che gli altri percepiscono di noi.

Io posso essere insicuro, spaventato da certi eventi e timori, preoccupato, rattristato, posso sbagliare o reagire male a volte, eppure ci sono persone, e sono un bel po’, che mi considerano un punto di riferimento, che traggono beneficio dalle mie parole, dai miei consigli, da un sorriso… persone che mi hanno insegnato e a cui ho insegnato. Persone nate 70, 40, 30, 20 o anche piu’ recentemente, amici, conoscenti, angioletti, pesti…

C’e’ una persona che nel suo sito mi chiama “il maestro G. Favrin” e che da allievo e’ diventato un vero amico. C’e’ un parroco che quando mi ha rivisto dopo l’intervento mi ha abbracciato, c’e’ Firmo che mi accompagnava in auto a Venezia alle 6 di mattina, c’e’ Natascia che quest’anno e’ rinata eppure ha mille pensieri d’affetto per me, c’e’ un blog creato per me in quelle 24 ore di ricovero e un altro nato per il mio compleanno, pieno di parole gentili, di angioletti che hanno dedicato del tempo per me per ringraziarmi di cose che mi vengono assolutamente spontanee e naturali…

Io non so se merito tutto questo, loro dicono di si’…
Mi scopro a pensare che forse, anzi quasi sicuramente, anche le persone che io ammiro (che non sono ne’ i ricchi ne’ i potenti o famosi, ma uomini e donne che vivono e agiscono dando spazio al Cuore) possono avere le mie paure, i miei timori, possono svegliarsi male un giorno e agire da str… come a volte a me capita di fare.

I doni che mi avete fatto oggi, cari amici, non sono solo parole o disegni, sono una quantita’ di affetto e apprezzamento che aiuta e che conservero’ gelosamente per i momenti di sconforto, per imparare una buona volta a guardare a cio’ che ho fatto fin qui e a come crescere (non si finisce mai, credetemi), non a cio’ che non ho fatto o potevo fare meglio…

Inizia la terza fase. 36-54.
La seconda e’ stata difficile, ho fatto errori, ho imparato a convivere con un problema alla vista dovuto a un laser cattivone. Un angelo di medico l’ha corretto appena 4 mesi fa. E’ stata una nuova alba. E ora eccomi di fronte a un nuovo inizio. Mi sento uguale a ieri, in fondo queste sono solo convenzioni numeri.

La vera differenza e’ che oggi tante persone mi hanno ricordato il bene che mi vogliono e io mi son reso conto (ma forse l’avevo solo scordato) che in fondo qualcosa di buono lo faccio, che il bene sta nelle piccole cose non nei grandi eventi, che tanti piccoli gesti e azioni portano ai risultati migliori.

Grazie, un grande grazie indistinto a tutte le persone che mi vogliono bene. Ve ne voglio davvero tanto anch’io e vi prometto che… cerchero’ di restare me stesso.

3 commenti per “La terza fase”

  1. offy scrive:

    E’ un bellissimo post, commovente :) Mi è piaciuta la parte che parla dei 18 anni… e poi tu ti sottovaluti. Sei davvero un punto di riferimento, per me. Ancora auguri :*

  2. Marco scrive:

    Ti ringrazio per essermi vicino in ogni situazione.
    Io ti voglio bene davvero.
    Grazie di tutto.

  3. Nati scrive:

    Infondo è solo un anno in più pensano tutti quando si tratta di se stessi e degli altri.
    Ma non sempre. A VOLTE può essere più di 365 giorni in più, può tramutarsi in scelte può essere un motivo di pensare a se stessi e al rapportarsi con gli altri.
    Può essere un nuovo inizio in una vita arrivata a solo 36 anni, perchè alla fine sono pochi anche se le esperienze sembrano infinite.
    Hai tutto il tempo di continuare la tua vita e realizzarti ancora di piu, hai il tempo di sentirti sicuro di te.
    Tutti anche io pensavo e penso che diventando “grande” avrò tutte le sicurezze del mondo tutte le risposte e nessuna domanda. Quando poi pongo domande ai “grandi” allora capisco che essere grandi vuol dire avere solo un pò piu di responsabilità, paure, delusioni, felicità , gioie e problemi di quanti se ne hanno da “piccoli” .
    Tutti crescono…e tu stai crescendo…non stai invecchiando…c’è una bella differenza secondo me

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