Non abbandoniamo la famiglia Durante dispersa dopo un incidente aereo in Venezuela!

11/02/2007

Aggiornamento Wordpress

Ho aggiornato Wordpress (ossia il software che gestisce questo blog) alla versione 2.1.

Visto l’esiguo numero di plugin che uso (Akismet per lo spam e wp-cache per ridurre le query MySQL - quest’ultimo lo ho aggiornato oggi alla versione piu’ recente) non ci sono stati grossi problemi. Sinceramente temevo potesse darne il mio tema personalizzato ma a quanto pare no, e’ tutto ok. Verifichero’ comunque di non star usando variabili deprecate o modificate nella 2.1.

In un futuro ne’ troppo lontano ne’ immediato penso di apportare un po’ di modifiche, sia strutturali sia estetiche, al mio tema o addirittura di farne uno nuovo. Forse approfittero’ delle novita’ di WP2.1. Per ora comunque non e’ una priorita’ perche’ il tutto funziona bene.

Bug software a 10.000 metri

Il titolo potrebbe essere quello di un film catastrofico di serie B (quelli che d’estate ci presentano come eclatanti prime TV), invece il
post che propongo, e che ho trovato su Digg, parla di come lo spirito “hacker” porti l’uomo attento a sperimentare, non limitarsi a premere pulsanti e giocare su un micromonitor.

Non e’ morto nessuno, il crash in questione riguardava il sistema di intrattenimento dei passeggeri (in USA han le cose che io leggevo su Topolino negli anni ‘70) ma mi stupisco che non abbiano arrestato il tizio incolpandolo di chissa’ quali reati ;)

09/02/2007

Nebbia davanti agli occhi

C’era nebbia questa mattina alle 5.
Ce n’era a Mestre e non vi dico a Venezia: davanti al pontile non si vedeva oltre due metri e solo le luci di posizione intense dei battelli si facevan strada fino agli occhi come strani semafori in movimento.

A Manuel tutto questo piace. Da oggi torna all’ACTV,. in servizio alle “Fondamenta nuove” fino a ottobre. E’ il suo lavoro ideale, fra la gente, in una citta’ che ama.

A me pero’ queste immagini mettono un po’ di angoscia e tanto freddo nel cuore. Sguardi pesanti, pensierosi, assonnati di uomini e donne che all’alba si muovono per lavoro, per una terapia, per chissa’ quali impegni.
A volte vedi bimbi di due o tre anni, infagottati, appresso alle madri, intirizziti come pulcini ma abituati, da ritmi e da vite per loro familiari, a lasciare il nido a quell’ora.

Ed e’ stato con questa nebbia che e’ iniziato il mio viaggio. Tutto sommato ero sereno e non avrei voluto essere in nessun altro posto. Cercavo risposte ma desideravo incamminarmi e aspettavo solo un “stai tranquillo” per lanciarmi nel turbine degli esami oggi, e di un’anestesia fra qualche giorno.

Non c’e’ stato nulla di tutto questo. Non solo non ho avuto risposte ma ho dovuto darne. Medici che non sapevano nulla di me restavano interdetti di fronte al tipo di intervento da fare.

Alla fine da un giorno e mezzo -forse meno- siamo passati a tre giorni di ricovero. Per cosa? Ufficialmente per la visita dall’anestesista ma sospetto che vogliano capire di piu’, valutare, confrontarsi con la dottoressa Franch. E allora tre giorni possono anche aumentare. Potrebbero decidere osservazioni successive controlli… e il tutto senza sapere nulla di me, senza avermi mai visto ne’ sentito prima.

E io come faccio a sentirmi tranquillo? Han cambiato le carte in tavola prima di cominciare. Non e’ un capriccio, non e’ che non voglio stare un giorno in piu’, e’ che non mi sento piu’ sereno. Chi mi cura mi aveva prospettato una sequenza di eventi: entri la mattina, ti opero, se facciamo in anestesia generale stai una notte, altrimenti esci la sera stessa. Day surgery. Se ne vantano tutti a ogni pie’ sospinto e ora, solo per un difetto di comunicazione fra medici, io entro 24 ore prima e a questo punto senza certezze su cio’ che avverra’?

E il tutto quando avevo bisogno io di rassicurazioni sui pericoli, su pro, contro, ecc?

Se poi sommiamo a queste considerazioni razionali le emozioni e i ricordi del passato, ecco servito un cocktail micidiale! Quando l’infermiera tutta tranquilla mi ha detto “ti ricoveri martedi’ alle 10″ mi son sentito morire. Mi son tornate in mente tutte le volte, durante l’infanzia, l’adolescenza e fino ai vent’anni, in cui i medici decidevano per me. Enno’. Questa volta no. Questo non e’ un intervento per fermare una malattia. Entro per migliorare, perche’ lo decido io, ma se le cose non sono come mi erano state prospettate, mi tengo la mia vista doppia! Come ha detto una saggia amica “se questa operazione deve evocarti tanti fantasmi meglio non farla”.

Certo mi dispiace, mi sembra di essere arrivato a un passo dalla cima e di scegliere di tornare indietro. Forse ancora una volta manco alla volonta’ di affrontare le cose e non di aggirarle, ma i fantasmi del passato si fanno sentire e le angoscie del presente mi spingono a gettare la spugna. Domani provero’ a parlare con la dottoressa (come vorrei che leggesse, forse capirebbe cio’ che vivono i pazienti) ma mi sento come se avessi gia’ voltato pagina. E so, credo, temo, penso sara’ per sempre. O magari sara’ un rinvio. O magari lei risolvera’ tutto.

Per adesso mi sento come quel piccione di cui parlavo qualche post fa. Perso in luoghi sconosciuti e spettrali. Con la voglia di uscirne, che sia andando avanti o andando indietro, ma con l’incertezza di ritrovare la strada.

08/02/2007

Grazie

Grazie a tante persone che in modi diversi e a volte inattesi, mi hanno dato conforto, fatto sorridere e anche pensare in questa giornata tanto attesa e tanto difficile.

A Natascia per le sue parole sempre gentili e di sostegno, scritte da chi conosce l’ambiente ospedaliero e le sofferenze che certe scelte piu’ burocratiche ed organizzative che umane possono dare.

A Sao per quel messaggino di risposta inatteso e che mi ha fatto sorridere mentre viaggiavo sul vaporetto :)

Ad Ambra che con la sua decisione e solo apparente freddezza sta cercando di spingermi a fare cio’ che lei pesa sia la cosa piu’ giusta (e forse ha ragione, ma ho un cuore che ha sofferto tanto in passato).

A Lisa e Lorenza, per esserci sempre nel momento del bisogno con parole che toccano il cuore.

E grazie alla piccola Vanessa che ha speso un po’ del suo tempo a metter su carta, matita, colori e scanner, le immagini delle persone della sua chat e mi ha strappato un sorriso quando ero giu’.

Infine grazie a tutte le persone che mi sono vicine col cuore o con le preghiere. Anche se oggi non ci siamo sentiti so che ci siete, vi sento. Grazie, grazie davvero…

La sanita’ ti schiaccia

Oggi era il giorno degli esami pre-operatori.
Pensavo che avrei incontrato la mia dottoressa per un’altra visita e per trovare risposta a dubbi e angosce formatesi in questi mesi e comunque penso legittime per chi ha un solo occhio sano.

Niente di tutto questo.
La dottoressa non c’era.
Sangue, cardiogramma, cartelle cliniche da compilare, visita oculistica in cui ho dovuto spiegare cosa voleva farmi e perche’.

Fra un’attesa e l’altra ho conosciuto un signore che domani fara’ il trapianto di cornea e, se non avra’ complicazioni, uscira’ sabato. Se penso che 40 anni fa si doveva stare un mese immobili e 20 anni fa un mio compagno di stanza resto’ comunque una settimana immobile gioisco di fronte ai progressi. Non si fa che parlare di day surgery. Il termine risuona nei corridoi.

Per tutti ma non per me.
La dottoressa mi aveva prospettato questo: entri, ti opero, esci il giorno stesso. Poi osservando il mio nistagno ha ipotizzato l’anestesia generale e in tal caso l’uscita sarebbe stata rinviata al giorno dopo. Una notte per sicurezza e via.

Ora cambia tutto: secondo gli infermieri dovrei ricoverarmi martedi’ mattina alle 10 (l’intervento e’ fissato per mercoledi’) per la visita con l’anestesista. Cioe’ da 1 giorno passiamo a 3 di cui uno da spendere li per niente in attesa di incontrare l’anestesista. Ma darmi un appuntamento come oggi no?!

Comunque no. Mi sono trovato male, a dover spiegare io cosa mi volevano fare e perche’. A dare spiegazioni invece che riceverle e a sentirmi cadere in quel vortice che ha caratterizzato incubi su incubi per anni.

Capitemi: non faccio i capricci per tre giorni invece di uno, ma di ricoveri ne ho subiti tantissimi dal ‘72 al ‘90, hanno lasciato piu’ segni di quanti io immaginassi e ora mi sembra di ricadere in quel vortice in cui altri dispongono per te quando entrare… e in cui non sai bene piu’ nulla, cadono i punti fermi, non sai quando uscirai, quando vedrai il tuo medico, non sai nulla. Stai li e devi aspettare.

E questo e’ un prezzo troppo alto da pagare, soprattutto emotivamente. In fondo le cose piu’ importanti della mia vita le ho fatte con questa vista, dall’89. Mi sto convincendo che e’ meglio tenerla cosi’ invece che giocare d’azzardo con la poca vista che ho… in una situazione in cui mi cambiano le carte in tavola e che mi porta tanto disagio. Se aggiungiamo che, ripeto, non ho potuto avere neppure le risposte che volevo (ho dovuto darne io!).

Non avevo mai davvero pensato di rinunciare.
Lo penso ora. E mi fa male. Molto male.
Ma andare avanti credo sarebbe peggio.

Domenica chiedero’ consiglio a Dio. Speriamo sappia guidarmi… o lenire il mio dolore, perche’ ce ne sara’, qualsiasi strada io intraprenda.

07/02/2007

Mestre semplice

Una settimana fa ho finalmente aperto il mio portale su Mestre, intitolato semplicemente… Mestre semplice.

Perche’ e’ nato?
Perche’ negli altri siti su Mestre non trovavo quello che cercavo e se lo trovavo era illeggibile (i caratteri rossi su sfondo nero del pur bel “mestreinrete” sono stati il mio tormento per anni) e cosi’ un annetto fa ho pensato di iniziare a raccogliere i link dei vari siti inerenti Mestre, trovandone per altro moltissimi…

Poi e’ nata l’idea di mettere l’immagine satellitare del luogo, per i siti relativi a luoghi fisici…

Poi ho pensato che sarebbe stato bello aggiungere il collegamento alla mappa stradale e ho scritto una email formale a SEAT per chiedere il consenso di inserire un link alle loro mappe. Non mi hanno nemmeno risposto.

Poi Google Maps ha aggiunto le mappe stradali italiane all’interfaccia per programatori e cosi’ ho potuto inserire tali contenuti direttamente nelle pagine del sito. Qui si vede il differente approccio al web in Italia: Google guadagna in pubblicita’ permettendomi di integrare i suoi servizi nel mio sito. Altrove io sono un moscerino che chiede “nonsisacosa” e a cui non vale neppure la pena rispondere.

Poi mi e’ venuta l’idea di aggiungere le foto, perche’ Mestre non e’ solo la tangenziale e perche’ far vedere gli edifici dal lato strada semplifica la vita a chi deve andarci. Ho chiesto a un amico che ha iniziato… e mi ha fatto poi penare un po’, salvo rassegnarsi e lavorare quando ha capito che non intendevo pubblicare foto da 5 megapixel con luci e riflessi artistici ma che al piu’ avrei inserito immagini JPEG da 800 pixel con l’85% di compressione in quanto servono per riconoscere gli edifici e il sito dev’essere accessibile anche a chi non ha ADSL. Poi magari le foto superhires le metteremo se verranno chieste.

Poi un altro amico, che lavora in una ditta che crea siti web per gli hotel, mi ha aiutato a trovare i siti degli alberghi della citta’. E un altro amico ancora, da poco ritrovato, mi ha aiutato con altre ricerche…

Poi fra una riscrittura del programma, un’ottimizzazione, momenti di stanca, impegni, tensioni, l’onore di mostrarlo agli amici e alla mia oculista, l’aiuto di un altro amico fotografo (che sta facendo il giro di Mestre con un mostro da 8 megapixel), e’ arrivata la voglia di fare lo sforzo finale, metterlo online e affidarsi al giudizio degli utenti.

All’inizio pensavo di inserire dei banner commerciali nelle varie pagine ma strada facendo ho cambiato idea: preferisco affidarmi a eventuali donazioni e offrirlo come un contributo alla mia citta’, piuttosto che affiancare a contenuti tanto curati delle pubblicita’ che potrebbero non essere in linea con le necessita’ ed i gusti di chi naviga il sito, comprese scuole, enti religiosi, ecc…

E poi via, io amo Mestre e ho voluto donare qualcosa alla mia citta’. Io ne guadagno nella gioia di dare qualcosa agli altri. Senza pretendere nulla in cambio. Se poi arriva (in forma di donazione o di offerte di lavoro) tanto meglio. Tanto piu’ che come forma di apprezzamento per il mio lavoro ho inserito anche le donazioni (documentate) al Gruppo Missioni della mia parrocchia (che fa adozioni a distanza) o ai progetti del caro don Armando, che vuole creare un centro di aiuto per i degenti del nuovo ospedale di Mestre.

Perche’ parlo solo oggi del nuovo sito?
Perche’ oggi e’ un giorno importante: intanto esce il numero di Lettera Aperta (il foglio della mia parrocchia, diffuso in diverse migliaia di copie in tutta la citta’) con uno spazio dedicato a Mestre semplice, e per questo ringrazio calorosamente il parroco don Danilo.

Non solo, ma in appena sette giorni Mestre semplice e’ approdato su Google (o quasi, vedi update a fine post ;). Senza patemi d’animo, ottimizzazioni, studi sul posizionamento, questo e quello. Merito certo dei collegamenti da siti affidabili e importanti (prima di tutto La Girandola, grazie a Tiziano e Nicola per la fiducia). Per apparire in prima pagina con la keyword “mestre” ci vorra’ ancora molto tempo ma risultare gia’ terzi nella ricerca con la combinazione di termini “mestre” e “portale” (sotto il famoso mestre.it ed il comune di Venezia) e’ senza dubbio un bel risultato!

Sono contento, perche’ ho avuto la voglia, la forza di volonta’ e la costanza di realizzare un piccolo sogno, di fare qualcosa per gli altri e per me. Ora posso affrontare l’ospedale (domani esami, fra 7 giorni, probabilmente, intervento in “one day surgery”) piu’ serenamente, sapendo che mentre io saro’ li i miei concittadini trarranno beneficio dal mio lavoro.

Update 9/2/2007: per Google ho cantato vittoria troppo presto, sembra che ci mettera’ un po’ ad assestarsi… in effetti una settimana aveva del miracoloso… vorra’ dire che intanto spargero’ la voce e vedro’ di ottenere qualche collegamento da siti con un buon traffico.

Tragedie che non vediamo

Tutto diventa piccolo davanti a tragedie come questa, anche i miei timori per l’operazione sempre piu’ vicina (giovedi’ esami) e il vuoto che proprio in queste sere non avrei voluto vedere (grazie a tutti quanti… e scusate se a volte dimentico che ci siete).

04/02/2007

La famiglia

Cos’e’ la famiglia?

Un uomo e una donna che si sposano in Chiesa?

Un uomo e una donna che si amano, si sostengono e vivono assieme al di fuori del matrimonio?

Una madre e una figlia?

Un figlio e una madre?

Un padre e un figlio?

Due uomini che si amano, adottano un bimbo e gli evitano una vita in orfanotrofio?

Due donne che grazie alla scienza riescono ad avere una figlia e la amano e le danno tutto il loro affetto?

Per me si’. Sono tutte famiglie.
Dove c’e’ affetto e sostegno reciproco c’e’ famiglia.

La Chiesa, temo piu’ per l’orgoglio di avere la ragione, che per illuminazione divina, ci dice che non e’ cosi’ e che non bisogna fare leggi in favore di chi sceglie forme di convivenza diverse dal matrimonio. Di fatto si vuol legittimare solo chi si sposa secondo il rito Cattolico, sopportando chi lo fa in Comune e penalizzando chi ha altri valori, seppure la Costituzione italiana preveda la liberta’ di pensiero e il diritto a vivere senza essere cattolici o non in conformita’ con i precetti cattolici.

La loro motivazione e’ che ogni altra forma e’ “contro natura”. Quale sciocchezza?!

In NATURA esistono molte razze non monogame, cioe’ che si accoppiano liberamente, una volta con uno, una volta con l’altro. Certo, esistono anche animali che restano fedeli a vita al compagno, ma se vogliamo metter in mezzo “la natura” dobbiamo considerarla tutta, non solo una parte. E ricordiao che anche noi siamo animali e fino a qualche tempo fa agivamo in base alle leggi di NATURA anche noi.

Prima ho parlato di orgoglio. Di voglia, di pretesa di avere ragione, di sapere che le cose stanno cosi’ e basta. Poteva essere comprensibile quando credevamo che la terra fosse al centro dell’universo e magari il solo pianeta abitato. Oggi sappiamo che l’universo e’ grande, la terra non e’ al suo centro ed e’ ragionevole immaginare che esistano miliardi di miliardi di altre civilta’, ognuna con le proprie regole, religioni e tradizioni. Dio e’ uno ma e’ ovvio che si sia presentato sotto forme diverse a seconda delle culture e della situazione geopolitica. Lo ha fatto sulla terra, figuriamoci altrove…

Pensare che il matrimonio sia uguale dappertutto, che solo un essere di sesso maschile e uno di sesso femminile sposati in un tempio religioso siano una famiglia qui e in tutto l’universo e’ veramente assurdo e sintomo di una mentalita’ ristretta che fatica ad accettare che noi si sia parte di qualcosa di piu’ grande e che il fine dell’umanita’ sia crescere in armonia, sostenendo e amando il prossimo nel rispetto delle sue scelte.

Mi spiace cari signori ma quando intimate ai politici di non fare leggi che mettano in crisi (e perche’ mai, poi?) la Famiglia, io non credo stiate parlando in nome di Dio perche’ non credo che la preoccupazione principale di Dio sia la forma giuridica della famiglia ma che vi sia amore, rispetto, sostegno e perdono.

Quando poi sento dire da un Vescovo che una coppia omosessuale non e’ una famiglia perche’ non puo’ procreare”, e penso alle migliaia di coppie sposate sterili, credo che davvero l’orgoglio accechi e faccia perdere la visione di cio’ che puo’ davvero volere Dio.

In Fede.
Post scritto da una persona che ogni settimana si impegna perche’ la voce della sua parrocchia esca dal quartiere e si presenti sulla grande Rete.

02/02/2007

Strage allo stadio

Nel 1985 avevo 13 anni. Non c’era Internet e io non avevo ancora una TV in grado di decodificare il Televideo quindi le notizie le apprendevo dai TG trasmessi agli orari canonici.

Alle 20 circa Paolo Zennaro a Radio Venezia accenno’ a scontri fra tifosi allo stadio dove si doveva svolgere una importante partita di coppa UEFA.

Solo il giorno dopo avrei conosciuto la portata della tragedia che si stava compiendo in quelle ore mentre io ascoltavo sereno le dediche durante la “Stereomagicaserata” della mia radio preferita.

I politici d’allora si scandalizzarono e parlarono di decisioni urgenti, provvedimenti estremi, ecc.

Eppure non e’ cambiato niente e sapete perche’? Perche’ attorno al calcio, risse comprese, girano i soldi e quindi tutto e’ lecito.

I signori politici della Seconda Repubblica vogliono dimostrare l’opposto? Bene. Impongano lo stop alle partite. Tutte. Che a calcio giochino solo i bimbi nei cortili. Niente piu’ partite di calcio in Italia fino a settembre 2008 e alla ripresa esclusione immediata delle squadre se durante una loro partita si verificano incidenti a causa degli ultra’,.

Voglio proprio vedere se lo faranno. Voi ci credete?

Mentre aspettiamo leggiamo la cronaca di quella sera di 22 anni fa, non cosi’ diversa dalle notizie odierne:
Strage dell’Heysel (da Wikipedia)

Heidi

Ho trovato…
il sito ufficiale dell’anime di Heidi!

Ehm, chi me lo traduce?
;)