Appello per il DIRITTO alla Liberta’ di cura
Se siete maggiorenni firmate anche voi questo Appello per il diritto alla Liberta’ di cura.
Se siete maggiorenni firmate anche voi questo Appello per il diritto alla Liberta’ di cura.
Leggo sconcertato:
La Santa Sede critica il progetto di dichiarazione che la Francia intende presentare all’Assemblea dell’Onu, a nome dell’Unione Europea, per depenalizzare l’omosessualita’ nel mondo. “Tutto cio’ che va in favore del rispetto e della tutela delle persone - spiega l’osservatore permanente al Palazzo di Vetro, mons. Celestino Migliore in un’intervista all’agenzia francofona di informazione religiosa I Media - fa parte del nostro patrimonio umano e spirituale, ma qui, la questione e’ un’altra: con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di Paesi, si chiede agli Stati ed ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni”.
Da Repubblica.it
Sono sempre piu’ convinto che parte della Chiesa Cattolica stia perdendo la bussola e proceda verso una chiusura totale contro tutto cio’ che e’ diverso dal mondo che loro, in base alle loro convinzioni, ritengono Giusto e Vero. Loro convinzioni ripeto, perche’ Gesu’ non ha detto nulla del genere ne’ ha mai discriminato la donna, l’uomo, il diverso o il peccatore.
Anzi, cosa ha detto lui?!
SCAGLI LA PRIMA PIETRA…
E visto che oggi e’ la giornata mondiale contro l’AIDS non posso non chiedermi quante vite si salverebbero in piu’ se la Chiesa smettesse di opporsi all’uso del preservativo. L’amore fra due esseri viventi non puo’ essere finalizzato solo alla procreazione, non ha senso e dirlo umilia pure le coppie che non possono avere figli.
Ma torniamo alle discriminazioni…
Sono loro discriminano gli omosessuali impedendo loro di diventare sacerdoti.
Sono certi fondamentalisti cattolici che sulla base di un testo dell’Antico Testamento (che fra le altre vieta di toccare una donna che ha le mestruazioni o sedersi dove s’e’ seduta lei, di radersi, di tatuarsi e di mangiare crostacei) definiscono l’omosessualita’ un abominio.
Per fortuna la Chiesa con cui ho a che fare io, pur fatta di uomini radicati in un certo modo di pensare (ma c’e’ rispetto reciproco per le convinzioni differenti), si impegna per i poveri e i bisognosi, crea occasioni di unione, svago e crescita, non fa proclami assurdi come quello che cito. Se non fosse per la bella gente con cui collaboro mi sarei da tempo allontanato da questa Chiesa che sembra inseguire l’integralismo.
Comunicato vergognoso davvero.
Apprendo oggi che chiudera’ presto L’Angelo, il settimanale di informazione cristiana e notizie utili che don Armando Trevisiol realizzava a sue spese con l’aiuto di uno staff di volontari e diffondeva gratuitamente presso il nuovo ospedale dell’Angelo.
Invito tutti, anche i non credenti, a guardare un numero sul sito web, a capire cos’era. A vedere con i propri occhi come in quelle pagine c’erano semplicemente notizie dai responsabili dell’ospedale, testimonianze di speranza, uno spazio dedicato alle preghiere piu’ comuni e uno con i recapiti di tutte le associazioni di assistenza che operano all’interno del nuovo ospedale di Mestre, nonche’ delle parrocchie per chi, ricoverato, desiderasse entrare in contatto col proprio parroco.
Perche’ chiudera’? A quanto pare a causa di resistenze ecclesiali all’interno della struttura per la quale la nostra brava curia vuole commissioni, convegni, responsabili e blah blah. E cosi’ uno strumento utile, apprezzato dalla gente, discreto, semplice e diretto viene fatto fuori per mera POLITICA che per quanto mi riguarda ha davvero poco a che fare con quello che Gesu’ ci ha insegnato.
Per ora l’archivio dell’Angelo e’ online ma e’ una vittoria di Pirro perche’ a loro del web non importa, a loro interessava toglierlo daile stanze dei malati, per dar loro qualcosa di approvato da qualche solerte commissione ecclesiale creata ad hoc.
Mi spaventa rendermi conto di vivere in un paese dove una certa parte della popolazione -e in particolare prelati, politici, stampa e gente che li ascolta e ne ripete le posizioni talvolta acriticamente- pretende di decidere per il prossimo indipendentemente dalle volonta’ di quest’ultimo.
Eluana non voleva vivere nello stato in cui e’, attaccata a sondini e oggetto di intrusioni nella sua intimita’ (viene lavata, massaggiata, spostata da altri: per quanto amorevolmente questo avvenga non e’ cio’ che lei voleva.
Lo ha detto al padre prima dell’incidente e il padre vuole rispettare i suoi voleri.
A quanto pare c’e’ gente a cui non importa assolutamente nulla, gente che preferisce vedere un corpo inerme costretto a vivere per decenni,
Mi chiedo se alle stesse persone, cosi’ tanto sensibili e premurose verso l’altrui vita umana, interessi altrettanto il destino di Eluana. No, non parlo dell’Eluana del caso ben noto.
Parlo di Eluana la bambina che in questo momento sta chiedendo la carita’ infreddolita davanti al supermarket di una grande citta’. Eluana che ti tende la manina sporca e se le dai qualche centesimo si affretta a nasconderlo per porgere ancora la manina sporca e vuota perche’ cosi’ le ha insegnato chi la sfrutta ed e’ pronto a massacrarla di botte se non portera’ a casa abbastanza soldi.
Mi chiedo se a loro interessi altrettanto di Eluana.
No, ancora non la Eluana vittima del duello Chiesa/Stato ma Eluana la quattordicenne rumena attirata in Italia da qualche merda essiccata che le ha promesso successo e soldi poi l’ha massacrata di botte e ora la manda sulla tangenziale a prostituirsi, senza profilattici che i clienti pagano di piu’.
Mi chiedo se chi parla di “morte per fame e per sete” provi una stretta al cuore a pensare a Eluana.
Ancora una volta non la “nostra” Eluana, ma quella bambina di quel villaggio africano, occhioni grandi e tristi, pancino gonfio di vuoto e una lacrina di dolore, che e’ morta per fame mentre scrivevo questo post.
Certo, la Chiesa e tanta gente fa tanto per i poveri. Stranamente chi piu’ fa si sente meno in TV a pontificare sull’altrui vita. Forse perche’ sono troppo impegnati a cercare di salvare tutte le “Eluana” del mondo.
La si puo’ pensare in tanti modi. Purtroppo c’e’ chi vuole imporre il proprio pensiero sull’altrui volonta’ e questo mi fa paura. Mi fanno paura anche la superficialita’ della gente e le colpevoli verita’ taciute in certe dichiarazioni, ma piu’ ancora la volonta’ di imporre le proprie scelte sugli altri.
Perche’ certi giornalisti non organizzano campagne a favore dei bambini costretti a chiedere la carita’ o delle ragazzine costrette a vendersi ai porci?
Perche’ i vari vertici della CEI e i parlamentari teodem non si lanciano con altrettanta violenza verbale contro queste situazioni?
Perche’ questa sollevazione mediatica non avviene per quei bambini e quelle bambine, per quelle ragazzine e per quegli uomini sfruttati o che muoiono di fame?!
Io rispetto chi non la pensa come me ma vorrei che loro facessero altrettanto.
Lasciate andare Eluana, lei non voleva tutto questo.
Occupatevi di chi e’ vivo e potrebbe ancora avere una vita felice.
Finalmente l’anima di Eluana potra’ ascendere al Paradiso e sfuggire dalle bassezze di certi politicanti, laici ed ecclesiali. Sia Lodata la Cassazione.
Sono certo che il Signore l’accogliera’ a braccia aperte. La aspetta ormai da 16 anni, da quando il suo cervello si e’ fermato e il suo corpo e’ stato tenuto in vita forzatamente.
Credo che Peppino Englaro, il padre, sia un uomo da ammirare. Ha combattuto perche’ la figlia avesse diritto di vedere rispettate le proprie volonta’: Eluana prima dell’incidente che l’ha ridotta in come vegetativo permanente aveva detto che mai avrebbe voluto essere lasciata “sopravvivere” in quello stato.
Il padre avrebbe potuto portarla a casa pochi mesi dopo e lasciarla morire, come sovente avviene, ma ha fatto una battaglia di civilta’ perche’ il suo diritto a essere lasciata morire fosse riconosciuto da quella stessa Legge che ne aveva causato la sopravvivenza contro natura. In risposta ha ricevuto attacchi gratuiti e pesanti da tanta gente che o parla in buona fede ma ignora l’argomento o parla proprio in malafede.
Peppino Englaro e’ un uomo da ammirare e che ammiro. Un uomo che ha lottato per vedere rispettate le volonta’ della figlia. Qualcuna delle persone che parla tanto per farlo si rende conto di cosa vuol dire lottare perche’ tua figlia possa andare in Cielo?
Certo non sono da ammirare e non ammiro quei politici che in nome di una, ripeto una, religione vogliono imporre la condanna alla vita contro natura a chi non condivide i loro principi. Credere dovrebbe essere una libera scelta. Se la religione diventa legge il libero arbitrio che fine fa?
Certo non sono da ammirare e non ammiro le suore che si occupano di Eluana. Posso umanamente capire certe loro posizioni ma non giustifico dichiarazioni pubbliche come “se il padre la considera morta che la lasci a noi”.
Certo non ammiro i vertici della CEI che parlano di mostruosita’, assassinio e quant’altro. Si contraddicono continuamente! Morte naturale? Eluana senza sondini gastrici sarebbe gia’ morta da un pezzo. Con questa crociata ideologica, poi, rischiano di andare a toccare il delicato tema dei trapianti. Le prime avvisaglie ci sono gia’ state.
Certo non posso ammirare certi giornalisti che hanno evocato una morte per fame e sete ignorando che Eluana non prova ne’ l’una ne’ l’altra cosa e che comunque dopo la cessazione dell’alimentazione (che avviene via sondino ed e’ composta da speciali liquidi) saranno attuate le pratiche per ridurre lo stress del fisico.
Ora tutti invocano una legge sulla fine della vita, perfino la CEI.
Immagino come la vogliono oltre Tevere. Articolo 1 e unico: chiunque va collegato alle macchine e tenuto in vita a ogni costo. Se c’e’ un blackout sara’ il segno che il Signore nostro Dio ha deciso cosi’. Fino a tale evento vita, sempre e comunque. Se riusciamo a evitare il blackout tanto meglio. Non importa cosa resta dell’essere umano e se per caso soffre (vedi caso Welby). Si vive finche’ la scienza trova modi per prolungare la sopravvivenza del corpo perche’ noi crediamo sia giusto cosi’.
Nel caso invece l’Italia si dimostri un paese democratico e non integralista sullo stile delle nazioni arabe che tanto contestiamo, ove spesso peccato equivale a reato e talvolta a morte, io dico fin d’ora che se mi trovassi nelle condizioni di Eluana, senza alcuna reale possibilita’ di recupero, preferirei che la mia anima ascendesse al Paradiso piuttosto che farla restare prigioniera di un cervello ormai morto. (NB: tocco ferro)
Se sbaglio, sara’ Dio a dirmelo quando arrivero’ da Lui.
Vale come testamento biologico?
Spero di si’.
EDIT: mi conforta leggere per il web molti altri credenti esprimere opinioni simili a quelle di questo post riguardo all’epilogo di questa triste vicenda.
Ovviamente c’e’ anche chi non la pensa cosi’. E’ legittimo e meritano rispetto, almeno finche’ non dicono strafalcioni o lanciano insulti gratuiti e ingiusti.
Schifani, presidente del Senato, dice che chi mette in discussione la leggittimita’ dello Stato di Israele compie opera di antisionismo che equivale all’antisemitismo.
Sara’ ma quando leggo che un gruppo di coloni israeliani ha picchiato un bambino palestinese di sei anni, io domande sulla legittimita’ di Israele (Stato per altro impegnato a non rispettare le risoluzioni ONU o a farle bloccare) me li pongo.
Smettiamola con questa sciocchezza dell’antisemitismo. Chi e’ antisemita (o anti qualsiasi cosa) e’ insulso ma e’ altrettanto insulso impedire la critica a un paese che da decenni massacra un popolo.
Voglio un mondo nel quale bianchi e neri, uomini e donne abbiano gli stessi diritti, siano uguali e abbiano le stesse possibilita’.
Voglio un mondo nel quale le differenze, in nome di atavici distinguo o religioni mal interpretate, siano spazzate via dal contributo che uomini e donne di ogni provenienza ed estrazione sociale danno al bene comune.
Speravo che Lewis Hamilton vincesse il campionato di Forumula1 e l’ha vinto.
Spero ardentemente che Barack Obama diventi presidente degli Stati Uniti perche’ puo’ essere un simbolo di riscossa per miliardi di uomini che fino all’altro ieri (e a volte tuttora) erano discriminati solo per il colore della loro pelle. Senza dimenticare che Barack viene dalla vita normale, e’ giovane e non e’ abituato a decenni di privilegi e quindi puo’ rappresentare una vera svolta a differenza di McCain.
FORZA BARACK! FORZA OBAMA!
Se siete abitanti degli USA, votatelo!
Ieri la mia amica Maria Cristina, simpaticissima catechista di Carpenedo, ha inoltrato a tutti i suoi contatti un articolo tratto da “L’Avvenire” con le consuete critiche alla festa di Halloween che non rispetterebbe le tradizioni cristiane e anzi le soppianterebbe ecc.
Ricevendolo potevo trattenermi? No dico, voi che forse leggendomi un po’ mi conoscete, pensate che potessi trattenermi?
Certo che no! Ho risposto, inviando a lei e in copia a tutti i destinatari la riflessione che riporto:
Halloween ha origine nel nostro continente in epoca pre-cristiana. E’ stato il cattolicesimo a tentare di incorporare tale festa, come molte altre pagane, nel proprio calendario liturgico.
Oggi i media hanno importato l’Halloween nord americano facendone un evento consumistico. Brutto? Bello? E’ un’occasione per i bambini per stare insieme e fare festa. Nulla impedisce il giorno dopo di andare in cimitero. Del resto anche a Natale si unisce il Sacro col regalo materiale. Personalmente conosco pure un signore che la mattina di Natale porta i figli in cimitero a salutare i parenti.
Secondo me non ci si dovrebbe scandalizzare. Chi vuole lo festeggia, chi non vuole non lo festeggia.
Per chi vuole saperne di piu’ segnalo lo speciale Halloween del portale per bambini, ragazzi e genitori “La Girandola” che da’ spazio a siti storici, opinioni contrarie e opinioni a favore:
http://www.lagirandola.it/lg_primopiano.asp?idSpec=14
Ecco, e’ notizia di poco fa che a quanto pare il mio contributo e’ piaciuto (soprattutto a chi e’ stato accusato di diffondere volumetti sul tema) e sara’ fatto circolare.
Non so, secondo me l’ho fatta grossa e temo che la Maria Cristina non mi inviera’ piu’ certi articoli ;-)
(ciao se leggi, non prendertela ma sono uno spirito libero!)
Finalmente si affronta il tema del maestro unico/prevalente rispetto alla soluzione adottata in Italia in questi anni.
Ora diro’ la mia in modo assolutamente schietto e diretto.
Capisco che ci siano tanti insegnanti e pochi bambini (soprattutto negli anni passati) e capisco anche che con la graduale scomparsa della figura del nonno (o la sua assenza nel caso degli immigrati) si sia reso necessario estendere l’orario delle lezioni e farlo coincidere con gli impegni delle famiglie, ma a sentire gli orari dei figli di amici o degli alunni del mio amico Tix mi pare assurdo che vengano imposte a bimbi dai sei anni in su’ ore e ore di impegno scolastico, a cui poi si aggiungono anche i compiti per casa.
Credo che negli anni si sia perso l’obiettivo della scuola ovvero dare una cultura interdisciplinare agli alunni, non creare posti di lavoro per tutte le persone che hanno fatto le magistrali o realizzare un luogo ove i bambini restino finche’ mamma e papa’ lavorano.
Oggi molti ragazzi criticano il ritorno a un tempo pieno opzionale e ad un maestro prevalente. Forse non sanno che i loro genitori alle elementari andavano a scuola dalle 8.30 alle 12.30 e alle medie dalle 8 alle 13, al limite con uno o due ritorni pomeridiani di un paio d’ore per materie aggiuntive.
Eppure le passate generazioni non sono piu’ ignoranti dell’attuale!
Forse i ragazzi di oggi non sanno che 25 anni fa i bambini dopo la scuola si incontravano, giocavano a calcio in cortile (che e’ diverso da praticare uno sport in squadra fra tornei regolamenti, orari fissi, ecc) imparavano ad andare da soli a casa degli amichetti del quartiere, si trovavano per fare 4 compiti e BASTA perche’ il resto del pomeriggio era dedicato al gioco (videogame compresi) e magari a momenti di puro ozio.
No, adesso sono tutti convinti che servano tre maestri per classe e che stare a scuola 6 o 7 ore al giorno significhi imparare di piu’.
A me fa molto piacere sapere che anche fra gli insegnanti c’e’ chi non ritiene necessariamente sbagliata la strada usata fino all’altro ieri, pur restando critico verso le forme e i modi della riforma Gelmini.
Nella Chiesa Cattolica come in tutte le realta’ c’e’ chi fa del bene e chi con certe prese di posizione agisce veramente male.
Oggi l’Osservatore Romano, periodico della Citta’ del Vaticano, se ne esce con questa vergognosa affermazione:
Oss. Romano: Morte cerebrale non e’ la fine della vita
Rivedere il concetto di morte
(da Repubblica.it)
Stimo molti sacerdoti e metto a disposizione di varie realta’ religiose le mie capacita’ per consentir loro di trasmettere le idee della Chiesa, anche quelle che non condivido, ma non ho problemi a definire vergognosa e inaccettabile questa uscita dell’Osservatore.
Spero che la Chiesa prenda le distanze e soprattutto che nessuno, ne’ laici ne’ religiosi, dia il minimo peso a queste inaccettabili parole che possono avere conseguenze devastanti per i pazienti in attesa di trapianto.
Ho un’amica viva grazie a un trapianto. Dovessi mai incontrare qualcuno che condivide queste affermazioni gli direi A VOCE ALTA quel che penso.
EDIT
La Chiesa diciamo che “prende le distanze”:
Speriamo sia una posizione condivisa e definitiva e non qualcosa su cui torneranno in seguito.
La dottrina della Chiesa riguardo all’espianto degli organi non cambia. “Le riflessioni pubblicate oggi dall’Osservatore Romano in un articolo sul tema sono ascrivibili all’autrice del testo e non impegnano la Santa Sede”. Lo ha precisato all’Agi il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, sottolineando che l’articolo in questione “non e’ un atto magisteriale ne’ un documento di un organismo pontificio”. “Non dico nulla sul contenuto dell’articolo, che non e’ un’ editoriale, se non che e’ firmato da una persona e che dunque porta l’autorevolezza della testata e di quella persona”, ha aggiunto il direttore della Sala Stampa.
(sempre da Repubblica.it)
Continua la difesa delle autorita’ di Bolzano mentre associazioni di tutela degli animali e semplici cittadini esprimono lo sdegno di fronte a una scelta crudele e ingiustificata.
Assurdo per altro che una citta’ che puo’ ricevere visite di animali selvatici si dica non attrezzata con fucili spara-anestetici. Il servizio veterinario della ASL comunque si era reso disponibile a intervenire ma si e’ deciso diversamente e il cervo e’ stato ammazzato con tre colpi. Tre colpi tre. A una creatura circondata e ferita che non poteva piu’ far correre pericoli alla cittadinanza. Bravi.
Ho trovato atroce la decisione di abbattere il cervo finito, suo malgrado, nelle strade di Bolzano. Dicevano di averlo bloccato in un parcheggio sotterraneo e hanno giustificato la sua esecuzione affermando che “poteva fare una strage”. Ma se l’avevate bloccato?!
A quanto leggo la LAV e’ molto critica e riporta dettagli che trovo sconcertanti.
Ad esempio dice il comunicato:
[...]bloccato in un angolo, recintato con una rete dai vigili del fuoco, presidiato da numerosi agenti di polizia, l’animale poteva tranquillamente essere recuperato in modo non traumatico, non rappresentando più un pericolo. Il Servizio Veterinario dell’Azienda Sanitaria era già stato allertato ed aveva predisposto l’intervento del veterinario con cerbottana e dardo anestetico, ma inutilmente.
Riposa in pace innocente creatura, vittima della prepotenza degli esseri umani.
Mordechai Vanunu e’ un ex tecnico nucleare israeliano. Nel 1986 in un’intervista a Londra svelo’ al mondo che Israele aveva un progetto per realizzare armamenti nucleari. Dalle informazioni e immagini fornite, gli esperti stabilirono che Israele doveva avere fra 100 e 200 testate nucleari.
E’ stato attirato con l’inganno a Roma dove i servizi segreti israeliani lo hanno rapito e portato in Israele. Una volta nella sua terra e’ stato condannato a 18 anni di prigione, di cui 11 passati in completo isolamento. Rilasciato nel 2004 e’ stato arrestato molte volte per violazione dei “democratici” e “civili” termini della sua liberta’, qui riportati (fonte Wikipedia):
A oggi, con ritardi e rinvii continui, proseguono i suoi processi e appelli contro ulteriori pene legate a violazioni di questi termini. Molte associazioni (fra cui spicca Amnesty International) e istituzioni sovranazionali hanno gia’ protestato per questo trattamento. La Norvegia ha mosso recentemente dei passi per offrirgli asilo politico. Tutto pero’ resta in mano ad Israele.
E’ piu’ che giusto e normale per tutti avercela con i terroristi che si fanno esplodere e ammazzano i civili quindi capisco perche’ in molti preferiscano Israele altri Stati dell’area mediorientale, tuttavia e’ forse accettabile che uno Stato tratti cosi’ un suo cittadino?
Se anche si vuole chiudere gli occhi su quello che Israele fa ai civili palestinesi “per difendersi dai terroristi”, bisognerebbe guardare alla vicenda di Mordechai Vanunu e chiedere chiaramente alle autorita’ israeliane se questa e’ la loro idea di democrazia e rispetto dei diritti umani e civili.
Per chi volesse saperne di piu’:
E noi cosa possiamo fare? Parlarne!
Forse si vuole usare Mordechai Vanunu come esempio di cosa succede a chi non e’ fedele ai piani di Israele qualsiasi essi siano? Il suo trattamento serve a evitare che altri, seguendo la propria coscienza e non gli ordini superiori, facciano come lui in Israele prendano le distanze dalla politica attuale? Bene, noi parliamone, tanto ma talmente tanto che non si possa piu’ pensare a Israele senza pensare a Mordechai Vanunu, condannato per aver detto al mondo che Israele aveva un armamento atomico.
Fa caldo e leggo troppe notizie che hanno a che fare con la Chiesa -non con Dio, con la Chiesa- che mi fanno ribollire il sangue.
Una, in particolare: la bandiera della pace, secondo l’agenzia di stampa della Congregazione vaticana di Propaganda Fide, avrebbe a che fare con gli omosessuali, con altre religioni, ecc e non andrebbe quindi usata nelle chiese. Come simbolo di pace meglio la Croce.
Premesso che non amo la bandiera della pace per i fini politici con cui e’ stata proposta (no alle guerre “amerikane”, ecc ecc), trovo la tesi assurda e mi ha rinfrancato e rinfrescato l’anima la risposta molto franca di un sacerdote, si’ di un sacerdote, a queste considerazioni.
Una piccola precisazione sul dibattito sviluppatosi in questi giorni.
La Comunione non e’ vietata a tutti i divorziati ma solo a quelli che hanno SCELTO di divorziare e ai risposati.
In parole povere: se una persona subisce il divorzio ma continua a vivere come se fosse sposata (quindi non intraprende nuove relazioni, non si risposa, non convive) puo’ ancora avere accesso alla Comunione. Chi invece ha voluto divorziare non potra’ avere accesso al Sacramento.
Non lo dico io, l’ha detto il Patriarca di Venezia Angelo Scola durante la visita pastorale a Carpenedo. Trovate l’audio in questa pagina (quinto file, “Domande delle famiglie e risposte del Patriarca”, a partire dal minuto 39).
Non condivido la scelta della Chiesa cattolica di escludere i divorziati risposati dall’Eucaristia (anche se in questo file audio il Patriarca di Venezia da’ la spiegazione teologica del perche’) ma trovo bello e giusto che chi ha subito il divorzio POSSA fare la Comunione (a meno che non sussistano altri peccati, ovvio).
A maggio sentendo la registrazione sono stato felice di sapere che una mia amica che ha subito un divorzio puo’ ancora fare la Comunione. Bisognerebbe divulgare meglio queste notizie ed e’ quel che cerco di fare con questo post.
Nel farlo non posso che rilevare come altre chiese abbiano scelto diversamente e il mondo non sia per questo caduto. Chissa’ cosa ne dice nostro Signore e se tanti “no” vengono davvero da lui o sono frutto di ragionamenti e scelte dell’uomo. Credo che se tornasse quaggiu’ forse alcune sue risposte non ci piacerebbero, ma forse non piacerebbero nemmeno alle gerarchie religiose.
Quanto lontani siamo da te, Signore?