17/03/2007

Cellulari e divieti

Un giorno leggi che i sindacati e gli insegnanti sono pronti a scioperare per il mancato rinnovo del contratto di categoria, il giorno dopo il ministro della pubblica istruzione e’ su tutti i giornali perche’ ha emesso una circolare che vieta l’uso del cellulare ad alunni e insegnanti durante le ore di lezione. Circolare superflua perche’ in realta’ basterebbero i regolamenti di istituto…

Ai miei tempi era vietato usare a scuola videogiochi portatili ed era “sconsigliato” portare “apparecchiature di valore”, senza bisogno che scendessero in campo i ministri…

Qualche dubbio e perplessita’ oggi viene…
come ci si stupisce a vedere che chi ieri usava tutti i mezzi (compresi giochi in flash che istigavano a tirar torte a un ministro della Repubblica) per criticare la Moratti, all’attuale ministro non abbia mai nulla da dire, su nessun argomento…

Detto questo, vietare l’uso dei cellulari DURANTE una lezione ha senso, ipotizzare leggi per vietarne l’introduzione nelle scuole e’ assurdo ed e’ una limitazione di diritti, liberta’ personali e sicurezza degli studenti.

Se passasse questa idea e se io avessi un figlio lo manderei a scuola col cellulare legge o non legge: durante le lezioni e’ giusto che il telefono resti spento ma nel percorso casa-scuola-casa, che puo’ essere anche lungo, e’ imperativo che i ragazzi possano mantenere i contatti con la famiglia se ne hanno la necessita’. Oppure la scuola si assuma la responsabilita’ dei ragazzi anche fuori dalle mura dell’edificio. Troppo comodo pensare di vietare senza pero’ fornire alternative!

Forse finira’ come accade in tanti ospedali dove, nonostante i mille cartelli, infermieri e medici consentono ai pazienti, se se ne servono con garbo e se non sono ricoverati in reparti con sistemi salvavita, di fare qualche telefonata a casa…

In realta’ basterebbe avere piu’ buon senso e non seguire questo eterno principio del divieto di tutto che porta la gente a violare regole ritenute ingiuste e fa perdere il doveroso senso del rispetto verso le leggi.

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