13/02/2013

La grande, grossa palla

“Mi serve per la scuola”.

Da sempre gli studenti hanno usato la scusa “mi serve per la scuola” come giustificazione per acquisti e capricci, dal set di righelli e squadrette al diario di marca, alla calcolatrice programmabile fino al PC.
La nuova frontiera sono i social network, che a leggere gli studenti di oggi sarebbero uno strumento indispensabile, sia per la didattica sia per l’appartenenza alla rete sociale della classe. E guai a non averli, del resto la risposta del bimbo-preadolescente-adolescenteribelle a genitori e conoscenti contrari o perplessi e’ sempre stata, nei decenni, “ma lo hanno tutti i miei compagni”, “ma serve davvero”, “senza non avro’ mai amici”.

Palla.
Grande e grossa palla nera gigante da demolizioni che si e’ manifestata nella sua maestosa sfericita’ in questi ultimi mesi grazie a due eventi.

Primo: su Twitter (tutt’altra cosa dai social network cui aspirano i ragazzini) un argomento giocoso ha fatto emergere che la presunta necessita’ di stare “nel gruppo della classe per avere i compiti se manco da scuola” e’ una cavolata dato che spesso e volentieri i compagni non sono cosi’ propensi ad aiutarsi. Del resto e’ logico: puo’ un sistema che nella realta’ e’ basato su cerchie e gruppetti appiattirsi e porre tutti allo stesso livello nel cyberspazio?
Sarebbe bello ma non succede sempre, anzi online c’e’ pure il “cyber bullismo” che puo’ avere conseguenze drammatiche sulle vittime visto che supera i confini della classe e della scuola.
I ragazzini che vogliono essere nei social network per sentirsi “parte del gruppo” rischiano quindi di avere una amara sorpresa. Dopo aver rinunciato alla privacy del nome e cognome e della scuola frequentata (dati che un minore non dovrebbe mai dare, non lo dico io ma il garante della privacy e la polizia), potrebbero accorgersi che non basta, e allora appiattirsi sulle abitudini del gruppo “taggando” foto, mettendo le proprie, facendo girare quelle altrui allegramente ignari delle leggi in merito e pure dei pericoli nelle loro azioni.

Secondo: il governo attuale, spinto dalla necessita’ di risparmiare, ha ben pensato di imporre l’iscrizione alle scuole elementari e medie solo via Internet. Nessun problema, tanto come dicono i ragazzi “qui il PC lo hanno tutti” e “qui sono tutti sui social network”. A sentir loro l’Italia e’ un paese altamente informatizzato. Tutti bravi col PC e tutti collegati a Internet.
La gente che non arriva a fine mese e men che meno puo’ pagare la connessione o che non sa usare il PC non esiste nel mondo perfetto dei ragazzi che vogliono entrare nei social network e a quanto pare nemmeno in quello di chi ha avuto la pensata dell’iscrizione telematica. E cosi’ eserciti di genitori con pochi soldi, incapaci di usare un PC o che lo hanno ma non usano Internet, assediano conoscenti connessi e le segreterie delle scuole per farsi fare l’iscrizione. Ce la faranno, dovranno farcela entro il 28 febbraio.
Il dubbio e’ cosa sara’ dei loro figli. Come riusciranno a studiare, magari pure con profitto, essendo privi di questa indispensabile risorsa didattica e sociale?
Chissa’, magari scopriranno che la didattica si fa a scuola e i rapporti in classe non devono dipendere da quanti compromessi una persona e’ disposta a fare per stare “nel gruppo”.

Speriamo. Intanto io scappo, perche’ la palla e’ diventata grossa e mi sta rotolando addosso, spinta da tutti quelli che a causa di questo post forse si sentiranno dire un giusto “no” dai genitori.

Inserisci un commento

Commento

In questo blog non sono graditi commenti anonimi, provocatori oppure offensivi. Esiste la libertà di opinione e critica alle tesi espresse ma la si esercita firmandosi (va bene anche un nick) e con educazione.